No, ma va non credo nemmeno serva (anzi, forse potrebbe essere dannoso!)...L'importante credo sia saperli riconoscere ed eventualmente ricordare i più importanti per eventuali approfondimenti e indagine di dati mancanti...
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Eh esatto... Infatti i criteri non me li imparo mi basta riconoscerli e capire le eventuali diagnosi differenziali...
La segreteria mi ha risposto lasciandomi il dubbio (e ha mandato la stessa mail a Psytufina che ha chiesto per sviluppo):
Buongiorno,
nella III prova la commissione formula, in genere, 4 casi afferenti ai vari indirizzi della psicologia dando al candidato la facoltà di sceglierne uno sul quale si sente più preparato.
Cordiali saluti.
La segreteria
No, io ricordo che per un paio di esami all'università li avevo imparati e li sapevo perfettamente, ora so parlare del disturbo in maniera più "descrittiva", ossia unendo i vari criteri in un discorso, che penso sia quello che serva nella pratica quotidiana (e spero anche allo scritto, che se non passo quello altro che pratica quotidiana!)
Esatto anche io per un esame avevo imparato tutti i criteri ma sinceramente non ne vedo il senso né per la prova in sé né per la pratica quotidiana che uno può cmq consultare sempre il dam o qualunque altro manuale...
Beh la risposta della segreteria non è una risposta! Tanto più che in quella sessione le tracce erano 6 e non 4 -.-'
passata anche io!!! :jd:
ora bisogna trovare la voglia (e li modo) per prepararsi per la terza prova!!!
ciao a tutti!
raga ma voi come vi state preparando... io sto solo leggendo i criteri e basta...
Io leggo i criteri per ogni disturbo... Manifestazioni e disturbi associati, diagnosi differenziale, test e trattamenti...
Da del materiale che ho comprato..... C'è qualcosa anche sui testi che ti dicevo la volta scorsa e sulla dispensa della cattolica
Io sto facendo dei riassunti-schema con criteri dsm, aspetti che possono aiutare a orientarsi nella diagnosi (più o meno come il pz può spiegare i sintomi o come appare), approfondimenti diagnostici e test, diagnosi differenziale e comorbilità, trattamenti.
Sto usando Gabbard e DSM (che avevo già studiato all'università), Falabella e materiale comprato o trovato on-line qua e là...
Anche sessuali io toglierei a parte l'identità di genere... Io un po' li tolgo e al massimo li tengo buoni per l'analisi differenziale ma non sto a studiarmeli come se fosse possibile una diagnosi principale....
No, in effetti è improbabile...I disturbi sessuali, del sonno e somatoformi li faccio anch'io più per un'eventuale comorbilità/diagnosi differenziale (spesso, infatti, sono sintomi secondari ad altri disturbi)
Ora sono concentrata su psicotici, umore, ansia, alimentari, tossicodipendenze e personalità, che sono quelli che approfondisco meglio!
Eh io approfondisco il bambino ma ovviamente preparo qualcosa anche sull'adulto perché mi sta venendo un po' di ansia (giusto per restare in tema...)!!!! Che pizza! Quanto pagherei per sapere almeno se c'è il caso CLINICO di sviluppo :(
Anche io vorrei saperlo, anche se guarda, io penso che quello del 2010 sia stato davvero un caso isolato e che sviluppo ci sarà, perché di fatto c'è il curriculum di sviluppo, al contrario il caso clinico adulto potrebbe non esserci perché sostituito da quello di comunità...
:asd: (no, non c'è da ridere!)
Io non saprei da che parte comininciare a fare quello di comunità...leggerò quelli del Kaneklin, ma di più non potrei proprio, ho più probabilità di cavarmela con sviluppo (ma solo per la diagnosi, perché i trattamenti mi sono spesso ignoti!)
Si ma quello di comunità spesso coincide con un progetto......
Son davvero confusa a sto punto mi auguro che almeno un caso CLINICO ci sia... È chiedere troppo per la terza prova?????
Mi è venuto in mente prima, parlando con picciosa, che la commissione di Novembre 2010 è la stessa che ha chiesto una procedura di osservazione nella II prova.. resto dell'idea che quello fosse un caso isolato e che la commissione fosse "diversa" dalle altre.. è solo un autoconvincimento lo so, ma è da prima della prima prova che penso che la commissione del 2010 fosse un po' strana rispetto alle altre.. spero sia così davvero e che ci sia il caso di sviluppo (clinico ovviamente).
Per quanto riguarda la preparazione anche io sto facendo un po' come picciosa, ma preparando sviluppo: sto facendo dei riassunti con la scaletta che vi dicevo, per i principali disturbi dello sviluppo. Per quelli meno frequenti (e papabili per un EdS) leggerò solo i criteri e qualcosa in giro su trattamenti e test... spero basti
Se esce un caso che esula dal mio ambito gli scrivo l'articolo del Codice Deontologico in cui si dice che lo psicologo non dovrebbe prendere in carico casi per cui non ha la competenza...
:jd:
Per chi non l'avesse capito, Psytufina è la mia futura socia (se passo l'Esame di Stato ovviamente!) :D
Vi posto due link che, secondo me, possono essere utili per la preparazione del Caso Clinico:
- http://books.google.it/books?id=cgQ3...page&q&f=false
- http://www.cpo-psicologia.it/index.p...8&limitstart=3
Grazie dei link Picciosa! Esulo un attimo dall'argomento "terza prova" per chiedere se qualcuno di voi si ricorda le tracce uscite in prima e in seconda prova. All'orale possono esserci domande sulle prove scritte, ma io non ricordo più esattamente cosa chiedessero...
Grazie!!!
beata te che ti preoccupi già dell'orale :D io ho una fifa blu per sta terza prova! molto + che per il progetto...
Ah, comunque svolgendo qualche caso mi sono resa conto che è meglio spostare la domanda quando si propongono gli approfondimenti diagnostici (io comunque non penso di specificare la dicitura "Analisi della Domanda")
Grazie Picciosa, andrò a vedere meglio allora! Specifico che la strizza per la terza prova l'ho anch'io!
Anche io non penso di suddividere il caso in paragrafi con titoli, penso di fare un discorso unico tipo Kaneklin!
io farò un discorso unico, niente paragrafi stavolta.. anche xchè dell'intervento dico 2 righe e si noterebbe troppo :D
anche io l'add la metto li... parto subito sparata coi sintomi e la diagnosi + differenziale.
poi faccio analisi domanda, approfondimenti, e intervento.
sentite ma... quando vi capitano casi di famiglia? in cui il problema è chiaramente familiare, come vi comportate?
ah, dimenticavo...vi posto un caso... io ci sono andata in paranoia... non so come scrivere...ditemi le vostre scalette e cosa scrivereste!
Enrico, (anni 37) chiede un appuntamento ad uno psicologo di un servizio pubblico per adulti. Al primo colloquio Enrico descrive uno stato di acuta sofferenza che lo sta attanagliando da qualche mese e che di giorno e di notte non lo lascia mai, impedendogli anche il riposo. Ha un buon lavoro impiegatizio. È sposato da 17 anni con Laura, sua coetanea. Il matrimonio è stato allietato dalla nascita di due figlie adesso adolescenti, anzi, Enrico e Laura si sono sposati molto giovani proprio a causa del concepimento della prima figlia, Margherita. Enrico stava frequentando il biennio di ingegneria ed era in pari con gli esami; ma in seguito al matrimonio ha trovato un posto da geometra in Comune e ha rinunciato ai suoi studi universitari. Elena, la seconda figlia è nata a distanza di un anno e mezzo e la moglie si è dedicata a tempo pieno all'accudimento delle figlie, che sembrano essere cresciute abbastanza bene. "In questi anni il mio primo pensiero è sempre stato per la mia famiglia, per mia moglie e per le bambine. Adesso loro stanno crescendo, la domenica si rifiutano di venire in montagna con noi, hanno i loro amici, mi sembra che non abbiano più bisogno di noi, di me. Mia moglie Laura, ha avviato, da circa due anni, con buon successo, insieme ad una sua amica, un negozio di abbigliamento per bambini. Laura ha raggiunto la sua indipendenza economica, anzi, attualmente il suo contributo finanziario alla famiglia è più consistente del mio. In alcuni momenti ho l'impressione di non aver vissuto la mi vita, di non essere riuscito a costruire qualcosa di importante con le mie mani. Perfino le mie figlie mi sembrano un merito soprattutto di Laura. Mi sembra di aver perso anche l'interesse verso mia moglie, che pure da qualche tempo si cura molto di più e comunque è sempre stata una donna affettuosa e piena di attrattive. Mio padre è mancato un anno e mezzo fa, dopo una lunga malattia invalidante. Al funerale ero così impietrito che non sono riuscito a piangere. Può darsi che questo fatto abbia un qualche collegamento con il mio soffrire. Mi aiuti, per favore!" Quali sono le possibili aree di sofferenza di Enrico, quale la sequenza e la modalità di conduzione dei colloqui, quale il plausibile profilo psicodiagnostico e la restituzione con la eventuale proposta di successivo intervento.
ragazze ho bisogno di un feedback sulla scaletta del caso. ne ho trovate due opposte e non capisco quale vada meglio, una mi sembra + logica l'altra + facile da fare… mi dite quale usate voi?
scaletta 1
1) breve sintesi
2) analisi della domanda
3) anamnesi
4) funzionamento
5) ipotesi diagnostica e differenziali
6) test
7) trattamento
scaletta 2
1) ipotesi diagnostica e differenziali
2) approfondimenti diagnostici per confermare /disconfermare ipotesi:
- analisi della domanda
- anamnesi
- funzionamento
- test
3) trattamento
io fino ad ora ho sempre usato la seconda.. ma onestamente la prima mi sembra + logica... la analisi della domanda dovrebbe essere la prima cosa da fare e potrebbe sembrare azzardato fare subito ipotesi senza considerare i dati...
Io ti posso dire la scaletta che penso di usare in generale io, non specificatamente per questo caso:
1) analisi della domanda e analisi dei sintomi
2) ipotesi diagnostica principale
3) diagnosi differenziali
4) approfondimenti
5) test
6) trattamento/intervento
È quella che per me ha più logica anche a livello di quadro di insieme... Poi penso che ognuno trovi una sua scaletta e non credo ce ne sia una più giusta o sbagliata ance se vedi il kaneklin non sono tutte uguali le elaborazioni dei casi
l avevo pensata anche io, ma non so come staccare l'analisi della domanda dagli approfondimenti perché secondo me stanno bene attaccati.. altrimentii dovrei cominciare con l'add, poi mollarla li e descrivere i sintomi... boh mi suona di eccessivo stacco, non so!
cmq questo caso come lo affronteresti?
Inizialmente io usavo la prima, ma in alcuni casi mi suona meglio la seconda..
Per il caso, oggi pomeriggio, quando torno da lavoro mi ci metto e vi dico la mia..Non so se saró in grado, ma in effetti potrebbe uscire per cui se ne hai altri potresti postarli??? Cosí ci esercitiamo..Io mi sa che di familiari non ne ho!!!
ho solo questo mi sa, comunque vediamo cosa trovo.
PS Sabato gruppo ripasso a Milano per chi vuole.
Ho un dubbio sui DDP... ho visto che la maggior parte degli approfondimenti diagnostici sono in chiave psicodinamica.. ad es, disturbo paranoide: forza dell'io, relazioni oggettuali, parti di sé proiettate all'esterno... voi li mettete? se si dichiarate che state facendo una lettura psicodinamica? se no, che cosa scrivete?
Sabato è il mio compleanno quindi mi sa che passo! Bel compleanno eh!? :(
Se non trovassi altri approfondimenti se non questi puoi specificare la lettura in chiave psicodinamica ma poi secondo me devi rimanere coerente al modello sia per i test che per il trattamento se no rischi di prendere una cantonata mondiale...
Se no puoi restare più sul blando e andare meno nel dettaglio e parlare di approfondimenti a livello di funzionamento relazionale. Stile comunicativo, presenza di ritiro, ideazioni bizzarre, sistema familiare, traumi subìti (ad es. Nel dist antisociale), relazioni con i genitori ruoli assunti nel sistema, comunicaione tra membri della famiglia, fasi dello sviluppo, presenza ritualità, vissuti attuali e pregressi,ecc... Rimanendo più su cose generali poi sei libera di scegliere test e trattamento che preferisci sempre restando coerente però...