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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
oddio sembrerebbe un disturbo di personalità......ossessivo compulsivo? cmq non è semplice.....per niente!!! l'intervento famigliare se la famiglia fosse disponibile ma nn sembra che sia così presente.....che altri interventi proporreste voi?
NON è la stessa commissione dell'anno scorso spero?
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
ed ecco il post che avevo scritto subito dopo la terza prova di novembre. quindi stessa commissione, e si vede direi!! l'impostazione era molto simile:
un uomo di 42 anni, R., che si presenta dallo psicologo con dei problemi legati all'attività professionale: infatti il suo lavoro subisce degli andamenti stagionali, dove si alternano periodi di intenso lavoro (in cui lui si dedica molto attivamente), e altri di meno lavoro, in cui si sente senza capacità decisionali. inoltre il suo lavoro, benché gli permetta di contribuire al mantenimento della famiglia, lo fa sentire in una posizione subalterna rispetto alla moglie decisamente più presente. il figlio, unicogenito preadolescente, ha presentato problemi scolastici e sociali, e uno psicologo dello stesso consultorio da cui era stato portato, ipotizzava potesse essere un problema legato all'eccessiva rigidità del padre. R infatti è molto rigido, vorrebbe che il figlio facesse come vuole lui, e spesso sfociano in liti in cui R. ha degli scoppi di rabbia in cui afferma: "va bè, non puoi fare come voglio io perché tanto ti mantiene tua madre... tanto vale che mi disinteresso a te".
ha buone relazioni extrafamiliari, amicali e amorose (non ricordo bene...) ma fallisce continuamente nell'intimità (ecco, sta frase mi ha un po' messo in crisi! fallisce nell'intimità... in che senso poi????)
in passato il medico di base gli aveva prescritto degli antidepressivi, ma lui non ne ha trovato giovamento, forse perché non rispettava la posologia, o forse perché non sopportava "che un farmaco decidesse per lui".
al colloquio si presenta rigido sia nella postura che nelle espressioni. è molto ben vestito, di un abbigliamento ricercato ed elegante, ma sembra quasi un "manichino". ha il "culto" della razionalità e dell'intelligenza, distingue nettamente i buoni dai cattivi, e tende o a sopravvalutarsi o a sottovalutarsi. è inflessibile nei suoi riguardi e in quelli del figlio, con delle aspettative troppo rigide. ha difficoltà a controllare la rabbia, oddio non ricordo
è primogenito di due figli. alla nascita del fratello è stato affidato a una coppia di zii che vivono in una città distante, perché la madre non si riteneva capace di badare sia al marito che ai due figli. lui dice di essere cresciuto bene dagli zii, coccolato e viziato, ha avuto successo scolastico, sportivo e sociale. anche se ribadisce che a volte si sentiva come se dovesse dimostrare di essere bravo (o il più bravo? non ricordo, scusate) ma non sapeva a chi di preciso. si definisce corretto e (non ricordo...) ma a volte si verificavano scoppi d'ira ingiustificati, ma cmq collegati a sentimenti di esclusione.
il padre era titolare di un'attività che sembrava essere redditizia. era una persona molto severa, rabbiosa che riversava il suo odio per gli altri in modo sempre maggiore. negli ultimi anni si era ritirato senza più uscire nè farsi vedere, tanto che era stato etichettato "demente" per questo motivo. morì mentre R. era all'estero per studi e per avviarsi ad un'attività propria, e per sfuggire al clima familiare difficile. il fratello ha provato prendere in mano l'attività del padre, ma era piena di debiti e ci rinuncia. torna R, liquida il fratello, prova a riavviare lui l'attività, ma fallisce. cerca quindi un nuovo lavoro, che è quello attuale.
il candidato discuta il caso presentato e proponga dei possibili interventi.
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
sembrerebbe un problema di coppia...ma se come intervento uno mettesse psicoterapia di coppia è sbagliato? ma l'orientamento è solo sistemico famigliare giusto?
