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Citazione:
L'AN, secondo il mio modestissimo parere, e' in grado di spiegare molto, moltissimo, forse quasi tutto cio che succede nella mente umana. Ed e' ancora in formazione, per cui passibile di integrazioni e miglioramenti.
AN ? Alleanza Nazionale? :mumble:
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Citazione:
La psicoterapia e le cure mediche in generale per me son simili ad una specie di lotta libera contro il disagio e perciò si può usare metaforicamente il judo, il karate o altro ancora, qualsiasi tecnica e strategia vanno bene, l'importante è raggiungere i risultati sperati.
"Franza o Spagna, purchè se magna" (Guicciardini) :asd:
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Caro Guglielmo, Biz é stato chiaro: se si và O.T. chiude.
Per questo sono ripartito da efficacia / efficienza.
Quindi mi scuso ma non posso rispondere.
Ciao
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Caro Lucio, il post di Guglielmo è molto interessante e non mi sembra per niente OT visto che si tratta proprio il problema dell'efficacia ed efficienza delle psicoterapie. Mi sembra importante approfondire e ovviamente si finisce per arrivare ad argomenti più densi e meno superficiali, ma non per questo scollegati. Altra cosa sono gli interventi che non seguono il filo del discorso.
Venendo al merito del discorso di willy, a mio parere introduce in maniera più chiara l'idea che vadano ricercate delle specificità rispetto all'efficacia dei trattamenti, nonostante essa sia sempre "limitata" dal campo di osservazione che si adotta e che è necessariamente legato ad un aspetto ed ad uno specifico livello di complessità. Nondimeno però questo deve poter interfacciarsi e dialogare con altri domini di conoscenza e con altri livelli di osservazione. Ed iniziare ad approfondire questioni di metodo può solo aiutare a definire meglio i concetti di efficacia ed efficienza.
Saluti
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Caro Guglielmo,
Partendo dalla cortese delucidazione di Gieko su quello che è O.T., inizio a risponderti con domande:
1- Sei d’accordo che le sperimentazioni fatte secondo i criteri della Divisione 12 (Psicoterapie brevi) si fondano sul presupposto che l’esperimento sia riproducibile?
2- Sei d’accordo che questi esperimenti misurano l’efficacia? ( lasciamo un attimo la dicotomia efficacia/efficienza)
3- Pensi veramente che l’alternativa al modello unico ( che eliminerebbe il problema delle brevi e tanti altri) sia la religione o il ritorno a Cartesio?
4- Sei a conoscenza che sul modello unico hanno lavorato molti studiosi, tentando diversi tipi di integrazione, partendo dal presupposto che al momento non ne esiste uno per tutti gli usi e bisogna quindi procedere con la “fusione” (rubo un termine chimico e mi dirai se è scorretto?
Ciao e se hai voglia, rispondi a queste domande perché le tue risposte mi sarebbero utili per replicare.
Lucio
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Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Caro Guglielmo,
Partendo dalla cortese delucidazione di Gieko su quello che è O.T., inizio a risponderti con domande:
1- Sei d’accordo che le sperimentazioni fatte secondo i criteri della Divisione 12 (Psicoterapie brevi) si fondano sul presupposto che l’esperimento sia riproducibile?
2- Sei d’accordo che questi esperimenti misurano l’efficacia? ( lasciamo un attimo la dicotomia efficacia/efficienza)
3- Pensi veramente che l’alternativa al modello unico ( che eliminerebbe il problema delle brevi e tanti altri) sia la religione o il ritorno a Cartesio?
4- Sei a conoscenza che sul modello unico hanno lavorato molti studiosi, tentando diversi tipi di integrazione, partendo dal presupposto che al momento non ne esiste uno per tutti gli usi e bisogna quindi procedere con la “fusione” (rubo un termine chimico e mi dirai se è scorretto?
Ciao e se hai voglia, rispondi a queste domande perché le tue risposte mi sarebbero utili per replicare.
Lucio
Caro Lucio
"... una alla volta per carità!"
Perché ci sarebbe da scrivere delle intere pagine per ogni domanda che hai posto.
a) No, non sono d'accordo. Queste sperimentazioni "pensano" di basarsi su di un criterio di riproducibilità. Ma non lo fanno.
Ora, qui ci si apre un mezzo mondo di discussioni possibili. La posizione finale di ogni partecipante alla discussione dipenderà, a mio modo di vedere, da quello che intendiamo con "riproducibilità".
Nel mio lavoro distinguiamo "ripetibilità" da "riproducibilità".
Una misura viene considerata ripetibile (o dotata di una ripetibilità accettabile) quando fornisce gli stessi risultati, entro l'errore sperimentale, in conseguenza di una ripetizione della misura su aliquote diverse dello stesso materiale, utilizzando la stessa strumentazione e la medesima procedura.
La stessa misura viene considerata riproducibile (o dotata di una riproducibilità accettabile) quando la media delle misure effettuate su aliquote diverse dello stesso materiale fornisce un risultato che rientra nel campo di variazione determinato attraverso misure ripetute da altri soggetti, utilizzando strumentazioni e procedure diverse.
Nel caso degli esseri umani, abbiamo a che fare con una situazione in cui non è possibile applicare né l'una, né l'altra delle definizioni che ti ho riportato (e che, invece, in fisica e chimica vanno benissimo). Questo perché non è possibile ripetere il trattamento psicoterapeutico su un soggetto, né è possibile riportare il soggetto alla situazione precedente il trattamento. Perché, nel frattempo, il soggetto è cambiato e, essendo un sistema biologico, è cambiato in modo irreversibile.
Potremmo prendere un numero "n" di soggetti che presentino gli stessi sintomi (che è quel che fa l'APA) ed effettuare trattamenti diversi. Può andar bene, ma bisogna assumere che i trattamenti avvengano "a parità di altre condizioni". Ora, quel poco che sappiamo dello sviluppo del sistema nervoso centrale e del corpo, ci dice che non esistono due soggetti uguali tra di loro. Se accettiamo l'ipotesi della selezione neuronale proposta da Damasio, già in partenza abbiamo a che fare con cervelli diversi, per giunta modellati da una serie di interazioni tra la dotazione genetica di partenza, la casualità e l'ambiente nel quale si trovano.
Dobbiamo dunque pensare che il criterio della riproducibilità non sia applicabile alla sperimentazione in campo psicologico e psicoterapeutico?
Secondo me no. Dobbiamo solamente riuscire a specificare bene le condizioni al contorno. Cioè trovare un modo di stabilire il ruolo della variabilità intrinseca ai sistemi viventi che stiamo studiando rispetto all'outcome. Mica che sia facile, ma, secondo me, in linea di principio, è possibile provarci. Il costo è alto, ma anche la posta in gioco è alta (se si dà un'occhiata al costo delle cure psicologiche e psicoterapeutiche nei diversi paesi OCSE si può avere una vaga idea della posta in gioco in termini economici).
Alla prossima
Buona vita
Guglielmo
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Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Caro Guglielmo,
Partendo dalla cortese delucidazione di Gieko su quello che è O.T., inizio a risponderti con domande:
...
2- Sei d’accordo che questi esperimenti misurano l’efficacia? ( lasciamo un attimo la dicotomia efficacia/efficienza)
...
Sì e no. Misurano l'efficacia. Ma di cosa? Del trattamento nel suo complesso? Di quelle costituenti del trattamento che sono efficaci? Di aspetti che non conosciamo affatto e che non abbiamo nemmeno teorizzato e che sono più efficaci di tutto il resto, o altrettanto efficaci di quelli che conosciamo già?
E l'efficiacia, come la definiamo? Come eliminazione della sintomatologia? Come restituzione del soggetto ad uno "status quo ante"? Perché, anche nel caso di disturbi "puri" di asse I, possiamo trovarci in presenza sia di soggetti che improvvisamente sviluppano un sintomo riconducibile ad una diagnosi di asse I, sia di soggetti che da sempre presentano la stessa sintomatologia. Ora, se ci accontentiamo del criterio della scomparsa dei sintomi, possiamo pure dire che misurano un'efficacia. Ma il soggetto, dopo il trattamento, che soggetto è? Come vive la sua situazione di "non più malato?" (malato, dico, non sofferente. Perché potrebbe soffrire lo stesso, anche se non è più malato). Abbiamo alcuni casi interessanti di persone cui è stata restituita la vista, e che hanno preferito ritornare ad essere ciechi (credo ne abbiano riportati alcuni casi sia Oliver Sacks sia Ramachandran, nei loro testi). Perché la loro intera personalità si era venuta strutturando col tempo attorno alla loro cecità. Ritornare a vedere implicava anche lo sforzo di ristrutturare il loro modo di essere. E mica tutti sono stati disposti a farlo.
Buona vita
Guglielmo
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Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Caro Guglielmo,
...
3- Pensi veramente che l’alternativa al modello unico ( che eliminerebbe il problema delle brevi e tanti altri) sia la religione o il ritorno a Cartesio?
...
Lucio
Su questo sarò brevissimo. Sì, lo penso davvero. Che i sistemi viventi siano sistemi complessi non significa che non siano comprensibili con gli strumenti della scienza, né che il loro comportamento sia in contraddizione con le leggi della fisica e delle altre scienze naturali.
Possiamo anche decidere che, siccome non ne sappiamo abbastanza, allora accettiamo l'esistenza di una pluralità di modelli. Ma occorre essere consapevoli che, così facendo, ci condanniamo al non poter incidere sullo sviluppo scientifico. Se a te va bene, accomodati. A me non soddisfa affatto.
Buona vita
Guglielmo
P.S.: a domani per le risposte alle domande successive
:hug:
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Caro Guglielmo,
prima che tu continui, preciso che per ogni termine che uso mi attengo alle definizioni ufficiali della Divisione 12.
Non ho mai affermato né affermo che li condivido,anzi.
Ritengo però che per discutere di quei metodi sia necessario attenerci alle loro definizioni.
Infine: io non mi accomodo nell'impossibilità del procedere scientifico in psicoterapia; però ho la mia idea che non é coincidente con la ricerca del modello unico.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Caro Guglielmo,
prima che tu continui, preciso che per ogni termine che uso mi attengo alle definizioni ufficiali della Divisione 12.
Non ho mai affermato né affermo che li condivido,anzi.
Ritengo però che per discutere di quei metodi sia necessario attenerci alle loro definizioni.
Infine: io non mi accomodo nell'impossibilità del procedere scientifico in psicoterapia; però ho la mia idea che non é coincidente con la ricerca del modello unico.
Nel qual caso, suppongo tu faccia riferimento a questo documento http://www.apapractice.org/apo/insid...Guidelines.pdf
Me lo studio per bene e, se è il caso, modifico le mie considerazioni.
Se non è quello il documento di riferimento, postami il riferimento, per favore.
Buona vita
Guglielmo
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Guarda é molto meglio il lavoro di D. Westen, che trovi in italiano; Comunque, se ti fidi:
- efficacia> risultati positivi su diagnosi di Asse I
- riproducibilità> ripetizione della sperimentazione da parte di almeno due gruppi con rigoroso controllo delle variabili
- controllo dei risultati> sulla diagnosi (non sulla qualità dell'esistenza) o "in corso d'opera" o a 6/12 mesi
- efficienza> verifica dei risultati in ambito clinico.
Mi auguro ti basti, altrimenti questa sera ti invio il Link.
Ciao e grazie
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Buon giorno a tutti,
purtroppo seguo a sprazzi questa interessante discussione.
Chiedo a Lucio, se possibile, di fornire un approfondimento rispetto alla "Divisione 12"
nonché a quanto da lui scritto di seguito:
- efficacia> risultati positivi su diagnosi di Asse I
- riproducibilità> ripetizione della sperimentazione da parte di almeno due gruppi con rigoroso controllo delle variabili
- controllo dei risultati> sulla diagnosi (non sulla qualità dell'esistenza) o "in corso d'opera" o a 6/12 mesi
- efficienza> verifica dei risultati in ambito clinico.
Grazie
_________________________
Bianchin Massimiliano, Ordine Psicologi Veneto n° 4574
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Senza dubbio risponderò alle complesse domande e risposte di Guglielmo e Massimiliano.
Richiedono tempo e rinvio ad altro momento.
Scusatemi. Lucio
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Citazione:
Originalmente inviato da Ikaro68
"Franza o Spagna, purchè se magna"
Non so bene Ikaro cosa vuoi dire con questa citazione (se puoi spiegarti meglio), ma se vuoi dire che un certo paziente è interessato più ai risultati (cioé magnare quando è a digiuno), insomma a quel che funziona davvero rispetto a quel che vuole in fin dei conti ottenere, piuttosto che alla "bellezza" o al "fascino" o alla generalizzabilità di questa o quella teoria, sono perfettamente d'accordo.
Esiste per caso un'unica teoria generale per descrivere i vari disturbi fisici umani? Non riesco a capire per quale motivo quando si passa alla psiche si crede che dovrebbe esistere qualcosa del genere. Proprio come il corpo umano anche il cervello e la mente non è mica detto che siano costituiti da parti così omogenee da dover imporre preventivamente una specie di omogeneità nel tipo di cure o che un modello teorico che funziona abbastanza bene con alcuni disturbi debba essere necessariamente ampliato per dimostrare che risulta efficace con tutti.
:ciao:
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Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Devo dire che sono sorpreso dalla parte in grassetto. Pensavo che il principio di riproducibililità dei risultati sperimentali a parità di condizioni sperimentali fosse un punto fermo. Senza quello non credo sia possibile acquisire conoscenze su un qualsiasi fenomeno (almeno, non conoscenze scientifiche). Per cui ti chiedo cortesemente se puoi darmi alcune indicazioni su chi sarebbero gli esperti che stanno discutendo di questo.
Buona vita
Guglielmo
Ciao, inizio con la tua prima domanda:
“ la riproducibilità nella scienza: mito o realtà”16 febbraio 2008, ai "Seminari internazionali di Psicoterapia e Scienze Umane”; Bologna.
Un riassunto con commento lo trovi tra gli articoli pubblicati da Paolo Migone (internet).
Ciao.Lucio
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Citazione:
Originalmente inviato da
lupo_max
Buon giorno a tutti,
purtroppo seguo a sprazzi questa interessante discussione.
Chiedo a Lucio, se possibile, di fornire un approfondimento rispetto alla "Divisione 12"
nonché a quanto da lui scritto di seguito:
- efficacia> risultati positivi su diagnosi di Asse I- riproducibilità> ripetizione della sperimentazione da parte di almeno due gruppi con rigoroso controllo delle variabili
- controllo dei risultati> sulla diagnosi (non sulla qualità dell'esistenza) o "in corso d'opera" o a 6/12 mesi
- efficienza> verifica dei risultati in ambito clinico.Grazie
_________________________
Bianchin Massimiliano, Ordine Psicologi Veneto n° 4574
Rispondo alla parte in grassetto:
dal rapporto di Chambless:
- Efficacy: capacità (misura) di un trattamento di ottenere outcomes positivi in “laboratorio”
- Efficiency: capacità (misura) di un trattamento di ottenere outcomes positivi con l’ impiego di un numero di risorse minore possibili, ma anche di mantenere gli effetti nel tempo
- Effectiveness: possibilità di trasportare gli effetti di un trattamento all’ interno di condizioni ecologiche e rivalutazione della sua capacità in questo ambito.
Comunemente in italiano:
- Efficacy= efficacia
- Effectiveness= efficienza
Per valutare l’utilità di un trattamento; la Divisione 12 ha stabilito il criterio di un’alta omogeneità del campione: Perciò gli sperimentatori si sono dovuti prevalentemente rivolgere a Disturbi di Asse I.
Ciao. Lucio
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Citazione:
Originalmente inviato da
lupo_max
Buon giorno a tutti,
purtroppo seguo a sprazzi questa interessante discussione.
Chiedo a Lucio, se possibile, di fornire un approfondimento rispetto alla "Divisione 12"
nonché a quanto da lui scritto di seguito:
- efficacia> risultati positivi su diagnosi di Asse I
- riproducibilità> ripetizione della sperimentazione da parte di almeno due gruppi con rigoroso controllo delle variabili
- controllo dei risultati> sulla diagnosi (non sulla qualità dell'esistenza) o "in corso d'opera" o a 6/12 mesi
- efficienza> verifica dei risultati in ambito clinico.
Grazie
_________________________
Bianchin Massimiliano, Ordine Psicologi Veneto n° 4574
Caro Massimiliano.
termino (credo ) la risposta ai tuoi quesiti:
La riproducibilità è il grado di concordanza tra la % di outcomes positivi, dimostrato da due diversi sperimentatori sullo stesso disturbo, con un diverso campione e utilizzando il medesimo trattamento manualizzato.
La sperimentazione, seguendo i criteri della 12 ( e credo generalmente in psicoterapia) non permette di misurare la ripetibilità ( così rispondo un po’ a Guglielmo), poiché questa é una valutazione che richiede le stesse condizioni sperimentali.
Ora, pur ammettendo che il controllo delle variabili sia rigoroso, e certamente è maggiore rispetto agli studi clinici, cambiano per osservare i criteri della 12:
-lo sperimentatore
- il luogo
- i tempi.
Controllo dei risultati; questo si basa esclusivamente sul sintomo oggetto di studio e viene suddiviso i tre condizioni:
1- Outcomes positivi= scomparsa de sintomo
2- Outcomes negativi= permanenza del sintomo
3- Outcomes +/- = parziale scomparsa del sintomo
Il controllo viene fatto sui risultati a fine trattamento, a sei mesi e (non sempre) a 12 mesi.
Ciao, se non é chiara, fammi un cenno. Lucio
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Rispondo a Guglielmo.
Devo dire che sono sorpreso dalla parte in grassetto. Pensavo che il principio di riproducibililità dei risultati sperimentali a parità di condizioni sperimentali fosse un punto fermo. Senza quello non credo sia possibile acquisire conoscenze su un qualsiasi fenomeno (almeno, non conoscenze scientifiche). Per cui ti chiedo cortesemente se puoi darmi alcune indicazioni su chi sarebbero gli esperti che stanno discutendo di questo.
Il nome dell’articolo te l’ho comunicato. Restando alla riproducibilità in Psicoterapia, credo ci siano alcuni punti su cui riflettere:
- Vi è riproducibilità quando le variabili che vengono modificate nella ripetizione dell’esperimento rimangono sotto rigoroso controllo. Lo sforzo maggiore in questo senso l’ha fatto proprio la 12 e la conseguente moda della manualizzazione dei trattamenti.
Io pongo due, fra i tanti dubbi che si possono sollevare su questi aspetti:
1- La variabile psicoterapeuta ( sai che i gruppi di ricerca devono essere due indipendenti); mi sembra di aver letto anche in un tuo Post che lo Psicoterapeuta si è dimostrato determinante per la riuscita del trattamento;
2- La variabile tempo. Prendiamo un disturbo depressivo; finisci la terapia d’inverno e valuti le % degli outcomes positivi, la finisci d’estate e fai le valutazioni. Onestamente non credo che i risultati siano uguali, ma che siano migliori quelli estivi (vedi serotonina>luce, attività fisica, alimentazione). Alle cose messe fra parentesi, ritengo la psicoterapia debba aprirsi se vuole diventare una disciplina completa. Così come alla psicobiologia e alle neuroscienze: la Psicologia applicata è giovane e come tutte le realtà giovani in rapidissima evoluzione.
Sul "modello unico" in psicoterapia.
Premesso che la mia formazione è fortemente legata alle scienze "hard" (fisica e matematica, poi chimica) e che questa formazione ed il tipo di lavoro che svolgo influiscono pesantemente sul mio modo di vedere il mondo, io penso che il "modello unico" potrebbe esistere e che sarebbe utile indagare in quella direzione.
A meno di non risuscitare il dualismo cartesiano, o di assumere una visione religiosa dell'essere umano - contemplando quindi la presenza di una componente "materiale" (il corpo, il cervello, i sistemi nervosi, endocrino, immunitario, ecc.) e di una "immateriale" (la mente, la psiche, lo spirito...) - penso sia necessario ammettere che, dato che le psicoterapie sono efficaci (e questo è un dato assodato, sul quale non mi pare ci sia da soffermarsi troppo), debbano produrre cambiamenti nella struttura e nell'organizzazione dei sistemi biologici che sono presenti negli esseri umani.
Il fatto che la Psicoterapia produca “guarigioni” riscontrabili anche sul cervello, mi sembra scollegato dal modello unico. In questo momento storico della Psicoterapia, ritengo ci si debba muovere verso una lenta integrazione, senza aspirare al modello unico e senza temere che l’integrazione porti all’ateorismo.
Ora, in psicoterapia, siamo di fronte alla nota situazione per cui sembra che tutte le forme di psicoterapia ottengano, più o meno, gli stessi risultati. Abbiamo alcune indicazioni dalle neuroscienze che ogni forma di psicoterapia provoca modifiche nell'organizzazione delle strutture cerebrali, nella funzionalità di alcune aree specifiche, nella neurochimica del sistema nervoso, nel funzionamento del sistema endocrino e di quello immunitario.
Ma, finché indaghiamo i risultati, e non i processi attraverso i quali questi risultati vengono ottenuti, mi pare che ci perdiamo ogni possibilità di comprendere la relazione tra questi due eventi. Un risultato viene infatti ottenuto in moti modi che sono (almeno in apparenza) diversi.
Ma, per ritornare alla chimica, questo sarebbe come avere in competizione tra di loro una decina di teorie diverse della reazione chimica. E' chiaro che non possono essere tutte vere contemporaneamente.
Il tentativo di indagare sui processi si è tentato e i risultati sono stati gli stessi dell’indagine sui risultati. Infine bisognerebbe ben spiegare cos’è un processo in Psicoterapia e quali le componenti che si muovono in questo processo
Mi si dirà che la situazione terapeutica è eccessivamente complessa per essere indagata. Certo, è eccessivamente complessa per venire indagata con gli strumenti propri della neuropsicologia, o della biochimica cerebrale, o delle tecniche di neuroimaging. Ma, come accade in ogni campo del sapere, a livelli diversi di descrizione e di analisi, corrispondono tecniche di misura differenti. Che, a livelli di complessità più elevati, forniranno - necessariamente - soluzioni approssimate. Ma approssimate non significa inutili.
L'importante è che vengano rispettate due condizioni:
a) La descrizione di un fenomeno ad un livello molare non deve essere in contrasto con quel che conosciamo della sua organizzazione a livello molecolare
b) la descrizione del livello molare deve essere in linea di principio derivabile dalla descrizione al livello molecolare.
Guglielmo,mi spiace ma è dimostrato che questo non è vero. (cfr. prof. Bersani; la relazione di cui ti ho dato gli estremi.
Può essere che io sia sulla strada sbagliata e che tutte queste che ho scritto siano cazzate immani, ma se ne può discutere, credo.
Per me sono stimoli, non c….; Ciao Lucio
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Buonasera a tutti.
Io tornerei su una parte della discussione che si é un po' persa a causa degli interventi di filosofia della scienza.
Il rapporto tra la pubblicità e l'efficacia dei trattamenti brevi.
Grazie.
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Citazione:
Originalmente inviato da
gianli86
Buonasera a tutti.
Io tornerei su una parte della discussione che si é un po' persa a causa degli interventi di filosofia della scienza.
Il rapporto tra la pubblicità e l'efficacia dei trattamenti brevi.
Grazie.
Ciao gianli
Non ho capito che relazione pensi esista tra le due grandezze.
Sono efficaci perché pubblicizzati?
Sono pubblicizzati perché efficaci?
Non esiste alcuna relazione tra queste due cose?
Grazie e buona vita
Guglielmo
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Buonasera a tutti,
dsideravo solo dire questo,riportando una parte del messaggio con cui é stata aperta la discussione.
Citazione:
Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Vorrei aprire una discussione sulle psicoterapie brevi e sulla grande pubblicità che è fatta a questi trattamenti, strutturati per specifici disturbi (Asse I del DSM, normalmente). La promozione – internet, articoli, manuali - della loro comprovata efficacia raggiunge sempre più numerosa utenza e sempre più giovani Psicologi o Psicoterapeuti, che –ovviamente essendo ben confezionata-ottiene risconti a volte fideistici. .........
Buonasera.
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Originalmente inviato da
gianli86
Buonasera a tutti,
dsideravo solo dire questo,riportando una parte del messaggio con cui é stata aperta la discussione.
Buonasera.
Studio al Conservatorio e sono interessato alla musicoterapia, per questo sono spesso in rete a cercare tutto quello che inizia per psi.
Mi sembra che la pubblicità sia molta e non distingua molto fra le diverse forme di psicoterapia.
Arrivo al punto: non capisco la parte riportata da Gianli86.
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a tal proposito, sempre che io abbia ben capito l'argomento, conosco questo metodo credo "ben confezionato" come dici tu www.mindwellness.it ti riferisci ad una cosa del genere?
grazie
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Citazione:
Originalmente inviato da
warren44
a tal proposito, sempre che io abbia ben capito l'argomento, conosco questo metodo credo "ben confezionato" come dici tu
www.mindwellness.it ti riferisci ad una cosa del genere?
grazie
Parto dall'ultimo e più avanti rispondo a Papo che ha posto una domanda più complessa.
Cara warren44, ho visto il link e penso che di fenomeni di quel tipo dovrebbe occuparsi l'Ordine, più che noi in un Forum.
Qui si arriva alla pubblcità del detersivo e certamente é una promozione censurabile e ben confezionata; ma io mi riferivo a modelli di psicoterapia che promettono miracoli che difficilmente possono fare.
Mi spiace solo che tu, involontariamente, abbia fatto pubblicità a una simile cosa.
Non credo, comunque, che studenti o professionisti possano cadere in tali trappole, pericolose per persone con disagio in cerca di soluzioni improbabili
Ciao e grazie. Lucio
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Citazione:
Originalmente inviato da
iacopi_papo
Studio al Conservatorio e sono interessato alla musicoterapia, per questo sono spesso in rete a cercare tutto quello che inizia per psi.
Mi sembra che la pubblicità sia molta e non distingua molto fra le diverse forme di psicoterapia.
Arrivo al punto: non capisco la parte riportata da Gianli86.
Caro Papo,
facendo riferimento ad Internet (ma ci sono altre fonti promozionali), ci si perde nelle pubblicità fatte dai diversi modelli di psicoterapia.
Ma in una società in asfissia, dove tutto corre in fretta e deve essere pronto all’uso, penso sia ovvio che attraggano di più quei trattamenti che promettono soluzioni di gravi disagi in tempi rapidi.
Ciò vale per chi soffre disagi ( risoluzione rapida) e per studenti e giovani Psicologi che intendono specializzarsi; questo forse per l’aspirazione ad avere la bacchetta magica.
Tieni poi presente che queste tecniche brevi discendono quasi tutte da una teoria madre, la Cognitivo Comportamentale che è quella maggiormente accettata da Medici e Psichiatri.
La speranza, almeno da parte mia, è che sia una meteora. Temo però che sia una speranza alquanto pia e qui si aprirebbe un lunghissimo discorso sulle alternative offerte a questa miriade di brevi: l’alternativa ancora più forte ( anche per un po’ di confusione: pensa che molti pensano che Psicologo, Psichiatra e Psicoterapeuta siano la medesima cosa; altri che ritengono che Psicoterapia e Psicoanalisi siano sinonimi) è lunga e chiusa ad ogni apporto di discipline diverse. Qui il cerchio si chiude…..purtroppo.
Ciao. Lucio
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Temo però che sia una speranza alquanto pia e qui si aprirebbe un lunghissimo discorso sulle alternative offerte a questa miriade di brevi: l’alternativa ancora più forte ( anche per un po’ di confusione: pensa che molti pensano che Psicologo, Psichiatra e Psicoterapeuta siano la medesima cosa; altri che ritengono che Psicoterapia e Psicoanalisi siano sinonimi) è lunga e chiusa ad ogni apporto di discipline diverse. Qui il cerchio si chiude…..purtroppo.
Ciao. Lucio
Quando parli di alternativa ancora più forte cosa vuoi dire e a cosa ti riferisci?
Grazie
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Tralascio internet e ti dico come la penso io da giovane studente, o si entra nel museo delle cere e si finisce in modelli storici che temono i contributi di altre scienze e generalmente la ricerca, o si aderisce a trattamenti più recenti che sono brevi ma accettano e spingono la ricerca sperimentale e clinica.
Inoltre si evolvono rapidamente e raccolgono quello che altre discipline offrono.
Buongiorno.
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Originalmente inviato da
willy61
Ciao gianli
Non ho capito che relazione pensi esista tra le due grandezze.
Sono efficaci perché pubblicizzati?
Sono pubblicizzati perché efficaci?
Non esiste alcuna relazione tra queste due cose?
Grazie e buona vita
Guglielmo
Caro Guglielmo,forse per miei limiti, ma non comprendo il significato di questo Post.
Non serve che ti scomodi a rispondere: anche se non capisco sopravvivo lo stesso.
Ciao. Lucio
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Originalmente inviato da
iacopi_papo
Quando parli di alternativa ancora più forte cosa vuoi dire e a cosa ti riferisci?
Grazie
Ciao,
non intendo alimentare infruttuose polemiche, citando denominazioni di specifici modelli; credo che la risposta che hai avuto da Gianli sia sufficiente.
Non condivido il suo entusiasmo per le brevi, né la metafora sul “museo delle cere” ( un po’ aspra); condivido il fatto che i più giovani siano attratti da questi trattamenti che,purtroppo, agendo sull’Asse I sono piuttosto rischiosi.
La condivisione nasce dal fatto che la psicoterapia si trovava ingabbiata, bloccata da esponenti di teorie che si mostralo ostili alla ricerca sperimentale e clinica e indubbiamente, le brevi hanno dato una “scossa” di cui la psicoterapia aveva bisogno.
Questo non mi distoglie dal pensare che le brevi espongano troppo al problema “scompensi”, ma –cosa vuoi – mi viene in mente la metafora dell’ubriaco di Vittorino Andreoli. L’ubriaco perde la chiave di casa e no sa dove, ma insiste a cercarla sotto un lampione non perché è probabile che si trovi lì, ma semplicemente perché è l’unica zona in cui riesce a vedere. Forse i più giovani –studenti e professionisti- hanno capito che si devono allontanare dal lampione per trovare la chiave; il rischio è che si allontanino troppo e si possano trovare nel buio pesto.
Ciao. Lucio
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Originalmente inviato da
iacopi_papo
Quando parli di alternativa ancora più forte cosa vuoi dire e a cosa ti riferisci?
Grazie
Credo tu voglia riferirti all'effetto "Boomerang" dei modelli ortodossi; non sono certo che tu volessi intendere questo.
Se hai voglia dammi un cenno.
Ciao. Lucio
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Ciao,
non intendo alimentare infruttuose polemiche, citando denominazioni di specifici modelli; credo che la risposta che hai avuto da Gianli sia sufficiente.
Non condivido il suo entusiasmo per le brevi, né la metafora sul “museo delle cere” ( un po’ aspra); condivido il fatto che i più giovani siano attratti da questi trattamenti che,purtroppo, agendo sull’Asse I sono piuttosto rischiosi.
La condivisione nasce dal fatto che la psicoterapia si trovava ingabbiata, bloccata da esponenti di teorie che si mostralo ostili alla ricerca sperimentale e clinica e indubbiamente, le brevi hanno dato una “scossa” di cui la psicoterapia aveva bisogno.
Questo non mi distoglie dal pensare che le brevi espongano troppo al problema “scompensi”, ma –cosa vuoi – mi viene in mente la metafora dell’ubriaco di Vittorino Andreoli. L’ubriaco perde la chiave di casa e no sa dove, ma insiste a cercarla sotto un lampione non perché è probabile che si trovi lì, ma semplicemente perché è l’unica zona in cui riesce a vedere. Forse i più giovani –studenti e professionisti- hanno capito che si devono allontanare dal lampione per trovare la chiave; il rischio è che si allontanino troppo e si possano trovare nel buio pesto.
Ciao. Lucio
Sulle Psicoterapie brevi, la nostra visione é completamente diversa.
Tu non vuoi alimentare polemiche, nemmeno io, ma alcune cose vanno dette senza metafore: quello che sta accadendo in un thread del Forum "Psicoterapie" é paradgmitatico.
Gli psicoanalisti ortodossi sono troppo lontani dal capire che la loro rigidità nuoce al mndo della psicoterapia e la loro veemenza ed offensività adrebbe temperata. (????)
Il resto che hai scritto non lo commento perché tanto conosco le risposte: io non sono ubriaco e non cerco sotto al faro.
Buonasera a tutti e buone vacanze.
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Riferimento: Psicoterapie brevi: pubblicità e reale efficacia
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Originalmente inviato da
gianli86
Sulle Psicoterapie brevi, la nostra visione é completamente diversa.
Tu non vuoi alimentare polemiche, nemmeno io, ma alcune cose vanno dette senza metafore: quello che sta accadendo in un thread del Forum "Psicoterapie" é paradgmitatico.
Gli psicoanalisti ortodossi sono troppo lontani dal capire che la loro rigidità nuoce al mndo della psicoterapia e la loro veemenza ed offensività adrebbe temperata. (????)
Il resto che hai scritto non lo commento perché tanto conosco le risposte: io non sono ubriaco e non cerco sotto al faro.
Buonasera a tutti e buone vacanze.
Per rimanere in tema..veramente la storiella dell'ubriaco è una citazione di Nardone (1988).
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Sulle Psicoterapie brevi, la nostra visione é completamente diversa.
Tu non vuoi alimentare polemiche, nemmeno io, ma alcune cose vanno dette senza metafore: quello che sta accadendo in un thread del Forum "Psicoterapie" é paradgmitatico.
Gli psicoanalisti ortodossi sono troppo lontani dal capire che la loro rigidità nuoce al mndo della psicoterapia e la loro veemenza ed offensività adrebbe temperata. (????)
Perchè cosa sta accadendo nel forum? Io di paradigmatico ci trovo solo la pubblicità di un workshop con le solite cifre da capogiro...
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Per bella primavera
Non per fare una storia infinita che poco c’entra con la discussione, ma la metafora l’ho sentita da:
1983: Vittorino Andreoli.Conferenza sul tema
Depressione: l'alternativa psicoterapica
Treviso, 27 gennaio, Sala ex linea 10
Magari viene fuori un terzo e/o un quarto che se la attribuisce; comunque era solo una precisazione.
Ciao.Lucio
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Originalmente inviato da
Lucio Regazzo
Per bella primavera
Non per fare una storia infinita che poco c’entra con la discussione, ma la metafora l’ho sentita da:
1983: Vittorino Andreoli.Conferenza sul tema
Depressione: l'alternativa psicoterapica
Treviso, 27 gennaio, Sala ex linea 10
Magari viene fuori un terzo e/o un quarto che se la attribuisce; comunque era solo una precisazione.
Ciao.Lucio
ok!:approved:
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ikaro78
Perchè cosa sta accadendo nel forum? Io di paradigmatico ci trovo solo la pubblicità di un workshop con le solite cifre da capogiro...
Dipende da quale punto prospettico guardi, se rimani sempre fermo in un punto di osservazione vedi sempre gli stessi aspetti della realtà e non ne cogli altri molto importanti, come quelli del Forum che ho nominato.
Le cifre da capogiro dipendono dal fatto he forse uno soffre di vertigini.
Buonasera.
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Originalmente inviato da
ikaro78
Perchè cosa sta accadendo nel forum? Io di paradigmatico ci trovo solo la pubblicità di un workshop con le solite cifre da capogiro...
Appunto di ciechi é pieno il mondo.... e sono arrabbiati.
Però Gianluca vdo due grossi pericoli nell'evoluzione della Psicoterapia: le brevi e le mummie.
Ciao. Lucio
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Lucio Regazzo
vdo due grossi pericoli nell'evoluzione della Psicoterapia: le brevi e le mummie.
La storia ci insegna che ciò che sembra un pericolo oggi è un passo avanti nell'evoluzione domani.
E molto spesso i grandi vengono riconosciuti "dopo".
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tatee
La storia ci insegna che ciò che sembra un pericolo oggi è un passo avanti nell'evoluzione domani.
E molto spesso i grandi vengono riconosciuti "dopo".
Sono in linea con te, ma i grandi (non capisco a chi ti riferisci) devono informare oggi.
Ciao, Grazie. Lucio
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Originalmente inviato da
gianli86
Dipende da quale punto prospettico guardi, se rimani sempre fermo in un punto di osservazione vedi sempre gli stessi aspetti della realtà e non ne cogli altri molto importanti, come quelli del Forum che ho nominato.
Le cifre da capogiro dipendono dal fatto he forse uno soffre di vertigini.
Buonasera.
E' tipico di chi é chiuso in una difesa estrema del proprio fallimento.
Ciao. Lucio