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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Senti stai parlando con il professionista sbagliato....non sono un ragioniere a cui spiegare l'abc del mondo dell'utente.....!Ricorda che ho a che fare anch'io con le persone così come tanti altri professionisti e non mi sembra il modo corretto per dialogare con persone alla pari!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Chissà come mai ci dimentichiamo tutti che tu sei una professionista al nostro pari, se non addirittura ben oltre le nostre limitate e misere conoscenze e competenze... Dalla profondità della tua concezione di disagio strutturale verrebbe quasi da proporre all'IPA di farti membro honoris causa...
Non resta che augurarti che ci sbatta la testa prima tu che i tuoi assistiti nella difficoltà e nella complessità del disagio umano.
Saluti
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
non mi considero superiore...HO DETTO ALLA PARI....Proprio perchè il disagio umano è complesso che bisogna riconoscere la propria conoscenza come limitata alla pari di altre conoscenze!
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Ma non mi sembra che tu sia alla pari con un assistente sociale esperto, nè con uno psicologo che ha qualche anno di esperienza...
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
certo c'è sempre da imparare...... ma almeno io non dico a priori che"siccome tu non sei psicologo non puoi sapere di più rispetto i problemi degli utenti".....non mi sembra professionale...ma è un mio parere.....!
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
ma almeno io non dico a priori che"siccome tu non sei psicologo non puoi sapere di più rispetto i problemi degli utenti".....non mi sembra professionale...ma è un mio parere.....!
Non è neanche il mio parere, infatti. Ho imparato molto da educatori ed assistenti sociali, cui sono grato.
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Senti stai parlando con il professionista sbagliato....non sono un ragioniere a cui spiegare l'abc del mondo dell'utente.....!Ricorda che ho a che fare anch'io con le persone così come tanti altri professionisti e non mi sembra il modo corretto per dialogare con persone alla pari!
Io mi posso basare solo su quello che leggo. I tuoi interventi mi sembrano privi di fondamento. E come ho scritto prima vorrei veramente sapere dove prendi queste informazioni. Magari sbaglio io e sarà mio motivo di crescita. Girando su altri topic ho visto che sei sempre presente con queste uscite campate per aria, e sono sempre presenti risposte di varie figure professionali che cercano di indirizzarti.
Ma allora cosa fuoi da questo forum?
Posso avere rispetto per ogni persona che fa interventi costrutivi, però basta con queste uscite da "senso comune". In più sono il contrario di quello che studiamo sui libri. Bisogna anche avere un piano di realtà
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Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
.
E' vero, l'intrapsichico e interpersonale sono in continiuità.
Ma come è vero che l'intrapsichico crea un cambiamento nell'interpersonale, è vero anche il contario.
Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
Se parlo di modello funzionale (I ordine) vado a intervenire sulle interazioni tra le persone e quindi sul modello interpersonale; questo è il modello in uso ai counsellor, agli insegnanti etc.
Se parlo di struttura, considero invece cosa avviene all'interno dell'individuo.
Gli aspetti intrapsichici prendono in considerazione il modello strutturale (II ordine) di competenza dello psicoterapeuta.
Come vedete non si interviene in alcun modo in maniera intrapsichica.
mi permetto di citare questi due passi, perché sono in contraddizione tra loro: se prima dici che l'interpersonale influenza anche sull'intrapsichico, com'è possibile poi dire che agisci solo a livello interpersonale?
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Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
E' vero, l'intrapsichico e interpersonale sono in continiuità.
Ma come è vero che l'intrapsichico crea un cambiamento nell'interpersonale, è vero anche il contario.
La persona potrebbe avere delle difficoltà a livello interpersonale ma non è detto che ci voglia per forza un lavoro sull'intrapsichico per mettere in moto le sue risorse.
Questa me l'ero persa causa tuo modifica messaggio, credo. Purtroppo non è così semplice. Il livello interpersonale non può subire modifiche sostanziali se non si svolge un lavoro strutturale, così come il livello intrapsichico (se proprio vogliamo mantenere queste distinzioni). Lo studio dei sistemi viventi e della configurazione degli stessi fornisce molte basi a questo ragionamento: cambiamenti e sviluppi nel vivente si verificano solo a patto che la struttura e si riorganizzi dall'interno.
Se così non fosse non avremmo disagio psichico.
Saluti
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
due coniugi che si rivolgono ad un professionista poichè non riescono a capire come ci si deve comportare con il proprio figlio ribelle. Ora la ribellione può essere dovuta a tanti fattori: Quando questa ha a che fare con problemi intrapsichici del figlio(un esperienza avuta nel passato che lo ha segnato per sempre)è necessario inviare la famiglia ad uno psicoterapeuta....che agirà sulla struttura del figlio "trasformandola in senso positivo".
Se i genitori non riescono a comunicare con il proprio figlio poichè lo stesso negli ultimi tempi sta frequentando un gruppo di pari non proprio tranquilli...il compito del professionista sarà quello di dire alla coppia il modo di approcciarsi a figlio per far si che si apra con loro e non abbia più come punto di riferimento i compagni"cattivi" ma i suoi genitori...per farla breve...mi sembra un intervento educativo più che psicologico!
questa è da incorniciare :eek: chi dice che il figlio è ribelle? poi, ribelle per chi? E' un problema del figlio, o sarà dei genitori che non riescono ad accettare il fatto che il figlio si allontani dalla famiglia di origine per crescere e diventare persona autonoma e indipendente?
La compagnia è "cattiva" per chi? per il figlio, o per i genitori? La domanda reale sarà quella di "riportare il figlio sulla reatta via" per il suo bene, o perché i genitori vogliono esercitare un controllo sul comportamento del figlio?
E' bene che un ragazzo adolescente abbia come modelli di identificazione i propri genitori, o sarà meglio che siano coetanei? :rolleyes:
Cioè, ti rendi conto che le linee guida che hai descritto sono vecchie di un secolo e si rifanno ad un intervento di tipo ortopedico come quelli che facevano sotto il regime?
Citazione:
Ho detto che il cliente sa benissimo(quasi sempre) la profondità del problema che porta e quasi sempre si rivolge al counsellor con una domanda esplicita....qualora vi fosse una domanda implicita che richiede un approfondimento a livello intrapsichico l'etica del counsellor vuole che egli invia il proprio cliente ad uno psicoterapeuta
se avessi letto il post che avevo scritto l'ultima volta che hai detto questa cosa, sapresti che quando un cliente chiede una consulenza, la domanda esplicita non coincide mai con quella implicita, e che se il counselor agisse a livello della domanda esplicita, metterebbe in atto una collusione che mal che vada permetterà al cliente di perpetuare nelle sue relazioni patologiche, nel peggiore dei casi invee peggiorerà la situazione
Citazione:
Ps: nella mia formazione di base(laurea)ho avuto materie quali psicologia clinica, psicologia generale, psicologia sociale, psicologia dello sviluppo, educazione degli adulti, psichiatria, psicologia dinamica...per fare degli esempi oltre alle mie materie specifiche!
la domanda nasce spontanea: dov' eri quando spiegavano ? :asd:
(non ti offendere, una battuta me la passerai dopo tutto quello che ci fai mandare giù :asd: )
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
mi permetto di citare questi due passi, perché sono in contraddizione tra loro: se prima dici che l'interpersonale influenza anche sull'intrapsichico, com'è possibile poi dire che agisci solo a livello interpersonale?
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Questa me l'ero persa causa tuo modifica messaggio, credo. Purtroppo non è così semplice. Il livello interpersonale non può subire modifiche sostanziali se non si svolge un lavoro strutturale, così come il livello intrapsichico (se proprio vogliamo mantenere queste distinzioni). Lo studio dei sistemi viventi e della configurazione degli stessi fornisce molte basi a questo ragionamento: cambiamenti e sviluppi nel vivente si verificano solo a patto che la struttura e si riorganizzi dall'interno.
Se così non fosse non avremmo disagio psichico.
Saluti
Io non li vedo in contraddizione, solo complementari.
Agisco a livello interpersonale perchè questo è quello che fa il counsellor.
Agendo sull'aspetto interpersonale, produci un microcambiamento che necessariamente porta a uno spostamento anche a livello di personalità.
Se poi nella persona, vi è un disagio a livello di struttura è chiaro che il microcambiamento avutosi sarà momentaneo, ma quello è anche il limite (giustamente) del counselling e compito del counsellor sarà fare l'invio ad altro professionista.
Non tutte le difficoltà che le persone portano però, interessano il livello intrapsichico..Tutti nella quotidianità facciamo i conti con difficoltà e non significa che abbiamo bisogno di una ristrutturazione di personalità e quindi di agire a livello intrapsichico.
Può essere che in un determinato momento della mia vita, particolarmente stressante x molteplicità di fattori mi possa trovare confuso ma magari, fino a quel momento, ho sempre affrontato e gestito i problemi in maniera funzionale.
In questo caso potrebbe entrare in scena il counsellor e aiutare il cliente a recuperare quelle risorse che in quel momento ha messo da parte ma che ha sempre usato in maniera ottimale e che soprattutto conosce bene.
Se invece, in tutta la mia vita ad es. ho sempre trovato difficoltoso fare delle scelte, prendere delle decisioni.. beh direi che questo riguarda probabilmente l'intrapsichico e in questo caso non sarà possibile attivare le risorse del cliente perchè l'intervento è di altro tipo.
In questo caso il cliente non conosce affatto le sue risorse perchè non le ha, probabilmente, mai utilizzate.
Non so se sono stata più chiara.
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ottimo intervento rosablu....concordo con tutto quello che dici!
Ps: mi avete chiesto di riportare degli esempi e io l'ho fatto ma come tali devono essere trattati...non è un "caso reale"....quindi i vostri interventi sulla ribellione del figlio(da parte di chi e per chi) sono fuori luogo.....esiste un posto nel forum dove si parla di casi clinici e questo non è il luogo!
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
ottimo intervento rosablu....concordo con tutto quello che dici!
Ps: mi avete chiesto di riportare degli esempi e io l'ho fatto ma come tali devono essere trattati...non è un "caso reale"....quindi i vostri interventi sulla ribellione del figlio(da parte di chi e per chi) sono fuori luogo.....esiste un posto nel forum dove si parla di casi clinici e questo non è il luogo!
se posti un esempio, è ovvio che è ipotetico e inventato, ma è evidente che c'è una logica sottostante, che vuoi spiegare tramite l'esempio. Il mio discorso si riferiva a quello.
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è anche evidente che con l'esempio non si può dire tutto....quindi è inutile interrogarsi sul senso di ribellione poichè può avere tante spiegazioni....era solo per farti capire dove agisce il counsellor che è stato spiegato benissimo da rosablu. La logica sottostante è una logica educativa ossia i genitori devono "imparare"(è un termine brutto ma lasciatemelo passare)a gestire il figlio ribelle....e il figlio deve "imparare" a "sfogare" la sua rabbia in altri modi.....magari deve solo riuscire ad esprimere ai genitori quello che prova dentro......per farla breve...ma possono essere tanti i risvolti!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
è anche evidente che con l'esempio non si può dire tutto....quindi è inutile interrogarsi sul senso di ribellione poichè può avere tante spiegazioni....era solo per farti capire dove agisce il counsellor che è stato spiegato benissimo da rosablu. La logica sottostante è una logica educativa ossia i genitori devono "imparare"(è un termine brutto ma lasciatemelo passare)a gestire il figlio ribelle....e il figlio deve "imparare" a "sfogare" la sua rabbia in altri modi.....magari deve solo riuscire ad esprimere ai genitori quello che prova dentro......per farla breve...ma possono essere tanti i risvolti!
Vedo con piacere che rispondi solo ad interventi dove non devi dare risposte chiare. Io sono stato ben chiaro sul voler sapere da dove trai le tue conclusioni.citami autori e libri per cortesia
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Caro Peter pan ho letto tanti libri nel mio corso di studi.....non vorrai che li prenda e li legga per sapere dove ho preso queste cose:asd:assimilate ormai da anni????!!!!!!!
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Originalmente inviato da
Zuccherina
Caro Peter pan ho letto tanti libri nel mio corso di studi.....non vorrai che li prenda e li legga per sapere dove ho preso queste cose:asd:assimilate ormai da anni????!!!!!!!
Ma il tuo metabolismo, sicura funzioni bene?:asd:
Scusa ma la battuta dopo aver letto tante cose da te scritte, viene spontanea.
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Originalmente inviato da
rosablu77
Io non li vedo in contraddizione, solo complementari.
La contraddizione c'è, è evidente ed è un bel problema ignorarla. La teoria utilizzata ha fondamenta molto fragili, con le annesse ricadute operative.
Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
Agisco a livello interpersonale perchè questo è quello che fa il consellor.
Agendo sull'aspetto interpersonale, produci un microcambiamento che necessariamente porta a uno spostamento anche a livello di personalità.
A parte l'apodissi dell'agire in un determinato modo perchè "è quello che si fa", senza una motivazione operativa quindi, i microcambiamenti non comportano nessuna modifica alla personalità per i motivi che ho indicato sopra: l'edificio del soggetto viene infatti rattoppato, ma rimane il medesimo (ovvero la struttura, un aspetto dei quali è la personalità,rimane invariata). E poi: mica non dovreste occuparvi di cambiamenti di personalità?
Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
Se poi nella persona, vi è un disagio a livello di struttura è chiaro che il microcambiamento avutosi sarà momentaneo, ma quello è anche il limite (giustamente) del conselling e compito del consellor sarà fare l'invio ad altro professionista.
Così si rischia di far perdere tempo prezioso all'utenza e di perdere importanti occasioni di apertura nei confronti del proprio disagio. Si pone una questione etica tutta da vedere.
Citazione:
Originalmente inviato da
rosablu77
Non tutte le difficoltà che le persone portano però, interessano il livello intrapsichico..Tutti nella quotidianità facciamo i conti con difficoltà e non significa che abbiamo bisogno di una ristrutturazione di personalità e quindi di agire a livello intrapsichico.
Può essere che in un determinato momento della mia vita, particolarmente stressante x molteplicità di fattori mi possa trovare confuso ma magari, fino a quel momento, ho sempre affrontato e gestito i problemi in maniera funzionale.
In questo caso potrebbe entrare in scena il consellor e aiutare il cliente a recuperare quelle risorse che in quel momento ha messo da parte ma che ha sempre usato in maniera ottimale e che soprattutto conosce bene.
Se invece, in tutta la mia vita ad es. ho sempre trovato difficoltoso fare delle scelte, prendere delle decisioni.. beh direi che questo riguarda probabilmente l'intrapsichico e in questo caso non sarà possibile attivare le risorse del cliente perchè l'intervento è di altro tipo.
In questo caso il cliente non conosce affatto le sue risorse perchè non le ha, probabilmente, mai utilizzate.
Abbiamo già detto che, salvo argomentazioni contrarie e sufficientemente fondate, i versanti intra e extrapsichici non sono distinguibili e rappresentano aspetti differenti dell'organizzazione strutturale del soggetto. Strutturazioni sufficientemente flessibili non incontrano problemi insormontabili nella gestione di entrambi i versanti, e non richiedono quindi aiuto professionale. Strutture problematiche possono invece sostenere fino ad un certo punto le difficoltà esterne ed interne ma la rigidità aumenta sempre più spingendo il soggetto in situazioni di impasse. Qui nasce la richiesta d'aiuto.
La concezione di risorse disponibili o meno è un altro punto critico: qualsiasi essere vivente utilizza sempre risorse, le migliori che ha a disposizione. Altrimenti andrebbe incontro alla morte (psichica, biologica, etc...). Quindi anche uno psicotico ha risorse e le utilizza al meglio che può anche se la struttura è compromessa in maniera profonda.
Non ci si può esimere dal discorso strutturale quando si parla di disagio del soggetto.
I diversi ruoli che vengono sempre citati hanno a che vedere con ambiti differenti, non necessariamente terapeutici (come l'educatore o l'assistente sociale), ma legati alla strutturazione dell'utente in carico.
Saluti
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
scusa gieko che intendi per "strutturazione dell'utente in carico"??????
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Citazione:
scusa gieko che intendi per "strutturazione dell'utente in carico"??????
"Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo?" :asd:
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Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
La contraddizione c'è, è evidente ed è un bel problema ignorarla. La teoria utilizzata ha fondamenta molto fragili, con le annesse ricadute operative.
A parte l'apodissi dell'agire in un determinato modo perchè "è quello che si fa", senza una motivazione operativa quindi, i microcambiamenti non comportano nessuna modifica alla personalità per i motivi che ho indicato sopra: l'edificio del soggetto viene infatti rattoppato, ma rimane il medesimo (ovvero la struttura, un aspetto dei quali è la personalità,rimane invariata). E poi: mica non dovreste occuparvi di cambiamenti di personalità?
Così si rischia di far perdere tempo prezioso all'utenza e di perdere importanti occasioni di apertura nei confronti del proprio disagio. Si pone una questione etica tutta da vedere.
Abbiamo già detto che, salvo argomentazioni contrarie e sufficientemente fondate, i versanti intra e extrapsichici non sono distinguibili e rappresentano aspetti differenti dell'organizzazione strutturale del soggetto. Strutturazioni sufficientemente flessibili non incontrano problemi insormontabili nella gestione di entrambi i versanti, e non richiedono quindi aiuto professionale. Strutture problematiche possono invece sostenere fino ad un certo punto le difficoltà esterne ed interne ma la rigidità aumenta sempre più spingendo il soggetto in situazioni di impasse. Qui nasce la richiesta d'aiuto.
La concezione di risorse disponibili o meno è un altro punto critico: qualsiasi essere vivente utilizza sempre risorse, le migliori che ha a disposizione. Altrimenti andrebbe incontro alla morte (psichica, biologica, etc...). Quindi anche uno psicotico ha risorse e le utilizza al meglio che può anche se la struttura è compromessa in maniera profonda.
Non ci si può esimere dal discorso strutturale quando si parla di disagio del soggetto.
I diversi ruoli che vengono sempre citati hanno a che vedere con ambiti differenti, non necessariamente terapeutici (come l'educatore o l'assistente sociale), ma legati alla strutturazione dell'utente in carico.
Saluti
Credo che nulla di quello che potrò dirti ti farà prendere in considerazione un'opinione diversa.
Mi hai chiesto dove agiva il counselling e ho cercato di spiegarlo.
Il problema sta forse nell'accettare una realtà diversa da quella che si conosce e non sta a me spiegare la validità di teorie, già ampiamente dibattute e scientificamente valide nel contesto internazionale.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Citazione:
Credo che nulla di quello che potrò dirti ti farà prendere in considerazione un'opinione diversa.
Mi hai chiesto dove agiva il conselling e ho cercato di spiegarlo.
Il problema sta forse nell'accettare una realtà diversa da quella che si conosce e non sta a me spiegare la validità di teorie, già ampiamente dibattute e scientificamente valide nel contesto internazionale.
Ma io dico, sbagliate pure a scriverlo, come potete maneggiarlo 'sto benedetto "counselling" ?! :asd:
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Originalmente inviato da
ikaro78
Ma io dico, sbagliate pure a scriverlo, come potete maneggiarlo 'sto benedetto "counselling" ?! :asd:
QUANDO HAI RAGIONE HAI RAGIONE...
CHIEDO UMILMENTE SCUSA... :asd::asd:
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Citazione:
Originalmente inviato da
Zuccherina
Caro Peter pan ho letto tanti libri nel mio corso di studi.....non vorrai che li prenda e li legga per sapere dove ho preso queste cose:asd:assimilate ormai da anni????!!!!!!!
No questa non la passo, se ti permetti di scrivere cose tipo "parliamoci chiaro......se io vado da uno psicoterapeuta è perchè già so che a livello profondo ho un problema che non riesco bene ad inquadrare...ma so che c'è......" o dici dove le trovi o smetti di scrivere su questo forum. La comunity di ops non deve farti da balia.
PS per i vari colleghi counselor che parlano di etica ecc ecc: la zona di ancona è piena di volantini di una counselor pedagogista che tra le varie sue tecniche ha frequentato un corso di perfezionamento in cromoterapia ecc ecc , "si interessa di numerologia per lo studio di personalità, delle affinità di coppia e delle attitudini" che vogliamo fare?
Se veramente c'è qulcuno che hai voglia di sbattersi per segnalarlo alla vostra associazione posso dare i dati in un messaggio privato e inviare per mail una copia del volantino
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
PS per i vari colleghi counselor che parlano di etica ecc ecc: la zona di ancona è piena di volantini di una counselor pedagogista che tra le varie sue tecniche ha frequentato un corso di perfezionamento in cromoterapia ecc ecc , "si interessa di numerologia per lo studio di personalità, delle affinità di coppia e delle attitudini" che vogliamo fare?
Se veramente c'è qulcuno che hai voglia di sbattersi per segnalarlo alla vostra associazione posso dare i dati in un messaggio privato e inviare per mail una copia del volantino
Puoi farlo tu stesso.
Il problema dell'etica è personale, oltre che professionale.
Esiste in tutte le professioni.
Sai quanti educatori, piscologi, psicoterapeuti ci sono che fanno cose che vanno al di la dell'etica e della deontologia???
Personalmente, se ne venissi in contatto direttamente, segnalerei.
Al momento non sn ancora iscritta all'associazione di counselling essendo in formazione e quindi non essendo ancora un counsellor.
Per quel che riguarda la professione di pedagogista, ci si deve accertare che la persona in questione, almeno abbia la laurea.
Per i corsi in cromoterapia, numerologia, che fare???
Non è ancora un reato in Italia..per chi ci crede...
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
No questa non la passo, se ti permetti di scrivere cose tipo "parliamoci chiaro......se io vado da uno psicoterapeuta è perchè già so che a livello profondo ho un problema che non riesco bene ad inquadrare...ma so che c'è......" o dici dove le trovi o smetti di scrivere su questo forum. La comunity di ops non deve farti da balia.
PS per i vari colleghi counselor che parlano di etica ecc ecc: la zona di ancona è piena di volantini di una counselor pedagogista che tra le varie sue tecniche ha frequentato un corso di perfezionamento in cromoterapia ecc ecc , "si interessa di numerologia per lo studio di personalità, delle affinità di coppia e delle attitudini" che vogliamo fare?
