Riferimento: Psicologia degli avatar
Rispetto a quelli che sono i miei interessi, l'intervento in questo 3d è stata un'esperienza passeggera che avevo già deciso di interrompere alcuni mesi fa.
Per me, postare su questo 3d è stato una specie di esperimento (o, meglio, una “ricerca”) per capire (attraverso il feedback di persone abituate a ragionare su se stesse, sulle proprie emozioni e sulle proprie motivazioni) le potenzialità e i limiti di alcune tecniche di interpretazione simbolica (che sto utilizzando in altri campi: lettura del simbolismo dei sogni, interpretazione dei disegni di bambini e di adulti, analisi delle immagini collegate a stati di trance, di meditazione, oppure emergenti nell'ambito di tecniche quali quella del sogno da svegli guidato, etc) per quanto riguarda la possibilità di delineare profili di “tipi ideali” (in termini weberiani) correlabili alla scelta, da parte di specifiche persone, di immagini rappresentative di sé e, nel caso particolare, di avatar.
Pur avendo deciso di non proseguire (anche per motivi di tempo) ulteriormente questa ricerca, il dibattito degli ultimi giorni, nell'ambito del 3d, mi ha convinto a scrivere un ultimo post per chiarire quella che è la mia posizione personale in proposito.
Penso che, preliminarmente, sia opportuno mettere subito in chiaro una cosa.
Non è possibile leggere il carattere di una persona specifica (né, tanto meno, le sue patologie) attraverso i disegni che sceglie come avatar (a meno che non si tratti di disegni elaborati espressamente dalla persona per esprimere parti di sé e, comunque, non nel contesto di un forum).
Quando, pertanto, qualcuno legge un avatar non può avere alcuna pretesa di leggere qualcosa “oltre” il disegno e i significati simbolici ad esso intrinseci.
Le immagini (anche quelle di un avatar) possono, però, essere interpretate simbolicamente (contengono una simbologia - sempre storica e culturalmente condizionata - implicita).
Credo che sia possibile (è oggetto, comunque, dei miei studi) elaborare dei profili del “tipo ideale” che corrisponde e può essere rappresentato dalla specifica immagine (o avatar).
Ripreciso che sto parlando di “tipi ideali” (in termini weberiani), non di persone reali.
In altri termini, penso sia possibile elaborare un profilo dettagliato del “tipo ideale” correlabile all'immagine, ma non della persona reale che ha scelto quell'immagine come avatar.
Dal momento, però, che, quando qualcuno sceglie un'immagine, sceglie in base a proiezioni di parti di sé, è possibile che una persona reale ritrovi qualche aspetto di sé nel profilo del tipo ideale ricostruito a partire dall'immagine che la persona reale ha scelto a rappresentarla sul web.
Né più, né meno.
La costruzione di tipi ideali correlati ad immagini simboliche è un procedimento che ha un suo rigore scientifico, ma non può dire nulla della persona reale che ha scelto l'immagine, né, tanto meno, può essere preso come fondamento per costruire diagnosi sulla persona stessa.
Quello che ho sintetizzato sopra (la costruzione di profili di tipi ideali) è solo una parte del procedimento che, di norma, utilizzo nell'interpretazione delle immagini degli avatar.
Oltre a ciò, nelle mie letture, inserisco delle “risonanze” personali.
Le “risonanze” interiori, come io le intendo, non hanno a che fare direttamente con il simbolismo dell'immagine e neppure con la realtà della persona che ha scelto l'avatar, ma solo con ciò che l'immagine suscita in me (appunto, con la “risonanza” dell'immagine dentro di me).
Esternare queste risonanze può essere di aiuto alla persona che ha chiesto l'interpretazione a capire meglio i motivi per cui ha scelto un avatar.
A dire il vero, ci sarebbe un terzo elemento di comprensione, che chiamo (facendo riferimento ad una tradizione di studi nel campo delle energie sottili) Sensibilità psichica... ma qui mi fermo perché corro il rischio di andare troppo O.T.
Una caro saluto a tutti.:D:ciao::ciao:
Riferimento: Psicologia degli avatar
Sono d'accordo con Hermes Ankh,di immagini ormai è pieno il mondo e adesso siamo tutti un po' esteti,al tempo di Proust d'immagini ne circolavano molte meno ma ce ne vuole per essere fini conoscitori d'immagini,d'estetica o di personalità.
Riferimento: Psicologia degli avatar
Peccato che era proprio Hermes ad analizzare in modo più interessante i vari avatar :asd:
Riferimento: Psicologia degli avatar
Ciò che vale per gli avatar,vale per ogni giudizio estetico dato ad immagini e non solo,non sono in competizione con nessuno,dico solo che l'interpretazione psicologica è riduttiva,laddove voi vedete deformazioni del carattere assimilabili a patologie,io posso vedere semplici giudizi estetici che esprimono il gusto personale e niente di più.Apparteniamo ad una civiltà moderna che da alle masse il lusso del godimento e del gioco estetizzante,tutto sommato la ricerca di un avatar è un livello basso nella graduatoria della ricerca del bello in sè.