Re: Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omeg
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Beh, ma se io non mi sento schiavo dei desideri ma di tutt'altro, non è che non so di esserlo, è che per me non si tratta affatto di schiavitù. Certe persone convinte d'essere schiave delle passioni sono arrivate ad amputarsi pure i genitali per esser più
libere (ora capisco anche perché parlate sempre di castrazione simbolica), ecco non me ne frega nulla di essere libero in tal senso, questo tipo di libertà è finta.
A mio avviso non è una vera schiavitù questa, la schiavitù, quella vera ce la mostra il libero mercato del lavoro con quel che succede in questi giorni. Bisogna arrivare a provare piacere nel lavorare m'è stato suggerito qui, e si sostiene che il problema è questo, ma alle condizioni che vengono imposte socialmente dubito che si possa davvero provar piacere a spaccarsi la schiena.
http://www.youtube.com/watch?v=VGSSm...eature=related
Saluti
Il film che hai postato è proprio un buon esempio...
Lulù Massa passa 15 anni in fabbrica a far proprio il discorso del suo padrone, vede la vita come una competizione contro i suoi compagni, per avere qualche lira in più per comprarsi merci di cui nemmeno lui capisce la necessità. E' esattamente come la fabbrica lo vuole, il cottimista più veloce e produttivo, che stabilisce i tempi di riferimento per i suoi compagni "fannulloni", che lo odiano.
Finché la fabbrica non gli porta via un dito.
E allora i discorsi degli studenti là fuori, e dei suoi compagni in fabbrica, sembrano prendere senso nella sua testa. Ma che vita è questa?
Lulù prende coscienza del suo essere sfruttato fra gli sfruttati. Con questa consapevolezza, la sua vita ha una svolta. E' sempre uno schiavo, ma ora lo sa e ha la possibilità di ribellarsi. Ha finito di spaccarsi la schiena per 4 lire vigliacche. La rivoluzione non ci sarà, lo stato e i sindacati avranno la meglio... ma alla fine, non più solo, condivide un sogno insieme ai suoi compagni in catena: tutti insieme a picchiare contro un muro, che prima o poi dovrà cadere.
Riferimento: Re: Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'
Ma se io desidero non lavorare, di chi è questo desiderio? Di quale padrone? Per quale motivo dovrei vederlo come un qualcosa di estraneo alla mia natura?
Chi è questo padrone interno da cui vorresti liberarti tu e da cui vorresti che mi liberi pure io Marco?
Fino a che è una persona concreta che desidera che noi facciamo qualcosa, ad esempio farci piacere un lavoro che per noi è un lavoro di merda, per poterci sfruttare, è un conto, ma se si mette in mezzo questo padrone interno, come ci si potrebbe mai liberare da questo padrone?
Qualsiasi cosa tu desideri fare in un momento potrebbe esser controllata da questo padrone interno, e allora che si fa? Si dubita sistematicamente di quel che si sente?
E' a questo punto che il discorso diviene poco chiaro ed oscuro per me.
Io certe cose concrete desidero averle e quando ce le ho senza dover pagare prezzi troppo alti è vero che sono più felice, sono schiavo di questo meccanismo? Per liberarmi cosa dovrei fare? Non desiderare più nulla? Mettere in dubbio sistematicamente quel che desidero?
Ma poi a me liberarmi di queste cose mi interessa? Mi sento schiavo del fatto che non ho voglia di lavorare e faticare? No... E allora? Mi sento schiavo del fatto che vivo in una casa con delle mura che mi separano dall'aria aperta? No... Dunque? Chi si sente schiavo di tutto questo in fin dei conti può liberarsi, che si liberi, ma non è il mio caso...
Ho ascoltato diversi discorsi e sono arrivato alla conclusione che non mi sento schiavo di certe cose che sento, non le avverto come corpi estranei da cui dovrei liberarmi.
Mi sento schiavo del fatto che dovrei fare certi lavori che non sopporto e sottostare a tutta una serie di condizioni per guadagnare qualche soldo, di questo sì che mi sento schiavo e se hai un sistema per rendermi libero da questo tipo di vincolo, guarda ti ascolto, mi servirebbe pure.
Poi comportandomi e desiderando certe cose forse favorirò le esigenze di qualcuno e romperò i maroni a qualcun altro, ma questo non significherà per me essere schiavo di chi favorisco e indipendente da chi non favorisco. Essere liberi per me significa in fin dei conti esser felici, essere attivi volentieri, realizzare senza intoppi aspettative e desideri, se non lo si può essere felici in tal senso, beh liberi non lo si sarà mai.
