Originalmente inviato da
FranZinTheSky
io la penso in questo modo. alla fine di una storia -per quanto possibile- pulita dai classici vizi individuali e relazionali che spesso osserviamo, è naturale soffrire. soffrendo però dai vita a tutta una serie di rivalutazioni. rivaluti la tua persona ed il comportamento che hai avuto, gli errori che puoi aver fatto, e lo stesso fai con la persona che ami o amavi. questo porta a ridimensionare alcune responsabilità ed alcune realtà che si presumevano sia in noi stessi che nell'altro, tipica è il "come lei/lui nessuno mai..etc etc etc". poi il dolore diventa dispiacere e si accetta ciò che di buono c'è stato oltre all'amaro, si cresce avendo capito alcuni sbagli e ci si ride anche su a volte. e cosa più importante ci si vuole bene, si torna a volere bene a se stessi dopo il primo momento di smarrimento. intendiamoci nemmeno io sono un computer, quindi possono starci le sbronze qualche pianto inizialmente, il penoso rileggere lettere e così via ma se si è portati a farne -un affare troppo serio e troppo a lungo-, è bene chiedersi il vero motivo perchè si rischia di spendere una parte più o meno grande della propria vita cercando nel posto sbagliato.