Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Beh io lascio perdere, tanto non riesco a capirvi, non capisco a cosa possa servire la psicoanalisi, mi si risponde "a conoscere il nostro inconscio" ma più praticamente il conoscere la tal cosa (l'inconscio) in cosa consiste? E poi a me che ho certi problemi e desidero ottenere certe cose perché dovrebbe interessarmi? Per me è tutto un po' confuso e vago, tu dici luigi che mi avete risposto? A me pare di no.
Provate a dare risposte del genere anche ad altre persone riconosciute in altri campi che magari non ritenete stupide come me, vedete se riescono ad afferrare quel che dite, se anche questi non vi capiscono non prendetevela poi con l'ultimo arrivato.
Per capire in cosa consistono gli obiettivi di una psicoterapia analitica insomma bisogna studiare prima anni e anni?
Questi obiettivi in pratica li conoscete solo voi, l'utenza che non lavora in quest'ambito ne è all'oscuro e deve restarne per forza all'oscuro a meno che non si iscriva all'università e faccia tutto un percorso di studi?
Ma mi chiedo: da voi cosa ci sono venuti a fare?
Non sapevano o quanto meno si immaginavano cosa volevano ottenere dal vostro intervento?
Immaginavano la situazione risolutiva dei loro disagi? :mumble:
Forse allora la pratica analitica è simile davvero ad andare a guardare un film (e non è detto che l'accostamento svilisca una delle due "arti"), si paga per usufruire di qualcosa ma il suo consumo (lasciatemi usare questo termine anche se non è tanto elegante) non garantisce alcunché, né che si diverrà più intelligenti guardando il film, né che si risolveranno dei problemi, niente, è un passatempo che potrebbe dare anche qualche spunto di riflessione utile è vero, ma questo non c'è scritto sul biglietto che si è acquistato e nemmeno all'ingresso, nessuno di quelli che hanno contribuito a produrre il film magari aveva in mente di aiutare qualcuno, anche se questo può accadere. Un passatempo insomma, come scrivere in un forum, fare una passeggiata, leggere un libro, andare in bicicletta e così via. Passatempi che metteranno in moto anche qualche emozione, alcuni film in fin dei conti ci riescono. Ognuna di queste attività potrebbe funzionare casualmente e farci venire qualche idea o non servire quasi a nulla nei confronti di certi problemi.
E' davvero l'ultima ipotesi se mi rispondete di nuovo "NOOOO", non credo che riuscirò a capire.
Saluti
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Capire non serve a nulla, Char_Lie.
Hai passato la vita a cercare di capire. Ci hai capito qualcosa? Sembra di no.
Eppure insisti.
Una lettura possibile: "Dieci modi per rendersi infelici", R. Laing.
Una citazione: Cap. 1: "Siate sempre coerenti con voi stessi".
Buona vita
Guglielmo
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Beh io lascio perdere, tanto non riesco a capirvi, non capisco a cosa possa servire la psicoanalisi, mi si risponde "a conoscere il nostro inconscio" ma più praticamente il conoscere la tal cosa (l'inconscio) in cosa consiste? E poi a me che ho certi problemi e desidero ottenere certe cose perché dovrebbe interessarmi? Per me è tutto un po' confuso e vago, tu dici luigi che mi avete risposto? A me pare di no.
Provate a dare risposte del genere anche ad altre persone riconosciute in altri campi che magari non ritenete stupide come me, vedete se riescono ad afferrare quel che dite, se anche questi non vi capiscono non prendetevela poi con l'ultimo arrivato.
Per capire in cosa consistono gli obiettivi di una psicoterapia analitica insomma bisogna studiare prima anni e anni?
Questi obiettivi in pratica li conoscete solo voi, l'utenza che non lavora in quest'ambito ne è all'oscuro e deve restarne per forza all'oscuro a meno che non si iscriva all'università e faccia tutto un percorso di studi?
Ma mi chiedo: da voi cosa ci sono venuti a fare?
Non sapevano o quanto meno si immaginavano cosa volevano ottenere dal vostro intervento?
Immaginavano la situazione risolutiva dei loro disagi? :mumble:
Forse allora la pratica analitica è simile davvero ad andare a guardare un film (e non è detto che l'accostamento svilisca una delle due "arti"), si paga per usufruire di qualcosa ma il suo consumo (lasciatemi usare questo termine anche se non è tanto elegante) non garantisce alcunché, né che si diverrà più intelligenti guardando il film, né che si risolveranno dei problemi, niente, è un passatempo che potrebbe dare anche qualche spunto di riflessione utile è vero, ma questo non c'è scritto sul biglietto che si è acquistato e nemmeno all'ingresso, nessuno di quelli che hanno contribuito a produrre il film magari aveva in mente di aiutare qualcuno, anche se questo può accadere. Un passatempo insomma, come scrivere in un forum, fare una passeggiata, leggere un libro, andare in bicicletta e così via. Passatempi che metteranno in moto anche qualche emozione, alcuni film in fin dei conti ci riescono. Ognuna di queste attività potrebbe funzionare casualmente e farci venire qualche idea o non servire quasi a nulla nei confronti di certi problemi.
E' davvero l'ultima ipotesi se mi rispondete di nuovo "NOOOO", non credo che riuscirò a capire.
Saluti
La psicoanalisi è una bufala che alcuni personaggi "supposti sapere" propinano a degli sprovveduti per potersi guardare i propri film in pace, al cinema. Questo, ovviamente, senza fare fatica. Se vuoi capire come si fa, puoi provare a studiare qualcosa, magari qualcuna delle "Lezioni" di Freud ("Introduzione alla psicoanalisi"). Se ti sembra funzionare, dovrai farti qualche anno di medicina o di psicologia, con tirocinio annesso. Poi una scuola di specializzazione, con tirocinio, analisi personale, supervisione e via discorrendo. A questo punto dovrai irretire un numero sufficiente di persone per farle venire nel tuo studio, evitando di spiegare loro come funziona la faccenda (se no può darsi che mangino la foglia). Fatto ciò, ti puoi godere il cinema in pace. A lungo termine potrebbe essere una buona strategia :approved:
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Beh io lascio perdere, tanto non riesco a capirvi, non capisco a cosa possa servire la psicoanalisi [...]
Charlie, ma perché non un life coach? Sembrerebbe rispondere alle tue domande.
Citazione:
Originalmente inviato da
bella primavera
collaboro con hrd Roberto Re, tendo a precisare che: non da alcuna sostanza, anzi è contrario a qualsiasi psicofarmaco, pensa che sposa le teorie di Bruce Lipton, e cioè che la mente e il pensirìero positivo, possono modificare il dna, mai parlato di fare soldi e che il miglioramneto è dato da obiettvi esterni; ognuno ha i suoi obiettvi, per alcuni l'obiettivo sarà migliorare il proprio lavoro o fare soldi, ma per un altro sarà abbattere le proprie credenze limitanti e essere più sicuro nelle proprie scelte, o per un altro sarà non avere paura di amare.
Usa la pnl e non solo, consiglierei di leggere il suo libro migliore che è leader di te stesso", prima di fare commenti azzardati.
Saluti
Citazione:
Originalmente inviato da
neuromancer
[...]
Sì, qui non ci intendiamo, perchè formazioni teoriche piuttosto diverse. Eppure, se ne avremo spazio e tempo in altro thread, tutte da controntare.
ciaz.
Uh bellino questo! Mi munirei di birra e popcorn per leggervi (e poi vi chiederei i sottotitoli via pm :asd:)
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Char_lie, ricominci? Stai di nuovo riproponendo lo stesso identico schema con cui non arrivi mai da nessuna parte. Credo sia frustrante, snervante e sfinente per tutti arrivare sempre al solito punto: che non ci sono soluzioni per te e che se ci fossero tanto non ti interessano (perché costano fatica).
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Beh io lascio perdere, tanto non riesco a capirvi
Ecco, appunto!!!:approved:
Un saluto
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
@Char_Lie:
"Psicologo, tu convochi il paziente;
prendi tanti soldi, non gli dici niente.
Mi sdraio sul lettino, ti parlo del sognino col problemino rimosso;
ti dico i fatti miei, non li racconterei ma ti ho pagato e lo faccio.
Psicologo, tu convochi il paziente, gli entri nella mente"
(a volte le parole del poeta...)
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
La psicoanalisi è una bufala che alcuni personaggi "supposti sapere" propinano a degli sprovveduti per potersi guardare i propri film in pace, al cinema. Questo, ovviamente, senza fare fatica. Se vuoi capire come si fa, puoi provare a studiare qualcosa, magari qualcuna delle "Lezioni" di Freud ("Introduzione alla psicoanalisi"). Se ti sembra funzionare, dovrai farti qualche anno di medicina o di psicologia, con tirocinio annesso. Poi una scuola di specializzazione, con tirocinio, analisi personale, supervisione e via discorrendo. A questo punto dovrai irretire un numero sufficiente di persone per farle venire nel tuo studio, evitando di spiegare loro come funziona la faccenda (se no può darsi che mangino la foglia). Fatto ciò, ti puoi godere il cinema in pace. A lungo termine potrebbe essere una buona strategia
Lalangue, hai dimenticato di dire a Charlie del transfert!...schiere di donne ai suoi piedi e senza nessuna fatica!...oh, certo, c'è quella scocciatura del codice deontologico ma, senza fatica, il buon vecchio Charlie saprebbe sicuro come aggirarlo...
No, dai, Charlie, non si può darti così tanta attenzione e con tutte le più buone intenzioni del mondo e sentirsi insultati come un branco di pecore appresso ai pastori, non si fa, indipendemente che tu non condivida, ma non si fa.
Giulietta.O
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Se ti va potresti spendere qualche parola in più. Che sia diversa lo si capisce, in cosa e su che base non molto.
...
Sempre ammesso che ci si riconosca nella formulazione freudiana classica - cosa che non è per nulla scontata -, direi che potrebbero corrispondere a dei livelli di organizzazione del sistema vivente.
...
Anzitutto direi che esistono tante strutture identitarie quanti sono gli esseri umani. Poi ci sono tratti più o meno similari che possono comportare delle classificazioni... Come dicevo prima, le strutture psichiche posso essere considerate "dissipative" (ovvero in uno stato di transizione tra ordine e caos, ed in continuo scambio) fino a che non si chiudono in un equilibrio troppo vicino all'omeostasi. La coerenza della struttura avviene cioè a scapito dello scambio con l'ambiente.
...
Allora illuminaci, perchè a quanto pare intere schiere di psicoterapeuti non vogliono imparare. Oppure sarà che le cose non stanno proprio così?
...
Certo che la resistenza ha ragion d'essere nel contesto del paziente. Ecco perchè è presente una quantità di fatica e di dolore nel progressivo abbandono a favore di aperture al nuovo che invece - soprattutto al principio - terrorizzano. E' il discorso sulla coerenza identitaria di cui sopra che non credo proprio possa essere bypassato, bensì compreso, accettato ed analizzato.
Saluti
PS: sulle modellizzazioni interrogherei i testi di gente come Bion o di altri psicoanalisti con interessi e conoscenze in matematica.
L'inconscio lo considero un'ipotesi di lavoro, una metafora unificatrice, preferirei parlare di processi biologici inconsci che interagiscono tra di loro: processi di regolazione delle funzioni corporee, processi dell'emisfero dominante e non dominante, processi di elaborazione del linguaggio, etc.
Ciò che è importante è l'uso che si può fare dell'"inconscio", e l'ipnosi è uno strumento che permette di utilizzarlo in modo rapido ed efficace.
Negli ultimi decenni, grazie all'impulso datogli da Milton Erickson, si sta diffondendo come pratica medica, psicoterapeutica e anche nel miglioramento personale e professionale.
Ed è un vero peccato che qualcuno non lo prenda in considerazione per pregiudizi dati da una sua concezione mistica o magica, o come presunto mezzo di controllo della volontà, o ancora per un ipse dixit di un secolo fa.
In un ambito comunque così delicato ed importante come la psicoterapia ritengo che valga la pena di avere un atteggiamento pragmatico al di là del proprio ambito di riferimento, ognuno dei quali dà degli strumenti e delle griglie di lavoro per condurre il trattamento.
Sappiamo inoltre che le scelte umane sono basate sul sentimento (che ormai è incluso nel concetto stesso di razionalità), e sull'orientamento ognuno segue le proprie inclinazioni e ciò che trova più consono ai propri miti personali, alle esperienze vissute e perchè no ... anche al caso ;). In base alle ricerche sull'efficacia della psicoterapia più o meno tutte danno dei risultati, che, al di là delle statistiche, penso dipendano molto di più dalle qualità umane del singolo psicoterapeuta che dall'orientamento di appartenenza.
Infine data la complessità della psiche, ci vorrà ancora un bel pò di tempo per avere dei modelli più "esatti" o per portare avanti un discorso basato sull'aderenza o meno all'epistemologia dominante, che sappiamo ormai essere superata ogni ventennio.
Il cambiamento, quando avviene, cioè quando il paziente ottiene dei risultati, avviene sempre ad un livello inconscio, a prescindere se il terapeuta vi lavori esplicitamente o meno.
___________________________
PS. Riguardo alle modellizzazioni, ti faccio notare che la notazione formale di alcuni concetti non equivale a modellizzazione, che consiste nell'utilizzo di un sistema di equazioni che descrive le relazioni del sistema e nella trasposizione del modello matematico in forma algoritmica per la simulazione al computer, come avviene per la simulazione di sistemi dinamici come l'attività del neurone, o il battito cardiaco, etc.
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
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Originalmente inviato da
_daimon_
Negli ultimi decenni, grazie all'impulso datogli da Milton Erickson, si sta diffondendo come pratica medica, psicoterapeutica e anche nel miglioramento personale e professionale.
...infatti si vede come siam messi.....
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
L'inconscio lo considero un'ipotesi di lavoro, una metafora unificatrice, preferirei parlare di processi biologici inconsci che interagiscono tra di loro: processi di regolazione delle funzioni corporee, processi dell'emisfero dominante e non dominante, processi di elaborazione del linguaggio, etc.
Per conto mio questo significa più riferirsi ad una dimensione inconsapevole, più che all'inconscio come livello di organizzazione psichica del soggetto. Sono cose molto diverse.
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Ciò che è importante è l'uso che si può fare dell'"inconscio", e l'ipnosi è uno strumento che permette di utilizzarlo in modo rapido ed efficace.
Rimane però da chiarire il discorso - tutt'altro che marginale - della resistenza...
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Ed è un vero peccato che qualcuno non lo prenda in considerazione per pregiudizi dati da una sua concezione mistica o magica, o come presunto mezzo di controllo della volontà, o ancora per un ipse dixit di un secolo fa.
Ma ci possono essere anche riflessioni di tipo teorico e clinico molto precise su questo punto.
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Il cambiamento, quando avviene, cioè quando il paziente ottiene dei risultati, avviene sempre ad un livello inconscio, a prescindere se il terapeuta vi lavori esplicitamente o meno.
Appunto, quando avviene, ma non darei per scontato che ci sia sempre un lavoro - anche implicito - sull'inconscio (sulla struttura). Può cambiare quindi il sintomo, il che di per sè è ottenimento di un risultato, pur permanendo intatta la modalità di funzionamento del soggetto. Anche questo è un punto su cui si possono fare dei distinguo non di certo marginali per la clinica.
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
PS. Riguardo alle modellizzazioni, ti faccio notare che la notazione formale di alcuni concetti non equivale a modellizzazione, che consiste nell'utilizzo di un sistema di equazioni che descrive le relazioni del sistema e nella trasposizione del modello matematico in forma algoritmica per la simulazione al computer, come avviene per la simulazione di sistemi dinamici come l'attività del neurone, o il battito cardiaco, etc.
Sarà... Comunque mi riferisco a tentativi di matematizzazione operati in ambito psicoanalitico (Hermann, Psicoanalisi e logica; Matte Blanco, L'inconscio come insiemi infiniti; Bion; Lacan...) che non sempre si sono pienamente compiuti a causa della estrema complessità dell'oggetto osservato. Che debbano per forza essere coinvolti i computer però...
Saluti
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
_daimon_
Il cambiamento, quando avviene, cioè quando il paziente ottiene dei risultati, avviene sempre ad un livello inconscio, a prescindere se il terapeuta vi lavori esplicitamente o meno.
Quindi in modo indecidibile. Viceversa, se non si ottengonoi risultati si asserisce che non vi è avuto cambiamento a livello inconscio. Altra affermazione indecidibile e complementare alla prima.
E il livello esplicito? Così poco importante?
ciaz.
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Per conto mio questo significa più riferirsi ad una dimensione inconsapevole, più che all'inconscio come livello di organizzazione psichica del soggetto. Sono cose molto diverse.
Curiosa affermazione. Se fosse così, la seconda dimensione apparirebbe come una organizzazione auspicabile. Per cosa? voglio dire, che tipo di rapporto intrattiene il cosidetto inconscio con la dimensione inconsapevole dei processi complessi biochimici, evolutivi, cibernetici?
Citazione:
Originalmente inviato da
gieko
Rimane però da chiarire il discorso - tutt'altro che marginale - della resistenza...
Altra interessante affermazione. Che mi rende più chiara la tua perplessità sui processi autopoietici che manterrebbero sofferenza nel sistema. Tutto diventa coerente con questa tua visione paradossale.
Temo che la resistenza appartenga al dominio dell'osservatore.
ciaz.
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
Char_Lie
Beh io lascio perdere, tanto non riesco a capirvi, non capisco a cosa possa servire la psicoanalisi, mi si risponde "a conoscere il nostro inconscio" ma più praticamente il conoscere la tal cosa (l'inconscio) in cosa consiste? E poi a me che ho certi problemi e desidero ottenere certe cose perché dovrebbe interessarmi? Per me è tutto un po' confuso e vago, tu dici luigi che mi avete risposto? A me pare di no.
Provate a dare risposte del genere anche ad altre persone riconosciute in altri campi che magari non ritenete stupide come me, vedete se riescono ad afferrare quel che dite, se anche questi non vi capiscono non prendetevela poi con l'ultimo arrivato.
Per capire in cosa consistono gli obiettivi di una psicoterapia analitica insomma bisogna studiare prima anni e anni?
Questi obiettivi in pratica li conoscete solo voi, l'utenza che non lavora in quest'ambito ne è all'oscuro e deve restarne per forza all'oscuro a meno che non si iscriva all'università e faccia tutto un percorso di studi?
Ma mi chiedo: da voi cosa ci sono venuti a fare?
Non sapevano o quanto meno si immaginavano cosa volevano ottenere dal vostro intervento?
Immaginavano la situazione risolutiva dei loro disagi? :mumble:
Saluti
Ribadisco:
“Non s’è ancora trovato il modo di trasmettere al resoconto di un’analisi la forza persuasiva che emana dall’analisi stessa. Né servirebbe a questo scopo la redazione di verbali esaustivi di quel che accade durante le sedute. […] Resoconti come questi non si pubblicano per convincere chi finora ha rifiutato la psicoanalisi; l’intento di queste pubblicazioni è di recare un contributo destinato agli studiosi che si sono già procurati le loro convinzioni grazie a esperienze personali condotte sui malati” (S. Freud, “L’Uomo dei lupi - Dalla storia di una nevrosi infantile”, 1914) e, aggiungerei, su se stessi.
Char_Lie, se vuoi intendere intendi, altrimenti mi dispiace per te. Ho l'impressione che tu richieda risposte ma che, nel momento in cui qualche risposta si tenta di dartela, è come se ti rimbalzasse addosso e tornasse indietro tale e quale al mittente, senza sfiorarti, e tantomeno raggiungerti.
Una curiosità: perchè hai separato "Char" e "Lie"? Quel "lie", in inglese "bugia", imbroglio", mi fa riflettere...
Ciao,
G.
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
benedetta14
...infatti si vede come siam messi.....
Perché, come siamo (anzi siam, dopo aver lavato i panni in Arno) messi??? :mumble:
Ciao.
Riferimento: quando funziona una psicoterapia?
Citazione:
Originalmente inviato da
Giovanna73
Ribadisco:
“Non s’è ancora trovato il modo di trasmettere al resoconto di un’analisi la forza persuasiva che emana dall’analisi stessa. Né servirebbe a questo scopo la redazione di verbali esaustivi di quel che accade durante le sedute. […] Resoconti come questi non si pubblicano per convincere chi finora ha rifiutato la psicoanalisi; l’intento di queste pubblicazioni è di recare un contributo destinato agli studiosi che si sono già procurati le loro convinzioni grazie a esperienze personali condotte sui malati” (S. Freud, “L’Uomo dei lupi - Dalla storia di una nevrosi infantile”, 1914) e, aggiungerei, su se stessi.
Char_Lie, se vuoi intendere intendi, altrimenti mi dispiace per te. Ho l'impressione che tu richieda risposte ma che, nel momento in cui qualche risposta si tenta di dartela, è come se ti rimbalzasse addosso e tornasse indietro tale e quale al mittente, senza sfiorarti, e tantomeno raggiungerti.
Una curiosità: perchè hai separato "Char" e "Lie"? Quel "lie", in inglese "bugia", imbroglio", mi fa riflettere...
Ciao,
G.
Cara Giovanna73,
trovo i tuoi interventi appropriati, intelligenti e stimolanti ... e mi stai pure simpatica. Benvenuta su questo thread :approved:
Un saluto