Eh narcisistico intervento di tipo supp-espress di stampo psicodinamico...
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Eh narcisistico intervento di tipo supp-espress di stampo psicodinamico...
Altra domandina.... Diagnosi differenziale tra ddp evitante e fobia sociale?????
Nel ddp evitante il soggetto desidera fortemente le relazioni ma le evita per paura di essere criticato e perchè si sente sempre inadeguato.
Nella fobia sociale il soggetto prova estrema ansia in situazioni sociali in cui deve in qualche modo esporsi o esibirsi.
Entrambi quindi temono di essere criticati e giudicati ma in due ambiti diversi: il primo dal punto di vista relazionale, il secondo dal punto di vista sociale.
Quindi ddp evitante: punto di vista relazionale
E fobia sociale: punto di vista sociale
Giusto?
in realtà, secondo il DSM evitante e fobia sociale sono praticamente sovrapponibili, tanto che si rivelano quasi la stessa cosa.
o almeno se ho capito bene, così dice il DSM.
riguardo il Caso di R:
- ipotesi principale: narcisistico senza dubbio
- ipotesi differenziale: ho difficoltà, secondo me non può essere nient'altro. ipotizzerei schizotipico e istronico ma già sapendo di escluderle poi. non mi viene in mente null'altro.
- strumenti: i soliti -> rorschach e mmpi
- trattamento: psicodinamico supportivo-espressivo di gruppo
domandina: il testo dice di giustificare la scelta del trattamento come lo giustificate?
penso si riferisca al fatto che si usa supportiva quando c'è una disintegrazione dell'IO o il rischio di uno scivolamente nella psicosi,perdita di contatto con la realtà etc...l'espressiva è giustificata perchè il soggetto è in grado di sostenere l'interpretazione dei suoi problemi etc...
Questo mi terrorizza non poco (l'hanno proposto come esercitazione nel forum di caserta e non so se sia una traccia realmente uscita)
Giovane adulta, 19 anni, contenuti dei primi tre colloqui diagnostici.
Caso di R.
Quando R. telefona per prenotare un appuntamento, è indecisa e confusa rispetto allo specialista a cui rivolgersi (psichiatra o psicologo).
Al primo incontro vedo una ragazza alta, molto obesa, infagottata in una tuta con un bel viso deturpato dall'acne. R. ha 19 anni. Mi dice che da tempo le è stato consigliato dal Centro per la cura delle amenorree del Sant'Anna di rivolgersi ad uno psicologo.
Non solo ha rimandato a lungo di farlo, ma, poiché non riesce a perdere peso, ha rinunciato a recarsi a quel centro, dove le sembra di essere giudicata e colpevolizzata per la sua obesità. Si esprime con lucidità e proprietà di linguaggio.
Si è decisa ora perché da quando ha iniziato a lavorare come analista contabile in una amministrazione pubblica, soffre di crisi d'ansia e di sintomi somatici (nausea, vomito, sensazione di svenimento senza perdita di coscienza) che attribuisce alla cattiva accoglienza delle colleghe. Dal colloquio emerge che, brillante negli studi, ha assunto, controvoglia, l'impiego, vinto in un concorso con un ottimo punteggio, in base alla supposizione che i familiari, soprattutto i fratelli, l'avrebbero giudicata male se non l'avesse fatto. Avrebbe preferito proseguire gli studi e, anzi, già inizialmente si sarebbe orientata verso la formazione all'insegnamento. Narra di essere la terzogenita di tre figli, i primi, maschi, sono sposati. Emerge in seguito un rapporto molto conflittuale con il secondogenito che giudica rigido, rozzo, poco sensibile, un po' ottuso, si scontra spesso con lui per divergenze politiche. (Lui leghista, lei di sinistra).
Quando R. aveva 16 anni, la madre, cinquantenne, impiegata in una amministrazione pubblica, è morta in un incidente d'auto. Erano andate a nuotare insieme, solo casualmente R. non si trovava in auto con lei.
Racconta di vedere ancora l'immagine della madre morente che la chiama, "Solo lei e non i fratelli" , la cosa sembra turbarla, dice che ha a che fare con il "né viva né morta", da morta non l'ha più impressionata.
La morte è avvenuta dopo un viaggio a Lourdes in cui "per la prima volta ha la mamma tutta per sé" dice che prima del viaggio aveva sognato che la Madonna le avrebbe portato via la madre. In seguito alla morte della madre è comparsa amenorrea (menarca a dieci anni) e bulimia (la mamma si preoccupava di aiutarla nella cura dell'aspetto). Ora vive sola con il padre con cui descrive un rapporto caldo ed armonioso, in cui condividono anche gli impegni domestici, ha "scoperto" il valore del padre da quando la madre non c'è, prima egli era meno presente nella sua vita.
Discutono solo quando le sembra che prenda le parti dei fratelli. Non vede di buon occhio l'attuale partner del padre "con cui lui non si sposa per non dispiacerle". Lei non ha mai avuto una relazione sentimentale.
Nel secondo colloquio emerge "voracità" e bisogno di piacere in tutti gli ambiti di vita.
Emerge che si fa accompagnare ovunque dal padre, narra il sintomo agorafobico in termini egosintonici.
Nel terzo colloquio mi parla del suo oscillare tra disordine e precisione, euforia e depressione, è ossessionata dalla puntualità, ma perde o dimentica l'orologio, salta i pasti o si abbuffa. Vorrebbe tornare bambina ed essere già in pensione. Dai dieci, undici anni ha goduto di quella che giudica una libertà esagerata, a cui poi ha rinunciato, perché dice di essersi spaventata per i rischi corsi (allude vagamente a quelli che sembrano rischi sessuali, ma anche di uso di sostanze).
ci vogliono anni per farlo mi sa :argh:
testuali paroli del DSM: Il Disturbo Evitante di Personalità condivide diverse caratteristiche con la Fobia Sociale e sembra sovrapporsi estesamente alla Fobia Sociale, Generalizzata. Il Disturbo Evitante di Personalità può essere una variante più grave della Fobia Sociale, Generalizzata, che non è qualitativamente distinta. Per gli individui con Fobia Sociale, Generalizzata, dovrebbe essere presa in considerazione la diagnosi addizionale di Disturbo Evitante di Personalità.
Sembra esservi una notevole sovrapposizione tra il Disturbo Evitante di Personalità e la Fobia Sociale, Tipo Generalizzato, tanto che possono essere concettualizzazioni alternative di condizioni uguali o simili. L’evitamento caratterizza anche sia il Disturbo Evitante di Personalità che il Disturbo di Panico con Agorafobia, e possono anche coesistere. L’evitamento nel Disturbo di Panico con Agorafobia inizia tipicamente dopo l’esordio degli Attacchi di Panico, e può variare in base alla loro frequenza ed intensità. Al contrario, l’evitamento nel Disturbo Evitante di Personalità tende ad avere un esordio precoce, in assenza di chiari fattori precipitanti, e un decorso stabile.
Di sicuro esiste un'alta comorbità tra ddp evitante e fobia sociale ma non credo proprio siano la stessa cosa
Di sicuro si assomigliano molto ma appartengono a due assi diversi (asse I e asse II). Di sicuro l'esacerbazione della fobia sociale può facilmente sfociare in ddp evitante (come da DSM)...questo sempre secondo me ovviamente ;)
Sono in parte d'accordo con te perchè dice che "possono essere concettualizzazioni alternative di condizioni uguali o simili"...quindi ci sono casi in cui arrivano a sovrapporsi (essendo simili) e casi in cui non succede. Altrimenti perchè li avrebbero distinti?
Insisto solo perchè ho la convinzione che l'evitante abbia principalmente paura di essere criticato da persone con cui si mette in relazione e il fobico sociale provi un'ansia smisurata di fronte a situazioni e prestazioni sociali (per esempio lavorative o esibirsi in pubblico o attirare l'attenzione in qualche modo). Per il resto concordo pienamente sul fatto che siano in alcuni casi entrambi presenti in uno stesso soggetto o che addirittura si sovrappongano fino a divenire la stessa cosa. Credo che ci siano però casi dove può esserci solo uno o l'altro.
Va a finire che stiamo dicendo la stessa cosa ;)
MAMMA SANTISSIMA che caso assurdo °_° non so da che parte cominciare, vi scrivo i pensieri che ho fatto.. aiuto...!
Indecisa sullo specialista → analisi della domanda: cosa cerca? Cosa chiede? Quali aspettative?
le sembra di essere giudicata e colpevolizzata per la sua obesità. → evitante, paranoide, fobia sociale
da quando ha iniziato a lavorare come analista contabile in una amministrazione pubblica, soffre di crisi d'ansia e di sintomi somatici (nausea, vomito, sensazione di svenimento senza perdita di coscienza)
crisi d’ansia → qualsiasi DA, ma anche DU, somatoformi e psicotici
a loro volta i sintomi somatici possono derivare da DA
supposizione che i familiari, soprattutto i fratelli, l'avrebbero giudicata male se non l'avesse fatto. → paranoide? Dipendente?
si scontra spesso con lui per divergenze politiche. (Lui leghista, lei di sinistra). → non ha paura a dire la propria, non è dipendente..
Racconta di vedere ancora l'immagine della madre morente che la chiama, "Solo lei e non i fratelli" , la cosa sembra turbarla, dice che ha a che fare con il "né viva né morta", da morta non l'ha più impressionata.
Non è PTSD perchè non ha assistito alla morte… può essere 1 allucinazione, quindi disturbo psicotico?
La morte è avvenuta dopo un viaggio a Lourdes in cui "per la prima volta ha la mamma tutta per sé" → dipendente? Border?
dice che prima del viaggio aveva sognato che la Madonna le avrebbe portato via la madre. In seguito alla morte della madre è comparsa amenorrea (menarca a dieci anni) e bulimia (la mamma si preoccupava di aiutarla nella cura dell'aspetto).
→ DAL… può essere parte di un disturbo border…?
Ora vive sola con il padre con cui descrive un rapporto caldo ed armonioso, in cui condividono anche gli impegni domestici, ha "scoperto" il valore del padre da quando la madre non c'è, prima egli era meno presente nella sua vita.
(Boh….)
Nel secondo colloquio emerge "voracità" e bisogno di piacere in tutti gli ambiti di vita. → dipendente, narci?
Emerge che si fa accompagnare ovunque dal padre, narra il sintomo agorafobico in termini egosintonici. → egosintonia mi fa pensare + al dipendente che non all’agorafobia, che di solito dà molto disagio… non è fobia sociale perché l’accompagnatore farebbe peggiorare il tutto… anche l’istrionico volendo può starci…
Nel terzo colloquio mi parla del suo oscillare tra disordine e precisione, euforia e depressione, è ossessionata dalla puntualità, ma perde o dimentica l'orologio, salta i pasti o si abbuffa. → tratti DOC, ma principalmente direi Border, dato che è molto oscillante
libertà esagerata, a cui poi ha rinunciato, perché dice di essersi spaventata per i rischi corsi (allude vagamente a quelli che sembrano rischi sessuali, ma anche di uso di sostanze). → sostanze e rischi sessuali → border
ricapitolando... farei diagnosi border VS dipendente... ma mooolto a spanne e a casaccio!
alla fine sembra un casotto ma tutti i sintomi portano al borderline e il bisogno di piacere a tutti costi forse anche istrionico per labilità emotiva e modo di raccontare le cose impressionistico (ma nel testo non sono soddisfatti tutti i criteri,almeno 5),bulimia a causa dell'impulsività tipica del border.io il ddp narcisista lo escluderei e il ddp dipendente si esclude appunto perchè non è una tipa sottomessa e debole
poi ci sono altri disturbi vari...mammiaa che mal di testa questo caso!;P
comunque questo caso proposto quasi sicuramente non è una traccia di un esame di stato....impossibile secondo me...:help:
Rieccomi, scusate l'assenza, ma oggi è stata una giornata delirante a livello lavorativo (e, a livello di studio, ho concluso poco o nulla)
Ho riletto la discussione, sui casi non riesco a mettermici ora (qualcuno è tra quelli che ho già fatto anche io, tipo quello del consulente bancario con ipotesi diagnostica principale Disturbo Narcisistico)...
Per quanto riguarda la fobia sociale e il distubo evitante, vanno immaginati lungo un continuum così articolato:
Timidezza --> Timidezza patologica --> Fobia sociale --> Fobia sociale generalizzata --> Disturbo Evitante di Personalità
Per la diagnosi differenziale tra i due, bisogna prendere in considerazione tre aspetti:
SINTOMI SOMATICI D'ANSIA: sono presenti nella Fobia Sociale (fino all'attacco di panico) ed anche in nell'Evitante (anche qui fino all'attacco di panico, sebbene non compaia nei criteri diagnostici)
PERVASIVITA': la Fobia Sociale può essere circoscritta a specifiche situazioni, l'Evitante è pervasivo
ONSET: la Fobia Sociale può emergere anche dopo l'adolescenza, mentre l'evitante emerge intorno al periodo adolescenziale, prima dell'età adulta ed è stabile nel tempo (quindi direi che uno degli aspetti da indagare per fare diagnosi differenziale è proprio l'età di insorgenza)
Domanda: c'è sempre una caso clinico di pz adulto? o non è detto? voi avete studiato anche i disturbi di infanzia, adolescenza, fanciullezza?? io sono stra in ansia perchè penso che forse dovrei studiarli ma ho poco tempo....
buono studio a tutti
Ho tirato su un nel polverone con quella domanda evitante "vs" fobia sociale...
