Originalmente inviato da
gieko
Carissimo, ho pensato se valga ancora la pena rispondere ai tuoi quesiti, dal momento che non vuoi far altro che confermare i tuoi pregiudizi.
Comunque sia, e a beneficio della discussione in atto, bisogna considerare che stiamo parlando di sistemi complessi, quindi estremamente sensibili alle condizioni di partenza. Ciò significa che le "strade" che si intraprendono (i metodi utilizzati) comportano necessariamente mete differenti.
L'esempio medico che porti non è quindi attinente. Sarebbe più corretto fare un paragone considerando l'impatto che ha una corrente di aria fredda piuttosto che calda su una data regione.
Non mi risulta che, sia dal punto di vista clinico che da quello empirico, si osservino i medesimi risultati in base a metodi differenti. Inoltre la modifica del comportamento manifesto (sintomo) è un parametro insufficiente, perchè può dipendere da processi di adattamento all'esterno piuttosto che di riorganizzazione avvenuta tra la persona ed il proprio ambiente.
A mio modesto parere, la psicoanalisi è l'orientamento che da più tempo si posta a questo livello operativo, seguita ora - con tutti i distinguo del caso - da alcune scuole cognitiviste e sistemiche. Altri orientamenti si sono invece concentrati sul cambiamento sintomale. Non è in questione la il valore nè tanto meno l'efficiacia di questi interventi sul sintomo. Tuttavia c'è dell'altro e si può scegliere di occuparsene oppure no. L'importante è che ciò venga esplicitato e chiarito.
Saluti