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Re: Cattolica 2012
@ Iamghost: anche a me sembra sempre di procedere a caso!
Per quanto riguarda il caso di qualche post fa, io ad esempio avrei proposto una diagnosi d'Ansia NAS (perché i sintomi potrebbero essere ansioso-depressivi) con diagnosi differenziale del disturbo della condotta (per cui non è soddisfatto, però, il criterio del tempo)...Avrei comunque sottolineato che i criteri per fare ipotesi sono molto pochi e, forse, che le indicazioni al trattamento si basano sui disagi sin lì riportati o supposti dallo psicologo...
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Riferimento: Cattolica 2012
Disturbo della condotta??????? Ma il disturbo della condotta implica violazione dei diritti degli altri e/o delle regole e norme della società!
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
pimpa_07
Disturbo della condotta??????? Ma il disturbo della condotta implica violazione dei diritti degli altri e/o delle regole e norme della società!
Sì, ciao! No, scusami, sono fusa, volevo scrivere Disturbo di Adattamento!!!
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Riferimento: Cattolica 2012
Ahhhhhhh O.o mi hai fatto prendere un colpo! Non farlo più xD
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
pimpa_07
Ahhhhhhh O.o mi hai fatto prendere un colpo! Non farlo più xD
Ahahahaahah Qua mi sa che più andiamo avanti, meno posso garantire!!!
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Riferimento: Cattolica 2012
No ti giuro che mi son spaventata... Va beh che non so nulla ma così veramente mi preoccupavo ahahahhahahah
Cmq il disturbo d'ansia NAS non l'avrei mai detto, ma mi attacco al fatto che quelli di ansia e umore non li ho ancora fatti...
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Re: Cattolica 2012
è proprio perché dipende molto dalla traccia che mi sembra di stare studiando a vuoto..
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Riferimento: Re: Cattolica 2012
Una domanda: è giusto diagnosticare più di un disturbo di personalità nello stesso soggetto?Nel DSM se non mi sbaglio dice che si può.Vi trovate?Cioè la paziente X potrebbe avere sia un disturbo Borderline di Personalità che un disturbo Antisociale di Personalità ad esempio...
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Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
LemureGatta
Una domanda: è giusto diagnosticare più di un disturbo di personalità nello stesso soggetto?Nel DSM se non mi sbaglio dice che si può.Vi trovate?Cioè la paziente X potrebbe avere sia un disturbo Borderline di Personalità che un disturbo Antisociale di Personalità ad esempio...
certo, il DSM lo dice chiaramente.
Ma potrebbe essere anche una differenziale.
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Riferimento: Cattolica 2012
Scusate ragazzi ma per i Casi di Lavoro e Organizzazioni?
Sapete dove posso reperire altro materiale, oltre al secondo volume di Kaneklin Professione Psicologo?
Grazie a tutti.
P.s....sapete quante tracce e divise per quali argomenti usciranno per la terza prova in Cattolica?
Grazie.
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Riferimento: Cattolica 2012
Prova a vedere se trovi qualcosa nella sezione qui del sito sui casi di lavoro...
Per quanto riguarda le tracce non è sto saperlo purtroppo e se si scrive in segreteria ti danno una risposta di default da decreto ministeriale a volte anche in contraddizione con quanto uscito in cattolica....
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Riferimento: Cattolica 2012
Propongo questo caso:
L è una giovane donna di 30 anni. Figlia unica, ha avuto un’infanzia priva di eventi macrotraumatici, ma connotata da un clima molto conflittuale tra i genitori, che si sono separati quando L aveva 8 anni. Il padre viene descritto dalla paziente come “sfuocato” e debole. La madre ha sempre avuto una modalità di relazione con la figlia molto “operativa”, orientata più all’investimento narcisistico che alla reciprocità. All’età di 18 anni, L ha lasciato la casa materna iniziando una vita “on the road”, con esperienze di droghe leggere e pesanti e condotte sul filo dell’antisocialità. In questo periodo ha numerose esperienze affettive e sessuali, tumultuose e in rapida alternanza tra i 18 e i 24 anni L si sottopone a tre interruzioni volontarie di gravidanza. Attorno ai 25 anni inizia una relazione con un uomo che ha con lei un comportamento violento e maltrattante. A 28 anni inizia un lavoro come segretaria d’azienda, che conduce con discreto successo e soddisfazione economica. Riduce ma non interrompe l’uso delle droghe. Si rivolge allo psicologo di un Centro di Salute Mentale perché “non ce la fa a interrompere la relazione con il suo compagno”, diventata per lei ormai “troppo dolorosa”, e perché “vuole ricucire il rapporto con i genitori”. Inoltre è spaventata dalla tendenza, negli ultimi tempi, ad aumentare l’assunzione di eroina.