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
hahahha ragazze io avevo proposto intervento di coppia, eventualmente con il figlio, a orientamento sistemico, e sono stata bocciata!!!!
cmq la commissione non è la stessa. ma credo che le tracce non si distacchino molto da queste. penso che in cattolica si prediligano casi in cui non c'è una vera e proprio patologia, ma una serie di aree problematiche, che favoriscono il ragionamento clinico.
avevo ipotizzato disturbo di personalità ossessivo compulsivo.
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
mi sta venendo un ansia....proprio non capisco.....forse loro volevano anche un altro trattamento alternativo? e il figlio da uno psicologo scolastico?non saprei....
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ma sì, ci sono mille motivi per cui posso essere stata bocciata, che magari non hanno niente a che fare con il trattamento. magari non ho usato una giusta terminologia, magari sono stata confusa e non ho seguito una scaletta. o come ha detto la commissione, non si vedevano i collegamenti tra il caso e le mie conclusioni
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
io direi di iniziare a pubblicare qualche caso e confrontarci! come hanno fatto nelle discussioni di giugno 2012, mi sembra un ottima modalità per apprendere meglio tutte insieme che ne dite?
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ragazze ci sono ancora ma sto lavorando tantissimo e sn rimasta un pó indietro, x quell non vi ho più risposto! Scusate :(
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
derju87x
io direi di iniziare a pubblicare qualche caso e confrontarci! come hanno fatto nelle discussioni di giugno 2012, mi sembra un ottima modalità per apprendere meglio tutte insieme che ne dite?
Mi sembra una scelta sensata, ma io sono ancora in fase studio e non sono ancora sui casi... alla fine sono pochi quelli che ho trovato e volevo lasciarmeli per l'ultima settimana...
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
hahahha ragazze io avevo proposto intervento di coppia, eventualmente con il figlio, a orientamento sistemico, e sono stata bocciata!!!!
cmq la commissione non è la stessa. ma credo che le tracce non si distacchino molto da queste. penso che in cattolica si prediligano casi in cui non c'è una vera e proprio patologia, ma una serie di aree problematiche, che favoriscono il ragionamento clinico.
avevo ipotizzato disturbo di personalità ossessivo compulsivo.
Leggendo il tuo caso io sarei stata più su un borderline o eventualmente avrei indagato l'area paranoide di personalità (x la diffidenza degli altri)!
Peró non ho ancora studiato bene i disturbi di personalità qndi magari mi sbaglio :)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Molti a gennaio hanno ipotizzato disturbo di personalità borderline, alcuni anche un bipolare. Non è importante in questi casi la diagnosi, a meno che non scrivi proprio una cosa che non centra nulla, e non la sai neanche giustificare.
Sono d'accordo sul provare a fare casi insieme, magari quando sono a casa provo a postarne uno :)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
facciamo questo??
R., 32 anni, chiede una visita psicologica lamentando difficoltà di inserimento, di comportamento e di relazione insorte circa 10 anni orsono e che hanno reso problematica la sua realizzazione personale. Il soggetto soffre da circa dieci anni di una grave insufficienza renale, considerata la vera causa di tutti i suoi problemi e tende a minimizzare il disagio psichico.
Non Ë sposato, non ha relazioni sentimentali, vive in famiglia con padre e madre ed un fratello minore. Ha conseguito un diploma di scuola media superiore, ma non riesce a trovare un'adeguata sistemazione lavorativa, pur accontentandosi di lavori non collegati al suo titolo di studio. Ciò lo ha reso critico ed aggressivo verso la società determinando atteggiamenti di rifiuto, di negativit‡ e di isolamento.
La situazione esistenziale del soggetto Ë caratterizzata da accentuata conflittualit‡ con il padre che crea all'interno del nucleo familiare un'atmosfera carica di tensioni aggravate da spunti aggressivi e atteggiamenti rivendicativi nei confronti dei genitori e del fratello.
La coppia genitoriale appare in crisi e manifesta da sempre una notevole conflittualit‡ ed incompatibilit‡ di carattere fra i coniugi. I genitori del paziente segnalano nella sua infanzia e adolescenza problemi di fragilità emotiva, difficoltà di rapporto interpersonale e tendenza all'isolamento. Il soggetto non riferisce problemi nÈ di tipo infantile, nÈ di tipo adolescenziale.
Il soggetto viene sottoposto ad una valutazione psicodiagnostica, cui aderisce volentieri, per stabilire una ipotesi diagnostica ed un successivo progetto di intervento.
Presentazione delle risposte del soggetto al test di Rorschach, Matrici Progressive 38 di Raven e profilo MMPI. "
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
sury2013
quindi non vai nello specifico l'ipotesi di trattamento la fai in relazione alla categoria? giusto?
Secondo me non puoi fare un'ipotesi di trattamento in base alla categoria globale (disturbi d'ansia, disturbi dell'umore...), perché i disturbi al suo interno sono variegati e non richiedono il medesimo tipo di trattamento: un bipolare è diverso da un depressivo maggiore, così come un disturbo da attacco di panico si tratta diversamente dal DOC...
Inoltre, al momento dell'indicazione, sarebbe opportuno valutare anche alcuni fattori soggettivi
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
sury2013
quindi non vai nello specifico l'ipotesi di trattamento la fai in relazione alla categoria? giusto?
No scusa, avevo letto di corsa e avevo male interpretato la tua domanda. Pensavo chiedessi se mettere un'ipotesi di trattamento per ogni ipotesi diagnostica o addirittura per ogni diagnosi differenziale, quindi ti dicevo che creerò una gerarchia di ipotesi diagnostiche (se ne ho più di una) e quindi metterò probabilmente un'ipotesi di trattamento per l'ipotesi diagnostica "principale" e basta.
Picciosa dice che non si può mettere una proposta di trattamento per la categoria, ma per il disturbo specifico e ovviamente ha senso quello che dice, eppure io ho dato un esame con la Lang (docente famosa a milano) che ci preparava parzialmente al caso clinico. Lei diceva di non scendere nel dettaglio del disturbo specifico, ma di fare un'ipotesi diagnostica vaga, tipo "disturbo dell'umore". Per i trattamenti (che non ci ha fatto approfondire, purtroppo) aveva dato le stesse indicazioni, quindi di dire solamente "terapia espressiva/supportiva" e sempre sulla categoria, dato che ovviamente non era prevista l'ipotesi diagnostica specifica. Quindi non so, sono un po' confusa :omg:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Non saprei, però ragazzi non fasciatevi la testa: voi ora preparate alcune indicazioni al trattamento che vi sembrano più utili per quel disturbo o per quella categoria diagnostica, tanto nella traccia scriverete "Nel caso in cui le ipotesi diagnostiche fossero confermate, si potrebbe proporre un trattamento principalmente su un versante supportivo (oppure dire che all'inizio state sul supportivo e poi vi sposterete) ad orientamento taldeitali al fine di...(es. al fine di lavorare anzitutto sulla sintomatologia, traformando i pensieri disfunzionali in pensieri più funzionali blablabla)
Quindi lì nessuno saprà se nella vostra testa è rivolto alla categoria diagnostica generale o allo specifico disturbo, semplicemente per quel caso voi ipotizzereste quel trattamento (ciò che conta è motivare perché e non spiaccicarlo lì come fosse un copia-incolla privo di cognizione di causa!)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Picciosa
(ciò che conta è motivare perché e non spiaccicarlo lì come fosse un copia-incolla privo di cognizione di causa!)
Ecco, tipo, questa cosa mi giunge totalmente nuova. Ho visto che altri l'hanno fatto, ma io non pensavo proprio di dovermi dilungare (o anche solo accennare) su questo. Cioè, perché suggerisco un trattamento? Perché è quello che è considerato più efficace per quel disturbo! Boh non pensavo di dover scrivere la rava e la fava del perché e del per come.
Uff, io non capisco perché la gente mi dà indicazioni tipo "ma sììì, sono due cose, tranquilla, io ho scritto due paginette metendo solo due test scontati, tipo Rorschach ed MMPI e poi ho scritto "Terapia espressiva" senza mettere indirizzo e l'ho passato" (amica del tirocinio). Poi comincio a studiare, leggo qui e scopro che bisogna essere super-dettagliati.
Per esempio, dei test date anche una descrizione approfondita?
