Originalmente inviato da
Johnny
:eek: :eek: :eek: :eek:
il tuo post è pieno di errori, letto da un punto di vista psicologico.
Vediamo, cerco di dirti il perché, riprendendo i vari punti uno per uno, ovviamente dal basso della mia qualifica di psicologo (basso per quel che riguarda il mandato sociale dello psicologo rispetto a quello del medico, ovviamente)
negli anni '40 queste "elucubrazioni" avrebbero salvato la vita a migliaia di disabili e malati psichici che sono stati uccisi in quanto considerati inferiori da medici, scienziati e psichiatri della Germania nazista. (uccisi quando gli andava bene, altrimenti, prima venivano usati come cavie per esperimenti di cui non so immaginare la violenza e atrocità).
Benvenga la filosofia e la sociologia nelle sicenze mediche, dunque, e non le denigrare in questo modo, perché gli strumenti senza la capacità di farne buon uso non servono a nulla.
quando si parla di psiche, non essendo una cosa (vedi l'etimo di "psiche") non si parla di "affezioni" ma di psicopatologia (=sofferenza psichica). Il corpo è affetto da patologie, la psiche no, è impossibile per definizione. E' un errore epistemologico. Affezione psichiatrica è un ossimoro.
il fatto che tu definisci "avversione" il tuo stato d'animo per la addirittura "famigerata" psicoanalisi dimostra che è un problema tuo, e non della psicoanalisi. L'aversione è uno stato d'animo che provi tu, e non appartiene alla psicoanalisi di per sé. Se non ti piace, o non ti è congeniale, ok, ognuno si sente più congeniale per un tipo di approccio rispetto ad un altro, ma questo non vuol dire che òìapproccio è negativo di per sé.
No. Quando si parla di disagio psichico non bisogna ragionare in termini di cause, ma in termini di significato. Il sintomo non ha una causa, ma ha un significato. Il pz con quel sintomo vuol comunicare qualcosa a qualcuno, esprime un disagio (pensa ad esempio all'anoressia). E questa è una delle differenze fondamentali tra la psicologia e la medicina. (ci sono libri e libri che parlano di questo, ora ti ho fatto un discorso semplificato come è possibile dfa in un forum).
è sempre lo stesso discorso. Non puoi paragonare una patologia fisica (infarto) ad una patologia psichica. La psiche non è una cosa, non è un organo, non si parla di malattia, ma di psicopatologia. E quindi la psiche non funzione secondo la legge causa-effetto perché l'uomo non è una macchina, ma è un essere umano in grado di pensare e di comunicare, dunque si ragiona in termini di significato. Bisogna scoprire il significato del sintomo, e non la cusa, e allora "interrogare" il pz (interrogare, poi, è un temrine fuorviante) diventa fondamentale e costitutivo per la cura del sintomo psichico.
Innanzitutto, uno psicoterapeuta non parla con i paizenti, ma fa dei colloqui.
Per quanto riguarda l'anamnesi, allo psicoterapeuta non interessa la realtà dei fatti, ma come la vive il paziente, Non interessa se il paziente ha 3 fratelli, 2 sorelle, 1 genitore in America e uno in Russia. Quello che interessa è come il pz vive questi rapporti!
E' per questo che una psicoterapia non dura 10 minuti, come invece un'anamensi medica.
Forse sei tu che non ai mai sentito parlare dell'anamesi in psicoanalisi: è al contrario di quella medica. Nella anamnesi in psicoanalisi si parte dal presente (le relazione che il pz ha nel presente) e via via si va verso il passato, cercando delle analogie con le relazioni patologiche del presente attuale nella storia passata del paziente. Non è un compito che richiede pochi minuti.
1. Anche i pazienti di chirurgi a volte peggiorano, nel senso che se l'operazione va male, il pz muore oppure peggiora (c'è un tale per esempio che per un'operazione all'ernia a al disco andata male, ora è infermo).
2. Quali casi? Se dici delle cose, è bene che tu le argomenti o comunque le documenti con delle citazioni. Grazie
Si, si vede che sei medico e non psicologo :asd: cmq...buon natale anche a te :ciao: