-
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perchè con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perchè sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
"Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale.." Eugenio Montale
-
Rientrando i remi - Pasternak
Pulsa la barca nell'assonnato petto,
spiovono i salici, baciano sulle calvicole,
sui gomiti, sugli scalmi - oh, aspetta,
questo può accadere a chiunque!
Tutti di questo canto gioiscono.
Questo vuol dire cenere di lillà,
dovizia di matricaria disseminata nella guazza,
labbra e labbra scambiare con stelle!
Questo vuol dire abbracciare il firmamento,
il gigantesco Eracle serrare tra le braccia,
vuol dire, per secoli interi
dissipare le notti per un trillo di allodole!
-
Dichiarazione - Pasternak
la vita e tornata così senza motivo
come s'interruppe un tempo in modo strano.
Sto in quella stessa strada antica,
in quel giorno e in quell'ora d'estate.
Stessa gente e gli affanni gli stessi
e l'incendio del tramonto non s'è spento,
come allora al muro del Maneggio
la sera di morte l'aveva in fretta inchiodato.
In abito modesto, liso le donne
come allora la notte strascicano le scarpe.
Le soffitte poi le crocifiggono
come allora su lamiere.
Ecco sola con l'incedere stanco
esce sulla soglia lentamente
e, salita dal seminterrato,
in diagonale attraversa il cortile.
E di nuovo appronto pretesti,
e tutto mi è di nuovo indifferente.
E la vicina, aggirato il cortile rertostante,
ci lascia faccia a faccia.
Non piangere, non increspare le labbra tumefatte,
non concentrarvi le rughe.
Ravviverai le squame riarse
della febbre di primavera.
Stacca dal mio petto il palmo
siamo cavi sotto tensione.
Di nuovo l'uno verso l'altro, guarda,
ci getterà per inavvertenza.
Passeranno gli anni, contrarrai matrimonio
scorderai le manchevolezze.
Essere donna è un gran passo,
fare impazzire, eroismo.
E io dinnanzi al miracolo di mani,
schiena, spalle e di un collo di donna
con devozione di servo
la vita tutta riverisco.
Ma per quanto la notte m'incateni
con un anello d'angoscia,
più forte è al mondo l'aspirazione a evadere
e la passione attira alle rotture.
-
Mi ama - non mi ama.
Io mi torco le mani
e sparpaglio le dita spezzate.
Così si colgono,
esprimendo un voto,
così si gettano in maggio
corolle di margherite sui sentieri.
La rasatura
e il taglio dei capelli
svelino le canizie.
Tintinni a profusione
l'argento degli anni!
Spero,
ho fiducia
che non verrà mai da me
l'ignominioso bonsenso.
Vladimir Majakovskij
-
Dimmi se questo è vero amore mio...
Dimmi se questo è vero, amore mio,
dimmi se questo è tutto vero.
Quando questi occhi scagliano i loro lampi
le oscure nubi nel tuo petto
danno risposte tempestose.
E' vero che le mie labbra son dolci
come il boccio del primo amore?
Che le memorie di mesi svaniti
di maggio indugiano nelle mie membra?
Che la terra, come un'arpa, vibra
di canzoni al tocco dei miei piedi?
E' poi vero che gocce di rugiada
cadono dagli occhi della notte
al mio apparire e la luce del giorno
è felice quando avvolge il mio corpo?
E' vero, è vero che il tuo amore viaggiò
per ere e mondi in cerca di me?
Che quando finalmente mi trovasti
il tuo secolare desiderio
trovò una pace perfetta
nel mio gentile parlare
nei miei occhi e nelle mie labbra
e nei miei capelli fluenti?
E dimmi infine se è proprio vero
che il mistero dell'infinito
è scritto sulla mia piccola fronte.
Dimmi, amor mio, se tutto questo è vero.
Rabindranath Tagore
-
Il Poeta
Ora che batti, da me t'allontani.
Apri in me piaghe con la tua ala.
Ma che farò io di questa mia bocca?
O del mio giorno? della mia notte?
Io non ho amata, non ho dimora,
non ho, per vivere, un luogo certo.
Ed ogni cosa a cui mi dono
diventa ricca e mi spende.
R.M.Rilke
-
Olindo Guerrini
Nell'aria della sera
Nell'aria della sera umida e molle
Era l'acuto odor de' campi arati
E noi salimmo insieme su questo colle
Mentre il grillo stridea laggiu' nei prati.
L'occhio tuo di colomba era levato.
Quasi muta preghiera al ciel stellato;
Ed io che intesi quel che non dicevi
M'innamorai di te perche' tacevi
-
Giochi ogni giorno con la luce dell'universo.
Sottile visitatrice, giungi nel fiore e nell'acqua.
Sei più di questa bianca testina che stringo
come un grappolo tra le mie mani ogni giorno.
A nessuno rassomigli da che ti amo.
Lasciami stenderti tra le ghirlande gialle.
chi scrive il tuo nome a lettere di fumo tra le stelle del sud?
Ah lascia che ricordi come eri allora, quando ancora non esistevi.
Improvvisamente il vento ulula e sbatte la mia finestra chiusa.
Il cielo è una rete colma di pesci cupi.
Qui vengono a finire i venti, tutti.
La pioggia si denuda.
Passano fuggendo gli uccelli.
Il vento. Il vento.
Io posso lottare solamente contro la forza degli uomini.
Il temporale solleva in turbine foglie oscure
e scioglie tutte le barche che iersera s'ancorarono al cielo.
Tu sei qui. Ah tu non fuggi.
Tu mi risponderai fino all'ulitmo grido.
Raggomitolati al mio fianco come se avessi paura.
Tuttavia qualche volta corse un'ombra strana nei tuoi occhi.
Ora, anche ora, piccola mi rechi caprifogli,
ed hai persino i seni profumati.
Mentre il vento triste galoppa uccidendo farfalle
io ti amo, e la mia gioia morde la tua bocca di susina.
Quanto ti sarà costato abituarti a me,
alla mia anima sola e selvaggia, al mio nome che tutti allontanano.
Abbiamo visto ardere tante volte l'astro baciandoci gli occhi
e sulle nostre teste ergersi i crepuscoli in ventagli giranti.
Le mie parole piovvero su di te accarezzandoti.
Ho amato da tempo il tuo corpo di madreperla soleggiata.
Ti credo persino padrona dell'universo.
Ti porterò dalle montagne fiori allegri,copihues,
nocciole oscure, e ceste silvestri di baci.
Voglio fare con te
ciò che la primavera fa con i ciliegi.
Neruda
Grazie
-
Non cercare mai di dire al tuo amore...
Non cercare mai di dire al tuo amore
amore che mai non si può dire;
perché il vento gentile si muove
silenzioso, invisibile.
Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
le ho detto tutto il mio cuore;
tremante, gelido, in terribili paure-
ah, se ne va via.
Non appena se ne fu andata da me
uno straniero passo' per caso;
silenzioso, invisibile-
oh, non ci fu rifiuto.
William Blake
-
Ragazze
S'inondano di dolce sofferenza
il cuore, dopo un amore
nato in un tempo ignorato
per volere che un uomo venga da forte accanto
a loro; ne' sogni hanno toccato
la vita serene nell'aria assopita
spesso e il bene d'esser venute
a morir qui come la mamma incanutita.
Perchè tutto non sia più vero
i corpi si spengano un giorno
e d'intorno divinamente esser vento
esser luna. Ma vogliono sperare
di ritrovare questo amore come un lento
rifugio all'errore
nell'eternità e un dolce confine
con la terra ove furon bambine.
Mario Luzi
-
Canto d'amore
Come potrei trattenerla in me,
la mia anima, che la tua non sfiori,
come levarla, oltre te, ad altre cose?
Ah, potessi nasconderla in un angolo
perduto nella tenebra, un estraneo
rifugio silenzioso che non seguiti
a vibrare se vibri il tuo profondo.
Ma tutto quello che ci tocca, te
e me, insieme ci prende come un arco
che da due corde un suono solo rende.
Su qual strumento siamo tesi, e quale
violinista ci tiene la mano?
Rainer Maria Rilke
-
SEI LA MIA SCHIAVITù
Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
Sei la mia carne che brucia
Come la nuda carne delle notti d'estate
Sei la mia patria
Tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
Tu, alta e vittoriosa
Sei la mia nostalgia
Disaperti inaccessibile
Nel mimento stesso
In cui ti afferro
Hikmet
-
Paul Eluard
Nusch
Sentimenti visibili
vicinanza leggera
chioma di carezze.