Mi uccidete se chiedo ancora?
Ma voi per la diagnosi differenziale scegliete il disturbo da "confrontare" con l'ipotesi principale basandovi sui sintomi informazioni della traccia o vi basate sulla differenziale da dsm???
traccia. il DSM te ne mette 6-7, tu ne scegli una sulla base dei sintomi. alla fine la differenziale secondo me non la devi nemmeno "scegliere" nel vero senso della parola, perché sarà quella su cui sarai indecisa. farai la diagnosi e dirai: potrebbero essere X, oppure Y. e ti sei già trovata la differenziale.
Riguardo l'altra domanda: SOLO adulto. Studiarli tutti è una follia, e tanto non te li ricordi.
Ma quindi se il testo fa venire in mente due ipotesi una la mettiamo come principale e l'altra differenziale??? Non avevo capito sta cosa.. Meno male che ve l'ho chiesta!!!!
Riguardo all'altra domanda io sono il kamikaze che sta preparando sia adulto che infanzia....
Sto usando MiniDSM-IV-TR, Gabbard (principalmente i riassunti che avevo fatto all'università, quindi mischiati con gli appunti), Falabella (con le pinze, perché a volte propone il modello psicodinamico anche quando, secondo me, non ci sta) e materiale vario preso on-line, poi ho usato il Kaneklin vol.2 per guardare qualche caso (oltre a quelli trovati in giro per la rete)!
si, concordo...Il dsm è utile per i criterid iagnostci, ma il gabbard e Falabella aiutano!!!!!!! (per l'indirizzo clinico), stessa funzione, per l'evolutivo è svolto secondo me dal testo"psicopatologia dello sviluppo" Celi :)
si ma nella stesura scriviamo di riferirci al DSM quindi come "regola" non dovremmo riferirci ai concetti di psicodinamica quali difese,Io,conflitti interni negli approfondimenti...mah!questa cosa non la capirò mai...
Che c'entra, il dsm tu lo usi per individuare la diagnosi principale e la/le differenziali.. Negli approfondimenti ci metti tutto quello che vuoi e che per te ha senso indagare per confermare la tua diagnosi principale.... Se proprio non ti fidi cambi le parole usate in chiave psicodinamica con un linguaggio più ateorico...
Ad es. Chiave psicodinamica --> fasi di sviluppo orale anale ecc? Tu scrivi "si indagheranno le tappe di sviluppo (svezzamento, controllo sfinterico ecc)... Dici la stessa roba senza far riferimento a una chiave di lettura se proprio non ti convince usare terminologia specifica...
E' anche nella pratica, del resto si fa così, i disturbi proposti dal DSM si usano giusto per intendersi tra clinici (se mi dicono Schizofrenia, so già a quale quadro sintomatologico si riferiscono, quindi ho già un'idea di come sarà, in liena di massima, il paziente), ma gli approfondimenti e le indicazioni al trattamento non sono rigide, bensì relative alla persona che si ha davanti, alla sua storia a come vive i suoi sintomi...
io lo farò rigorosamente a-teorico.
gli approfondimenti saranno standard: funzionamento globale, sociale, affettivo, relazionale, storia del sintomo, risorse interne/esterne.
Ma uno se vuole può anche farle specifiche ma poi deve mantenere una coerenza con l'eventuale trattamento... Almeno questo a mio avviso... Magari non è detto ma io lo vedo più coerente... Se no appunto come dicevo resta ateorico così poi fa quello che vuole anche per il trattamento
il tipo di trattamento terapeutico per ogni disturbo lo avete tratto dal falabella o lo avete pensato voi?
gli approfondimenti diagnostici devono essere per forza coerenti con il trattamento proposto in seguito? ho visto che Pimpa dice di no...gli altri?
Secondo me è a tua discrezione.... Dipende ance un po' dalla tua impostazione.....
Puoi proporre approfondimenti facendo riferimento a concetti tecnici oppure stare più sull'ateorico... Secondo me dipende da te..
Dov'è Picciosa che volevo farle (al pelo) gli auguriiiiiiiiiii????????
Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii sono ancora in tempo???