Bella la canzone Megiston, grazie.
Re: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" della psic
io non voglio dirti che la salute coincide con l'andare a lavorare volentieri.
in effetti il contenuto del film-metafora dice piuttosto il contrario.
secondo me la salute coincide con l'essere produttivi, che non significa farsi piacere la catena di montaggio, ma il saper stare dentro la propria creatività, trovare la propria strada... ovvero essere liberi il più possibile da "discorsi" altrui, di cui spesso non abbiamo nemmeno la consapevolezza che non sono nostri.
che poi in questo mondo bisogna accettare compromessi e rompersi le palle... beh, purtroppo le cose stanno così. Se nascevamo 200 anni fa le cose erano ancora peggiori. E forse chi nascerà tra 200 anni sarà davvero libero anche dal lavoro, chissà.
Comunque c'è modo e modo di vivere il proprio lavoro, per quanto sia un destino infelice essere un operaio di mirafiori ora.
Riferimento: Re: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omeg
Citazione:
Originalmente inviato da
marco_84
io non voglio dirti che la salute coincide con l'andare a lavorare volentieri.
in effetti il contenuto del film-metafora dice piuttosto il contrario.
secondo me la salute coincide con l'essere produttivi, che non significa farsi piacere la catena di montaggio, ma il saper stare dentro la propria creatività, trovare la propria strada... ovvero essere liberi il più possibile da "discorsi" altrui, di cui spesso non abbiamo nemmeno la consapevolezza che non sono nostri.
che poi in questo mondo bisogna accettare compromessi e rompersi le palle... beh, purtroppo le cose stanno così. Se nascevamo 200 anni fa le cose erano ancora peggiori. E forse chi nascerà tra 200 anni sarà davvero libero anche dal lavoro, chissà.
Comunque c'è modo e modo di vivere il proprio lavoro, per quanto sia un destino infelice essere un operaio di mirafiori ora.
Caro Marco,
se dovessi pormi l’interrogativo su cos’è la salute, che poi è anche porsi l’obiettivo del metodo di un’analisi, cioè ciò che ti poni di raggiungere, che tipo di esperienza è un’analisi, non mi accontenterei di rispondermi come te di realizzare “l’essere produttivi” ... somiglia da vicino e pericolosamente al lieben und arbeiten (amare e lavorare) freudiano.
Ma Freud partiva dal presupposto che ciò che animava un essere umano fossero l’istinto alla sopravvivenza della specie e quello alla sopravvivenza individuale, ecco dunque che per far sopravvivere la specie devi poter amare per riprodurti e per conservarti in buona salute devi essere in grado di lavorare.
Per me l’obiettivo di una analisi non è nemmeno in primo luogo raggiungere una qualche forma di consapevolezza di sé, non proprio, non è la cosa principale, ciò che è più importante è che l’analisi sia Askesis, preparazione o vera e propria palestra per l’azione.
Non si tratta di raggiungere qualche obiettivo, di porsi qualcosa da fare, o di un film di Tom Cruise, si tratta di quel doppio movimento che pone il soggetto la dove prima non c’era.
Perché col tempo è diventato sempre più chiaro che il problema non sta nel fatto che una persona possa aver rimosso dei contenuti rappresentazionali dal campo della sua coscienza perché erano imbarazzanti o inconciliabili con le regole morali che possiede, rappresentate dal Super-Io, le persone che vengono in analisi non hanno in genere contenuti inaccessibili che l’analisi dovrebbe aiutare a ritrovare, spesso ricordano tutto, persino i traumi più inaccettabili e violenti.
Ciò che, invece, è assente quasi completamente è la soggettività di quella persona per quanto riguarda alcuni ambiti della sua vita ... in poche parole, è il soggetto che viene cancellato in certi frangenti.
Ti faccio un esempio con echi lacaniani (a Lacan dobbiamo dare atto di essere stato il primo ad introdurre nella psicoanalisi la questione del soggetto), pur non appartenendo questa argomentazione soltanto al lacanismo.
Un bambino di fronte al significante “nome del padre” può accettarlo, soggettivandosi a partire da questo significante, facendosene rappresentare nel luogo dell’Altro, prendendolo come punto privilegiato da cui essere a partire dal riconoscersi nel nome del padre, oppure può forcluderlo, non accettarlo affatto, non accettarlo senza nemmeno avergli dato un senso, perché se gli avesse dato un senso e poi l’avesse rifiutato, non potremmo parlare di forclusione e quindi di psicosi, ma di rimozione e quindi di nevrosi.
Accettare il significante “nome del padre” significa strutturare la propria identità di soggetto, questo significante funziona come determinante per la nostra identità, a partire da questo la nostra identità non è più intercambiabile, noi siamo Pinco Pallino, e basta ... non ci resta altro che andare ad abitare questo nome, andarlo a riempire.
Lo psicotico, invece, non possiede affatto questa funzione di blocco dell’identità, della soggettività, niente fa obiezione che lui possa essere dio o Napoleone Buonaparte ... c’è spazio per il delirio ... le parole sono vuote, sono intercambiabili, servono solo a dare una parvenza di identità, ma sono inabitate e inabitabili, come case in cui mancassero le cose fondamentali (infissi, porte, finestre, vetri, mobili, sanitari, ecc.) e che non potrebbero mai avere l’abitabilità.
Il doppio movimento è l’arte di far emergere un soggetto la dove manca, la dove prima non c’era ... quando un paziente viene e si presenta come un “poveretto”, capitato male, che gli sono accadute tante disgrazie (e te le racconterà tutte perché tu gli confermi il “poveretto”), ti si sta strutturando davanti come un essere desoggettivato, uno a cui sono capitate tutte queste cose e che non potrebbe non essere altro che così com’è.
Compito dell’analista è quello di illuminare il suo contributo soggettivo nel confermare la sua identità di “poveretto”, di vittima delle circostanze, di quello che gli sono accadute tante brutte cose che se non gli capitavano sarebbe stato tanto bene.
Nel suo articolarsi come “poveretto” c’è la richiesta di conferma e la richiesta di aiuto per un suo superamento, perché se tu gli confermassi soltanto il poveretto metteresti il focus sull’essere e non sul divenire, non coglieresti il motivo per cui viene da te, che è quello di liberarsi di questa identità che gli sta diventando una gabbia insostenibile.
Un saluto.
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da Megiston Matema
Compito dell’analista è quello di illuminare il suo contributo soggettivo nel confermare la sua identità di “poveretto”, di vittima delle circostanze, di quello che gli sono accadute tante brutte cose che se non gli capitavano sarebbe stato tanto bene.
Però non capisco Megiston cosa c'è di errato nel ragionamento "Se certe cose brutte non mi fossero capitate sarei stato meglio", mica è poi così falso o sbagliato questo modo di ragionare.
Se hai potere in certi ambiti non sei di certo vittima, ma quando questo potere non c'è spesso non si può far nulla: "se sei martello dai, se sei incudine stai".
In certe circostanze si è vittime, è inutile far finta di poter controllare ogni singola pietra che ci sta intorno, certe situazioni sono situazioni di merda, se qualcuno si rivolge a te o a uno psicologo o a un mago, spesso è per cercare una via d'uscita alla quale non ha proprio pensato e non per esser convinto che le ha provocate lui le situazioni di merda perché non s'è costretto a comportarsi in certi modi là dove non aveva alcuna voglia o intenzione di comportarsi in questi modi per certi motivi.
Cioé se ti comporti in un modo per migliorare certi aspetti di una situazione sei vittima dei vincoli della situazione che ti costringono a comportarti in quel modo (in cui magari non ti vuoi comportare), viceversa sei vittima della situazione sgradevole che non sai rimuovere se non costringendoti a comportarti così.
Spesso non è tanto il decidere tra A e B che serve, ma un vero e proprio C che soddisfi davvero.
Esser liberi per me significa poter scegliere, non si può scegliere davvero qualcosa per me là dove ti viene puntata una rivoltella alla testa e ti si dice, se fai così vivi, altrimenti muori. Puoi scegliere tra il vivere in un modo che non sopporti o morire, ma la scelta dov'è?
Qualsiasi cosa deciderai di fare sarai comunque vittima delle circostanze, solo se hai un potere vero e concreto di opporti alla rivoltella (ossia alle circostanze di fondo) spostando quel braccio con la rivoltella puntata come se fosse il tuo puoi esser libero.
O si trova il modo d'avere la botte piena e la moglie ubriaca o si dovrà essere vittime delle circostanze nel dover sottostare in un caso all'assenza di vino nella botte, nell'altro alla presenza di una moglie rompiscatole.
Chi ha meno condizioni Aut Aut alle quali dover sottostare è più libero di chi non ha potere ed è vincolato a queste.
Saluti
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Sì, comunque non ci sono solo i pazienti che raccontano disgrazie, io per esempio non ho mai raccontato disgrazie, perchè facendo le dovute corna non me n'è mai capitata nemmeno una.
Ci sono pazienti che hanno altri di tipi di problemi non legati a eventi contingenti.
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Però non capisco Megiston cosa c'è di errato nel ragionamento "Se certe cose brutte non mi fossero capitate sarei stato meglio", mica è poi così falso o sbagliato questo modo di ragionare.
Se hai potere in certi ambiti non sei di certo vittima, ma quando questo potere non c'è spesso non si può far nulla: "se sei martello dai, se sei incudine stai".
In certe circostanze si è vittime, è inutile far finta di poter controllare ogni singola pietra che ci sta intorno, certe situazioni sono situazioni di merda, se qualcuno si rivolge a te o a uno psicologo o a un mago, spesso è per cercare una via d'uscita alla quale non ha proprio pensato e non per esser convinto che le ha provocate lui le situazioni di merda perché non s'è costretto a comportarsi in certi modi là dove non aveva alcuna voglia o intenzione di comportarsi in questi modi per certi motivi.
Cioé se ti comporti in un modo per migliorare certi aspetti di una situazione sei vittima dei vincoli della situazione che ti costringono a comportarti in quel modo (in cui magari non ti vuoi comportare), viceversa sei vittima della situazione sgradevole che non sai rimuovere se non costringendoti a comportarti così.
Spesso non è tanto il decidere tra A e B che serve, ma un vero e proprio C che soddisfi davvero.
Esser liberi per me significa poter scegliere, non si può scegliere davvero qualcosa per me là dove ti viene puntata una rivoltella alla testa e ti si dice, se fai così vivi, altrimenti muori. Puoi scegliere tra il vivere in un modo che non sopporti o morire, ma la scelta dov'è?
Qualsiasi cosa deciderai di fare sarai comunque vittima delle circostanze, solo se hai un potere vero e concreto di opporti alla rivoltella (ossia alle circostanze di fondo) spostando quel braccio con la rivoltella puntata come se fosse il tuo puoi esser libero.
O si trova il modo d'avere la botte piena e la moglie ubriaca o si dovrà essere vittime delle circostanze nel dover sottostare in un caso all'assenza di vino nella botte, nell'altro alla presenza di una moglie rompiscatole.
Chi ha meno condizioni Aut Aut alle quali dover sottostare è più libero di chi non ha potere ed è vincolato a queste.
Saluti
Un punto fondamentale che ha sottolineato Megiston é l'importanza di spostare il focus dall'"essere" (ad es. vittima di fatti accaduti e che magari si ripetono nell'individuo) al divenire; questo permette anche di acquisire più "potere" di agire sulle condizioni cui ci si sente obbligatoriamente (coattivamente) vincolati, ad es, il potere di poter segliere, accettando talvolta di "sostare" dapprima nel dubbio, nel disorientamento funzionale ad una evoluzione emotiva e dello spazio di pensiero.( Secondo Bion l'evoluzione in tal senso consiste nella possibilità di "riunire" elementi di sè prima sparsi creando nuovi orizzonti di pensiero attraverso lo stabilirsi di nuovi "legami" tra di essi.)
Riferimento: Re: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omeg
Citazione:
Originalmente inviato da
Megiston Matema
[...]
Il doppio movimento è l’arte di far emergere un soggetto là dove manca, là dove prima non c’era ... quando un paziente viene e si presenta come un “poveretto”, capitato male, che gli sono accadute tante disgrazie (e te le racconterà tutte perché tu gli confermi il “poveretto”), ti si sta strutturando davanti come un essere desoggettivato, uno a cui sono capitate tutte queste cose e che non potrebbe non essere altro che così com’è.
Compito dell’analista è quello di illuminare il suo contributo soggettivo nel confermare la sua identità di “poveretto”, di vittima delle circostanze, di quello che gli sono accadute tante brutte cose che se non gli capitavano sarebbe stato tanto bene.
Nel suo articolarsi come “poveretto” c’è la richiesta di conferma e la richiesta di aiuto per un suo superamento, perché se tu gli confermassi soltanto il poveretto metteresti il focus sull’essere e non sul divenire, non coglieresti il motivo per cui viene da te, che è quello di liberarsi di questa identità che gli sta diventando una gabbia insostenibile.
Un saluto.
Che bell'intervento! Anche il pezzo che ho tagliato.