Se veramente c'è qulcuno che hai voglia di sbattersi per segnalarlo alla vostra associazione posso dare i dati in un messaggio privato e inviare per mail una copia del volantino
Peter,
a parte il tono dell'aut...aut, che non condivido...se questo è un Forum a partecipazione libera (e democratica), ma, venendo ai depliant pubblicitari di Ancona:
1) Il termine Counselor, sapendo, non solo noi, che non è ancora regolamentato dalla legge italiana può essere utilizzato, quindi aggiunto e stampato accanto al nome e cognome da chiunque;
2) Ammesso che sia una persona che ha frequentato un Corso triennale (ho delle perplesità che esista un Corso di Counseling numerologico, perchè mi sembrano argomenti e materie più da Corso cabalistico) riconosciuto da un Associazione di categoria (in futuro di garanzia, secondo la nuova regolamentazione)...c'è scritto anche di quale Associazione fa parte?
Scrivo questo, perchè quando ho tentato di farlo io, mi è stato risposto che non faceva più parte dell'Associazione a cui era iscritto (quindi cialtrone, ma furbo).
Ecco come parlo di etica, ma quando vado a "sbattermi per segnalarlo", com'è uso in Italia, basta un passaggio mancante (calcolato) e non si può fare nulla al furbetto di turno.
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
Peter pan scusa ma che ho detto di tanto strano????se io utente credo di voler approfondire qualcosa che ritengo di avere ma che non viene fuori solo con la mia volontà vado da uno psicoterapeuta(soprattutto se sto male ma non so darmi una spiegazione di ciò). Questo non è una cosa da manuale....ma è una delle motivazioni che spinge a rivolgersi ad uno psicoterapeuta.....e se proprio vuoi sapere una fonte l'esperienza personale non basta??????ora dirai che non è sufficiente ma io ne ho viste tante di persone che prima di rivolgersi ad uno psicoterapeuta avvertivano un forte disagio interno che la maggior parte delle volte non riuscivano a definire!
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Originalmente inviato da
IT_Modeler
Peter,
a parte il tono dell'aut...aut, che non condivido...se questo è un Forum a partecipazione libera (e democratica), ma, venendo ai depliant pubblicitari di Ancona:
1) Il termine Counselor, sapendo, non solo noi, che non è ancora regolamentato dalla legge italiana può essere utilizzato, quindi aggiunto e stampato accanto al nome e cognome da chiunque;
2) Ammesso che sia una persona che ha frequentato un Corso triennale (ho delle perplesità che esista un Corso di Counseling numerologico, perchè mi sembrano argomenti e materie più da Corso cabalistico) riconosciuto da un Associazione di categoria (in futuro di garanzia, secondo la nuova regolamentazione)...c'è scritto anche di quale Associazione fa parte?
Scrivo questo, perchè quando ho tentato di farlo io, mi è stato risposto che non faceva più parte dell'Associazione a cui era iscritto (quindi cialtrone, ma furbo).
Ecco come parlo di etica, ma quando vado a "sbattermi per segnalarlo", com'è uso in Italia, basta un passaggio mancante (calcolato) e non si può fare nulla al furbetto di turno.
Come avevo scritto forse in maniera confusa si definisce counselor ecc ecc .... e si "interessa" di numerologia per lo studio della personalità...quindi "distingue"in questi casi che si può fare?sono disponibile ad occuparmene io ma se mi dai qualche dritta sulle stade da battere in modo da non perdere tempo ringrazio
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Originalmente inviato da
rosablu77
Credo che nulla di quello che potrò dirti ti farà prendere in considerazione un'opinione diversa.
Mi hai chiesto dove agiva il counselling e ho cercato di spiegarlo.
Il problema sta forse nell'accettare una realtà diversa da quella che si conosce e non sta a me spiegare la validità di teorie, già ampiamente dibattute e scientificamente valide nel contesto internazionale.
Ho chiesto un'altra cosa: come spiegate le distinzioni tra "disagio temporaneo" e "disagio strutturale" (o le varie espressioni utilizzate a riguardo). Su questo punto non mi pare di aver sentito nessuna risposta articolata al riguardo, in base alla quale modificare la mia opinione.
Peccato che non ti senta di spiegare la validità della teoria: indagare criticamente i fondamenti della propria professione è una grande ricchezza. Molto meglio che accettare il pacchetto della "validazione scientifica internazionale" così com'è, senza farsi troppe domande.
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Originalmente inviato da
Zuccherina
scusa gieko che intendi per "strutturazione dell'utente in carico"??????
Son sicuro che me lo saprai spiegare meglio tu, visto che il punto di vista strutturale è il tuo pane quotidiano.
Resto in religiosa attesa della rivelazione...
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Originalmente inviato da
Peterpan1977
No questa non la passo, se ti permetti di scrivere cose tipo "parliamoci chiaro......se io vado da uno psicoterapeuta è perchè già so che a livello profondo ho un problema che non riesco bene ad inquadrare...ma so che c'è......" o dici dove le trovi o smetti di scrivere su questo forum. La comunity di ops non deve farti da balia.
fra l'altro, in un post precedente, per rispondere a Zuccherina, avevo scritto che, a logica, più un problema è struturale, e meno il soggetto se ne rende conto e ne soffre.
Ad esempio, uno psicotico che ha deliri di onnipotenza (crede di essere Dio), non sa di essere psicotico, e crede veramente di essere Dio. Se glielo fai capire, ti prende per pazzo (difatti lo psicotico non può sostenere né la chiarificazione, né la confrontazione, né l'interpretazione) non avendo integre le funzioni dell'Io (appunto, è un problema a livello "strutturale").
Man mano che si sale nel livello di integritàdell'Io, invece, il soggetto si rende sempre più conto di avere un problema e lo vive come egodistonico: il nevrotico infatti riesce a sostenere tutte e 3 le tecniche (chiarificazione, confrontazione, interpretazione), l'Io rimanda un'imagine del Sè sofferente e il soggetto è perciò in grado di entrare in contatto con i suoi aspetti più profondi.
Tutto qesto è per dire che l'affermazione di Zuccherina "se il paziente ha un problema strutturale lo sa e quindi si rivolge al terapeuta" è esattamente l'opposto.
(ovviamente ho argomentato le mie ragioni, se qualcuno non è d'accordo sarebbe pregato di controbattere argomentando e non dicendo le cose a "esperienza personale", grazie ;) )
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Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
Ad esempio, uno psicotico che ha deliri di onnipotenza (crede di essere Dio), non sa di essere psicotico, e crede veramente di essere Dio. Se glielo fai capire, ti prende per pazzo (difatti lo psicotico non può sostenere né la chiarificazione, né la confrontazione, né l'interpretazione) non avendo integre le funzioni dell'Io (appunto, è un problema a livello "strutturale").
Man mano che si sale nel livello di integritàdell'Io, invece, il soggetto si rende sempre più conto di avere un problema e lo vive come egodistonico: il nevrotico infatti riesce a sostenere tutte e 3 le tecniche (chiarificazione, confrontazione, interpretazione), l'Io rimanda un'imagine del Sè sofferente e il soggetto è perciò in grado di entrare in contatto con i suoi aspetti più profondi.
Ovviamente non concordo per niente con quanto ha scritto la nostra zuccherosa amica, però anche questa concezione non è che sia più di tanto convincente...
Ma perchè lo psicotico non ha "funzioni dell'Io integre"? E poi perchè non riuscirebbe a "sostenere tutte e 3 tecniche" (?!) nè entrare in contatto con aspetti profondi? Mi pare una posizione molto da psicologia dell'Io anni '60...
Saluti
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Originalmente inviato da
gieko
Ovviamente non concordo per niente con quanto ha scritto la nostra zuccherosa amica, però anche questa concezione non è che sia più di tanto convincente...
Ma perchè lo psicotico non ha "funzioni dell'Io integre"? E poi perchè non riuscirebbe a "sostenere tutte e 3 tecniche" (?!) nè entrare in contatto con aspetti profondi? Mi pare una posizione molto da psicologia dell'Io anni '60...
Saluti
ti cito alcuni passi del testo da dove ho tratto quello che ho scritto:
"AREA PSICOTICA: (...) Le funzioni dell'Io sono disgregate (...) Manca il senso di continuità del Sè. Poichè vacilla la funzione dell'Io di giudice e ponte con la realtà, la persona non è consapevole dei propri disturbi. L'Io appare, infatti, disfunzionante nel chiarire l'inaccettabilità del disturbo. Non si è più in presenza di uno stato di conflitto come nella nevrosi, ma di una forte angoscia che ha rotto gli argini. Grazie al meccanismo difensivo della scissione l'utente tenta di coprire l'angoscia ma spesso non ci riesce.
Naturalmente gli stili difensivi utilizzati in modo massiccio esprimono l'immaturità, la frammentazione, la disintegrazione dell'Io e consistono principalmente nella scissione e nella proiezione." (Falabella, ABC della psicopatologia, p. 24).
Per contestualizzare la citazione, bisogna dire che l'autore distingue tra area psicotica, borderline e psicotica in base a 4 criteri:
- Funzionamento dell'Io (dove l'Io ha il compito di mediazione tra le istanze interne; tra istanze interne e la realtà; favorire l'esame di realtà; favorire un'immagine congruente di sé)
- Relazione con la realtà (conseguenza del funzionamento dell'Io)
- Stili difensivi (esprimono il grado di integrazione dell'Io e dunque la gravità della pstologia)
-Funzionamento globale (che corrisponde grosso modo all'asse V del DSM)
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Riferimento: ...sulla professione di Counsellor
ABC della psicopatologia... Appunto.
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"Falabella, Falabella... Chi era costui?" :asd:
Scusa Johnny, ma ho associato il Falabella ai bigini della Bignami che acquistavo in via Dante a Milano per non leggermi i Promessi Sposi, versione integrale, bei tempi andati... :P
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oh il Falabela questo dice :mumble: perché non siete d'accordo?
Ho dimenticato di citare la questione della chiarificazione, confrontazione e interpretazione, ma vi assicuro che dice quello che ho scritto nel post.
Pensate che uno psicotico accetti interpretazioni di transfert?
Perché che è sbagliato dire che nella psicosi vi è una disgregazione dell'Io?
Comunque se non va bene il Falabella, vi cito Ogden
"il termine psicosi è utilizzato in firerimento a uno stato di disintegrazione psicologica in cui c'è una indefinitezza dei confini dell'Io, un funzionamento disgregato dell'Io, specialmente nelle aree dell'integrazione e dell'esame di realtà, là dove ha il sopravvento il processo primario del pensiero" (Ogden, l'identificazione proiettiva e la tecnica psicoterapeutica, p. 137)
In sostanza, perché non siete d'accordo con quanto riportato?
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Carissimo johnny, in primo luogo perchè la clinica non si fa con le citazioni...
Certo che uno psicotico può accettare interpretazioni di transfert, se fatte in modo debito, come del resto con tutti gli analizzandi.
Quanto alla "disintegrazione dell'Io" descrivere il funzionamento problematico del mondo psicotico non significa che non ci siano funzioni dell'Io, perchè se no staremmo parlando di un sasso e non di una persona. Le funzioni ci sono, sono quelle proprie di quel soggetto ed in quanto tali vanno considerate, anzichè vederle come un deficit incolmabile. Per assurdo chi siamo per stabilire che noi siamo "integri" e lo psicotico è "disintegro"? Ognuno ha il suo modo di stare al mondo... Se poi ci chiede aiuto perchè suppone che possiamo far qualcosa noi glielo dobbiamo dare secondo il metodo adottato e con gli accorgimenti del caso. Se si usa il transfert, così sia!
Saluti
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Scusa Gieko.....non mi è mai capitato di incontrare la definizione di "strutturazione dell'utente in carico"....e quindi non so cosa sia.....questo può voler dire che non ho approfondito bene e colmato le mie lacune o se usi termini diversi forse capisco cosa intendi!!!
Come counsellor non ci occupiamo della struttura di personalità....quello è il compito di uno psicologo e/o psicoterapeuta....invece sappiamo quando il problema è di tutt'altro genere......e inviare il cliente allo psicoterapeuta...
Ps: quando ho detto che il cliente sa di avere un problema ad un livello più profondo (che richiede modificazioni nella strutura)intendevo dire che lui sa che non è un problema temporaneo ma si porta dietro questo peso da tantissimo tempo e avverte il desiderio di venirne fuori....non vale l'esempio dello psicotico che come tale non ha contatto con la realtà....ma i counsellor non hanno a che fare con gli psicotici....dove è uscita questa?:mumble:
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ma i counsellor non hanno a che fare con gli psicotici....dove è uscita questa?:mumble:
Già, da dove ti è uscita? "Astenersi perditempo e psicotici" ??
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Originalmente inviato da
Zuccherina
che lui sa che non è un problema temporaneo ma si porta dietro questo peso da tantissimo tempo e avverte il desiderio di venirne fuori....
Non è assolutamente vero, può saperlo come no. Ma ormai con te mi arrendo.
PS Ragazzi apprezzo molto le citazioni perchè almeno si capisce che non si parla a vanvera. Però si rischia di fare guerre sante: lavoro in psichiatria e sulla definizione di psicosi ecc ecc ci sono centinaia di autori e centinaia si pensieri.