Riferimento: Psicologo non psicoterapeuta cosa PUO' fare?!
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Uno psicoanalista sospende sempre il giudizio sul paziente, gli altri non lo so, al momento in cui prescrivi, dirigi, fai fare qualcosa, dài consigli, applichi tecniche, c'è sempre un tentativo di manipolazione della persona, sempre secondo le mie convinzioni disinformate.
Ciao!
Ancora una volta, secondo me si pecca nell'idealizzare una psicoterapia rispetto alle altre.....lo psicoanalista sopsende il giudizio e gli altri manipolano: direi piuttosto fuori luogo come affermazione.
Come gia' detto prima io trovo piu' giusto parlare di differenze (innegabili) piu' che di supremazia o disquisire su quale sia migliore la piu' rivoluzionaria eccetera
Molte ricerche tra l'altro identificano la relazione terapetica (elemento assolutamente aspecifico) come fattore determinante alla base di una terapia
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Uno psicoanalista sospende sempre il giudizio sul paziente, gli altri non lo so, al momento in cui prescrivi, dirigi, fai fare qualcosa, dài consigli, applichi tecniche, c'è sempre un tentativo di manipolazione della persona, sempre secondo le mie convinzioni disinformate.
Ciao!
Strumenti e tecniche applicati dallo psicologo non hanno la funzione di manipolare la persona, ma piuttosto di comprenderla e fare leva sulle sue potenzialità per il superamento di un eventuale problema. Tu la interpreti in modo alquanto personale e quindi non obiettivo, insistendo nell' idealizzare il professionista psicoterapeuta, secondo la tua personale esperienza. Non credere che tutti gli psicoterapeuti siano perfetti come credi :ehm: .....
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Beh, è chiaro, ci sono deduzioni e opinioni che uno si crea.
Un approccio critico è questo, in fondo, può essere di primo , secondo terzo livello ecc, ma dal punto di vista di uno non del settore, la conoscenza si basa sull'esperienza, è ovvio, non vi aspetterete osservazioni altre da questo.
Io tra l'altro ho sperimentato due approcci completamente opposti tra loro, e li ho potuti mettere a confronto, quindi come esperienza per dire qualcosa è già molta
per me.
è chiaro che se avverti, guarda, io uso l'ipnosi, come è stato fatto con me, mi fai mettere in guardia: cosa? Se mi induci uno stato di semicoscienza, io non posso più decidere nulla, non è che mi comprendi, mi manipoli.
Molto discutibile eticamente, mi devi avvertire, ma se mi hai già ipnotizzato mentre ti dò il consenso, altolà.
Comunque parlare di felicità/infelicità, che sono stati esistenziali, come il prof che ho ascoltato, è molto impegnativo e soprattutto soggettivo.
Quindi mi sembra che solo chi col paziente ha un approccio molto personale, possa influire sulle sue potenzialità in questo campo, visione positiva della vita ecc.
Può darsi ci riesca anche uno psicologo normale, ma si ritorna a quel che dicevo:relazione personale, esclusiva, profondissima.
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Direi che la psicologia, se intesa come scienza, sarà orientata a fare delle sintesi: a dire 1) 2) 3) come faceva il Prof nelle slides proposte.
Se portata verso l'UNICITA' di ogni essere umano, potrebbe anche essere meno positiva e ottimista su certi argomenti, non ci sarebbe niente di male: riflessione CRITICA sul vostro universo professionale.
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Peraltro all'inizio egli scherzando ha detto
Qual è la situazione della psicologia oggi? Buona
Stessa domanda: qual è la situazione della psicologia oggi? Non buona
Questo veramente è da analista, gli opposti ecc, jung non poteva fare di meglio!
Bravo!:argh:
E in ogni caso stava abilmente manipolando l'uditorio,( che rideva a comando) secondo uno stile da formatore incallito.Ihih.
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http://www.youtube.com/watch?v=Ey4T4HEnqho
"Posso comprendere me stesso solo in rapporto alle vicende interiori"
Cosa di più pregnante, affascinante?
"Questo è il mio mondo, un mondo segreto, dove non ci sono insegnanti e scuole, e dove uno può essere senza dover chiedere nulla"
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Dal 60 all'80, siamo tornati indietro di cent'anni.
Si cerca qualcosa a livello ecologico, ma a livello interiore, non si cerca più nulla, logica conclusione.
La psicoanalisi anticipava. si rivolgeva a un tipo di persone non comuni.
C'è un fenomeno di involuzione, secondo me.
Poi, tirar fuori l'omosessualità,figurati , la sua accettazione risale a 5000 anni fa...Platone, ECC.
Queste sono solo sovrapposizioni, sovrastrutture, la capacità di Jung e Freud è stata solo di rendersi conto di queste sovrastrutture, andando a lavorare su una società occidentale bigotta e piena di condizionamenti, una visione parziale, dunque.
In ogni caso discussione micidiale, qualunque sociologo la sosterrebbe in due minuti.
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Si può andare dal dentista a farsi togliere il dente quando ormai il dolore è insostenibile... oppure ci si può prendere cura dei nostri denti nel tempo, imparando a lavarli ecc.
Così è per la psiche: possiamo prenderci cura di noi, imparare a stare a contatto con le nostre emozioni, comprenderle ed accettarle, non come qualcosa di patologico, ma come qualcosa di naturale, per comprendere ciò che veramente desideriamo, cosa riteniamo veramente importante..., oppure possiamo spendere la nostra vita avvelenandoci con emozioni negative e malessere, o anche semplice insoddisfazione, senso di vuoto, di solitudine, di cui non comprendiamo l'origine, fino a che il malessere e il senso di vuoto divengono insostenibili.
Secondo me dovremmo fare delle campagne in questo senso. D'altra parte è come insegnare ai bambini ed ai loro genitori delle semplici abitudini alimentari corrette, oppure aspettare che siano bambini sovrappeso e adulti obesi... Sono due approcci.
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La libertà vera e la consapevolezza sono accorgersi dell' obesità, vedere se ci dà fastidio, accettarla o meno, se non accettata, prendere le contromisure, ma secondo me è libero arbitrio dell'obeso.
Una persona cresce quando si libera degli insegnanti e dei padri, allora è veramente se stessa.
scusa , crazy, se controbatto sempre, lo so, sono estremamente indisponente, ma è quello che penso.:))
Saluti.
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Complicata, tu sei libera di controbattere ad ogni post, come io sono libero di annoiarmi o innervosirmi di conseguenza (ma non è questo il caso. mi sei simpatica). L'importante è prendere consapevolezza che il proprio comportamento può causare dei vissuti e delle reazioni negli altri.
Se poi consideri il ruolo che tutti noi rivestiamo, come genitori, mogli, mariti, insegnanti... ti rendi conto che la tua libertà influisce con la libertà degli altri.
La mia libertà di crescere in pace come bambino sereno può essere ostacolata dalla libertà di mia madre di trascurarmi o di essere apprensiva, o ipercritica... o di farmi venire il diabete... Si tratta di responsabilità.
La libertà del mio professore può influenzare lo sviluppo della mia identità, dell'immagine che ho di me stesso e il modo in cui mi relazionerò con gli altri. Quindi la responsabilità non è solo verso una persona, ma molto più ampia.
Quindi, per rispondere ad una tua vecchia domanda: ognuno non può essere come gli pare a questo mondo? la risposta si capisce, perchè viviamo in una società, e se la società si rende conto che conviene insegnare ai bambini come alimentarsi piuttosto che intasare il sistema sanitario, è libera di fare campagne di sensibilizzazione, piuttosto che pagare milioni di euro per curare figli di genitori che se ne sono fregati. Anche se non sei d'accordo.
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La prevenzione e'...sarebbe...basilare in ogni aspetto dell'individuo e della societa'.
Strutture antisismiche potrebbero prevenire decessi e danni, una dieta bilancata e esercizio fisico ridurrebbero l'incidenza di malattie cardiovas. e tumori.
Informare sulla salute mentale e normalizzare alcuni aspetti del disagio (un attacco di panico non e' indice di follia e non uccide, i pensieri ossessivi sono comunissimi, sentirsi depressi non equivale ad un esaurimento nervoso e non e' indice di fallimento esistenziale) potrebbe ridurre l'abuso di psicofarmaci e l'abuso di sostanze (droghe e alcol).
Non contando le differenze sulla qualita' della vita: immaginate il contrast tra un individuo in grado di comprendere e normalizzare il proprio disagio a paragone di un'altro che lo interpreta come un segno di pazzia o di crollo psichico.
Certo che fin quando i fantomatici esperti vanno da Vespa a parlare di raptus.........
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beh, quell'esperto ha tenuto un corso sulle resistenze al cambiamento ( di lavoro) anche agli impiegati di una compagnia di assicurazioni, e qualcuno gli ha risposto ridendo: "Beh, con le paghe che ci date per fare migliaia di chilometri di macchina, te credo che resistiamo agli spostamenti e ai cambiamenti! Il cambiamento fatelo economico!":P
Veramente arguti.:))
Comunque è vero, la prevenzione è una cosa meritevole, bisognerebbe capire però dal perchè ci sono migliaia di genitori che se ne fregano, e perchè prima il problema non c'era, o almeno era più raro.
Perchè, i genitori sono diventati la causa?
Fare prevenzione lavorando sui genitori: anche quello mette qualche dubbio, guardate che i nostri figli oggi sono molto autodeterminati, e guardano più fuori, che dentro la famiglia.
La psicoanalisi ti insegna che c'è una componente caratteriale, individuale, che il tuo benessere o malessere non è colpa della società e delle istituzioni educative.
Invece la prevenzione dà un sacco di sensi di colpa a mamme e babbi. Come mai?
Si rischia di rendere la società fobica, ed è vero, succede, i genitori sono tutti iperstressati, una volta mandavano per la strada i figlioli, evia, erano più sani.
Che colpa ne ha un genitore se un figlio gli viene obeso, sarà stato un genitore mediocre, punto, come duemila altri.
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E' che talvolta, quando qualcuno di voi viene a tenere corsi a noi lavoratori, suscita un sacco di resistenze: esempio, quella ragazzina di vent'anni che venne a dirci che se un alunno con problemi si dondolava attaccato al lampadario ( succede anche questo:asd:) l'insegnante doveva invitare tutta la classe a ringraziarlo per lo show, e quell'altra che disse che su un ragazzino abbaiava come un cane sotto il banco, insegnante e compagni dovevano tutti mettersi a fare bau e cogliere l'occasione per una lezione di Etologia animale, alla Mainardi:asd:
E' ovvio che l'uditorio si piegava in due e tutti gli insegnanti erano sotto le sedie ad ululare di nascosto:zott:
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Comunque è vero che l'individuo raggiunge la sua coscienza, ma poi questo porta a una modifica consapevole, non forzata.
Autodeterminazione, siamo alla religione, va beh, sono tornata un passo indietro, chiedo venia.
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Prima c'era ignoranza (nel senso di non sapere). Ora c'è ignoranza (nel senso di non voler sapere).
Non è che il tumore e i problemi cardio circolatori lo hanno inventato i ricercatori. Qualcuno ha scoperto che c'era una correlazione con il fumo e piano piano si è capito che fumare fa male. Qualcuno si è accorto che ll'alimentazione è importante per la salute e per la prevenzione di tanti problemi di salute. Si è sempre saputo che l'educazione è importante nello sviluppo della personalità e degli schemi comportamentali, e qualcuno lo ha voluto dimostrare preoccupandosi di raccogliere dati statistici. Quindi ora se non si accettano questi dati è solo per non voler cambiare, perchè, come dicevo, implica il fatto di assumersi responsabilità, mettersi in discussione e impegnarsi. Poi se uno si vuole farsi male è un problema suo (ma anche degli altri se ci pensiamo, che poi devono pagare le sue terapie). Ma almeno lasciamo la libertà a chi si occupa di una disciplina di evidenziare queste correlazioni e se poi ci si accorgesse dell'importanza della prevenzione, lasciamo che l'informazione circoli.