Senza ombre nè dubbi
dai gli occhi a quel che vedono
visti da quel che guardano.
Fiducia di cristallo
tra due specchi
ti si perdono gli occhi nella notte
per unire desiderio e risveglio.
-
La tramontana screpola le argille,
stringe, assoda le terre di lavoro,
irrita l'acqua nelle conche; lascia
zappe confitte, aratri inerti
nel campo. Se qualcuno esce per legna,
o si sposta a fatica o si sofferma
rattrappito in cappucci e pellegrine,
serra i denti. Che regna nella stanza
è il silenzio del testimone muto
della neve, della pioggia, del fumo,
dell'immobilità del mutamento.
Son qui che metto pine
sul fuoco, porgo orecchio
al fremere dei vetri, non ho calma
né ansia. Tu che per lunga promessa
vieni ed occupi il posto
lasciato dalla sofferenza
non disperare o di me o di te,
fruga nelle adiacenze della casa,
cerca i battenti grigi della porta.
A poco a poco la misura è colma,
a poco a poco, a poco a poco, come
tu vuoi, la solitudine trabocca,
vieni ed entra, attingi a mani basse.
E' un giorno dell'Inverno di quest'anno,
un giorno, un giorno della nostra vita.
Come tu vuoi - Mario Luzi
-
Nel nostro amore, la pena e la gioia
Nel nostro amore, la pena e la gioia
si accendono e si spengono,
come, a primavera,
la mattina e la sera.
Oh soave scontro dolce
dell'ombra e della luce,
della luce e dell'ombra
-né luce del tutto,
né ombra del tutto -,
belle loro due, come quelle due;
simulacro di lotte,
uguali nella disfatta e nel trionfo!
Amore; crepuscolo, aurora
di primavera!
Juan Ramon Jimenez
-
Tu hai aperto gli occhi - e vedo vivere il mio buio.
Lo vedo fino al fondo:
anche lì esso è mio e vive.
Come tale, esso traghetta? E nel farlo si risveglia?
La luce - di chi?- mi segue passo passo,
tanto che si è trovato un passatore?
Paul Celan
-
Pedro Salinas
La voce a te dovuta
Il modo tuo d'amare è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni è il silenzio.
I tuoi baci sono offrirmi le labbra perchè io le baci.
Mai parole o abbracci mi diranno che esistevi e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi, mappe, telefoni, presagi; tu, no.
E sto abbracciato a te senza chiederti nulla,
per timore che non sia vero che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te senza guerdare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire con domande, con carezze,
quella solitudine immensa d' amarti solo io.
-
In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose
P.S. E così dimenticammo le rose.
In un momento - Dino Campana
-
Quelle come me,
restano da sole.
Senza volerlo,
gli altri…
Quelli a cui
avresti messo
il cuore tra le mani,
senza volerlo,
se ne vanno.
E tu resti da sola.
Quell’uomo,
a cui avresti dato
il mondo intero ,
se solo avessi potuto…
Senza volerlo,
magari senza un perché,
se ne va per la sua strada.
E tu ,
resti da sola.
Quelle come me,
che parlano senza parlare,
che ti guardano
e ti lasciano la foto
dentro al cuore,
io ,
non lo so dire il perché,
ma restano da sole.
Son donne ,
fuori moda ,
sanno fare tante cose ,
o forse nulla ,
e sanno volersi bene poco …
Ma a te,
se l’incontri ,
te ne vorranno fino in fondo,
come solo loro sanno fare,
anche se tu,
senza volerlo
le lascerai da sole.
Quelle come me
si sdraiano in un prato
a pancia in sù
e guardano l'immensità del cielo
la dolcezza delle bianche nuvole,
colgono realtà nella fantasia,
Quelle come me
vanno in bicicletta
per sentirsi vive,
per gustare
il sapore della campagna
e la freschezza
delle piogge estive
sulle braccia nude,
Quelle come me
sprofondano nell'intensità
del colore di un fiore,
cantano a squarciagola
finchè musica ed emozioni
diventano una cosa sola,
Quelle come me
amano a voce bassa
sussurrano parole d'amore..
sincere..vengon dal cuore,
Quelle come me
ascoltano il suono
delle lacrime che scivolano in autunno
ma temono i temporali, i litigi
chiudendosi in sè stesse
come lumache
che vengano appena sfiorate,
Quelle come me
raccolgono i cocci
di un vaso rotto e
con pazienza lo aggiustano
pur rischiando di ferirsi,
Quelle come me credono nell'1%
combattono fino alla fine
ma la loro guerra si fa poco sentire...