Al candidato si chiede di indicare, in un elaborato non superiore alle due pagine:
a) Come procederebbe nella consultazione (specificare i principali aspetti del funzionamento psichico e relazionale da approfondire e le eventuali indagini testali da proporre e perché);
b) Quali ipotesi diagnostiche prenderebbe in considerazione (specificare il sistema diagnostico e/o il modello teorico di riferimento e fornire alcuni elementi di diagnostica differenziale);
c) Quali ipotesi di intervento penserebbe di impostare.
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Riferimento: Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012
Citazione:
Citazione Originalmente inviato da LemureGatta
Una domanda: è giusto diagnosticare più di un disturbo di personalità nello stesso soggetto?Nel DSM se non mi sbaglio dice che si può.Vi trovate?Cioè la paziente X potrebbe avere sia un disturbo Borderline di Personalità che un disturbo Antisociale di Personalità ad esempio...
Soprattutto nel caso del Border e dell'antisociale è più probabile che non siano soddisfatti i criteri dell'uno o dell'altro e sarebbe meglio fare diagnosi differenziale, perhé spesso i border mettono in atto comportamenti che possono essere scambiati per quelli dell'antisociale, ma il border ha anche degli aspetti di vulnerabilità emotiva e all'abbandono, che mancano totalmente all'antisociale...
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Riferimento: Re: Riferimento: Re: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
Picciosa
Soprattutto nel caso del Border e dell'antisociale è più probabile che non siano soddisfatti i criteri dell'uno o dell'altro e sarebbe meglio fare diagnosi differenziale, perhé spesso i border mettono in atto comportamenti che possono essere scambiati per quelli dell'antisociale, ma il border ha anche degli aspetti di vulnerabilità emotiva e all'abbandono, che mancano totalmente all'antisociale...
Si si infatti se leggi il caso sopra si presta bene a questa considerazione...
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Riferimento: Cattolica 2012
Eh infatti... Stavo pensando proprio a questo per questo caso... Solo che i disturbi di personalità non li ho ancora fatti... So un po' meglio il border perché l'ho fatto meglio in università... Ma a leggerlo avrei pensato appunto a un disturbo di personali del cluster b...
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Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
LemureGatta
Propongo questo caso:
L è una giovane donna di 30 anni. Figlia unica, ha avuto un’infanzia priva di eventi macrotraumatici, ma connotata da un clima molto conflittuale tra i genitori, che si sono separati quando L aveva 8 anni. Il padre viene descritto dalla paziente come “sfuocato” e debole. La madre ha sempre avuto una modalità di relazione con la figlia molto “operativa”, orientata più all’investimento narcisistico che alla reciprocità. All’età di 18 anni, L ha lasciato la casa materna iniziando una vita “on the road”, con esperienze di droghe leggere e pesanti e condotte sul filo dell’antisocialità. In questo periodo ha numerose esperienze affettive e sessuali, tumultuose e in rapida alternanza tra i 18 e i 24 anni L si sottopone a tre interruzioni volontarie di gravidanza. Attorno ai 25 anni inizia una relazione con un uomo che ha con lei un comportamento violento e maltrattante. A 28 anni inizia un lavoro come segretaria d’azienda, che conduce con discreto successo e soddisfazione economica. Riduce ma non interrompe l’uso delle droghe. Si rivolge allo psicologo di un Centro di Salute Mentale perché “non ce la fa a interrompere la relazione con il suo compagno”, diventata per lei ormai “troppo dolorosa”, e perché “vuole ricucire il rapporto con i genitori”. Inoltre è spaventata dalla tendenza, negli ultimi tempi, ad aumentare l’assunzione di eroina.
Al candidato si chiede di indicare, in un elaborato non superiore alle due pagine:
a) Come procederebbe nella consultazione (specificare i principali aspetti del funzionamento psichico e relazionale da approfondire e le eventuali indagini testali da proporre e perché);
b) Quali ipotesi diagnostiche prenderebbe in considerazione (specificare il sistema diagnostico e/o il modello teorico di riferimento e fornire alcuni elementi di diagnostica differenziale);
c) Quali ipotesi di intervento penserebbe di impostare.
Non riesco a fare l'analisi come per l'altro per questioni di tempo, in linea di massima, a livello di ipotesi diagnostica principale, parlerei di Disturbo Borderline di Personalità (il comportamento impulsivo per via di droghe e relazioni sessuali promiscue,vulnerabilità all'abbandono, instabilità emotiva), ma rimarrebbero comunque da approfondire le relazioni interpersonali, per capire se siano presenti dei sentimenti di idealizzazione e svalutazione (è probabile, pensando alla relazione maltrattante, ma non è certo), inoltre potrebbero essere utili test e colloqui per approfondire anche l'immagine che la paziente ha di Sè (istabile?).
Questi approfondimenti potrebbero essere utili anche per escludere eventualmente diagnosi differenziali quali quella del Disturbo Antisociale (appare impulsiva e i comportamenti sono spesso irresponsabili, tuttavia sembra in qualche modo riuscire a conformarsi alle norme sociali, dato rilevato dal fatto che riesce a mantenere il lavoro, che conduce con successo e soddisfazione; tuttavia mancano gli aspetti relativi alla mancanza di rimorso e di violazione dei diritti altrui che caratterizzano l'antisociale, bensì in questo caso le condotte sembrano essere più volte a danneggiare se stessa, che è un aspetto più tipico del disturbo borderline). Andrebbe, inoltre, indagata la dipendenza da droghe, per comprendere se essa possa costituire un sostituto dell'affettività (sembrano in aumento proprio ora che sta meditando di terminare la relazione con il copagno)
Per quanto riguarda le indicazioni al trattamento, se l'ipotesi diagnostica principale fosse confermata, proporrei una terapia individuale supportivo-espressiva e, parallelamente, una di gruppo, entrambe di tipo psciodinamico, con l'obiettivo distabilizzare il senso di sé (diffusione dell'identità, meccanismi di sciossione), favorire processi di mentalizzazione e lavorare sugli stati affettivi presenti e passati e sulle relazioni ad essi associati.
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Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
Picciosa
Non riesco a fare l'analisi come per l'altro per questioni di tempo, in linea di massima, a livello di ipotesi diagnostica principale, parlerei di Disturbo Borderline di Personalità (il comportamento impulsivo per via di droghe e relazioni sessuali promiscue,vulnerabilità all'abbandono, instabilità emotiva), ma rimarrebbero comunque da approfondire le relazioni interpersonali, per capire se siano presenti dei sentimenti di idealizzazione e svalutazione (è probabile, pensando alla relazione maltrattante, ma non è certo), inoltre potrebbero essere utili test e colloqui per approfondire anche l'immagine che la paziente ha di Sè (istabile?).
Questi approfondimenti potrebbero essere utili anche per escludere eventualmente diagnosi differenziali quali quella del Disturbo Antisociale (appare impulsiva e i comportamenti sono spesso irresponsabili, tuttavia sembra in qualche modo riuscire a conformarsi alle norme sociali, dato rilevato dal fatto che riesce a mantenere il lavoro, che conduce con successo e soddisfazione; tuttavia mancano gli aspetti relativi alla mancanza di rimorso e di violazione dei diritti altrui che caratterizzano l'antisociale, bensì in questo caso le condotte sembrano essere più volte a danneggiare se stessa, che è un aspetto più tipico del disturbo borderline). Andrebbe, inoltre, indagata la dipendenza da droghe, per comprendere se essa possa costituire un sostituto dell'affettività (sembrano in aumento proprio ora che sta meditando di terminare la relazione con il copagno)
Per quanto riguarda le indicazioni al trattamento, se l'ipotesi diagnostica principale fosse confermata, proporrei una terapia individuale supportivo-espressiva e, parallelamente, una di gruppo, entrambe di tipo psciodinamico, con l'obiettivo distabilizzare il senso di sé (diffusione dell'identità, meccanismi di sciossione), favorire processi di mentalizzazione e lavorare sugli stati affettivi presenti e passati e sulle relazioni ad essi associati.
