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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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evolution
Mi sembra tu viva in un altro mondo. Mi sembri un sofista più che uno psicologo; anche da quello che hai detto in altri interventi (dicendo ad esempio che May e Rogers erano psicoanalisti e cercando di sostenere la tua tesi a dispetto dell'evidente realtà).
L'approccio del counseling può essere considerato una delle correnti della psicologia, ma non ci vedo tanta differenza tra le due professioni, non più grande di quella che ci può essere tra una psicoterapia ad orientamento cognitivo comportamentale o una ad orientamento psicodinamico.
Che il counselor non possa fare diagnosi psicologica credo che sia chiaro solo a te, non alle migliaia di counselor che ci sono in giro; per questo ho detto che che sembra tu viva in un altro mondo. Mi domando se tu abbia interesse nella formazione del couseor.
Cara evolution, forse qualche mio intervento precedente te lo sei perso. Ma ti posso fare un breve riepilogo: credo molto più nell'intervento di counseling che nell'intervento psicologico, non a caso ho centrato la mia professione esclusivamente sul counseling.
Il fatto che in Italia sia pieno di cialtroni nulla toglie e nulla aggiunge al counseling. Ricordo a latere che l'assenza di una regolamentazione per il counseling è dovuta all'assenza di un intervento normativo.
Nel mio caso l'avere una laurea in psicologia non significa poi dire di fare counseling facendo di fatto lo psicologo... significa proprio fare tutt'altro tipo di mestiere.
Quanto a questo imperante abusivismo che sostieni (tu come molti altri) esistere in Italia (ovvero counselor che fanno diagnosi psicologiche, etc.) devo rilevare che nessun counselor è mai stato condannato in via definitiva sencondo l'equazione "fare counseling" = "fare lo psicologo".
Ergo: o i counselor sono molto furbi o i giudici sono tutti scemi. Scegli te la risposta che più ti aggrada.
O forse gli psicologi si stanno sbagliando? No, questo è impossibile, uno psicologo "duro e puro" non può commettere errori di valutazione su come sta girando il mondo oggi...
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Il fatto di non essere stati condannati in via definitiva, non esclusìde la colpevolezza, come dimostrano molti processi italiani, quanto la non conoscenza dei giudici sull'argomento in questione. Basti pensare alla sentenza del giudice di milano che - compiendo una seria mancanza procedurale - non ha consultato neppure uno psicologo come parte civile ma ha ripreso la nota dicitura di un'associazione di counseling, per averne un'idea purtroppo.
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RosadiMaggio
Il fatto di non essere stati condannati in via definitiva, non esclusìde la colpevolezza, come dimostrano molti processi italiani, quanto la non conoscenza dei giudici sull'argomento in questione. Basti pensare alla sentenza del giudice di milano che - compiendo una seria mancanza procedurale - non ha consultato neppure uno psicologo come parte civile ma ha ripreso la nota dicitura di un'associazione di counseling, per averne un'idea purtroppo.
Ragazzi, ci rinuncio... cos'è? Un complotto? Anche i tribunali sono contro gli psicologi? Che dobbiamo fare? Ci facciamo giustizia da soli?
Dai, non scherziamo... sono stati gli psicologi a portare i counselor in tribunale. Se poi perdono... non c'è motivo di arrampicarsi sugli specchi. Fine della storia.
Ora se non vanno nemmeno bene le sentenze di un tribunale della Repubblica...
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quattrostracci
Quanto a questo imperante abusivismo che sostieni (tu come molti altri) esistere in Italia (ovvero counselor che fanno diagnosi psicologiche, etc.) devo rilevare che nessun counselor è mai stato condannato in via definitiva sencondo l'equazione "fare counseling" = "fare lo psicologo".
Ergo: o i counselor sono molto furbi o i giudici sono tutti scemi. Scegli te la risposta che più ti aggrada.
La realtà è che a livello giuridico si è colpevoli se ci sono delle prove e innocenti se le prove non ci sono. Credo sia chiaro a tutti che coglire sul fatto un abuso di professione in ambito psicologico sia molto più difficile che smascherare un abusivo in ambito medico o odontoiatrico.
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quattrostracci
Cara evolution, forse qualche mio intervento precedente te lo sei perso. Ma ti posso fare un breve riepilogo: credo molto più nell'intervento di counseling che nell'intervento psicologico, non a caso ho centrato la mia professione esclusivamente sul counseling.
Nel mio caso l'avere una laurea in psicologia non significa poi dire di fare counseling facendo di fatto lo psicologo... significa proprio fare tutt'altro tipo di mestiere.
L'avere una laurea in psicologia infatti non ti autorizza a fare lo psicologo, a meno che tu non abbia fatto il tirocinio post-laurea e l'esame di stato.
Sai c'è anche molta gente (non credo sia il tuo caso) che dice di essere laureata in psicologia e fa counseling, poi scopri che la laurea in psicologia non l'ha ma ha quella breve in scienze e tecniche psicologiche, nessun tirocinio post laurea e nessun esame di stato. I ciarlatani sanno come confondere i disinformati con paroloni.
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evolution
L'avere una laurea in psicologia infatti non ti autorizza a fare lo psicologo, a meno che tu non abbia fatto il tirocinio post-laurea e l'esame di stato.
Questo è ovvio. Il mio discorso era sottilmente polemico. Ci sono molti psicologi che, in virtù di essere tali, sostengono di fare counseling.
Ecco, non è così. Siccome counseling non è consulenza psicologica, ti posso garantire che il counseling lo fai se lo sai fare. E non impari certo a farlo con l'iscrizione all'ordine...
Questo è un problema annoso... e riguarda tutto ciò che potenzialmente può fare lo psicologo. Basti pensare ai test... potenzialmente un laureato in psicologia può somministrare qualunque tipologia di reattivo. Ma tu, in coscienza, te la sentiresti di fare un Rorschach avendo studiato il solo teoria e tecniche dei test della Boncori? Io francamente no...
Ma non solo (ora per l'appunto ti ho preso ad esempio uno dei proiettivi più complessi). Occupandomi di area peritale ed usando molto i test, ti posso garantire che anche fare bene il "semplice" Minnesota, richiede di certo competenze ben maggiori dell'esame sui test che si fa all'università.
Ma ti dirò di più: chi vieta ad un laureato in psicologia ad indirizzo sperimentale di fare una selezione del personale? Chi vieta ad un laureato in psicologia ad indirizzo lavoro e organizzazioni di strutturare un colloquio finalizzato ad una diagnosi?
Questa è la vergogna che ci accompagna da ventanni! Siamo proprio sicuri che i veri cialtroni siano i counselor?
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quattrostracci
Questo è un problema annoso... e riguarda tutto ciò che potenzialmente può fare lo psicologo. Basti pensare ai test... potenzialmente un laureato in psicologia può somministrare qualunque tipologia di reattivo. Ma tu, in coscienza, te la sentiresti di fare un Rorschach avendo studiato il solo teoria e tecniche dei test della Boncori? Io francamente no...
Questa è la vergogna che ci accompagna da ventanni! Siamo proprio sicuri che i veri cialtroni siano i counselor?
Ogni titolo universitario in ambito sanitario necessita di ulteriori studi dopo la laurea per approfondire le competenze, questo anche per la delicatezza dell'argomento salute.
Ti faccio un esempio: il medico-chirurgo (6 anni di università) a livello legale ha un ampio spettro di intervento, ma in realtà si specializzerà in qualche disciplina; anche i medici di base seguono ulteriori corsi.
Un bravo fisioterapista dopo l'università (3 anni) per essere tale dovrà fare corsi aggiuntivi di riabilitazione.
Lo stesso è per la psicologo; ma questo non autorizza gente incompetente che non ha fatto un solo giorno di università ma un corso di 450 ore a occuparsi di psicologia (anche se la chiami counseling) e soprattutto di disagi psicologici.
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Ora se non vanno nemmeno bene le sentenze di un tribunale della Repubblica...
Di cosa ti stupisci, siamo in Italia dopotutto, no? Del resto anche la Legge Ossicini non va bene, ne convieni? E allora...
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Originalmente inviato da
evolution
Ogni titolo universitario in ambito sanitario necessita di ulteriori studi dopo la laurea per approfondire le competenze, questo anche per la delicatezza dell'argomento salute.
Lo stesso è per la psicologo; ma questo non autorizza gente incompetente che non ha fatto un solo giorno di università ma un corso di 450 ore a occuparsi di psicologia (anche se la chiami counseling) e soprattutto di disagi psicologici.
Certo che ciò che dici non autorizza maghi e cartomanti a fare Counseling, ma...proprio in base a ciò che scrivi neppure neo-laureati a fare di tutto senza sapere (esempi ne ho già fatti: ne faccio uno diverso "Training di Programmazione Neuro Linguistica, i docenti offrono opportune garanzie perchè tutti iscritti all'Albo..." - che c'entrava, c'è una qualche relazione?? La pubblicità era nelle bacheche dell'Università di RM).
Sono perfettamente d'accordo con Te sulla tutela della salute, ma esiste anche l'etica -è anche quella che l'Albo degli Psicologi voleva tutelare.
Il Counseling ha riferimenti precisi, Ti faccio una domanda che faccio anche a Q/Stracci e chiunque (realmente esperto di Counseling) ci sta leggendo:
c'entra il Training Autogeno con il Counseling? (Dopo la Vs. risposte spiegherò il perchè della mia domanda).
Spero che ci siano sempre più Corsi di Counseling aperti a soli Psicologi.
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Originalmente inviato da
ikaro78
Di cosa ti stupisci, siamo in Italia dopotutto, no? Del resto anche la Legge Ossicini non va bene, ne convieni? E allora...
No ikaro, non ne convengo. Secondo l'ordinamento italiano una Legge si può: abrogare, modificare, etc. (e non puoi sapere quanto la abolirei volentieri la 56/89...) Una sentenza definitiva, no, invece.
Tra l'altro, sempre in virtù dell'essere (almeno sulla carta) in uno Stato di diritto, prima o poi la funzione nomofilattica della Cassazione non può che portare al varo di una Legge.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
c'entra il Training Autogeno con il Counseling? (Dopo la Vs. risposte spiegherò il perchè della mia domanda).
Spero che ci siano sempre più Corsi di Counseling aperti a soli Psicologi.
Il counseling è una tipologia di intervento professionale. Il training autogeno è uno strumento di lavoro o, se preferisci, una tecnica di rilassamento.
Personalmente non ho ad oggi incontrato counselor che utilizzino il TA, in compenso ho incontrato un sacco di gente che, a seguito dell'aver fatto il corso base di TA, fa sedute (pardon, incontri) di training autogeno. Individuale e di gruppo.
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Originalmente inviato da
evolution
Ogni titolo universitario in ambito sanitario necessita di ulteriori studi dopo la laurea per approfondire le competenze, questo anche per la delicatezza dell'argomento salute.
Ti faccio un esempio: il medico-chirurgo (6 anni di università) a livello legale ha un ampio spettro di intervento, ma in realtà si specializzerà in qualche disciplina; anche i medici di base seguono ulteriori corsi.
Un bravo fisioterapista dopo l'università (3 anni) per essere tale dovrà fare corsi aggiuntivi di riabilitazione.
Lo stesso è per la psicologo; ma questo non autorizza gente incompetente che non ha fatto un solo giorno di università ma un corso di 450 ore a occuparsi di psicologia (anche se la chiami counseling) e soprattutto di disagi psicologici.
Converrai o no che, ex lege, esistono soggetti autorizzati a fare qualcosa che potenzialmente non sanno fare?
Converrai o no che questo è a dir poco vergognoso visto che operi con una funzione professionale tutelata dallo Stato?
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No ikaro, non ne convengo. Secondo l'ordinamento italiano una Legge si può: abrogare, modificare, etc. (e non puoi sapere quanto la abolirei volentieri la 56/89...) Una sentenza definitiva, no, invece.
Grazie, questo lo sapevo, il punto è che quella sentenza non può prescindere da quella legge. In altre parole, se la 56/89 fa acqua da tutte le parti è chiaro che diventa quasi impossibile vincere una causa, ma questo secondo me non significa che il problema non si pone.
Saluti,
ikaro
PS Convengo che è vergognoso "che, ex lege, esistano soggetti autorizzati a fare qualcosa che potenzialmente non sanno fare", non convengo sul fatto che il counselling sia "tutt'altra professione".
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Originalmente inviato da
ikaro78
In altre parole, se la 56/89 fa acqua da tutte le parti è chiaro che diventa quasi impossibile vincere una causa, ma questo secondo me non significa che il problema non si pone.
Chiarissimo. Sai che su questo punto dissentiamo, ma mi fa sempre piacere confrontarmi con te. Sarà per i toni, sarà perché non gridi... sarà, soprattutto, perché ti poni delle domande sensate.
Infatti quello che io auspico è un serio tavolo di confronto tra counseling e psicologia. Quello che volevo dire prima a evolution è proprio questo: se rifuggi il confronto, vai in tribunale e perdi, poi non ti lamentare però...
Leggevo alcuni mesi fa su una ml di psicologi un intervento molto interessante che, nella sostanza, diceva: il fatto che l'ordine abdica ad un tribunale una delle sue prerogative non è incoraggiante.
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
c'entra il Training Autogeno con il Counseling? (Dopo la Vs. risposte spiegherò il perchè della mia domanda).
i post a puntate :asd: non puoi dircelo direttmaente tu? adesso sono curioso di saperlo
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Spero che ci siano sempre più Corsi di Counseling aperti a soli Psicologi.
anche io
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Originalmente inviato da
quattrostracci
Il counseling è una tipologia di intervento professionale. Il training autogeno è uno strumento di lavoro o, se preferisci, una tecnica di rilassamento.
Personalmente non ho ad oggi incontrato counselor che utilizzino il TA, in compenso ho incontrato un sacco di gente che, a seguito dell'aver fatto il corso base di TA, fa sedute (pardon, incontri) di training autogeno. Individuale e di gruppo.
Infatti non si tratta di un Counselor, ma di uno Psicologo che fa counseling con le tecniche di TA!
E quando me le ha descritte nei dettagli, sono rimasto allibito, ma volevo sapere il parere da chi è laureato e iscritto all'Albo, senza nessuna intenzione di <<post a puntate>>.
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Originalmente inviato da
evolution
Ogni titolo universitario in ambito sanitario necessita di ulteriori studi dopo la laurea per approfondire le competenze, questo anche per la delicatezza dell'argomento salute.
...
Lo stesso è per la psicologo; ma questo non autorizza gente incompetente che non ha fatto un solo giorno di università ma un corso di 450 ore a occuparsi di psicologia (anche se la chiami counseling) e soprattutto di disagi psicologici.
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Originalmente inviato da
evolution
La pongo su entrambi i livelli, della competenza e normativo.
30 week-end non credo siano sufficenti per lavorare a livello emotivo con delle persone.
La mia considerazione è proprio per tutelare la salute delle persone e quindi ci vorrebbe una preparazione adeguata per ogni esigenza; ...
Quindi poniamola per ora sul piano della preparazione.
Allora, secondo te, in base alla tua personalissima opinione, penserai che i componenti della commisione (PLG) del "Council of the Health Professions" (HPC, l'Ente regolamentatore delle professioni sanitarie in UK), siano degli incoscienti, visto che attualmente stanno considerando come livello minimo di formazione per ottenere il titolo protetto di "counsellor" un corso di formazione professionale post-diploma (anche biennale).
Chissà perchè, forse in UK non hanno molto a cuore la salute mentale dei cittadini, anche se i fatti contraddicono questa tesi (vedi The Government’s Improving Access to Psychological Therapies, di cui si è parlato in un altro 3D).
O sarà questione di essere pragmatici ... ?
Considera poi che sempre lo stesso Ente (HPC) richiede che per ottenere il titolo protetto di "health psychologist" è necessario un master degree (laurea specialistica), per quello di "clinical psychologist" o di "counselling psychologist" un dottorato specifico per ogni titolo.
Mi sembra che là abbiano un pò le idee più chiare sulle differenze tra le varie professioni e sulla preparazione che viene richiesta per esercitarla, piuttosto che da noi dove con un unico percorso di studi ...
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Originalmente inviato da
Johnny
... ci sono altre 1000 attività di competenza dello psicologo.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Allora, secondo te, in base alla tua personalissima opinione, penserai che i componenti della commisione (PLG) del "Council of the Health Professions" (HPC, l'Ente regolamentatore delle professioni sanitarie in UK), siano degli incoscienti, visto che attualmente stanno considerando come livello minimo di formazione per ottenere il titolo protetto di "counsellor" un corso di formazione professionale post-diploma (anche biennale).
Mah, io non conosco questi signori, però il fatto di essere componenti della commisione (PLG) del "Council of the Health Professions" non significa che siano menti superiori, anzi, spesso -come succede ovunque- questi posti vengono occupati da "incoscienti", o comunque da persone con le idee poco chiare, come lasci intendere tu rispetto agli italiani...
Citazione:
Chissà perchè, forse in UK non hanno molto a cuore la salute mentale dei cittadini, anche se i fatti contraddicono questa tesi (vedi The Government’s Improving Access to Psychological Therapies, di cui si è parlato in un altro 3D). O sarà questione di essere pragmatici ... ?
Bisognerebbe entrare nel dettaglio di quel progetto, io ai tempi mi sono fatto un'idea e rimango comunque perplesso. Ma soprattutto rimango perplesso di fronte ad affermazioni del tipo: "avere a cuore la salute mentale dei cittadini", mah...
Citazione:
Considera poi che sempre lo stesso Ente (HPC) richiede che per ottenere il titolo protetto di "health psychologist" è necessario un master degree (laurea specialistica), per quello di "clinical psychologist" o di "counselling psychologist" un dottorato specifico per ogni titolo.
Mi sembra che là abbiano un pò le idee più chiare sulle differenze tra le varie professioni e sulla preparazione che viene richiesta per esercitarla, piuttosto che da noi dove con un unico percorso di studi ...
Non basta fare una traduzione di parole per confrontare i modelli formativi di Inghilterra e Italia, un "master degree" non è tale e quale a una "laurea specialistica", magari nella comunità europea saranno anche titoli equipollenti, ma la formazione universitaria e culturale di un Paese deve fare i conti con la realtà e la storia di quel Paese, non si può copia&incollare un modello da una parte all'altra, mi spiace ma bisogna fare i conti prima di tutto con la nostra realtà e, eventualmente, con quella degli altri. In Africa ci sono gli stregoni, dopo tutto... Ribadisco inoltre che in Inghilterra non esiste una legge di Stato che disciplini le pratiche "psi" come da noi, da noi questa legge ha compiuto 20 anni.
Saluti,
ikaro
PS
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Mah, io non conosco questi signori, però il fatto di essere componenti della commisione (PLG) del "Council of the Health Professions" non significa che siano menti superiori, anzi, spesso -come succede ovunque- questi posti vengono occupati da "incoscienti", o comunque da persone con le idee poco chiare, come lasci intendere tu rispetto agli italiani...
Se non sono <<menti superiori>> alle nostre o, meglio, a quelle dei nostri responsabili (politici, responsabilii delle grandi iniziative, che qui in Italia non ci sono) non credo, sentendo le testimonianze dei colleghi trasferitisi in UK (e io stesso di amici che lavorano là come Counselor) che siano neppure <<incoscienti>>.
Citazione:
Non basta fare una traduzione di parole per confrontare i modelli formativi di Inghilterra e Italia, un "master degree" non è tale e quale a una "laurea specialistica", magari nella comunità europea saranno anche titoli equipollenti, ma la formazione universitaria e culturale di un Paese deve fare i conti con la realtà e la storia di quel Paese,
Infatti nel nostro paese c'è una pletora di Psicologi...che ora lavorano anche nelle Farmacie comunali a MI, senza chiedere un Euro e...gli altri che si fanno pagare e non fanno parte del team degli Psicologi-farmaceutici?? Confrontiamo le iniziative allora...c'è n'è una simile a quella inglese?
Citazione:
non si può copia&incollare un modello da una parte all'altra, mi spiace ma bisogna fare i conti prima di tutto con la nostra realtà e, eventualmente, con quella degli altri. In Africa ci sono gli stregoni, dopo tutto... Ribadisco inoltre che in Inghilterra non esiste una legge di Stato che disciplini le pratiche "psi" come da noi, da noi questa legge ha compiuto 20 anni.
<<Non basta copiare e incollare>>...<<non basta>>...ci sono molte leggi che usiamo tutti i giorni in Italia <<copiate>> da altri paesi, perchè sperimentate già come efficienti, e neppure ce ne rendiamo conto.
Che cos'è che basta allora?...Non bastano le citazioni (dimostrare di sapere, almeno aver letto di cosa si tratta il Modello di cui si parla)...non basta confrontarsi con altri modelli di azione, sì perchè quelle di altri paesi europei almeno sono azioni, qui si va avanti per inerzia e per reazione (reazione contro i Counselor quando sono diventati migliaia, sfornati da scuole di psicoterapia...).
Forse occorrerebbe proporre e muoversi, passare dalle parole all'azione.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Mah, io non conosco questi signori, però il fatto di essere componenti della commisione (PLG) del "Council of the Health Professions" non significa che siano menti superiori, anzi, spesso -come succede ovunque- questi posti vengono occupati da "incoscienti", o comunque da persone con le idee poco chiare, come lasci intendere tu rispetto agli italiani...
Beh, non stanno agendo di propria iniziativa, anche perchè alcuni componenti fanno parte dell'UKCP, del BACP e di altre Associazioni professionali di psicoterapisti e counsellor, e il loro procedimento è consultivo: cioè stanno chiedendo le opinioni dei professionisti del settore prima di regolamentare. Se questo è da incoscienti ...
Citazione:
Bisognerebbe entrare nel dettaglio di quel progetto, io ai tempi mi sono fatto un'idea e rimango comunque perplesso. Ma soprattutto rimango perplesso di fronte ad affermazioni del tipo: "avere a cuore la salute mentale dei cittadini", mah...
Dovresti notare che il discorso sulla tutela della salute mentale delle persone non l'ho portato avanti io, era una parafrasi di affermazioni di altri.
Citazione:
Non basta fare una traduzione di parole per confrontare i modelli formativi di Inghilterra e Italia, un "master degree" non è tale e quale a una "laurea specialistica", magari nella comunità europea saranno anche titoli equipollenti, ma la formazione universitaria e culturale di un Paese deve fare i conti con la realtà e la storia di quel Paese, non si può copia&incollare un modello da una parte all'altra, mi spiace ma bisogna fare i conti prima di tutto con la nostra realtà e, eventualmente, con quella degli altri. In Africa ci sono gli stregoni, dopo tutto... Ribadisco inoltre che in Inghilterra non esiste una legge di Stato che disciplini le pratiche "psi" come da noi, da noi questa legge ha compiuto 20 anni.
In ogni caso, master degree o doctorate, voglio evidenziare che in quella realtà c'è una differenziazione tra le diverse professioni “psi” , che sono state regolamentate con legge attraverso il registro pubblico che tiene l'HPC (www.hpc.co.uk) dal 1 luglio 2009, distinguendo tra:
Clinical Psychologist
Health Psychologist
Counselling Psychologist
Educational Psychologist
Occupational Psychologist
Sport and Exercise Psychologist
Forensic Psychologist
ognuno con un proprio percorso di studi differenziato successivo alla laurea triennale in psicologia.
Considera che entro il 2011 saranno aggiunti:
Professional Counsellor
Professional Psychotherapist
da cui si evince che il “counselling psychologist “ è diverso dal clinico e dal forense, etc e ancor di più è diverso dal “counsellor”, per il quale si prevede una formazione completamente differente.
E poi l'Inghilterra non è l'Africa, ma un paese moderno con una lunghissima tradizione democratica (Magna Charta Libertatum - 1215), e al più presto dovremo confrontarci con l'Europa nella regolamentazione delle professioni anche in Italia.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Se non sono <<menti superiori>> alle nostre o, meglio, a quelle dei nostri responsabili (politici, responsabilii delle grandi iniziative, che qui in Italia non ci sono) non credo, sentendo le testimonianze dei colleghi trasferitisi in UK (e io stesso di amici che lavorano là come Counselor) che siano neppure <<incoscienti>>.
Beh, è questione di punti di vista, non so se siano "incoscienti" o meno, le grandi iniziative andrebbero viste nel dettaglio, comunque, luci e ombre.
Citazione:
Infatti nel nostro paese c'è una pletora di Psicologi...che ora lavorano anche nelle Farmacie comunali a MI, senza chiedere un Euro e...gli altri che si fanno pagare e non fanno parte del team degli Psicologi-farmaceutici?? Confrontiamo le iniziative allora...c'è n'è una simile a quella inglese?
L'iniziativa a cui ti riferisci (curiosamente definita "psicologo di quartiere", ogni riferimento al "poliziotto di quartiere" non mi pare affatto casuale) non mi convince, la farmacia è il luogo della cura farmacologica e sappiamo bene che anche la parola può essere presa come farmaco, quindi sono curioso di vedere quel che succederà. Sono altresì curioso di sapere in base a quale criterio siano stati selezionati i colleghi che lavoreranno in questo progetto sperimentale, perchè noi siamo stati avvisati a giochi fatti, e nemmeno dall'Ordine, ma questo è un altro discorso. Sull'iniziativa inglese, come ho scritto a suo tempo, ci sono dei punti critici molto evidenti, in primis la scelta dell'orientamento teorico ed altri di cui ho già scritto. Aspetto di vedere quello che succede.
Citazione:
<<Non basta copiare e incollare>>...<<non basta>>...ci sono molte leggi che usiamo tutti i giorni in Italia <<copiate>> da altri paesi, perchè sperimentate già come efficienti, e neppure ce ne rendiamo conto.
Ah beh, una più, uno meno... bel modo di andare avanti.
Citazione:
Che cos'è che basta allora?...Non bastano le citazioni (dimostrare di sapere, almeno aver letto di cosa si tratta il Modello di cui si parla)...non basta confrontarsi con altri modelli di azione, sì perchè quelle di altri paesi europei almeno sono azioni, qui si va avanti per inerzia e per reazione (reazione contro i Counselor quando sono diventati migliaia, sfornati da scuole di psicoterapia...).
"Dimostrare di sapere" mi sembra troppo, almeno qui su Ops ti sei limitato a riportare la definizione di Counselling di Rogers e a fare l'elogio della signora Satir (anzi, s'ignora: nel senso che, con tutto il rispetto, chi era costei?!?), però le domande precise e legittime che ti sono state poste le hai sempre evitate. Qui si va avanti, un po' per inerzia e un po' per reazione, forse è vero, così come forse è vero che l'erba del vicino è sempre più verde, e allora vai con le azioni degli "altri paesi europei" che poi sarebbe solo l'Inghilterra, per il momento.
Citazione:
Forse occorrerebbe proporre e muoversi, passare dalle parole all'azione.
Almeno ispirarsi a questo principio: non sempre ispirarsi e imparare dagli altri è negativo.
Sì, d'accordo, però non sempre è positivo.
Saluti,
ikaro
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Beh, non stanno agendo di propria iniziativa, anche perchè alcuni componenti fanno parte dell'UKCP, del BACP e di altre Associazioni professionali di psicoterapisti e counsellor, e il loro procedimento è consultivo: cioè stanno chiedendo le opinioni dei professionisti del settore prima di regolamentare. Se questo è da incoscienti ...
Non ho detto che sono "incoscienti", non li conosco, io comunque la mano sul fuoco non ce la metterei, se devo essere sincero. Comunque perchè affiancare psicoterapisti e counsellor? Se sono, come sostenete, professioni che non c'entrano nulla l'una con l'altra? Questo è comunque un punto su cui è bene chiarirci le idee.
Citazione:
In ogni caso, master degree o doctorate, voglio evidenziare che in quella realtà c'è una differenziazione tra le diverse professioni “psi” , che sono state [/SIZE]
regolamentate con legge attraverso il registro pubblico che tiene l'HPC (www.hpc.co.uk) dal 1 luglio 2009, distinguendo tra:
Clinical Psychologist
Health Psychologist
Counselling Psychologist
Educational Psychologist
Occupational Psychologist
Sport and Exercise Psychologist
Forensic Psychologist
ognuno con un proprio percorso di studi differenziato successivo alla laurea triennale in psicologia.
Considera che entro il 2011 saranno aggiunti:
Professional Counsellor
Professional Psychotherapist
da cui si evince che il “counselling psychologist “ è diverso dal clinico e dal forense, etc e ancor di più è diverso dal “counsellor”, per il quale si prevede una formazione completamente differente.
Ebbene, a me sembra una gran cavolata questa iper-specializzazione e differenziazione, non si capisce più niente, ma non dovevamo aiutare l'utenza a fare un po' di chiarezza? Di questo passo dove arriveremo?
Citazione:
E poi l'Inghilterra non è l'Africa, ma un paese moderno con una lunghissima tradizione democratica (Magna Charta Libertatum - 1215), e al più presto dovremo confrontarci con l'Europa nella regolamentazione delle professioni anche in Italia.
Sì, certo.. Dovremo confrontarci (ed è quello che sto facendo), altro discorso è adeguarvisi senza colpo ferire.
Saluti,
ikaro
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Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
In ogni caso, master degree o doctorate, voglio evidenziare che in quella realtà c'è una differenziazione tra le diverse professioni “psi” , che sono state regolamentate con legge attraverso il registro pubblico che tiene l'HPC (www.hpc.co.uk) dal 1 luglio 2009, distinguendo tra:
Clinical Psychologist
Health Psychologist
Counselling Psychologist
Educational Psychologist
Occupational Psychologist
Sport and Exercise Psychologist
Forensic Psychologist
ognuno con un proprio percorso di studi differenziato successivo alla laurea triennale in psicologia.
Considera che entro il 2011 saranno aggiunti:
Professional Counsellor
Professional Psychotherapist
da cui si evince che il “counselling psychologist “ è diverso dal clinico e dal forense, etc e ancor di più è diverso dal “counsellor”, per il quale si prevede una formazione completamente differente.
E poi l'Inghilterra non è l'Africa, ma un paese moderno con una lunghissima tradizione democratica (Magna Charta Libertatum - 1215), e al più presto dovremo confrontarci con l'Europa nella regolamentazione delle professioni anche in Italia.
a parte che se una cosa vien fatta in Inghilterra, non è detto che debba esere copiata dappertutto. In Inghilterra c'è anche la monarchia ma io sinceramente preferisco la democrazia.
Comunque, anche in Italia ci sono queste "attività", solo che sono di competenza dello psicologo e si possono fare dei master post-laurea per specializzarsi.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
..a me sembra che questa piega abbia preso una discussione abbastanza sterile...
In questo momento siamo in Italia, la situazione è peculiare e specifica, il numero dei laureati molto diverso da quello di altre realtà e la disoccupazione anche.
L'esistenza poi di albi e di ordini che sono regolarmente pagati ogni anno dagli iscritti rende la situazione ancora + diversificata ad altri paesi.
Non ho capito bene quali siano le differenze specifiche tra il counseling e il colloquio di sostegno psicologico, non ho capito se ce ne sono di differenze ma questo probabilmente è dovuto al fatto che non conosco forse bene il counseling fatto bene.
Vorrei sapere, senza polemica ma per semplice voglia di conoscenza (non parlatemi di Rogers e della sua impostazione per favore perchè la conosco) in quali strumenti teorico/pratici il counseling si differisce dalle altre professioni. Quale è questa impostazione diversa? In cosa consiste la diversità?
Sarò grata a chi già lavora come counselor se potrà farmi capire...forse così si può affrontare una discussione partendo da dati di fatto e non solo su posizioni reciproche puramente teoriche.
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Originalmente inviato da
monicadal
Non ho capito bene quali siano le differenze specifiche tra il counseling e il colloquio di sostegno psicologico, non ho capito se ce ne sono di differenze ma questo probabilmente è dovuto al fatto che non conosco forse bene il counseling fatto bene.
Questo articolo (Counseling = consulenza psicologica? - AssoCounseling - Associazione Professionale di Categoria) forse può esseri d'aiuto.
Ciao
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Johnny
a parte che se una cosa vien fatta in Inghilterra, non è detto che debba esere copiata dappertutto. In Inghilterra c'è anche la monarchia ma io sinceramente preferisco la democrazia.
Comunque, anche in Italia ci sono queste "attività", solo che sono di competenza dello psicologo e si possono fare dei master post-laurea per specializzarsi.
Come al solito si tende a mescolare il lato normativo con quello relativo alla preparazione.
Il mio esempio inglese contestava, dal punto di vista della preparazione, l'affermazione
“questo non autorizza gente incompetente che non ha fatto un solo giorno di università ma un corso di 450 ore a occuparsi di psicologia (anche se la chiami counseling) e soprattutto di disagi psicologici”
Ora se un livello di formazione sia adeguato per esercitare una professione si può misurare senza fare riferimento alle leggi, ma dalle competenze e abilità pratiche che vengono acquisite nel percorso formativo.
Possiamo approfondire questo aspetto senza mescolarlo con il piano normativo/giurisprudenziale, su cui si può discutere dopo.
PS. Forse fai un po' di confusione riguardo ai concetti di monarchia-repubblica e democrazia-dittatura.
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Originalmente inviato da
monicadal
L'esistenza poi di albi e di ordini che sono regolarmente pagati ogni anno dagli iscritti rende la situazione ancora + diversificata ad altri paesi.
Non ho capito bene quali siano le differenze specifiche tra il counseling e il colloquio di sostegno psicologico, non ho capito se ce ne sono di differenze ma questo probabilmente è dovuto al fatto che non conosco forse bene il counseling fatto bene.
Vorrei sapere, senza polemica ma per semplice voglia di conoscenza (non parlatemi di Rogers e della sua impostazione per favore perchè la conosco) in quali strumenti teorico/pratici il counseling si differisce dalle altre professioni. Quale è questa impostazione diversa? In cosa consiste la diversità?
A tutto ciò che hai scritto è stato già risposto...
anche nell'altro 3D sul Counseling e la differenza con la psicoterapia, solo che spesso ciò che si scrive viene subito etichettato o svalutato o spiegato che in questo paese non può valere.
1) se spieghi in cosa consiste il Counseling <<ben fatto>>: da dove viene, viene da Rogers <<lo conosciamo tutti>>, ma...qui non si tratta di <<conoscere>>. Si tratta di saper applicare un modello non-teorico, o , almeno non solamente teorico, un modello diventato pratica in moltissimi paesi (se ci si confronta con colleghi in Europa - ma anche qui è obiettabile che NON bisogna confrontarsi con nessuno e nessun'altro, xchè qui siamo in Italia!);
2) Qualcuno, poi, cerca di mandare "tutto in caciara" (cioè in confusione), come? In parte rispondendo negativamente su tutti i fronti (per poi fare marcia indietro qualche volta...).
Alternando sfida sulla competenza (<<non basta citare>>...) ammettendo, però, di NON saperne nulla e svalutazione giocata sui doppi significati (<<s'ignora>> Satir, complimenti!). Facendo finta d'ignorare il significato letterale delle parole e pure un nome di chiara fama. Solo il modello psicoanalitico ha chiara fama?
Questo modo Monica, davvero è un'ottima strategia per rendere sterile una discussione. E l'ho osservata parecchie volte anche in altri 3D.
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Originalmente inviato da
monicadal
..a me sembra che questa piega abbia preso una discussione abbastanza sterile...
In questo momento siamo in Italia, ...
Ancora un altro tentativo di confondere i due aspetti (vedi sopra) ...
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... la situazione è peculiare e specifica, il numero dei laureati molto diverso da quello di altre realtà e la disoccupazione anche.
Il problema della disoccupazione degli psicologi non dipende dalla presenza dei counselor, ma piuttosto dalla mancata attuazione di norme relative all'istituzione delle figure dello psicologo nelle varie istituzioni o ad es. dal numero di psicologi previsti negli organici del SSN.
Una soluzione potrebbe essere il disegno di legge Cancrini, ma lo scontro con i counselor, anche se fosse vinto, non risolverebbe certo il problema.
Citazione:
Vorrei sapere, senza polemica ma per semplice voglia di conoscenza (non parlatemi di Rogers e della sua impostazione per favore perchè la conosco) in quali strumenti teorico/pratici il counseling si differisce dalle altre professioni. Quale è questa impostazione diversa? In cosa consiste la diversità?
Perchè ora la poni sul lato degli strumenti? Anche tu hai detto che gli assistenti sociali utilizzano strumenti teorici/pratici propri delle varie scuole psicoterapeutiche, ma non per questo commettono abuso.Non è lo strumento, ma il fine dell'intervento che ha importanza, come sostieni anche tu.
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_daimon_
[/SIZE]Non è lo strumento, ma il fine dell'intervento che ha importanza, come sostieni anche tu.
Alleluja! Mi pare di averlo scritto un centinaio di post fa (vado a memoria...).
E' evidente come il sole: ciò che differenzia i due interventi non sono le tecniche utilizzate (che gioco-forza provengono tutte dai medesimi modelli teorici di riferimento), ma le finalità dell'intervento professionale.
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Originalmente inviato da
_daimon_
Il problema della disoccupazione degli psicologi non dipende dalla presenza dei counselor
Mi scappa da ridere... ti quoto in pieno. :approved: Il solo fatto che ancora qualcuno pensi che la disoccupazione degli psicologi dipenda (anche) dai counselor è inquietante...
A tutti scoccia ammettere un fallimento, l'elemento esterno (il diverso, il nemico, l'usurpatore, l'abusivo) viene troppo comodo per celare una propria carenza.
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quattrostracci
Mi scappa da ridere... ti quoto in pieno. :approved: Il solo fatto che ancora qualcuno pensi che la disoccupazione degli psicologi dipenda (anche) dai counselor è inquietante...
.
difatti nessuno ha mai detto questo.
Personalmente penso che queste "invasioni" di campo della psicologia (counseling, coach, ecc...) derivino da una implicita svalutazione della figura dello psicologo che viene visto, nel senso comune, più o meno come quello che cura i matti (quando invece non è così perché lo psicologo fa prevenzione, progetti, lavora nella scuola, nelle aziende, ecc...)
Se è vero che un medico appena laureato non sa fare un'operazione chirurgica, questo non giustificherebbe l'esistenza di pseudo-professionisti che operano per compensae a questa carenza.
Lo stesso invece non avviene nei confronti della psicologia: più volte la giustificazion che ho letto in questo thread per giustificare la presenza dei counselor è la presunta impreparazione dei neolaureati, che non saprebbero condurre un intervento di counseling perché, appunto, appena usciti dall'università.
Capisci che questa giustificazione (ripeto, che leggo in questo thred) è una spiegazione che non sta in piedi?
Inoltre, qualche pagina fa si diceva che esisterebbe un parallelismo medicina-psicologia e psicologia-counseling (nel senso ceh oggi con il counseling sta succedendo più o meno quello che successe tempo fa con la psicologia). Ebbene, secondo me non è così, perché se la psicologia si proponeva come modello alternativo al modello medico (quindi una disciplina con una sua autonomia e specificità), non vedo questo distacco tra psicologia e counseling.
In questo senso ripropongo la domanda fatta da Monicadal qualche intervento fa: spiegare in cosa consite questa specificità
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
difatti nessuno ha mai detto questo.
Personalmente penso che queste "invasioni" di campo della psicologia (counseling, coach, ecc...) derivino da una implicita svalutazione della figura dello psicologo che viene visto, nel senso comune, più o meno come quello che cura i matti (quando invece non è così perché lo psicologo fa prevenzione, progetti, lavora nella scuola, nelle aziende, ecc...)
Se è vero che un medico appena laureato non sa fare un'operazione chirurgica, questo non giustificherebbe l'esistenza di pseudo-professionisti che operano per compensae a questa carenza.
Lo stesso invece non avviene nei confronti della psicologia: più volte la giustificazion che ho letto in questo thread per giustificare la presenza dei counselor è la presunta impreparazione dei neolaureati, che non saprebbero condurre un intervento di counseling perché, appunto, appena usciti dall'università.
Capisci che questa giustificazione (ripeto, che leggo in questo thred) è una spiegazione che non sta in piedi?
Inoltre, qualche pagina fa si diceva che esisterebbe un parallelismo medicina-psicologia e psicologia-counseling (nel senso ceh oggi con il counseling sta succedendo più o meno quello che successe tempo fa con la psicologia). Ebbene, secondo me non è così, perché se la psicologia si proponeva come modello alternativo al modello medico (quindi una disciplina con una sua autonomia e specificità), non vedo questo distacco tra psicologia e counseling.
In questo senso ripropongo la domanda fatta da Monicadal qualche intervento fa: spiegare in cosa consite questa specificità
Forse non tu, ma se rileggi il 3d vedrai posizioni di quel genere. Io personalmente non ritengo che il counselo esista perché il neolaureato in psicologia non sa fare niente. Il problema c'è, oggettivamente, ma è un problema degli psicologi (il non saper fare niente appena uscitid all'università), non dei counselor.
Ritengo semplicemente che uno psicologo, se non si è mai formato al counseling, non lo saprà fare né da neolaureato né da professionista scafato. Come si può pretendere di saper fare una cosa se non ti ci sei mai formato? Francamente la trovo una cosa assai bislacca... a meno che... a meno che gli psicologi non intendano proseguire per la strada che sostiene che counseling vada tradotto in italiano con "consulenza psicologica".
Come ho cercato più volte di spiegare tale traduzione del termine counseling non è solo scorretta sotto il profilo linguistico, ma - e soprattutto - sotto il profilo culturale.
L'atto consulenziale, in italiano, significa una cosa ben precisa, e non è che da questo lo psicologo è esentato... la consulenza è un ricorso a competenze superiori alle proprie finalizzate ad ottenere una risposta ad un preciso quesito posto. L'arichitetto nel momento in cui progetta per un cliente una mansarda non sta effettuando una consulenza, ma un atto tipico riconducibile alla professione di architetto. La consulenza la effettua nel momento in cui risponde ad un preciso quesito posto dal cliente, del tipo: secondo lei è possibile ricavare una mansarda da questa soffitta?
Da questo punto di vista l'intervento professionale di counseling non effettua consulenze di alcun genere, non essendo finalizzato a fornire alcun tipo di riposta. Né durante la fase interlocutoria, né tanto meno durante la fase del percorso di counseling vero e proprio.
Secondo me la domanda è posta male fin dall'inizio, e parte da premesse sbagliate.
Questo lo si capisce molto bene dal punto di vista del diritto: nell'accertamento di un presunto reato di esercizio abusivo, ciò che il Giudice deve valutare è se quel soggetto stia effettuando atti così detti "tipici" di una professione regolamentata per la quale occorre una precisa autorizzazione (iscrizione all'albo). La strada perseguita dall'Ordine si dimostra fallimentare proprio per questo: ad oggi l'unico atto tipico riconducibile all'esercizio della professione di psicologo, stabilito al terzo grado di giudizio da un Tribunale, è che la somministrazione di test finalizzati alla selzione del personale può essere fatta solo dallo psicologo (sentenza Platè). Il resto rimane tutt'oggi indimostrato.
E qui il mea culpa lo devono recitare gli psicologi che - siamo daccordo - sisono trovati una pessima legge di ordinamento, ma che mai niente hanno fatto per modificarla.
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Caro Quattrostracci,
ti ringrazio per l'articolo, ma ti dirò che non dirime affatto la questione, perchè l'autore fonda le sue argomentazioni su un postulato molto discutibile, quello secondo cui il modello di intervento dello psicologo sia un intervento fondato sul modello medico e psicopatologico. In altre parole confonde la diagnosi psicologica, che è essenzialmente relazionale, con la diagnosi psichiatrica, che è essenzialmente descrittiva e classificatoria. Ora, non metto in dubbio il fatto che esistano anche orientamenti teorici in psicologia e psicoterapia che vanno in quest'ultima direzione (ad esempio l'orientamento cognitivo-comportamentale), ma non ci sono solo quelli, per cui rispedisco al mittente i seguenti punti, nel senso che non sono assolutamente d'accordo che i punti che seguono descrivano l'intervento dello psicologo:
1) diagnosi psicologica ovvero la definizione di una patologia psichica classificata come tale (depressione maggiore, disturbo ossessivo-compulsivo, sindrome d'ansia con attacchi di panico, etc.)
2) prevenzione psicologica intesa come modalità di intervento atta a prevenire patologie a carico della psiche
E soprattutto:
3) Ma questa esperienza di gestire le relazioni non viene utilizzata per dare risposte a quesiti posti dal cliente. Viene utilizzata per accompagnare il cliente in un percorso decisionale, di crescita, di maturazione, dove è il cliente il soggetto attivo che sceglie e decide. Ecco. Il soggetto attivo. Non è da sottovalutare, da un punto di vista epistemologico, di come il counseling nasca in netto contrasto con il così detto modello medico. Ovvero con quel paradigma di intervento che vede da una parte il medico, l'esperto conoscitore del problema che, a seguito di una raccolta di dati anamnestici, è in grado di effettuare una diagnosi e predisporre le necessarie cure volte alla guarigione del paziente; dall'altra il paziente, un soggetto prevalentemente passivo che subisce, appunto, l'azione del medico.
Saluti,
ikaro
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(se ci si confronta con colleghi in Europa - ma anche qui è obiettabile che NON bisogna confrontarsi con nessuno e nessun'altro, xchè qui siamo in Italia!);
Ma chi ha mai detto una cosa del genere?
Citazione:
2) Qualcuno, poi, cerca di mandare "tutto in caciara" (cioè in confusione), come? In parte rispondendo negativamente su tutti i fronti (per poi fare marcia indietro qualche volta...).
Alternando sfida sulla competenza (<<non basta citare>>...) ammettendo, però, di NON saperne nulla e svalutazione giocata sui doppi significati (<<s'ignora>> Satir, complimenti!). Facendo finta d'ignorare il significato letterale delle parole e pure un nome di chiara fama. Solo il modello psicoanalitico ha chiara fama?
Se rileggi la discussione vedrai -come del resto riconosce anche Quattrostracci, che ringrazio- che questo "qualcuno", cioè il sottoscritto, è stato uno dei pochi ad affrontare la discussione in maniera costruttiva (questa e le altre), cioè ponendo domande e critiche che hanno una certa pertinenza, niente di eccezionale, beninteso, ma qualcosa di più del solito "Come ha scritto Rogers nel 1942" o cose di questo tipo, che crollano alla prima domanda. Certo, alle volte mi diverto a fare un po' di caciara, giusto per capire chi sono gli interlocutori e devo dire che ogni volta, puntualmente, sei il solo che se la prende per nulla, manco fossi tu Virginia Satir. Preciso inoltre che ho ammesso di non sapere nulla sui signori inglesi del Council of the Health Professions (tu sì, forse?), non sul tema dell'oggetto in questione, per cui presta più attenzione quando leggi, altrimenti capisci poco...
Saluti,
ikaro
PS Visto che io sarei quello che manda in caciara e basta, perchè non rispondi alle mie critiche all'articolo postato da Quattrostracci?
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Originalmente inviato da
ikaro78
non dirime affatto la questione, perchè l'autore fonda le sue argomentazioni su un postulato molto discutibile, quello secondo cui il modello di intervento dello psicologo sia un intervento fondato sul modello medico e psicopatologico. In altre parole confonde la diagnosi psicologica, che è essenzialmente relazionale, con la diagnosi psichiatrica, che è essenzialmente descrittiva e classificatoria. Ora, non metto in dubbio il fatto che esistano anche orientamenti teorici in psicologia e psicoterapia che vanno in quest'ultima direzione (ad esempio l'orientamento cognitivo-comportamentale), ma non ci sono solo quelli, per cui rispedisco al mittente i seguenti punti, nel senso che non sono assolutamente d'accordo che i punti che seguono descrivano l'intervento dello psicologo:
1) diagnosi psicologica ovvero la definizione di una patologia psichica classificata come tale (depressione maggiore, disturbo ossessivo-compulsivo, sindrome d'ansia con attacchi di panico, etc.)
2) prevenzione psicologica intesa come modalità di intervento atta a prevenire patologie a carico della psiche
E soprattutto:
3) Ma questa esperienza di gestire le relazioni non viene utilizzata per dare risposte a quesiti posti dal cliente. Viene utilizzata per accompagnare il cliente in un percorso decisionale, di crescita, di maturazione, dove è il cliente il soggetto attivo che sceglie e decide. Ecco. Il soggetto attivo. Non è da sottovalutare, da un punto di vista epistemologico, di come il counseling nasca in netto contrasto con il così detto modello medico. Ovvero con quel paradigma di intervento che vede da una parte il medico, l'esperto conoscitore del problema che, a seguito di una raccolta di dati anamnestici, è in grado di effettuare una diagnosi e predisporre le necessarie cure volte alla guarigione del paziente; dall'altra il paziente, un soggetto prevalentemente passivo che subisce, appunto, l'azione del medico.
Saluti,
ikaro
in sostanza è quel che avevo detto, cioè il counseling come attività "autonoma" viene giustificato sulla base di una visione stereotipica della psicologia che non corrisponde alla realtà
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Citazione:
in sostanza è quel che avevo detto, cioè il counseling come attività "autonomia" viene giustificato sulla base di una visione stereotipica della psicologia che non corrisponde alla realtà
Esattamente, schiacciano la psicologia e la psicoterapia sul modello medico-psichiatrico o comunque ortopedico, dimenticando che il primo a smarcarsi da questa tenaglia fu lo stesso Freud e ben prima di Carl Rogers e soprattutto di Virginia Satir...a! :asd:
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Innanzitutto stavo rispondendo a una "collega" (cioè AS)...
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
Ma chi ha mai detto una cosa del genere?
Infatti è la conclusione del negare qualsiasi confronto con l'estero, perchè l'estero non è Italia.
Citazione:
Se rileggi la discussione vedrai -come del resto riconosce anche Quattrostracci, che ringrazio- che questo "qualcuno", cioè il sottoscritto, è stato uno dei pochi ad affrontare la discussione in maniera costruttiva (questa e le altre), cioè ponendo domande e critiche che hanno una certa pertinenza, niente di eccezionale, beninteso, ma qualcosa di più del solito "Come ha scritto Rogers nel 1942" o cose di questo tipo, che crollano alla prima domanda. Certo, alle volte mi diverto a fare un po' di caciara, giusto per capire chi sono gli interlocutori e devo dire che ogni volta, puntualmente, sei il solo che se la prende per nulla, manco fossi tu Virginia Satir. Preciso inoltre che ho ammesso di non sapere nulla sui signori inglesi del Council of the Health Professions (tu sì, forse?), non sul tema dell'oggetto in questione, per cui presta più attenzione quando leggi, altrimenti capisci poco...
Caro Ikaro o Gieko,
a me sembra che hai posto <<critiche>> più che <<domande>>.
Ti ho già risposto, sia su questo che in altri 3D.
Questo 3D l'ho letto come anche l'altro sul Counseling e completamente.
Criticare ammetttendo di non conoscere, a me sembra pretestuoso
e sembra fatto apposta per incanalare la discussione in un <<vicolo cieco berniano>>,
come disse una volta una ns. collega.
Presta anche Tu attenzione a ciò che scrivi, Ti dimentichi spesso di ciò che hai scritto precedentemente (v. es. dell'aver definito come <<incoscienti>> i progettisti inglesi per poi negarlo).
Del <<capisci poco>> lo rispedisco al mittente.
Posto anch'io un articolo, tratto da un sito di psicoanalisti. L'articolo è un commento alla Legge Ossicini. http://www.salusaccessibile.it/Laienanalyse/ossicini.pdf
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
Citazione:
Infatti è la conclusione del negare qualsiasi confronto con l'estero, perchè l'estero non è Italia.
Ma io non nego alcun confronto con l'estero, anzi, ma per me il confronti non significa "facciamo come loro perchè da loro è meglio".
Citazione:
a me sembra che hai posto <<critiche>> più che <<domande>>.Ti ho già risposto, sia su questo che in altri 3D.
Una critica è anche una domanda, a cui tu non hai risposto, anche in quest'ultimo mio intervento critico nei confronti dell'articolo postato da Quattrostracci.
Citazione:
Criticare ammetttendo di non conoscere, a me sembra pretestuoso
e sembra fatto apposta per incanalare la discussione in un <<vicolo cieco berniano>>, come disse una volta una ns. collega.
Ecco, ci mancava pure Berne, mi sembra un po' difficile l'integrazione tra Rogers, Satir, Bandler e Berne, ma tant'è...
Citazione:
Presta anche Tu attenzione a ciò che scrivi, Ti dimentichi spesso di ciò che hai scritto precedentemente (v. es. dell'aver definito come <<incoscienti>> i progettisti inglesi per poi negarlo).
Del <<capisci poco>> lo rispedisco al mittente.
Non ho definito incoscienti i progettisti inglesi, ho detto questo:
"Mah, io non conosco questi signori, però il fatto di essere componenti della commisione (PLG) del Council of the Health Professions non significa che siano menti superiori, anzi, spesso -come succede ovunque- questi posti vengono occupati da "incoscienti", o comunque da persone con le idee poco chiare, come lasci intendere tu rispetto agli italiani"
Ovvero: il fatto che siano componenti della commissione del CHP non garantisce che non siano "incoscienti", tu forse li conosci e puoi garantire per loro?
Saluti,
ikaro
PS Ti ringrazio per l'articolo di Moreno Manghi, che conosco sostanzialmente a memoria e condivido pressoché in toto. Si tratta di autori psicoanalisti, di formazione freudiana e lacaniana, che portano avanti il discorso della psicoanalisi laica, secondo l'idea originaria di Freud. Più volte ho espresso il mio giudizio negativo sulla Legge Ossicini, e soprattutto sull'ingerenza che questa ha avuto sulla formazione in psicoanalisi, anche se non è nominata nel disegno di legge. E' proprio dalla prospettiva della formazione psicoanalitica che posso criticare la formazione dei counsellor (e il loro operare) e i disastri della legge Ossicini.
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Riferimento: Counseling: Esercizio abusivo della professione
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Originalmente inviato da
ikaro78
"Mah, io non conosco questi signori, però il fatto di essere componenti della commisione (PLG) del Council of the Health Professions non significa che siano menti superiori, anzi, spesso -come succede ovunque- questi posti vengono occupati da "incoscienti", o comunque da persone con le idee poco chiare, come lasci intendere tu rispetto agli italiani"
Ovvero: il fatto che siano componenti della commissione del CHP non garantisce che non siano "incoscienti", tu forse li conosci e puoi garantire per loro?
IO ho valutato l'iniziativa e non il progetto, perchè non conosco i dettagli...
pensa Tu se mi sarei mai azzardato a definirli <<incoscienti>>.
Citazione:
PS Ti ringrazio per l'articolo di Moreno Manghi, che conosco sostanzialmente a memoria e condivido pressoché in toto. Si tratta di autori psicoanalisti, di formazione freudiana e lacaniana, che portano avanti il discorso della psicoanalisi laica, secondo l'idea originaria di Freud. Più volte ho espresso il mio giudizio negativo sulla Legge Ossicini, e soprattutto sull'ingerenza che questa ha avuto sulla formazione in psicoanalisi, anche se non è nominata nel disegno di legge. E' proprio dalla prospettiva della formazione psicoanalitica che posso criticare la formazione dei counsellor (e il loro operare) e i disastri della legge Ossicini
E' questa la differenza tra noi due: anch'io conosco pressochè a memoria filmati e libri della Satir e ho impiegato anni ad apprendere modelli che ho, poi, integrato eppure NON mi sognerei mai di definire Freud, "Freudetto" o chissà come per irridire la sua figura o chi la sostiene.
Per quanto riguarda l'articolo sono perfettamente d'accordo con quanto sostiene.
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Citazione:
E' questa la differenza tra noi due: anch'io conosco pressochè a memoria filmati e libri della Satir e ho impiegato anni ad apprendere modelli che ho, poi, integrato eppure NON mi sognerei mai di definire Freud, "Freudetto" o chissà come per irridire la sua figura o chi la sostiene.
Per quanto riguarda l'articolo sono perfettamente d'accordo con quanto sostiene.
Tu puoi definire anche definire Freud "Freudetto" o dire "lacanino" anziché "lacaniano" (i maestri si possono irridire, anzi si devono irridire), io se il gioco di parole è carino apprezzo e magari me lo rivendo pure (non "Freudetto" che, ammetterai, non è il massimo), tu te la prendi, questa è la differenza, caro... :P
Saluti,
ikaro
PS Almeno su una cosa siamo d'accordo, mi devo preoccupare?! :approved: