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Riferimento: Cattolica 2012
L'uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria,ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei due figli di sei ed otto anni.
episodio depressivo maggiore se è soddisfatto il criterio di o di perdita di interesse o umore depresso per tutto il giorno?non va bene?ovviamente indagando da quanto tempo è presente questa situazione riportata
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
LemureGatta
L'uomo denuncia insonnia, difficoltà sessuali, agitazione psicomotoria,ansia e preoccupazione per la salute propria e quella della moglie e dei due figli di sei ed otto anni.
episodio depressivo maggiore se è soddisfatto il criterio di o di perdita di interesse o umore depresso per tutto il giorno?non va bene?ovviamente indagando da quanto tempo è presente questa situazione riportata
Ah ecco brava! Sì, io lo terrei come diagnosi differenziale, specificando che non sono soddisfatti i criteri che hai citato..
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Riferimento: Cattolica 2012
Ma perché io su dsm ho trovato che gli episodi non costituiscono diagnosi?????
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Ma perché io su dsm ho trovato che gli episodi non costituiscono diagnosi?????
E' giusto, gli Episodi dell'Umore non possono essere diagnosticati a sè, ma si declinano all''interno dei vari disturbi dell'umore...
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Ma perché io su dsm ho trovato che gli episodi non costituiscono diagnosi?????
si si hai ragione infatti non sono stata corretta a dire diagnosi di episodio depressivo maggiore però per dire che è disturbo depressivo maggiore bisogna comunque identificare quell'episodio con i criteri per un episodio depressivo maggiore sennò come si fa?:P
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Riferimento: Cattolica 2012
Ah ok... Volevo solo la conferma che bevo capito giusto che gli episodi costituiscono la base per i vari disturbi dell'umore
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Ah ok... Volevo solo la conferma che bevo capito giusto che gli episodi costituiscono la base per i vari disturbi dell'umore
sì sì, è così! =)
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Riferimento: Cattolica 2012
Secondo voi in caso di Anoressia è corretto somministrare test quali MMPI e il Roscharch?O ci sono test più adatti?
sulle terapie sui disturbi alimentari ho trovato questo link molto interessante:
http://www.anoressia-bulimia.it/scel...rapia-dei-dca/
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Riferimento: Cattolica 2012
Beh per indistirbi alimentari ci son test specifici quali ad esempio la sci-abs, l'edi-2, l'eat, il bat...
Poi potresti pensare a qualcosa tipo disegno della figura umana e forse io indagherei qualcosa per l'attaccamento...
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
LemureGatta
quelli vanno bene sempre, sono universali.
poi come dice pimpa ci sono anche più specifici.
bene io ho fatto
umore
ansia
personalità
psicotici
alimentazione
somatoformi
basta, altri non ne faccio, mi guardo 1 po' di comunità e mi esercito sui casi
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Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
iamghost
quelli vanno bene sempre, sono universali.
poi come dice pimpa ci sono anche più specifici.
bene io ho fatto
umore
ansia
personalità
psicotici
alimentazione
somatoformi
basta, altri non ne faccio, mi guardo 1 po' di comunità e mi esercito sui casi
forse conviene anche i dissociativi!:)
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Riferimento: Cattolica 2012
Una curiosità/dubbio.... Voi proponete test proiettivi tipo rorschach disegni ecc anche se poi ipotizzate un trattamento cognitivo comportale o cmq qualunque altra terapia non di stampo psicodinamico (più coerente con l'uso di test proiettivi)??
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Una curiosità/dubbio.... Voi proponete test proiettivi tipo rorschach disegni ecc anche se poi ipotizzate un trattamento cognitivo comportale o cmq qualunque altra terapia non di stampo psicodinamico (più coerente con l'uso di test proiettivi)??
Si perchè i test si utilizzano per arrivare ad una diagnosi poi la terapia può essere di qualsiasi tipo.Questo è quello che penso io :)
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Riferimento: Re: Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
iamghost
quelli vanno bene sempre, sono universali.
poi come dice pimpa ci sono anche più specifici.
bene io ho fatto
umore
ansia
personalità
psicotici
alimentazione
somatoformi
basta, altri non ne faccio, mi guardo 1 po' di comunità e mi esercito sui casi
Comunità dove la guardi???
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Una curiosità/dubbio.... Voi proponete test proiettivi tipo rorschach disegni ecc anche se poi ipotizzate un trattamento cognitivo comportale o cmq qualunque altra terapia non di stampo psicodinamico (più coerente con l'uso di test proiettivi)??
si, perché i test glieli faccio per capire che cos'ha.
la terapia gliela fa lo psicoterapeuta seguendo l'orientamento che io posso consigliare come migliore per il suo disturbo. ma se non so che disturbo ha...
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Una curiosità/dubbio.... Voi proponete test proiettivi tipo rorschach disegni ecc anche se poi ipotizzate un trattamento cognitivo comportale o cmq qualunque altra terapia non di stampo psicodinamico (più coerente con l'uso di test proiettivi)??
Sì, anche perché il Rorschach, erroneamente chiamato proiettivo, è in realtà una prova di problem solving e, soprattutto col sistema comprensivo di Exner, è "ateorico", nel senso che non viene fatta alcuna analisi psicodinamica...
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Riferimento: Cattolica 2012
Ok perfetto grazie mille...
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Re: Riferimento: Cattolica 2012
sbizzarritevi.
Michele. 28 anni, si rivolge al Centro di Salute Mentale chiedendo di uno psicologo; è accompagnato da una sorella maggiore, preoccupata dell'intenzione da lui manifestata di lasciare il lavoro. Durante il colloquio (la sorella lo aspetta, su suo invito, in sala d'attesa) appare teso, piuttosto reticente nel parlare di sé e sospettoso. E' stato assunto a lavorare da qualche mese nell'Arma dei Carabinieri e si sente molto angosciato nel portare la Pistola. Egli racconta che è stato il padre 85enne ad averlo spinto ad intraprendere la carriera militare per la quale si è dovuto trasferire in un'altra città. In seguito ad una crisi d'ansia molto forte, gli sono stati dati alcuni giorni di riposo; adesso e a casa in malattia. In precedenza aveva fatto vari lavori precari, terminati perché subentravano incomprensioni con il datore di lavoro.
Spesso si sente in ansia nei rapporti con gli altri per il timore di essere rimproverato per qualcosa.
Da sempre fa vari gesti rituali riguardanti la chiusura delle porte, delle manopole del gas e si sente costretto a ripetere tra sé e sé frasi riguardanti la combinazione tra numeri e oggetti.
Orfano di madre dall'età di 4 anni, è stato cresciuto dalle sorelle maggiori. Ha un corso di studi regolare, ha poche amicizie e una fidanzata a cui cerca di nascondere le sue ansie e i comportamenti ripetitivi: egli infatti, teme che essi potrebbero essere ritenuti strani. Nonostante ciò, egli non può fare a meno di eseguirli.
Il/la candidato/a illustri sinteticamente:
1 )Quale/i ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli aspetti del funzionamento psichico e relazionale della persona;
2) Come procederebbe nella consultazione indicando quali altri dati sarebbero necessari per:
a) avvalorare l'ipotesi diagnostica;
b) disporre di elementi utili ad avanzare ulteriori ipotesi di diagnosi differenziale.
3) di quali strumenti diagnostici intenderebbe avvalersi per raccogliere i dati di cui al punto 2);
4) quali possibili indicazioni di intervento fornirebbe, specificando:
a) se sia necessario ricorrere ad un trattamento psicoterapeutico ed eventualmente, di quale tipo;
b) la metodologia e gli obiettivi dell'intervento ritenuto più idoneo.
5) Le eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
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Riferimento: Cattolica 2012
da indagare per un Disturbo Ossessivo/Compulsivo-Disturbo d'Ansia Generalizzato-Disturbo Evitante di personalità solo questi tre mi vengono...nella differenziale sicuramente il Disturbo dell'Umore,Fobia Sociale (classico con l'Evitante anche se mi pare possano coesistere)e (dopo mi è venuto)
Sia il Disturbo Dipendente di Personalità che il Disturbo Evitante di Personalità sono caratterizzati da sentimenti di inadeguatezza, ipersensibilità alla critica, e necessità di rassicurazione; comunque, gli individui con Disturbo Evitante di Personalità hanno un timore talmente intenso di essere umiliati e rifiutati, che si ritirano a meno che non siano certi di essere accettati. Al contrario, gli individui con Disturbo Dipendente di Personalità hanno un comportamento di ricerca e di mantenimento dei legami con le persone importanti, piuttosto che evitare e ritirarsi dalle relazioni
:P
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Riferimento: Cattolica 2012
Non sto a svolgerlo, ma metto giù qualche punto si riflessione che mi è venuto sul caao...
Io probabilmente metterei come ipotesi di diagnosi il disturbo ossessivo compulsivo per la presenza dei rituali descritti e soprattutto perché il soggetto dimostra di essere consapevole che agli altri possano sembrare "strani", ma nonostante ciò "non può fare a meno di eseguirli" (elementi questi tipici di un DOC).. Inoltre c'è compromissione del normale funzionamento del soggetto (problemi sul lavoro e infatti a seguito di una crisi di ansia ora è a casa in malattia)...
Tra le considerazioni da tener conto è il fatto che si siano rivolti a un centro di salute mentale...
Tra le cose da indagare (più in generale) metterei rapporti con le sorelle maggiori (in particolare quella che lo ha accompagnato al centro visto che presumibilmente il reale invio arriva da lei quindi con motivazione estrinseca), il rapporto con il padre (che lo ha "spinto" a intraprendere "la carriera militare"), cause della morte della madre e rapporto con lei da piccolo (se se li ricorda o per sentito dire), come mai ha aderito alle spinte del padre relativamente al lavoro, perché dice di voler attualmente lasciare il lavoro, indagare meglio aspetti relazionali anche extra familiari ("poche amicizie" e la fidanzata), la crisi d'ansia molto forte avuta sul lavoro da cosa è nata, quale fattore l'ha scatenata, cosa e come si è sentito durante la crisi; inoltre maggiori informazioni sui "gesti rituali": pensieri (ossessivi?) alla base, cosa succederebbe se non mettesse in atto questi rituali, da quanto persistono, insorgenza, tempo che occupano nell'arco di una giornata..
Per la diagnosi differenziale metterei i dist dell'uomre per il fatto che questi sono egosintonici (le ossessioni sono egodistoniche); il DOC di personalità per il fatto che questo non comprende ossessioni e compulsioni ma preoccupazioni pervasive relative a ordine perfezionismo e controllo... Poi in teoria ci sarebbero gli altri dist di ansia (es gad) ma bisogna indagare meglio l'ansia di cui si parla nella traccia...
Relativamente ai test non mi vengono in mente specifici test per DOC al momento e quindi mi verrebbe da somministrare una batteria di reattivi paicodiagnostici in cui far rientrare la scid I e II (per inquadrare meglio il disturbo o confermare l'ipotesi principale), poi qualcosa più relativo ai disturbi di ansia forse userei la stai-y (per inquadrare meglio i pensieri del soggetto relative alle ansie), il rorschach (boh sui test faccio piuttosto schifo, non che per il resto sia brava xD)...
Trattamento... Allora in teoria essendoci riconoscimento che i rituali siano considerati "strani" (motivo per cui evita di darli a vedere anche alla fidanzata) si può proporre eventualmente un intervento di tipo espressivo con approccio o psicodinamico (andando a lavorare sul conflitto interno di Michele, il tema del controllo, le relazioni significative, i pensieri inconsci che fanno sì che metta in atto le compulsioni ecc; tutto ciò per aiutare a rafforzare l'io del pz ed elaborare eventuali separazioni (morte della madre, quindi lutto) ecc...)... Oppure una di tipo cognitivo comportamentale che va a lavorare più sulle cognizioni del pz e attraverso tecniche di desensibilizzazione sistematica (in immaginazione prima e in vivo poi) e di ristrutturazione cognitiva e (volendo) fare accenno all'educazione razionale emotiva permette di aiutare il paziente ad avere pensieri più razionali e ad affrontare meglio le situazioni in cui prova ansia e attua rituali, strategie di coping cc (mi sto dilungando troppo)
Inoltre valuterei la possibilità di attuare risorse di rete come il coinvolgimento della sorella che lo ha accompagnato (in particolare) e della fidanzata..
Fa abbastanza schifo lo ammetto :S :sbonk:
:jd:
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Re: Cattolica 2012
io mi trovo in difficoltà sugli approfondimenti, perché secondo me molte cose sono un p eccessive... nel senso... la causa della morte della madre... mi interessa per fare la diagnosi? alla fine io non sono lo psicoterapeuta, devo solo formulare una diagnosi ipotetica, quindi secondo me alcuni approfondimenti che andrebbero benissimo in una psicoterapia, qui sono un po' eccessivi... ovviamente non sto criticando l'analisi di pimpa, che anzi, mi sembra + brava di quanto dica :) ma esprimo una mia perplessità/difficoltà
PS: io ho fatto: ipotesi diagnostica DOC d'ansia, ipotesi differenziale DDP evitante
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Riferimento: Cattolica 2012
Altro volo pindarico su sto caso ma un po' potrebbe starci...
Il centro di salute mentale mi fa pensare cmq a qualcosa che va un po' oltre l'eventuale nevrosi (DOC), non so magari è solo una cosa mia... Cmq adesso facendo i ddp ho visto i criteri per il ddp paranoide: sospettoso, guardingo, riluttante a confidarsi con altri, scorge significati nascosti umilianti in rimproveri (approfondire i rimproveri e problemi sul lavoro per cui ne ha cambiati parecchi), riservato, rigido, spesso inviato da terzi... Aggiungiamoci il centro di salute mentale... può risultare assurda??? Dico non come ipotesi principale (lascerei forse il DOC), ma come seconda ipotesi da valutare attraverso i giusti approfondimenti???
Che dite? Sono più disturbata io ad averlo pensato??? Ahahahahah
:jd:
Si sicuramente degli approfondimenti sono eccessivi ma penso anche che se è un dettaglio che è stato messo nella traccia una rilevanza o un campanello ce lo deve far partire, se no non sarebbe stato messo... E cmq potrebbe essere importante capire i suoi vissuti per la morte della madre visto che comunque la relazione oggettuale (parlando in termini psicodinamici) va a influire su molti disturbi... Poi ovvio uno approfondisce quello che le sembra più opportuno, i miei erano ragioni a monte e sotto effetto redbull quindi... :jd:
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Altro volo pindarico su sto caso ma un po' potrebbe starci...
Il centro di salute mentale mi fa pensare cmq a qualcosa che va un po' oltre l'eventuale nevrosi (DOC), non so magari è solo una cosa mia... Cmq adesso facendo i ddp ho visto i criteri per il ddp paranoide: sospettoso, guardingo, riluttante a confidarsi con altri, scorge significati nascosti umilianti in rimproveri (approfondire i rimproveri e problemi sul lavoro per cui ne ha cambiati parecchi), riservato, rigido, spesso inviato da terzi... Aggiungiamoci il centro di salute mentale... può risultare assurda??? Dico non come ipotesi principale (lascerei forse il DOC), ma come seconda ipotesi da valutare attraverso i giusti approfondimenti???
Che dite? Sono più disturbata io ad averlo pensato??? Ahahahahah
:jd:
Si sicuramente degli approfondimenti sono eccessivi ma penso anche che se è un dettaglio che è stato messo nella traccia una rilevanza o un campanello ce lo deve far partire, se no non sarebbe stato messo... E cmq potrebbe essere importante capire i suoi vissuti per la morte della madre visto che comunque la relazione oggettuale (parlando in termini psicodinamici) va a influire su molti disturbi... Poi ovvio uno approfondisce quello che le sembra più opportuno, i miei erano ragioni a monte e sotto effetto redbull quindi... :jd:
il fatto di essere sospettoso potrebbe soddisfare sia il paranoide che l'evitante!quindi in differenziale!
comunque anche secondo me l'hai fatta bene l'analisi del caso!:approved:
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Riferimento: Cattolica 2012
Ma se io mettessi più ipotesi principali tipo DOC e ddp paranoide non dovrei andare a fare la differenziale con il paranoide... O meglio la faccio con l'evitante per differenziarla dal paranoide... Aspè, intendevi questo??? Le diagnosi principali non vengono messe in differenziale ma fungono da dist di comparazione Per avvalorarle come principali vero???
