[quote]Dandina83
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Personalmente ritengo che la cultura della famiglia abbia eccessivamente sottolineato l'intimità della coppia, l'amore, togliendo spessore e dignità ad altri fattori che fanno della famiglia una unità sociale e non un'estensione e basta della coppia (ricordiamoci che l'amore finisce... la famiglia resta...).
Cioè, dimmi se ho capito bene, tu senti la mancanza della famiglia come istituzione?! Ritieni che si sia perso il senso della famiglia come sovrastruttura sociale, tipo lo Stato, la Chiesa, la Giustizia, ecc. per fare spazio a cose tipo...l'amore?! continuiamo a spostarci indietro nel tempo (dovremmo essere più o meno negli anni '30! :asd: ), ma devo ammettere che come posizione è interessante!
Bion diceva che sono i gruppi a costruire le istituzioni, non il contrario, ma il gruppo inizialmente non lo percepisce: ci sembra di dover seguire delle regole che, alla fine, siamo noi stessi ad avere inventato. L'istituzione non è statica, ma cambia come può tranquillamente cambiare l'istituzione-famiglia.
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Più semplice? Non solo bisogna sopportare i Pacs e altre amenità ma è possibilissimo che le famiglie allargate stiano persino meglio di quelle ristrette e questo perchè la famiglia nucleare o la famiglia mono-nucleare è una forma di famiglia che non ha riscontro in altri contesti e amplifica le difficoltà di gestione della casa, degli affetti, della vita quotidiana e dei bambini.
Sempre se ho bene inteso il tuo pensiero, sembra quasi che ti dispiaccia per le famiglie non tradizionali che vanno d'accordo, come se avessero il torto di aver sacrificato, in cambio della serenità personale, la stabilità sociale. Ma se la società non è stabile, forse un po' non dipende anche dal fatto che le persone non sono serene e soddisfatte nelle situazioni in cui si trovano?
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Consigli? Facciamo tutti gli omosessuali? No. Come psicologi il nostro compito è quello di preservare e migliorare le strutture sociali - quali la famiglia - la cui esistenza ha garantito e garantisce serenità e fonte di maturazione personale e sociale alle persone che hanno il coraggio non solo di dire 'ti amo' (è facile quando si è innamorati... anzi non si può smettere di dirlo) ma anche 'ti prendo come mia/o sposa/o' (che implica un impegno civile e morale a fare tutto il possibile per l'unione e per i figli che ne verranno e non semplicemente seguire le infatuazioni del momento o i litigi del momento; questo non significa certo che la 'famiglia tradizionale' abbia avuto le sue difficoltà: ma quale psicologo spazzerbbe via le persone in difficoltà? Quale psicologo di una azienda/organizzazione in difficoltà direbbe: no ragazzi qui non c'è niente da fare. Fondiamo un'altra azienda che è meglio - ovvero facciamo i PACS?).
Stai dicendo che gli psicologi dovrebbero essere tipo dei crociati da immolare alla causa della famigghia tradizionale? Gulp!
Il fatto che uno prenda un impegno civile e morale a fare tutto il possibile per l'unione e per i figli, allo psicologo non dovrebbe importare molto, credo. La moralità e la civiltà cosa c'entrano?
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Le istituzioni non sono dei contenitori magici che dovrebbero emanare felicità e gioia. Ad ogni generazione spetta il compito di capire e far rivivere il significato delle tradizioni tra cui la famiglia con quello che essa di buono può produrre, correggendone gli errori che i nostri genitori possono aver commesso anche come coppia: chi nella vita si assume responsabilità sa che è possibile sbagliare.
Far rivivere il significato delle tradizione è quello che ci si aspetta dalle nuove generazioni, sì, ma non sempre accade, non è un obbligo (e se lo fosse sarebbe di natura morale), vedi il '68 e tutta la stagione delle contestazioni giovanili. Assumersi delle responsabilità per te vuol dire necessariamente riprodurre le tradizioni? io, sinceramente, nel riprodurre pedissequamente una serie di modelli tradizionali imposti dalla società ci posso anche vedere una mancata responsabilizzazione, della passività, o magari anche no. In ogni caso sicuramente non mi immolerei in virtù di un dogma da assumere come sempre valido e sempre giusto.
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La famiglia è basata sulla coppia con figli: se poi una persona si sposa per altri motivi sbaglia e ne è lui/lei a pagarne le conseguenze: scusate ma se uno si sposa tanto per fare il grande allora QUELLO è il matrimonio? Sarebbe come dire che SOLO CHI SI DOPA ha capito tutto sullo SPORT... sarà mica il contrario?
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E' facile dire 'mio babbo x e mia mamma y' quando la massima responsabilità che ci si è assunti è quello di pensare a sè stessi e alla propria felicità... ricordate la canzone I, ME me MINE di Harrison!? Ecco il succo è questo.
Le tue associazioni mentali sono bellissime! :asd:
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Penso che una famiglia vera con figli, casa propria, lavoro sia sinceramente qualcosa di molto più grande e fonte di miglioramento personale rispetto ad una coppia che vive in casa con 2 gatti (mi pare ne parlasse una utente...)... Con tutto il rispetto per la gioia di questa persona (e dei suoi gatti ).
Emmenomale, dài, o' rispett è a primma cos':asd: ! posso spiegarti il mio pensiero con un esempio?...se vuoi puoi confrontare con l'utente in questione (penso tu stia parlando di quell'eretica di ghiretto!) il grado di "miglioramento personale" o la "grandezza" (in metri, chili, once, pollici, piedi, come la vogliamo misurare questa "grandezza"?) della sua famiglia rispetto a quella tradizionale. Ma poi?
Mettiamo che tu abbia scoperto, anche se ne dubito altamente :asd: , che ghiretto è dieci piedi meno soddisfatta di una donna sposata con sette figli, cosa le consiglieresti? di farla figliare ripetutamente fino a raggiungere il nirvana, o magari sarebbe più giusto focalizzarsi sulla sua storia personale, cioè sua e di nessun'altra, paragonabile a quella di nessun'altra? (Cioè tu neghi, a questo punto, la possibilità che una persona possa realizzarsi personalmente in un nucleo familiare che non sia quello tradizionale? In questo modo si nega proprio la scelta, non credi?)
Citazione:
Per questo motivo credo che i Pacs non abbiano senso come legge e sono molto perplessa nel vedere le opinioni un po' selvagge di molti che si definirebbero in altre vesti 'psicologi...'; Spero che sia l'atmosfera un po' irriverente della stanza.
in quali vesti, non capisco! e poi no, ti prego, non dire così, che all'atmosfera irriverente della stanza ci siamo molto affezionati! (...dài, vedo che ti sei già ambientata! ;) )
un saluto ai selvaggi, vado sennò perdo la liana...