Una cosa a cui SERVE il sintomo è a tenere assieme i pezzi. Il sinthomo mette d'accordo il "poveretto", la sua angoscia e la sua posizione rispetto al fantasma. In questo senso sorge il soggetto (sub-jectum): il sostrato che regge delle cose che di per sé non tengono, ovvero i tre registri del Simbolico, del Reale e dell'Immaginario. Un soggetto è diviso tra la sicurezza del suo sinthomo, del suo "poveretto", e l'incertezza della sua identità (delle sue identità), della sua angoscia radicale e della sua possibilità. Das Unheimliche, l'estraneo in casa nostra. La capacità negativa (Bion) dell'analista di sostare in un vuoto di senso, che gli permette di reperire il punto in cui convergono le "cose" del paziente ("O"), restituendogli la sua "radice soggettuale".
http://www.youtube.com/watch?v=X7mN49qG8G4
Me sceto ogni mattina e sto tutto annuzzato 'n canna
me sento male o sulo pensiero e tutto ’o burdello
ca me stà attuorno
me stà attuorno ’o cavaliere, me sta attuorno ’a polizia
mò me so scetato e già me manca l’energia
fore sta nu dio e burdello sento ’e voce de criature
sigaré, sigarette, e io sto durmendo ancora
m’aizzo a dint’ ’o lietto aizzo pure ’a tapparella
maronna mia che sole e comme scarfa e comme è bello.
Scetateve guagliù, scennimm’ in miezz’ a via
cu’ chistu sole è criminale stà
annanze a’ televisione ué
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Pe’ na vita faje l’incudine e ogni tanto faje ’o martiello
e non è bello, né l’incudine né ’o martiello
e si sì martiello vatte a si no sta calmo e statt’
e tutta na vita è sempe ’o stess’ bit
a cassa, ’o rullante e tu ca t’allamient’
ué ué arape e’ recchie e tiene a mente
’o sole è bello perché è cavero e positivo
scetammece, sò loro e muort’ e nuje e viv’
Scetateve guagliù scennimm’ in miezz’ a via
cu’ chistu sole è criminale stà
annanze a’ televisione ué
Scetateve guagliù scennimm’ in miezz’ a via
cu’ chistu sole è criminale stà
annanze a’ televisione ué
Me sceto ogni mattina e sto tutto annuzzato 'n canna
me sento male o sulo pensiero e tutto ’o burdello
ca me stà attuorno
me stà attuorno ’o cavaliere, me sta attuorno ’a polizia
mò me so scetato e già me manca l’energia
fore sta nu dio e burdello sento ’e voc’e de criature
sigaré, sigarette, e io sto durmendo ancora
m’aizzo a dint’ ’o lietto aizzo pure ’a tapparella
maronna mia che sole e comme scarfa e comme è bello.
Scetateve guagliù, scennimm’ in miezz’ a via
cu’ chistu sole è criminale stà
annanze a’ televisione ué
Scetateve guagliù, scennimm’ in miezz’ a via
cu’ chistu sole è criminale stà
annanze a’ televisione ué
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Mamma do’ cà mamma do’ cà mamma do’ carmine comme è cavero!
Mamma do’ cà mamma do’ cà mamma do’ carmine comme è cavero!
P.S.: mi sto immaginando Meg che ascolta gli Inchiuvatu e li "canticchia" con vago accento veneto. Sto rotolando sul pavimento tra le lacrime.
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Eh ma almeno Megiston aveva messo i sottotitoli....che vor dì scetammece, cavero, scetavete, scarfa,...?
Caro lalangue,
confesso la mia difficoltà nel seguire le convergenze tra Lacan e Bion e soprattutto in quel "restituendogli la sua radice soggettuale" che mi sembra un po' diverso dalla "creazione di nuovi orizzonti di pensiero" sostenuto da RosadiMaggio.
Saluti
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
:zott:http://www.accademiadellacrusca.it/index.php Io basta, mi sposto in questo, la faccio finita, non è possibile
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da benedetta
Eh ma almeno Megiston aveva messo i sottotitoli....che vor dì scetammece, cavero, scetavete, scarfa,...?
scetammece = svegliamoci
cavero = caldo (non si dovrebbe sentire tanto la "o" finale se pronunciata, vale un po' per diverse parole scritte, spesso le vocali finali non si devono sentire)
scetateve = svegliatevi
scarfa = riscalda
Riesco ad afferrarlo abbastanza bene perché è scritto in un dialetto parlato moderno delle mie parti. Se fosse stato scritto in un napoletano più antico non sarei riuscito a capire molte parole.
Saluti
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Grazie Char_Lie! Saresti prezioso quando vado a vedere certe compagnie che fanno Scarpetta o De Filippo e che seguo con attenzione moolto libera e fluttuante :D
(A dir la verità mi sarebbe prezioso pure Megiston per Goldoni)
Deh complicata, postaci qualcosa in livornese ;)
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
No, boia dè, 'un si pole, le nostre s' tutte sconce, e 'un le reggano mi'a li psi'analisti, si scandalizzano, poi gli vengano 'e sensi di 'orpa, le rabbie represse, l'istinti feroci, poi froid si rivorta nella tomba e ni va a tirà 'piedi 'uando dormano..:)
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Riferimento: Transfert o relazione (il transfert: "l'alfa e l'omega" d
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
No, boia dè, 'un si pole, le nostre s' tutte sconce, e 'un le reggano mi'a li psi'analisti, si scandalizzano, poi gli vengano 'e sensi di 'orpa, le rabbie represse, l'istinti feroci, poi froid si rivorta nella tomba e ni va a tirà 'piedi 'uando dormano..:)
Un po' infantile e un po' controtransfert, ma su un forum...
http://www.youtube.com/watch?v=fm27UggUbxQ
Me sceto ogni mattina e sto tutto annuzzato 'n canna
Mi sveglio ogni mattina e sono un po' rattrappito
me sento male o sulo pensiero e tutto 'o burdello
ca me stà attuorno
mi sento male al solo pensiero della confusione attorno a me
me stà attuorno 'o cavaliere, me sta attuorno 'a polizia
mi sta attorno un "uomo dalla dubbia morale", mi sta attorno la Polizia
mò me so scetato e già me manca l'energia
mi sono appena svegliato e già mi manca l'energia
fore sta nu dio e burdello sento 'e voce de criature
fuori c'è una confusione incredibile, sento la voce dei bambini:
sigaré, sigarette, e io sto durmendo ancora
"sigarette, sigarette!", e sto ancora dormendo
m'aizzo a dint' 'o lietto aizzo pure 'a tapparella
mi alzo nel letto, alzo anche la tapparella
maronna mia che sole e comme scarfa e comme è bello.
boia de', che sole! E come scalda! E com'è bello!!!
Scetateve guagliù, scennimm' in miezz' a via
Svegliatevi, ragazzi! Scendiamo per le vie
cu' chistu sole è criminale stà
annanze a' televisione ué
con questo sole è da pazzi stare davanti alla TV!
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Maronna mia Maronna e comme è cavero
Maronna mia
Pe' na vita faje l'incudine e ogni tanto faje 'o martiello
Una vita a far l'incudine, ogni tanto fai il martello
e non è bello, né l'incudine né 'o martiello
e non è bello, né l'incudine né il martello
e si sì martiello vatte a si no sta calmo e statt'
se sei martello, batti, se no stai calmo e al tuo posto
e tutta na vita è sempe 'o stess' bit
e tutta una vita, sempre lo stesso battito
a cassa, 'o rullante e tu ca t'allamient'
cassa, rullante e tu che ti lamenti
ué ué arape e' recchie e tiene a mente
ripigliati! Apri le orecchie e ricordati
'o sole è bello perché è cavero e positivo
il sole è bello perché è caldo e positivo
scetammece, sò loro e muort' e nuje e viv'
svegliamoci, son loro i morti e noi i vivi
("svegliatevi" e "svegliamoci" non sono da intendersi come inviti a seguire Geova, così come "maronna mia" e simili)
Su Bion e Lacan ho ancora il pensiero confuso, perché entrambi sono pensatori molto complessi. Di certo Bion, a parte il periodo sotto la dittatura di Melanie Klein, ha aperto molto gli orizzonti della psicoanalisi, restituendo freschezza alle intuizioni di Freud ed aggiungendo molto di suo. Lacan... sì, ritorno a Freud, ma anche lui ha aggiunto molto di suo, riorientando il pensiero psicoanalitico che si era (a mio avviso) un po' perso dietro ai "cherubini dell'Io".
Quella che io chiamo "radice soggettuale", in Bion credo sia ben rappresentata da "O", la "O" del paziente, l'Origine, lo 0 (zero), il punto di partenza di tutte le trasformazioni (e, come tale, inconoscibile); in Lacan un concetto molto simile si può trovare in quello che dovrebbe essere il "soggetto dell'Inconscio", ciò che tiene insieme i tre registri.