Altra cosa... I primi comportamenti che fungono da allarme per un ddp antisociale possono verificarsi anche nella fanciullezza o adolescenza, in questo caso come si fa una differenziale con dist della condotta? Premetto che so che l'antisociale si diagnostica a partire dai 18....
Grazie per i complimenti *_____* ma non penso di averlo fatto granché bene :)
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Ma se io mettessi più ipotesi principali tipo DOC e ddp paranoide non dovrei andare a fare la differenziale con il paranoide... O meglio la faccio con l'evitante per differenziarla dal paranoide... Aspè, intendevi questo??? Le diagnosi principali non vengono messe in differenziale ma fungono da dist di comparazione Per avvalorarle come principali vero???
Altra cosa... I primi comportamenti che fungono da allarme per un ddp antisociale possono verificarsi anche nella fanciullezza o adolescenza, in questo caso come si fa una differenziale con dist della condotta? Premetto che so che l'antisociale si diagnostica a partire dai 18....
Grazie per i complimenti *_____* ma non penso di averlo fatto granché bene :)
eh bel dubbio anche per me.perchè o si fa la differenziale coi sintomi riportati,cioè ad esempio l'essere sospettoso può essere in comune sia con il ddp paranoide che con l'evitante (perchè ha paura di essere giudicato male) o fare come sta nel DSM e quindi dopo aver ipotizzato due o più diagnosi fare la diagnosi differenziale per ogni disturbo ipotizzato (e quindi se ipotizzo ad esempio ddp paranoide nel DSM fa la differenziale con: schizotipico/borderline/antisociale etc...
Io preferirei farla sui sintomi riportati e dire che non si ha mai abbastanza criteri diagnostici soddisfatti per escludere l'una o l'altra diagnosi
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Re: Cattolica 2012
idem,la faccio su ogni singolo sintomo
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Riferimento: Cattolica 2012
Ragazzi ma per un possibile caso di comunità come la mettiamo?
A quanto pare il soggetto tossicodipendente viene considerato borderline (dipendenza, autolesionismo), quindi secondo voi non bisogna comunque fare un'analisi differenziale?
Bisogna valutare il tipo di intervento e lo si fa approfondendo le risorse interne ed esterne (come?) e la gravità dello stato di tossicodipendenza (frequenza dell'assunzione, periodo, tipo di sostanza, modalità e circostanze di assunzione, presenza o meno di episodi antisociali (e in questo caso allora potrebbe essere ddp antisociale??!!), anamnesi di overdose).
L'intervento terapeutico potrebbe essere di tipo supportivo espressivo con approccio sistemico (familiare o di gruppo) e la terapia può essere applicata attraverso e con l'appoggio di SER.T, comunità residenziali, centri diurni, cooperative e associazioni (è importante quindi raccogliere informazioni sulla rete dei servizi presenti sul territorio). L'intervento vero e proprio consisterebbe quindi in una psicoterapia integrata con attività finalizzate al reinserimento sociale, lavorativo, alla responsabilizzazione del soggetto, alla promozione dell'autoefficacia e conseguente aumento dell'autostima, rafforzamento dell'Io (secondo voi andrebbero bene interventi psicoeducazionali?)
Ho il cervello che mi scoppia e la voglia di studiare scema sempre di più...
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
LemureGatta
eh bel dubbio anche per me.perchè o si fa la differenziale coi sintomi riportati,cioè ad esempio l'essere sospettoso può essere in comune sia con il ddp paranoide che con l'evitante (perchè ha paura di essere giudicato male) o fare come sta nel DSM e quindi dopo aver ipotizzato due o più diagnosi fare la diagnosi differenziale per ogni disturbo ipotizzato (e quindi se ipotizzo ad esempio ddp paranoide nel DSM fa la differenziale con: schizotipico/borderline/antisociale etc...
Io preferirei farla sui sintomi riportati e dire che non si ha mai abbastanza criteri diagnostici soddisfatti per escludere l'una o l'altra diagnosi
Anch'io preferisco farla su ogni sintomo o gruppo di sintomi che mi sembrano connessi.
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Riferimento: Cattolica 2012
comunità??mammiaa speriamo non esca!io non so proprio nulla...
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
LemureGatta
comunità??mammiaa speriamo non esca!io non so proprio nulla...
Anch'io spero che non esca
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Riferimento: Cattolica 2012
Io la differenziale la faccio non sui sintomi ma da dsm sul disturbo... Specificando che cmq mancano dei dati che si andrebbero ad ottenere attraverso gli approfondimento specifici... Ma la faccio sul disturbo non sui sintomi...
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Riferimento: Cattolica 2012
una curiosità: se,facciamo finta, ci troviamo di fronte ad un soggetto che dichiara di soffrire di crisi d'ansia (presentando tensione,diff.di concentrazione etc..) solo quando deve fare gli esami, ad esempio, quindi solo di fronte ad una situazione specifica,mentre per tutto il resto non ha problemi. e ciò avviene da sempre, da molti anni, come diciamo in questo caso? Ansia generalizzata no perchè deve essere per molte situazioni e quasi ogni giorno,Fobia sociale o Fobia specifica per gli esami??
Secondo voi?
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Riferimento: Cattolica 2012
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LemureGatta
una curiosità: se,facciamo finta, ci troviamo di fronte ad un soggetto che dichiara di soffrire di crisi d'ansia (presentando tensione,diff.di concentrazione etc..) solo quando deve fare gli esami, ad esempio, quindi solo di fronte ad una situazione specifica,mentre per tutto il resto non ha problemi. e ciò avviene da sempre, da molti anni, come diciamo in questo caso? Ansia generalizzata no perchè deve essere per molte situazioni e quasi ogni giorno,Fobia sociale o Fobia specifica per gli esami??
Secondo voi?
Potrebbe essere una Fobia specifica situazionale (che scaturisce solo in una determinata situazione o contesto).
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
Marcia17
Potrebbe essere una Fobia specifica situazionale (che scaturisce solo in una determinata situazione o contesto).
Si infatti potrebbe essere :approved:
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Riferimento: Cattolica 2012
Propongo questo:
R. è un uomo di 40 anni, consulente bancario.
Al primo colloquio si presenta con una giacca di velluto marrone, una polo al collo alto, dei pantaloni jeans e un giornale sotto il braccio. La sua postura appare leggermente rigida e compassata, il suo sguardo inizialmente evitante è diretto alla ricerca dello sguardo dello psicologo, come se vi volesse trovare qualcosa. Dice d'essere stato consigliato da un suo amico, il quale gli avrebbe indicato un percorso terapeutico per "capire meglio se stesso". E in particolare, racconta d'essere stato spinto dall'ultimo episodio accaduto nella sua vita. Da circa un mese è stato lasciato dalla sua compagna poiché secondo quanto dettogli da lei "non si sentiva amata".
R. rivela di non capire la motivazione di lei poiché racconta "d'essersi comportato sempre bene" con lei e aggiunge commentando che è sicuro che lei non troverà nessuno che la sappia amare come lui. Mostrandosi a parole contrariato ma emotivamente distaccato non sembra provare il dolore della separazione.
Durante il colloquio non emergono sentimenti di gelosia al pensiero che lei possa instaurare una relazione con un altro uomo, mentre mostra solo il rimpianto per l'impossibilità di realizzare la coppia ideale in grado di condividere gli stessi interessi, ecc.
R. esprime preoccupazione perché "ormai alla sua età" non potrà più realizzare tale progetto. Emerge anche che quest'ultimo rapporto come i precedenti è stato di breve durata (non più d'un anno). Si descrive come persona "complicata" difficile da comprendere, dice: "Poche persone sono in grado di capirmi".