Secondo te il maltrattamento denunciato è vero o è da inquadrare in un processo di svalutazione del partner?
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Re: Cattolica 2012
Secondo me, ci sta pienamente il fatto che una border si cerchi un partner maltrattante...Il processo di svalutazione, a mio parere, è più mentale, poi indagando una cosa simile c'è il rischio di perdere l'alleanza se la persona non si sente creduta e sostenuta!
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Riferimento: Cattolica 2012
Io probabilmente lo considererei vero ma cercherei di indagarlo meglio.... Sue percezioni, vissuti, a cosa si riferisc esattamente definendolo "violento e maltrattante", ecc... Però appunto lo considerei come elemento
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
pimpa_07
Io probabilmente lo considererei vero ma cercherei di indagarlo meglio.... Sue percezioni, vissuti, a cosa si riferisc esattamente definendolo "violento e maltrattante", ecc... Però appunto lo considerei come elemento
Sì sì sonsiderarlo anche io, ma non mettendolo in dubbio (non apertamente comunque), magari la chiave d'ingresso potrebbe essere indagare i suoi vissuti rispetto al partener e ai maltrattamenti subiti, inoltre ci sarebbe da capire perché ci sia rimasta sino ad ora e perché solo adesso abbia deciso di interrompere la relazione...
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Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
Picciosa
Sì sì sonsiderarlo anche io, ma non mettendolo in dubbio (non apertamente comunque), magari la chiave d'ingresso potrebbe essere indagare i suoi vissuti rispetto al partener e ai maltrattamenti subiti, inoltre ci sarebbe da capire perché ci sia rimasta sino ad ora e perché solo adesso abbia deciso di interrompere la relazione...
Ci sarà rimasta per evitare l'abbandono sicuramente (che di solito è sia reale che immaginario)
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
LemureGatta
Ci sarà rimasta per evitare l'abbandono sicuramente (che di solito è sia reale che immaginario)
Sì, è probabile...Io queste le lascio come domande aperte da approfondire nei colloqui successivi...
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Riferimento: Cattolica 2012
Si si certo non lo metterei in dubbio ma cercherei di capire meglio a cosa si riferisce parlandone così.... Capirei anche io poi perché abbia deciso proprio ora di chiudere il rapporto con il compagno e di riallacciare quello con i genitori (vantaggi secondari? Rapporto con i genitori negli anni fuori casa? Fattori scatenanti che la portano a chiudere la relazione? vuole chiudere la storia e non ha paura dell'abbandono?) indagherei un po' di cose... In ogni caso la paura di abbandono sia che sia reale sia che sia immaginaria deriva comunque da una relazione reale anche se certo è in permeata dalle percezioni e vissuti della persona che li riporta ed essendo presumibilmente di fronte a una paziente border ancora di più c'è da approfondirne...
Non so se poi sia rilevante ma cercherei anche di apire il discorso delle gravidanze interrotte.. È superfluo secondo voi??? È un abbandono anche quello volendo vedere forse... Non lo
So magari sto divagando... Inoltre sto facendo pensieri senza aver studiato ancora i DDP quindi se dico cavolate ditemelo xD
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Re: Cattolica 2012
Secondo me di superfluo non c'è nulla...Tutto può offrire informazioni, basta indagarle bene e in modo adeguato (che per la terza prova si traduce in saper motivare le proprie scelte)
I tuoi ragionamenti mi sembrano ben fatti e utili!!!
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Riferimento: Cattolica 2012
Spulciando sul forum ho trovato un interessante thread sull'argomento Borderline che penso molti di voi abbiano già letto:
http://www.opsonline.it/forum/psicol...-se-98927.html
http://www.opsonline.it/forum/psicol...ti-132064.html
Una cosa da tenere in mente è che nel Border può coesistere spesso anche il disturbo dell'alimentazione (presente in effetti nei casi esposti nei thread) causato dall'impulsività (abbuffate) e quindi frequentemente si tratta di Bulimia.
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
LemureGatta
Sì, al tirocinio triennale c'era un paziente borderline che era bulimico e aveva dipendenza da sostanze!
Grazie per il link!
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Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
pimpa_07
Non so se poi sia rilevante ma cercherei anche di apire il discorso delle gravidanze interrotte.. È superfluo secondo voi??? È un abbandono anche quello volendo vedere forse... Non lo
So magari sto divagando... Inoltre sto facendo pensieri senza aver studiato ancora i DDP quindi se dico cavolate ditemelo xD
Per la gravidanze io azzardo o un cambiamento dell'identità,nel senso che prima voleva essere madre poi no oppure addirittura una sorta di automutilazione.Comunque è in effetti troppo complicato dare una spiegazione,per cui rimarrei anche nel vago
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Riferimento: Cattolica 2012
Guarda io sono più una che non dà libero sfogo alle interpretazioni soprattutto in esami come questo, preferisco aderire alla traccia e ragionare su quella che secondo me offre quasi sempre gli spunti di riflessione necessari per svolgerla..
Ripeto, non so se ho scritto delle cavolate prima sulle cose da indagare quindi un feedback mi farebbe comodo tanto più che i DDP devo ancora farli...
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
pimpa_07
Guarda io sono più una che non dà libero sfogo alle interpretazioni soprattutto in esami come questo, preferisco aderire alla traccia e ragionare su quella che secondo me offre quasi sempre gli spunti di riflessione necessari per svolgerla..
Ripeto, non so se ho scritto delle cavolate prima sulle cose da indagare quindi un feedback mi farebbe comodo tanto più che i DDP devo ancora farli...
Ovviamente, concordo!!!
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Riferimento: Cattolica 2012
Ahahhahahahahahahahah strano, non capita mai ;)
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
LemureGatta
Propongo questo caso:
L è una giovane donna di 30 anni. Figlia unica, ha avuto un’infanzia priva di eventi macrotraumatici, ma connotata da un clima molto conflittuale tra i genitori, che si sono separati quando L aveva 8 anni. Il padre viene descritto dalla paziente come “sfuocato” e debole. La madre ha sempre avuto una modalità di relazione con la figlia molto “operativa”, orientata più all’investimento narcisistico che alla reciprocità. All’età di 18 anni, L ha lasciato la casa materna iniziando una vita “on the road”, con esperienze di droghe leggere e pesanti e condotte sul filo dell’antisocialità. In questo periodo ha numerose esperienze affettive e sessuali, tumultuose e in rapida alternanza tra i 18 e i 24 anni L si sottopone a tre interruzioni volontarie di gravidanza. Attorno ai 25 anni inizia una relazione con un uomo che ha con lei un comportamento violento e maltrattante. A 28 anni inizia un lavoro come segretaria d’azienda, che conduce con discreto successo e soddisfazione economica. Riduce ma non interrompe l’uso delle droghe. Si rivolge allo psicologo di un Centro di Salute Mentale perché “non ce la fa a interrompere la relazione con il suo compagno”, diventata per lei ormai “troppo dolorosa”, e perché “vuole ricucire il rapporto con i genitori”. Inoltre è spaventata dalla tendenza, negli ultimi tempi, ad aumentare l’assunzione di eroina.
Al candidato si chiede di indicare, in un elaborato non superiore alle due pagine:
a) Come procederebbe nella consultazione (specificare i principali aspetti del funzionamento psichico e relazionale da approfondire e le eventuali indagini testali da proporre e perché);
b) Quali ipotesi diagnostiche prenderebbe in considerazione (specificare il sistema diagnostico e/o il modello teorico di riferimento e fornire alcuni elementi di diagnostica differenziale);
c) Quali ipotesi di intervento penserebbe di impostare.
ho appena visto che avete messo sto caso… cerco di svolgerlo senza guardare cosa avete scritto.. ditemi se è come lo fate voi..
intanto una bella analisi della domanda, dato che mi chiede fondamentalmente richieste che riguardano “l’esterno” (lasciare, ricucire) ma nulla effettivamente su di lei dal pdv strettamente psicologico.
Una volta che le ho fatto nascere una motivazione intrinseca e ho creato l’alleanza, vado ad esplorare la relazione con i genitori, le dinamiche familiari (sistemi, regole, confini…) e quella con l’uomo, nonché il funzionamento globale. Come test una bella SCID-I, SCID-II e un MMPI (batteria generica che si fa quasi sempre).
Ipotesi diagnostica: droghe, comportamento sessuale rischioso ed esperienze affettive in rapida alternanza sono tipiche del border… ma anche di un episodio maniacale… Ma dura parecchi anni per essere un maniacale, e non vedo momenti di flessione d’umore che mi facciano pensare al bipolare. Il fatto che non riesca a mollare il tipo mi fa di nuovo pensare al border, e al dipendente. Quello che mi fa strano, però, è che la casa l’abbia mollata… non è tipico di chi abbia angoscia abbandonica. L’antisocialià, beh, antisociale. A questo punto farei la diagnosi differenziale border – antisociale, andando a vedere: 1) se c’era un dd condotta prima dei 18 anni; 2) se c’è rabbia e vuoto interiore 3) se c’è mancanza di empatia e uso degli altri per proprio profitto.
In entrambi i casi una bella terapia supportiva psicodinamica al fine di reintegrare l’io, elaborare aggressività, stabilizzare il rapporto con la realtà.
Che dite?
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Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
iamghost
ho appena visto che avete messo sto caso… cerco di svolgerlo senza guardare cosa avete scritto.. ditemi se è come lo fate voi..
intanto una bella analisi della domanda, dato che mi chiede fondamentalmente richieste che riguardano “l’esterno” (lasciare, ricucire) ma nulla effettivamente su di lei dal pdv strettamente psicologico.
Una volta che le ho fatto nascere una motivazione intrinseca e ho creato l’alleanza, vado ad esplorare la relazione con i genitori, le dinamiche familiari (sistemi, regole, confini…) e quella con l’uomo, nonché il funzionamento globale. Come test una bella SCID-I, SCID-II e un MMPI (batteria generica che si fa quasi sempre).
Ipotesi diagnostica: droghe, comportamento sessuale rischioso ed esperienze affettive in rapida alternanza sono tipiche del border… ma anche di un episodio maniacale… Ma dura parecchi anni per essere un maniacale, e non vedo momenti di flessione d’umore che mi facciano pensare al bipolare. Il fatto che non riesca a mollare il tipo mi fa di nuovo pensare al border, e al dipendente. Quello che mi fa strano, però, è che la casa l’abbia mollata… non è tipico di chi abbia angoscia abbandonica. L’antisocialià, beh, antisociale. A questo punto farei la diagnosi differenziale border – antisociale, andando a vedere: 1) se c’era un dd condotta prima dei 18 anni; 2) se c’è rabbia e vuoto interiore 3) se c’è mancanza di empatia e uso degli altri per proprio profitto.
In entrambi i casi una bella terapia supportiva psicodinamica al fine di reintegrare l’io, elaborare aggressività, stabilizzare il rapporto con la realtà.
Che dite?
:approved: iamghost tu (e ovviamente mi rivolgo a tutti) usi la dicitura Per le finalità diagnostiche useremo il DSM IV bla bla anche se non lo richiede nella traccia?Ho letto che non in tutte le tracce chiedono di specificare il modello o sistema teorico di riferimento.
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
pimpa_07
Ahahhahahahahahahahah strano, non capita mai ;)
Ahahahah No, infatti!!!
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
iamghost
ho appena visto che avete messo sto caso… cerco di svolgerlo senza guardare cosa avete scritto.. ditemi se è come lo fate voi..
intanto una bella analisi della domanda, dato che mi chiede fondamentalmente richieste che riguardano “l’esterno” (lasciare, ricucire) ma nulla effettivamente su di lei dal pdv strettamente psicologico.
Una volta che le ho fatto nascere una motivazione intrinseca e ho creato l’alleanza, vado ad esplorare la relazione con i genitori, le dinamiche familiari (sistemi, regole, confini…) e quella con l’uomo, nonché il funzionamento globale. Come test una bella SCID-I, SCID-II e un MMPI (batteria generica che si fa quasi sempre).
Ipotesi diagnostica: droghe, comportamento sessuale rischioso ed esperienze affettive in rapida alternanza sono tipiche del border… ma anche di un episodio maniacale… Ma dura parecchi anni per essere un maniacale, e non vedo momenti di flessione d’umore che mi facciano pensare al bipolare. Il fatto che non riesca a mollare il tipo mi fa di nuovo pensare al border, e al dipendente. Quello che mi fa strano, però, è che la casa l’abbia mollata… non è tipico di chi abbia angoscia abbandonica. L’antisocialià, beh, antisociale. A questo punto farei la diagnosi differenziale border – antisociale, andando a vedere: 1) se c’era un dd condotta prima dei 18 anni; 2) se c’è rabbia e vuoto interiore 3) se c’è mancanza di empatia e uso degli altri per proprio profitto.
In entrambi i casi una bella terapia supportiva psicodinamica al fine di reintegrare l’io, elaborare aggressività, stabilizzare il rapporto con la realtà.
Che dite?
La mia è nella pagina precedente, simile nelle scelte!
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
LemureGatta
:approved: iamghost tu (e ovviamente mi rivolgo a tutti) usi la dicitura Per le finalità diagnostiche useremo il DSM IV bla bla anche se non lo richiede nella traccia?Ho letto che non in tutte le tracce chiedono di specificare il modello o sistema teorico di riferimento.
Io lo specifico sempre per sicurezza...
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
Picciosa
La mia è nella pagina precedente, simile nelle scelte!
non ti fa strano che una border prenda, molli casa e vada in giro per i cavoli suoi?
PS cambiato giorno di ritrovo, sono giovedì e sabato :)
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
Ve ne posto 1 altro. ditemi se ho scritto cacchiate please...
o anche se secondo voi manca qualcosa.
Un commerciante sui 40 anni, S.B., si presenta con la moglie ad una consultazione psicologica. E' molto teso, sudato, parla a scatti, mentre la moglie appare tranquilla e silenziosa. L'uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria,ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei due figli di sei ed otto anni. La moglie, interrogata dallo psicologo, dice che in famiglia va tutto bene, solo che il marito è ansioso in modo sproporzionato rispetto alle situazioni. Il commerciante afferma ancora che si sente umiliato per lo scarso successo nel lavoro, che considera modesto rispetto alle proprie aspettative giovanili. Il Candidato indichi quali aree approfondirebbe nei colloqui successivi, quali strumenti testologici userebbe come supporto dei colloqui clinici illustrando anche i motivi della scelta, e quali ipotesi diagnostiche potrebbe formulare; indichi inoltre se ritiene opportuno proseguire, almeno in fase diagnostica, i colloqui solo con S.B. o anche con la moglie.
SVOLGIMENTO
L’agitazione psicomotoria, l’insonnia, la preoccupazione per la salute familiare e l’ansia eccessiva rispetto ad una varietà di situazioni farebbero propendere per un disturbo d’ansia; in particolare potrebbe trattarsi di Disturbo d’ansia generalizzato, ma non vi sono gli elementi per stabilire se risulta soddisfatto il criterio temporale di 6 mesi. Inoltre l’ansia “sproporzionata” è riportata dalla moglie, e sarebbe interessante capire se tale considerazione è condivisa dal soggetto nonché valutare meglio la portata dell’ansietà.
La preoccupazione per la salute propria e dei familiari stretti potrebbe richiamare una situazione di ipocondria, ma in questo si tratterebbe di paura o convinzione di avere una malattia, piuttosto che di contrarla o di venirne in contatto (come ad esempio nei disturbi d’ansia); non ci sono al momento dati sufficienti per dirimere il dubbio diagnostico. Il fatto che tuttavia l’uomo non faccia ulteriori riferimenti a condizioni di salute ma parli piuttosto di problematiche psicologiche (l’umiliazione) rende meno probabile l’ipotesi di ipocondria; al contempo, il livello di ansia intercorrente elevato non sarebbe compatibile con un’ipotesi di fobia.
La delusione per l’occupazione lavorativa non rispondente alle proprie aspettative potrebbe rappresentare un fattore stressante riconoscibile, che permette di prendere in considerazione la possibilità di un disturbo dell’adattamento con sintomi ansiosi. Tale ipotesi diagnostica sarebbe però formulabile solo nel caso in cui i sintomi non potrebbero essere meglio spiegati da un altro disturbo dell’asse I; lo stressor è cronico e di conseguenza il criterio temporale di 6 mesi, ancora da indagare, sarebbe comunque da considerarsi a partire dall’estinzione delle conseguenze del fattore stressante che invece ad oggi sono presenti.
Sulla base di queste considerazioni proporrei all’uomo un ciclo di incontri da solo, in quanto mi sarebbe possibile approfondire primariamente l’analisi della domanda, cercando di capire perché è venuto accompagnato, e se si è presentato spontaneamente o su insistenza della moglie che ne denuncia l’ansia “sproporzionata”. In questo modo si potrebbe indagare anche la motivazione del soggetto al percorso diagnostico, e ad un eventuale intervento successivo. Chiarirei inoltre aspettative rispetto al ruolo dello psicologo, ed eventuali fantasie in proposito.
Approfondirei il funzionamento generale a livello sociale, affettivo, e lavorativo, nonché quello premorboso, al fine di evidenziare il livello di disagio e compromissione attuale.
Approfondirei la preoccupazione dell’uomo per le condizioni di salute della famiglia, cercando di capire su cosa si basino.
Stilerei un’anamnesi volta ad individuare da quanto tempo sono presenti i sintomi, le circostanze di insorgenza, in quali momenti della giornata sono più evidenti.
Indagherei il vissuto dell’uomo rispetto al suo lavoro, e in che modo egli vive la tranquillità della moglie e il suo rapporto con lei, nonché se ella prende seriamente i suoi sintomi, se gliene fa una colpa, se gli è di supporto, e come vive il sintomo sessuale.
Ulteriori strumenti che userei in proposito sono quindi il colloquio e i test SCID-I, MMPI-2 e Rorschach, rispettivamente per un inquadramento nosografico da DSM-IV-TR, un indagine della personalità ad ampio spettro e un indagine di paure, conflitti, angosce.
Nel caso l’ipotesi di un disturbo d’ansia generalizzato fosse resa più probabile dai dati dell’approfondimento, consiglierei l’invio ad uno psicoterapeuta per un trattamento cognitivo-comportamentale volto ad individuare i pensieri, i comportamenti e gli stili attributivi disfunzionali per sostituirli con altri maggiormente adattivi, nonché ad apprendere modalità di rilassamento da applicare qualvolta l’uomo sentisse l’insorgenza di sintomi ansiosi.
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
Citazione:
Originalmente inviato da
iamghost
non ti fa strano che una border prenda, molli casa e vada in giro per i cavoli suoi?
PS cambiato giorno di ritrovo, sono giovedì e sabato :)
Mmmm No, secondo me può starci...Probabilmente proprio sull'orda dell'impulsività che li contraddistingue e magari sarebbe utile indagare questo aspetto per capire se sia stato mediato da sentimenti di idealizzazione/svalutazione nei confronti di sè e dei genitori...
Sempre a Niguarda (c'erano svariati border), tutti i pazienti che c'erano erano andati via di casa..
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
Secondo me il caso va bene, anche io avrei ipotizzato disturbo d'Ansia Generalizzato come ipotesi principale.
Io, però, come trattamento avrei fatto parallelamente sia un percorso individuale, che un percorso di coppia, magari ques'ultimo più breve, inizialmente volto a capire e ad approfondire le relazioni familiari e coniugali e se abbiano un qualche effetto sul disturbo del pazienteo se, invece, ne subiscano consenguenze...
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Riferimento: Cattolica 2012
Tanto più che cmq mi pare che nella traccia dica che non ha mai avuto questo gran rapporto funzionale con i genitori quindi non lo vedo così improbabile e incongruente anche se si tratta i una border... Anzi a maggior ragione (volo pindarico) prova paura per l'abbandono da parte di persone su cui ha investito tutto ciò che dall'infanzia non ha potuto investire con i genitori, mai percepiti forse dalla sua parte ed emotivamente vicini... (non so come una sorta di proiezione, che ovviamente non spiegherei in questi termini, uso proiezione per cercare di farmi capire)