Quelle come me
sono formiche...laboriose
a volte perfino fastidiose
ma sempre presenti
se le cerchi,
sono piccole
quasi prive di armi
ma trasportano bricciole grandi,
Quelle come me
san fare un po' tutto, un po' niente
molti le apprezzano
pochi le amano.
Quelle come me
amano l'amore
amano con tutto ciò che hanno
come fiori che si aprono al primo sole
e si offronto interamente
trasparenti e sincere
Quelle come me
sanno aspettare
sanno ascoltare
"sentono"
"percepiscono"
ogni singolo impalpabile mutamento.
Quelle come come
sanno farsi male
sanno non amarsi
sanno fare un passo indietro
morire dentro ad ogni poco
sanno chiudersi a riccio.
Quelle come me
in punta di piedi come sono arrivate
così, in silenzio ed in punta di piedi
si Sanno allontanare dall’amore
soffrendo per lasciare spazio
piangendo per ridare sorrisi.
Quelle come me
sono amate da tutti
sono desiderate
sono chiamate uniche e speciali
ma restano sempre con il cuore in mano
Quelle come me
sorridono
anche con un cumulo di pensieri
aggrovigliati nel cuore.
Quelle come me
se ci parli
hanno le parole incerte,
la voce che trema
di una vibrazione
che se fosse fiume in piena
ti travolgerebbe.
Quelle come me sorridono
e arrossiscono
se le chiami
e dici il loro nome.
Quelle come me
si arrabbiano, urlano,
non si convincono
quando le sfiori
con il fiore
dell'ingiustizia.
Quelle come me
hanno le mani
che vogliono comunicare
cio' che si agita
tra i pensieri e l'anima
.. e creano, costruiscono,
dipingono e cominicano
in un lunguaggio
spesso non comprensibile
nemmeno a loro.
Quelle come me
stanno in silenzio
ma pensano sempre
i discorsi più impensati
le immagini della vita
..innarrestabilmente.
Quelle come me
se ti fai spazio
tra la fiducia
e il cuore
ti donano..
tutto l'amore.
-
Ti vidi piangere
Ti vidi piangere: la grande lacrima lucente
Coprì quell'occhio azzurro
E poi mi parve come una viola
Stillante rugiada.
Ti vidi sorridere: la vampa di zaffìro
Accanto a te cessò di brillare;
Non poteva eguagliare i raggi che affollavano
Vividi quel tuo sguardo.
Come le nubi dal sole lontano
Ricevono un colore intenso e caldo
Che a stento l'ombra della sera vicina
Può cacciare dal cielo,
Quei sorrisi infondono nell'animo
Più triste gioia pura;
Il loro sole lascia dietro un fuoco
Che risplende sul cuore.
George Byron
-
A me pare uguale agli dei
chi a te vicino così dolce
suono ascolta mentre tu parli
e ridi amorosamente. Subito a me
il cuore si agita nel petto
solo che appena ti veda, e la voce
si perde sulla lingua inerte.
Un fuoco sottile affiore rapido alla pelle,
e ho buio negli occhi e il rombo
del sangue alle orecchie.
E tutta in sudore e tremate
come erba patita scoloro:
e morte non pare lontana
a me rapita di mente.
Saffo - Amore e Morte
-
Hai viso di pietra scolpita,
sangue di terra nuda,
sei venuta dal mare.
Tutto accogli e scruti
e ripudi da te
come il mare. Nel cuore
hai silenzio, hai parole
inghiottite. Sei buia.
Per te l'alba è silenzio.
E sei come le voci
della terra - l'urto
della secchia nel pozzo,
la canzone del fuoco,
il tonfo di una mela;
le parole rassegnate
e cupe sulle soglie,
il grido del bimbo - le cose
che non passano mai.
Tu non muti. Sei buia.
Sei la cantina chiusa,
dal battuto di terra,
dov'è entrato una volta
ch'era scalzo il bambino,
e ci ripensa sempre.
Sei la camera buia
cui si ripensa sempre,
come al cortile antico
dove si apriva l'alba.
"Hai viso di pietra scolpita.." - Cesare Pavese
-
E non cessavo mai di girare
E sapienza cercare
E nelle cose penetrare
E col mio cuore scrutare.
(Qohélet)
-
Goethe
Presenza
Tutto è annuncio di te!
Appare il sole radioso,
e tu dietro a lui,spero.
Esci fuori in giardino
e sei rosa fra le rose,
e sei giglio fra i gigli.
Quando nel ballo ti muovi
si muovono le stelle,
insieme e intorno a te.
Notte!E così sarebbe notte!
Tu superi lo splendore
soave e seducente della luna.
Seducente e soave sei tu,
e fiori,luna e stelle
a te s'inchinano,o sole!
Sole,sii anche per me
artefice di giorni radiosi!
Questa è vita,è eternità
-
Non sappiamo dirci addio:
ancora andiamo spalla a spalla
mentre cala il crepuscolo e tu
sei pensieroso ed io taccio.
Se in chiesa ci capita di vedere
un funerale, un matrimonio, il rito
al fonte battesimale, presto ne usciamo,
senza guardarci in viso...
Perchè ci lega questo disagio?
Se al cimitero sediamo sulla neve
calpestata allora tiriamo un leggero sospiro,
mentre tu tracci col bastone bianche stanze
dove crediamo di dormire uniti.
Anna Achmàtova
-
Ditemi dove, in quali rive,
è Flora la bella romana,
dov'è Archipiade, e Taide,
che le fu cugina germana?
Eco parlante quando vaga
un frastuono su fiume o stagno,
che bellezza ebbe più che umana?
Ma ove sono le nevi dell'anno?
Dov'è la sapiente Eloisa,
per cui, castrato, il saio prese
Pietro Abelardo di San Dionigi?
Per amore subì tali offese.
La regina dov'è che ha ordinato
che dentro un sacco Buridano
nella Senna fosse gettato?
Ma ove sono le nevi dell'anno?
E Bianca al giglio somigliante,
regina dal canto di sirena,
Bice, Alice, Berta piè-grande,
Aremburgi che il Maine teneva,
Giovanna la buona di Lorena,
dagli Inglesi bruciata a Rouen;
dove son, dove, Vergine suprema?
Ma ove sono le nevi dell'anno?
Principe, saper dove non vi prema
dove son quelle, ora o tra un anno,
ch'io non riprenda la cantilena:
ma ove sono le nevi dell'anno?
François Villon - La ballata delle dame di un tempo
-
dove sei
dove quel respiro affannoso
dove il calore della pelle
dove il cercarmi di notte
dove eri
dove quando lacrime intinte di sangue
questo viso rigavano
quando sonno e fatica
le membra scolpivano
dove sarai
dove se il mio sorriso non vedrai
dove se questa luce spento avrai
dove
-
Il balcone
O madre dei ricordi, amante delle amanti, o tu che assommi
tutti i miei piaceri, tutti i miei doveri. Ricorderai 1a
bellezza delle carezze, la dolcezza del focolare, l'incanto
delle sere, madre dei ricordi, amante delle amanti?
Le sere illuminate dall'ardore dei tizzoni e le sere al balcone,
velate da vapori rosa. Come il tuo seno m'era dolce
il tuo cuore fraterno! Noi abbiamo pronunciato spesso
imperiture parole, le sere illuminate dall'ardore dei tizzoni.
Come sono belli i soli nelle calde sere, come lo spazio è
profondo, il cuore possente! Curvandomi su di te, regina
fra tutte le adorate, credevo respirare il profumo del tuo
sangue. Come sono belli i soli nelle calde sere!
La notte s'ispessiva come un muro, i miei occhi indovinavano
al buio le tue pupille e io bevevo il tuo respiro,
o dolcezza mia, mio veleno, mentre i tuoi piedi s'addormentavano
nelle mie mani fraterne. La notte s'ispessiva come un muro.
Conosco l'arte di evocare gli istanti felici: così rividi il
mio passato, accucciato fra i tuoi ginocchi. Perché cercare
la tua languida bellezza fuori del tuo caro corpo e del tuo
cuore così dolce? Conosco l'arte di evocare gli istanti felici.
Giuramenti, profumi, baci senza fine rinasceranno da un
abisso interdetto alle nostre sonde così come risalgono al
cielo i soli, rinvigoriti, dopo essersi lavati nel profondo
dei mari. O giuramenti, profumi, baci senza fine
Baudelaire
-
Ad ogni nato di donna è dato di amare,
ma tra impieghi,
proventi
e altro,
giorno per giorno
s'inaridisce il terreno del cuore.
Il cuore è vestito d'un corpo,
il corpo di una camicia.
Ma non basta ancora!
Un tizio-
un idiota!-
inventò i polsini
e prese a inamidar gli sparati.
Invecchiando di colpo ci si pente.
La donna si trucca.
L'uomo si sbraccia come il mulino,
- metodo Muller.
Ma è tardi.
La pelle si copre di rughe.
L'amore fiorisce appena.
Appena,
e subito sfiorisce..
Di solito così - Vladimir Majakovskij
-
Poesia d'amore
Nessuno sarà a casa
solo la sera. Il solo
giorno invernale nel vano trasparente
delle tende scostate.
Di palle di neve solo, umide, bianche
la rapida sfavillante traccia.
Soltanto tetti e neve e tranne
i tetti e la neve, nessuno.
E di nuovo ricamerà la brina,
e di nuovo mi prenderanno
la tristezza di un anno trascorso
e gli affanni di un altro inverno,
e di nuovo mi tormenteranno
per una colpa non ancora pagata,
e la finestra lungo la crociera
una fame di legno serrerà.
Ma per la tenda d'un tratto
scorrerà il brivido di un'irruzione .
Il silenzio coi passi misurando
tu entrerai, come il futuro.
Apparirai presso la porta,
vestita senza fronzoli, di qualcosa di bianco,
di qualcosa proprio di quei tessuti
di cui ricamano i fiocchi.
Boris Pasternak
-
O GIORNI MIEI…
Solo a sera m'è dato
assistere alla deposizione
della luce, quando
la vita, ormai
senza rimedio, è perduta.
Mio convoglio funebre
di ogni notte: emigrazione
di sensi, accorgimenti
delle ore tradite, intanto
che lo spirito è rapito
sotto l'acutissimo arco
dell'esistenza: l'accompagna
una musica di indicibile
silenzio.
Invece dovere
ogni mattina risorgere
sognare sempre
impossibili itinerari.
E, badate bene, io non credo negli dei. Ma nel sacro, sì.
-
-Strinsi le mani sotto il velo oscuro...
“Perché oggi sei pallida?”
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.
Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore...
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.
Soffocando, gridai: “E’ stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai”.
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: “Non startene al vento.”
Sera - Anna Achmatova
-
A una in Paradiso
Eri per me quel tutto, amore,
per cui si struggeva la mia anima -
una verde isola nel mare, amore,
una fonte limpida, un'ara
di magici frutti e fiori adornata:
e tutti erano miei quei fiori.
Ah, sogno splendido e breve!
Stellata speranza, appena apparsa
e subito sopraffatta!
Una voce del Futuro mi grida
"Avanti, avanti!" - ma è sul Passato
(oscuro gugite!) che la mia anima aleggia
tacita, immobile, sgomenta!
Perchè mai più, oh, mai più per me
risplenderà quella luce di Vita!
Mai più - mai più - mai più -
(è quel che il mare ripete
alle sabbie del lido) - mai più
rifiorirà un albero percosso dal fulmine,
nè potrà più elevarsi un'aquila ferita.
Vivo, trasognato, giorni estatici,
e tutte le mie notturne visioni
mi riportano ai tuoi grigi occhi di luce,
a là dove tu stessa ti porti e risplendi,
oh, in quali eteree danze,
lungo rivi che scorrono perenni
Edgar Allan Poe
-
Riunito è tutto ciò che vedemmo,
a prender congedo da te e da me:
il mare, che scagliò notti alla nostra spiaggia,
la sabbia, che con noi l'attraversò di volo,
l'erica rugginosa lassù,
tra cui ci accadde il mondo.
Spiaggia bretone - Paul Celan
-
Nostalgia della brezza
dell'amore nella notte gelida
persi nei bagliori dei destini
-
Se devi amarmi, per null'altro sia
se non che per amore. Mai non dire:
"L'amo per il sorriso, per lo sguardo,
la gentilezza del parlare, il modo
di pensare così conforme al mio,
che mi rese sereno un giorno". Queste
son tutte cose che posson mutare,
Amato, in sé o per te, un amore
così sorto potrebbe poi morire.
E non amarmi per pietà di lacrime
che bagnino il mio volto. Può scordare
il pianto chi ebbe a lungo il tuo conforto,
e perderti. Soltanto per amore
amami - e per sempre, per l'eternità.
Elizabeth Barrett Browning
-
Sull'onda calma e nera dove dormono le stelle
la bianca Ofelia fluttua come un grande giglio,
fluttua lentamente, distesa nei suoi lunghi veli...
- Dai lontani boschi s'odono hallali.
Sono più di mille anni che la triste Ofelia
passa, bianco fantasma, sul lungo fiume nero,
sono più di mille anni che la sua dolce follia
mormora la romanza alla brezza della sera.
Il vento le bacia il seno e dischiude a corolla
i grandi veli mollemente cullati dalle acque;
i salici fruscianti piangono sulla sua spalla,
sull'ampia fronte sognante si chinano le canne.
Le gualcite ninfee intorno a lei sospirano;
a tratti lei desta, in un ontano che dorme,
qualche nido onde s'invola un breve fremito d'ala:
- un canto misterioso cade dagli astri d'oro.
O pallida Ofelia, bella come la neve!
Tu sei morta fanciulla rapita dalle correnti!
- I venti dalle alte vette di Norvegia
ti avevano sussurrato dell'aspra libertà;
e un soffio, scompigliando la tua grande capigliatura,
allo spirito assorto recava strani messaggi;
e il tuo cuore ascoltava il canto della Natura
nei lamenti degli alberi e nei sospiri notturni;
la voce dei folli mari, immenso rantolo,
spezzava il tuo seno fanciullo, troppo umano
e dolce,
e un mattino d'aprile, un bel cavaliere pallido,
un povero pazzo, s'assise muto ai tuoi ginocchi!
Cielo! Amore! Libertà! Quale sogno, o povera folle!
Ti scioglievi a lui come una neve al fuoco:
le tue grandi visioni ti strozzavano la parola
-e il tremendo Infinito atterrì il tuo occhio cèrulo.
E dice il Poeta che ai raggi delle stelle
vieni a cercare, la notte, i fiori che cogliesti;
e che ha visto sull'acqua, distesa nei lunghi veli,
la bianca Ofelia fluttuare come un grande giglio.
Ofelia - Arthur Rimbaud
-
Mistiche barcarole,
romanze senza parole,
cara, poiché i tuoi occhi
color del cielo,
poiché questa tua voce,
insolita visione che mi scuote
e mi turba l'orizzonte
della ragione,
poiché l'aroma insigne
del tuo pallore di cigno,
e poiché il candore
del tuo odore,
poiché tutto il tuo essere,
musica penetrante,
nimbi d'angelo morti,
toni e profumi,
ha condotto il mio cuore
sottile in sua corrispondenza
con alme e cadenze,
così sia !!!
A Climene - Paul Verlaine
-
Il tramonto scagliava i suoi supremi raggi
e il vento cullava le pallide ninfee:
tra i canneti le pallide ninfee
tristemente brillavano sulle acque calme.
Me ne andavo tutto solo con la mia ferita
lungo lo stagno, tra i salici
dove la lieve bruma evocava un fantasma
grande lattiginoso disperato
e piangente con la voce delle alzàvole
che si chiamavano al batter delle ali
tra i salici dove erravo solo
con la mia ferita; e la spessa cortina
di tenebre s'alzò a sommergere gli ultimi
raggi del tramonto nelle sue pallide onde
e le ninfee tra i canneti,
le grandi ninfee sulle acque calme.
Passeggiata sentimentale - Paul Verlaine
-
Sarò sola?
Quando avrò alzato in me l' intimo fuoco
che originava già queste bufere
e sarò salda, libera, vitale,
allora sarò sola?
E forse staccherò dalle radici
la rimossa speranza dell' amore,
ricorderò che frutto d' ogni
limite umano è assenza di memoria,
tutta mi affonderò nel divenire...
Ma fino a che io tremo del principio
cui la tua mano mi iniziò da ieri,
ogni attributo vivo che mi preme
giace incomposto nelle tue misure.
Alda Merini