Anche in ambito lavorativo si lamenta che i colleghi non apprezzino le sue capacità. Dalle sue parole sembra emergere un senso di invidia per chi ha ruoli di potere superiore al suo: "Non è giusto che certi personaggi facciano carriera alle mie spalle" R. afferma di non aver paura di niente e di nessuno e con un dissertazione
intellettualistica mette in rilievo l'inutilità della paura per l'uomo. Poi dopo una riflessione di alcuni secondi aggiunge che forse ha paura di diventare un fallito o meglio dice: "Mi vergognerei di me stesso se diventassi un fallito". A questo proposito, ricorda della vergogna provata di fronte alla classe quando la maestra lo rimproverò davanti a tutti per non aver svolto bene i compiti.
Nel descrivere la madre la definisce come una "donna isterica" mentre il padre lo definisce come un "uomo freddo e distaccato" Alla conclusione del colloquio, nel concordare il prossimo appuntamento, R. insiste d'avere solo uno spazio dalle 14 alle 15 prima della palestra e, nell'impossibilità dello psicologo di aderire alla sua richiesta, rimane contrariato.
Sulla base di quanto sopra esposto il candidato/a indichi in modo sintetico:
a) quale ipotesi diagnostica prenderebbe in considerazione, specificando gli elementi che ritiene fondamentali nella determinazione della sua scelta;
b) di quali altri dati ha bisogno per poter effettuare una diagnosi differenziale, e quale quindi sarebbe quest'ultima;
c) di quali strumenti diagnostici si avvarrebbe;
d) quali indagini, consulenze specifiche o altro richiederebbe alla persona e perché;
e) se ritiene necessario un trattamento psicoterapeutico o altro;
f) in caso di indicazione di psicoterapia specificare il tipo di orientamento, gli obbiettivi e il setting;
g) chiarire le motivazioni della scelta fatta;
h) specificare eventuali risorse di rete psico-sociale da attivare.
II candidato/a è invitato a rispondere specificatamente a tutti i punti e ad indicare la lettera dì risposta per ciascun punto mantenendo l'ordine dato.
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Riferimento: Cattolica 2012
Allora io direi che l'ipotesi verte sul ddp narcisistico da differenziare solo con l'istrionico e secondo il DSM:
L’eccessivo orgoglio per i successi, una relativa mancanza di manifestazioni emotive, e il disprezzo per la sensibilità degli altri, aiutano a distinguere il Disturbo Narcisistico di Personalità dal Disturbo Istrionico di Personalità.
oltre a questi due disturbi di personalità voi intravedete altro?
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
LemureGatta
Allora io direi che l'ipotesi verte sul ddp narcisistico da differenziare solo con l'istrionico e secondo il DSM:
L’eccessivo orgoglio per i successi, una relativa mancanza di manifestazioni emotive, e il disprezzo per la sensibilità degli altri, aiutano a distinguere il Disturbo Narcisistico di Personalità dal Disturbo Istrionico di Personalità.
oltre a questi due disturbi di personalità voi intravedete altro?
In effetti il fatto che non provi dolore per la separazione può avvicinare di più al ddp narcisistico.
Ddp evitante? Però il ddp evitante vorrebbe le relazioni ma le evita.
Anch'io al momento non vedo altre possibilità.
Con quali test approfondiresti l'ipotetica diagnosi? Io direi SCID-II, Rorschach, MMPI 2
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Riferimento: Cattolica 2012
Non ho tempo di svolgerlo al momento perché sci finire il programma della giornata... Ma prendo una cantonata si proporzioni cosmiche se ipotizzerei una diagnosi di disturbo narcisistico di personalità?????
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
Marcia17
Con quali test approfondiresti l'ipotetica diagnosi? Io direi SCID-II, Rorschach, MMPI 2
sisi per forza.nel caso fosse avvalorata l'ipotesi del d.narcisistico che trattamento?
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Riferimento: Cattolica 2012
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Originalmente inviato da
pimpa_07
Non ho tempo di svolgerlo al momento perché sci finire il programma della giornata... Ma prendo una cantonata si proporzioni cosmiche se ipotizzerei una diagnosi di disturbo narcisistico di personalità?????
secondo me e anche secondo Marcia è giusto!:approved: