Ti quoto e mi aggrego sia per il discorso del SOTTOVALUTARSI che per il discorso del PESSIMISMO. Il mio motto? Sono pessimista perchè se va male già me l'aspettavo, ma se va bene festeggio!
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ciao a tutte........io clinico non faccio niente...che devo fare??? ho letto abc psicopatologia ed ho letto un paio di diagnosi ma non è possibile...non lo so fare, non l'ho mai visto fare e non possono chiedermi di farlo...c'è gente che viene dall'indirizzo lavoro.....quindi che caso clinico????......eventualmente ho uno che avevamo trattato al tirocinio...una situazione complessa che esula dal clinico anche se è stato fttoun rorschach ed una diagnosi..che poi..nel progetto individuale è sat cambiata per ulteriori fattori non emersi..ma lo racconto cosi a grandi linee non saprei di piu..non l'ho fatto io ripeto quindi...
purtoppo non ci sono libriche ti insegnino cio c l'esperinza non ti ha dato..... devo indagare i meccanismi di difesa??, l'integrità dell'io??'..bene e di grazia mi spiegassero come però.....io al max so dirti come la persona si pone, i livelli di tolleranza allo stress, le risorse interene ed esterne di cui dispone, il livello di socievolezza, rflessività...basandomi su semplici indicatori comportamentali e qualche domanda specifica per sondare...ma piu di la non posso andare.....sono limitata??? si lo so...ma non saprei dove sbattere la testa
No aspetta io dico "caso clinico" solo perchè la seconda prova da quel che sapevo io conteneva questo argomento e la terza prova il progetto...ma ci daranno già un disturbo diagnosticato e dovremmo dire come intervenire, che strumenti utilizzare...ecc. (a seconda poi dell'indirizzo). Una ragazza che l'ha già fatto mi ha detto che cmq sono 7tracce tra cui scegliere e una la sai sempre dai...ti dico...io il DSM non lo guardo neanche perchè non penso che ci sarà una diagnosi da fare, e se mai dovesse esserci sceglierò un'altra traccia! Anche io mi guardo l'ABC e poi mi studio degli strumenti da saperli un po' descrivere..
Stai tranquilla..l'importante per ora è superare la prima, le altre avendo possibilità di scegliere in qualche modo andrà, vedrai!
ma cosa state studiando...mi dite vi prego tutti gli argomenti che avete fatto?? grazie...
Nicoletta stai tranquilla che hai studiato più di tutte...ti dico i miei argomenti, ma saranno sicuramente meno dei tuoi!
Storia: introspezionismo+associazionismo, funzionalismo vs strutturalismo, Gestalt, comportamentismo, cognitivismo, costruttivismo (accennato, non approfondito molto), Psicologia dinamica (Freud, Jung e altri accenni), epistemologia genetica di Piaget
Metodologia (sperimentale, quasi sperimentale, ricerca intervento, metodo osservativo e clinico)
Test di personalità oggettivi: MMPI, 16-PF CPI (accennati a grandi linee), CBA (fatto un po' meglio)
Test personalità soggettivi: Rorschach, TAT
Il colloquio clinico fatto bene che poi rientra nel metodo clinico
Psicofisiologia clinica, soprattutto per quanto riguarda il BFB nel trattamento dei disturbi d'ansia
Processi cognitivi: apprendimento, memoria, motivazione e emozioni, linguaggio, comunicazione, strategie di ragionamento e problem solving, intelligenza, percezione, attenzione
Psicologia della personalità
Psicologia della salute
Psicologia dello sviluppo (valutazione e in particolare la SSP con anche linee guida dell'AAI)
Adolescenza
Psicologia dell'invecchiamento (solo letto)
Psicologia sociale giusto un accenno a Sè e Identità
Burnout + Maslach Burn Inventory (MBI)
Codice deontologico
Test: WAIS, WISC, CBAH (forma ospedaliera), e vari test per la valutazione delle funzioni cognitive che ho in testa perchè li ho fatti a tirocinio
ABC psicopatologia (ancora da finire)
Poi infine sto LEGGENDO dei progetti...
E sottolineo che non mi ricordo niente...ma i riassunti li ho fatti, confido che mi rimanga qualcosa in testa!!
fai conto che questi arfomenti a me mancano..io ho fatto invece e-learning (ma non mi piace), ricerca qualitat vs quantitat, teoria frustrazione aggressività, teoria identità sociale, teoria confronto sociale e sheriff; e stop nulla di piu...ah si vabbè erikson bandura lewin, in piu loo sress ed il coping, il burnout ed il mobbing. l'educazione socio-affettiva (gordon)...e stop...qualcosina di psico lavoro tipo taylorismo fordismo esperimento mayo scuola relazioni umane, von bertalanny e la teoria sistemica, l'organization development ed un minimo ma minimo di leadership, ho vcercato di leggere qualcosa su empowerment e sviluppo comunità e stop.
DOMANDONA. UNA TRACCIA VECCHIA CHIEDEVA ASSESSMENT APPROCCI TEORICI...EH???? che pprocci teorici ci sono per l'assessment???
poi confronto tra 2 teorie puo andar bene sviluppo freud ed erikson..anche ci sono 50 anni didifferenza ed erikson è un neo freudiano???
Ma guarda quante cose in più che hai fatto però...e poi questi argomenti sono abbastanza specifici..io ad esempio la psic del lavoro non l'ho neanche toccata vagamente..psicofisiologia l'ho fatta perchè ho usato anche il BFB durante il tirocinio e allora mi sembrava interessante! Poi sì Bandura l'ho fatto bene e Erikson accennato solo...
Adesso come adesso mi viene in mente l'assessment psicofisiologico, cioè includere componenti soggettive (racconto del soggetto) con componenti oggettive (modificazioni fisiologiche e comportamentali) e poi distingue tra tre livelli di indagine (1.soggettivo-cognitivo;2.comportamentale-espressivo;3.fisiologico). Ma a dirti la verità non so neanche se intendono questo...boh...ho il vuoto mentale ora come ora..
Le due teorie ci pensavo oggi a quali potrei confrontare...boh..forse nell'ambito del linguaggio Chomsky e Vigotskji...boh...sono un po' tabula rasa al momento...uff..
A mio parere poi...la cosa importante è aver fatto gli argomenti di base (metodologia, processi cognitivi, storia e strumenti di intervento) il resto lo utilizzi un po' come vuoi tu, a seconda della traccia che ti scegli
sono disperataaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
1) che io sappia --> 2° prova = progetto; 3° prova = caso... confermate??!
2) quoto il messagio scritto sopra: è bene sapere le cose importanti, ma non tutto nello specifico. Io la Gestalt manco l'ho fatta per esempio!
3) due autori: metterei Piaget e Vygotskij
4) assessment: non saprei che approcci teorici... io parlerei in generale di colloquio clinico e tagli o la testa al toro. Qualcuna sa quali sono gli approcci teorici? Mah.... :rolleyes:
NICOOOOOOOOO STAI TRANQUILLLLLLLLLLLLLAAAA!!!! :medito: :medito: :medito:
Ma può essere ben che mi sbaglio eh..forse mi ricordo male..ma tanto, credo che ci sia ben poco da studiare per quelle due, più da leggersi tanti progetti, saper descrivere degli strumenti e poi essere un attimo flessibili!!
Nicoletta scusa...io mi collego più riesco, ma ho proprio bisogno di ripassare anche, non so niente...non mi ricordo niente e mi chiedo come sia possibileeeeeee!!! Uff...dai cerchiamo di stare calme, ce la possiamo fare...voglio crederci daiiiiiiiiiiiii!!! su su...fai un bel respiro profondo...facciamo un po' di rilassamento muscolare..hehe :medito:
Ho appena finito il codice...che stress!!!
Domani ripassone di tutto generale...ora mi metto a letto...sono cotta...cioè...è da LUNEDì che non metto il naso fuori di caso (tra l'altro lunedì mi hanno trascinata fuori a forza...) ma ci rendiamo conto di come ci si riduce per un esame di stato????uff....
no stellina l'attacco non era per te...ma per alterpsico...a cui ho tempestivamente telfonato in preda a sindrome di abbandono...ci mancherebbe...fate bene a ripetere..sono io che non ho piu caz....ops piu voglia!!!!tranqui io non esco da settembre, da ferragosto sono uscita 3 sabati....e casa lavoro studio...neanche palestra...se mi bocciano voglio i danni!!!
la mia scaltta di domani è: lettura veloce a pensiero percezione e ragionamento; ultime scalette su attaccamento sviluppo morale, psico comunità, psico lavoro personalita ed identità
domenica: finisco di ssvolgere gli ultimi temi tipo rapporto tra formazione e pratica (invento qualche concetto)
lunedi: ripassone generalissimo...tanta valeriana e camomilla.....
martedi.....l'esecuzione..."moriturituri te salutant" :parsi:
Hahahaha :) ok allora!!
Uff io lunedì non riuscirò a ripassare un cavolo viaggiando uffffff!!! vabbè...ho il fine settimana!!! :sbonk: io sul pensiero ho fatto davvero pochissimo..più che altro ragionamento ho fatto..beh pazienza..ormai non ho neanche più la forza di agitarmi!
Sì veramente...se mi bocciano chiedo i danni...la mia vita sociale ormai è paragonabile a quella di un gatto domestico...pfff...speriamo bene, sono proprio arcistufa!!!
Buonanotteeee a domani!!
allora come ti dicevo:
Dweck nel 2000 si interessa agli effetti della self efficacy nel rendmento sclstico, piu in genrale nella soluzione di compiti:
oserva che i ragazzi con maggior self efficacy tendono difronte ai compiti ad avere una maggior attivazion e econcentrazione, considerano il cmpito come una sfida e non lasciandosi sopraffare dall'ansia ottengono risultati per lo piu soddisfacenti, se il compito fallisce utilizzano il fallimento come un feedback per modificare il proprio comportamento con conseguente aumento dell'impegno, i bambini che definisce helpness (con bassa autoefficacia), tendono a manifestare ansia ed agitazione, si abbattono alle prime difficolta del compito e dato il loro sentimento di inadeguatezza si vergognano e temono possibili fallimenti e quindi abbandonano ilcompito, il fallimento non viene letto come stimolo al miglioramento ma cme riprova della loro incapacità; a riprova di queste teorizzazioni un esperimento con ragazzi delle elementari: viene dato da risolvere un problema semplice, dove il 100% dei bambini riescono a risolverlo, ora viene data indicazione diprovare a dimeticare la sluzione, e viene chiesto quanti di loro ritengono di saperlo nuovamente risolvere, i bambini con self efficacy il 100% rispoonde positivamente mentre tra i bambini helpness il 34% risponde di non saperlo piu fare. conclude Dweck che il primo ostacolo nella risoluzione di un compito è il pensiero, la consapevolezza di non poterlo risolvere.
L'autoefficacia è stata inoltre indagata in relazione allo stress, come fattore protettivo (risorsa interna) che premete di diminuire il livello di ansia che accompagna certi compiti, è stato indagato in relazione alle malattie croniche, nello specifico studi recenti hanno osservato ome una alta autoefficacia permetta una maggior risposta alle cure oncologiche e cardiologiche, inoltre Caprara, nel 2006, ha indagato l'importanza del concetto di self efficacy nei rapporti afettivi di coppia, una maggior autoefficacia permette di gestire le situazioni di conflitto nella coppia, di menifestare e sperimentare meno rabbia ed aggressività vs il partner e di godere maggiormente dei omenti piacevoli della relazione.
Il campo di applicazione in cui il concetto di self efficacy ha giocato un ruolo fondamentale è la scuola, nell'apprendimento e nei comportamenti dei ragazzi come fattore protettivo vs comportamenti disfunzionali e disadattivi (si incremeta la self efficacy nel bullismo, educazione sessuale, prevenzione acool, droga, comportamenti anti sociali ecc), una metodologia chconsidera la self efficacy ed il cui obiettivo è incrementarla è l'educazione socio-affettiva, che pur basandosi sulla psicologia umanistica utilizza il concetto coniato da bandura ed entrato a pieno titolo nella psicologiaapplicata come obiettivo verso cui orientare, focus group, circle time e la tecnica dei "messaggi io vs messaggi tu".
fanciulle posso usufruire del vostro aiuto.... avete appunti/RIASSUNTI DI pensiero, ragionamento e percezione????....se volete ho fatto lo sviluppo morale...stress burnout, coping....qui pro quo?????
ah si...ho risp alla domanda degli elementi deontologici in uno specifico ambito professionale...se volete...ve la invio!!!
nicoletta..eccomi qui..... quando vuoi..basta mandarmi un messaggio privato!....:approved:e ovvaimente IN BOCCA AL LUPO!..
DA oggi in poi...girerò anche per la stanza dell'eds di Trieste..così dsarai + tarqnuilla!:bacetto:
allora ho fatto lo psicologo scolastico
oltre a tutti gli aspetti del cd deve prestreparticolare attenzione al contesto nello specifico:
•autonomia profess (art 6) deve sincerarsi di poter svolgere autonomamente il suo lavoro con gli strumenti ed i metodi che ritiene idonei (difficile nel contesto scolastico dove 'è una struttura fortemete interdisciplinare) inoltre respondabilità del proprio operato vs committente, bambini e genitori ed altri coleghi (insegnanti, preside ecc)
•committente (art 3, 24,32) la figura dello psicologo scolastico ha un committente diverso dal cliente, deve con entramebe esplicitare le parti, essere chiaro sulle finalità e modalità dell'intervento, e sui limiti giuridici. inoltre in caso di conflitto esplicitare le parti e cmq l'interesse è sempre vs l'alunno.
•segreto professionale. art 11, però art 15 puo derogarlo con altri professionisti tenuti al segreto professionale, art 16 le comunicazioni scientifiche mantenendo il segreto e attenzione art 17 la scuola è una struttura pubblica quindi attenzione a come si mantengono appunti e cartelle (addestrare donna pulizie e chiudere a chiave schedari e armadi), art 13 obbligo denuncia e referto, obbligo denuncia (funzionari pubblici e incaricati servizio pubblico), referto (attività sanitarie), ora lo psicologo scolastico cosa fa?? dipende dal contratto con l'istituzione da questo dipende se svolge un intervento sanitario (riabilitazione ad un bambino ad esempio) o se è li per conto della autorità giustizia.....cmq ultimo comma art 13 dice che lo psicologo indipendentemente dagli obblighi ove ne ravveda necessità (pericolo imminente x utente o terzi, se non è l'utente imputato) puo derogare il segreto preof....lo psico scol lavora con i bambini e per la legge 184/83 deve sempre denunciare eventuali abusi all'autorità penale, abbandono all'autorità minorile, di solito si cerca prima la collaborazione con le famiglie anche attraverso strutture sanitarie (uoba), se non è possibile si deve decidere autonomamente, ci si puo sempre consultare con superiori/supervisori nonchè con l'ordine.
•Consenso informato (art 89 ance nella ricerca), art 24 nel trattamento, piu specificatamente art 31...con minori il c.i deve essere ottenuto dai genitori, entrambe i genitori. il c.i è una accetazione volontaria da parte di soggetti capaci intendere e volere nonchè con capacità di agire, è megliop ottenerlo in forma scritta ed alla sua base ci sono le informazioni chiare comprese su natura modalità finalità intervento.. Attenzione nel caso in cui il sogg richiedesse un intervento senza la possibilità di ottenere (perchè verrebbe negato) dei genitori e SEMPRE nell'interesse del sogg ci si puo rivolgere all'autorità tutoriale per intervenire senza consenso (a meno che il ragazzo non si rivolga in strutture previste per legge come consultori o che lo psicologo sia un funzionario pubblico nella sua attività incaricato da tribunale o magistratura (es osservazione o colloquio col bambino nell'ambiente scolastico per indagini prima di decidere un eventuale affidamento).
•finalità generale: art3 accrescere benessere del singolo e del gruppo rispettandone autonomia (anche dei bambini) e data la fascia d' età sensibile prestare ancor piu attenzione ad usare con giustizia il proprio potere
di piu..non so.....però pensavo lo psicologo ricercatore?????...
deve rispettare oltre a tutto...art 9 art 10 , in piu comunicazione scientifiche, e didattica. il suo fine è accrescere le consocenza.....piu semplice no???
Durante il corso di psicologia generale il primo anno noi avevamo studiato il codice etico in ricerca...schematicamente sarebbe:
PRINCIPI GENERALI
- competenza (consapevolezza limiti e competenze per usare solo metodi e tecniche di cui si abbia adeguata preparazione scientifica ed esperienza pratica)
- integrità (chi fa ricerca si deve qualificare, le competenze professionali rese esplicite in modo corretto alle persone che collaborano alla ricerca o vi partecipano e in generale alle persone con cui si viene in contatto)
- responsabilità sociale (impegnarsi a rispettare e far rispettare le norme vigenti in materia di sicurezza; favorire diffusione conoscenza; fare il possibile perchè sia evitato un uso scorretto delle ricerche; preoccuparsi dell'immagine e del decoro che si dà alla professione e della psicologia in generale; preoccuparsi del benessere psicologico di tutte le persone con cui si lavora)
NORME ETICHE
1. Consenso informato e libertà della persona di ritirarsi dalla ricerca (devono essere informate in modo corretto e per loro comprensibile di tutti gli aspetti della ricerca che potrebbero indurle a ritirare il consenso; nel caso in cui vi sia una relazione asimmetrica bisogna evitare che il rifiuto di partecipare comporti esiti negativi).
2. Uso dell'inganno nella ricerca: quando l'obiettivo scientifico lo richieda e non sia possibile usare metodi alternativi, chi partecipa ad una ricerca può essere tenuto all'oscuro o ingannato su alcuni aspetti della ricerca. Alla fine della prova, chi conduce la ricerca deve informare esaustivamente i partecipanti e ottenere il consenso dell'utilizzo dei dati raccolti.
3. Rischio di danni permanenti o temporanei a chi partecipa: a ricerca non deve comportare nessun danno permanente a chi vi partecipa. Quando non si possa fare a meno di usare tecniche che rendano possibili danni temporanei è necessario fornire ampia informazione e ottenere un consenso scritto.
4. Riservatezza: a chi parteci alla ricerca deve sempre essere garantito l'anonimato e la non riconoscibilità nei casi in cui le ricerche vengano presentate in ambito scientifico
5. Protesione di coloro che partecipano alla ricerca
6. Trattamento degli animali: chi fa ricerca è responsabile del loro benessere fisico e psichico. Le procedure dolorose devono essere il più possibile minimizzate.
7. Diffusione di ricerche in ambito scientifico: divieto di diffondere dati falsificati o distorti. Coloro che hanno svolto la ricerca devono esplicitare il loro ruolo e responsabilità; alle persone che hanno partecipato va riconosciuta la contitolarità dell'articolo o presentazione. Ad altre persone che hanno avuto ruoli meno sostanziali va fatto preciso riferimento nel testo (anche nel caso di laureandi e studenti).
8. Divulgazione attraverso i media: presentate solo idee che siano sostenute da teorie adeguate
secondo me ci aggiungi i riferimenti di qualche art (anche non tutti solo i principali..con informato tipo) ed è perfettissimo...ma è una mia modesta opinione....
Il coping e l'empowerment li fate??
Onestamente non saprei da dove partire... tanta ricerca in Internet, ma: potrebbero chiederli o sono troppo specifici? :mumble:
No io non li ho nemmeno guardati...mi sembra veramente troppo settoriale come domanda della prima prova...spero almeno con tutto quello che ho studiato mi manca solo che chiedano quelle cose...
Idem.. sai cosa? Ho passato momenti di ansia assurdi a momenti come ora che sono relativamente tranquilla e fatalista. Oggi sono stata e sono in momentanea fase di stand-by in cui non provo agitazione... ne riparliamo domani.... e vedremo quale sarà il mio stato! :crossed:
Inoltre, essendoci di mezzo il periodo natalizio, è una strage... vorrei andare in giro per mercatini, fare tantissime altre cose, fare shopping e regaletti: avrei preferito preparare l'esame in un altro momento, ma... proviamo ora e vediamo. Altrimenti Giugno è sempre lì ad aspettarmi... non facciamoci troppo male alla SALUTE... e parlo anche per me (che ho ormai ogni giorno mal di testa)!!!!
DOMANDONA: il candidato illustri limiti e potenzialità di un modello teorico a sua scelta, evidenziandone metodi e ambiti di applicazione
Per "modello teorico" intendiamo ad esempio cognitivismo/comportamentismo oppure "teoria social-cognitiva di Bandura" (esempio)?
INOLTRE: "il candidato illustri la validità di un indirizzo teorico e metodologico attraverso un esempio concreto"... uhm? idem come sopra......
Oltre a queste domande ve ne metto altre un pò "critiche" almeno per me. Proviamo a rispondere facendo anche brevi accenni?
1) rapporto pratica professionale e concezioni teoriche
2) formazione accademica e pratica professionalizzante (esempio)
3) basi/concezioni teoriche e metodologiche di un ambito disciplinare/professionel (esempio)
4) rapporto formazione (teorica e professionale) e deontologia (con esperienza di tirocinio)
Che cacchio di domande.... :wall: :swear:
Per modello teorico si intendende cognitivismo o comportamentismo secondo me...e sotto idem però bisogna fare un esempio concreto...ad esempio la desensibilizzazione sistematica in pazienti con fobie o dist. d'ansia o attacchi di panico...mi viene in mente questo
PS: concordo sullo stato d'animo...uff..
Allora ragioniamo...secondo me sono tutte abbastanza generali, nel senso che lasciano libero sfogo alla nostra capacità di "interpretare" quello che abbiano studiato mettendolo in relazione con il nostro tirocinio...solo che bisogna rifletterci senza entrare in panico...allora..
1) secondo me si potrebbe esporre come sia utile la tecnica cognitivo-comportamentale in ambito professionale, ad esempio in strutture che non sono adatte per terapie a lungo termine e in cui bisogna cercare di limitare i costi e di mettere in atto terapie a breve termine che siano però efficaci.
2)Qui ad esempio si potrebbe fare una breve introduzione sul fatto che la teoria, pur dando delle basi importantissime, non possa sostituire quello che ci insegna la pratica e secondo me si potrebbe fare una breve scaletta chiara e coincisa di quello che facevano nel corso del tirocinio con riferimenti teorici precisi.
3) questa non l'ho capita sineramente...
4) e qui andrei un po' di inventiva...anche se magari sono cose che non hai visto chiaramente durante il tirocinio...ma ad esempio si può benissimo pararle del consenso informato che vuoi o non vuoi attuano un po' tutte le strutture...oppure di segreto professionale...oppure ci sono un sacco di altri punti del codice che si possono trattare in tranquillità...
Penso almeno che sia un ragionamento...poi ti dico...spero che ci vengano incontro e che ci spieghino un attimo la domanda...credo che si possano ben fare delle domande...spero almeno!!! uffiiiiiiiiiiiiii
ciao fanciulline.......il cooping e l'empowerment...tant per avere un idea (sammai) ve lo posto io tra un po...qualche accenno!!!!
rapporto pratica professionale e concezioni teoriche: partirei dal dire che secondo il codice all'art 5 si richiede scientificità e all'art 25 si richiede scient nell'applicazione di strumenti, quindi la paratica deve sempre essere supportata dalla teoria, nessuna concezione teorica è stata mai fine a se stessa (comport..terapia comp, costruttivismo didattica costruttivista eccc), la pratica dello psicologo presuppone quindi una conoscenza teorica sia generale che specifica del proprio settore......le teorie sono come "modelli" per orientare l'azione e per indicarne i limiti...però non saprei voi che dite??????? si potrebbe poi in maniera molt critica spiegare che il percorso di studi ti fornisce le basi teoriche dapprima generali poi differenziate per i ndirizzo ma è grazie al tirocinio che si riesce collegare le torie alla pratica, applicando cio ch si è studiato o meglio vedendo che lo si applica; infine ascrivibile alla formulazione di teorie è la psicologia accademico-sperimentale che cerca di dare spiegazioni e studiar i fenomeni, mentre la psicologia applicata si orienta principalmente allo scopo di aiutare il singolo-gruppo-comunità, questa dicotomia che regnava fino agli anni 60-70 è adata via via scemando attraverso nuovi campi della psicologia come la psicologia di comunita, del lavoro ecc..dove lo sviluppo di teorie su cui poggiare l'azione si sviluppa nell'inetrvento stesso, il confine viene quindi a cadere nella psicologia sul campo dove ricerca ed intervento sono sviluppate con la dupplice finalità di conoscere le stuazioni e modificarle, perchè senza concezioni teoriche non puo esistere l'intervento supportato scientificamente, però dall'altro lato senza la "scesa nel campo" non si possono raccogliere dati per formulare, avvalorare o sconfermare ipotesi teoriche e scendendo nel campo per raccogliere dati al fine di formulare teorie come sionosteva lewin si interviene e quindi ricerca si sposa con pratica.