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ciao a tutte. Sono in ansia per i risultati!!! Allora vi racconto io la scorsa volta ho passato con 30 i primi due e purtroppo per un problema di salute non mi sono potuta presentare alla terza. Io ero abbastanza tranquilla fino a che non ho letto i vostri messaggi. Pensavo che il terzo esame era cmq piu facile del primo, che visto che mi sono laureata tanti anni fa per me è stato un inferno leggermi tutto il materiale. Allora io mi sto preparando con un corso che ho comprato. In quel corso per esempio dicono di scrivere sempre col condizionale nella terza prova. Io cmq ribadisco sono terrorizzata per la commissione. Scaratti è TREMENDO! Ho fatto l'esame di lavoro con lui, tanto è vero che io nella seduta scorsa sono stata abilitata a mettere la nota: Chi scrive non è madre lingua, sopratutto perche sono italianissima ma cresciuta fino a 18 all' estero quindi loro dal mio nome e cognome non si sarebbero accorti e mi avrebbero bocciato solo per il pessimo italiano. :-P Invece Scaratti mi ha detto di no, che cmq io avevo l'obbligo di scrivere bene l'italiano. Inoltre nella seduta di esame della seconda prova io ero nella fila della povera ragazza che aveva gli appunti sotto,non li stava guardando invece l'hanno mandato via in lacrime dall'esame. Nella seduta di novembre ho visto sopratutto nella prima prova, gente copiando a raffica. Beh......speriamo bene........vi mando quello che ho io ....datemi una opinione...................
SCALETTA
Dalla lettura del caso il soggetto si presenta al clinico
Descrivere FOCALIZZATAMENTE i sintomi
Per le finalità diagnostiche richieste si farà riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali IV edizione Text Revision DSM IV.TR. Gli elementi rilevati potrebbero suggerire
Ipotesi Diagnostica Giustificarla e se possibile spiegare i criteri del DSM
Ipotesi di Diagnosi differenziale
Fare ipotesi comorbilità tra ASSE I e II
Per formulare una corretta ipotesi diagnostica in funzione di un eventuale progetto terapeutico, si avrebbe bisogno di altre informazioni ed approfondimenti. A tale proposito il clinico proporrebbe al paziente un percorso di 5 colloqui in un continuum narrativo della durata di 1 ora.
Nel primo incontro si potrebbe partire dall’analisi della domanda:
Invio/Autoinvio (ha classificato la malattia come psichica, il disturbo è egosintonico/egodstonico) Bisogni motivazioni e aspettative
Problema lamentato:
Da quanto tempo e con quale frequenza
Quando la prima volta e in quali circostanze
Altri indici di malessere psichico prima dell’esordio
Perché ha chiesto aiuto proprio ora
Strategie usate
Eventuali vantaggi secondari
Nel secondo incontro si procederebbe alla rilevazione dei dati anamnestici di tipo fisico/organico e vissuti relativi a cambiamenti del ciclo di vita.
Fisico: Condizione Mediche generali ( ad esempio se è un caso d’ansia, vedere tiroide)
Assunzione di Farmaci
Ricoveri ed interventi
Ciclo di Vita:
Life events
Nel terzo incontro si procederebbe ad una comprensione del funzionamento psichico in termini dinamici ovvero:
Il Funzionamento dell’Io: Esame della realtà ( io-non io- nel delirio vi è fusione); Capacità di Insight (coscienza e attribuzione dei sintomi)
Stili difensivi Adattarli al caso ad esempio: Nel nostro caso di ipotesi di disturvi di tipi nevrotico (ossessivi) si dovrebbe cercare di individuare meccanismi del tipo formazione reattiva, intelletualizzazione, ecc
Modalità di relazioni oggettuali ( costanza di oggetto, la qualità del oggetto introietto) Comprendere le relazione di coppia , di genitori, ecc del paziente.
Relazioni Io-Super Io (Super Io rigido e crudele e sorvegliante l’IO; ideali realistici o obiettivi raggiungibili; Super Io assente - antisocialità)
Nel cuarto incontro verificherei quanto emerso nei colloqui con dei TEST……….. Inoltre, l’attenzione costante ai legami associativi prodotti dal paziente incrementerebbe il mio interesse esplorativo per un aspetto piuttosto che per un altro. L’osservazione del paziente rispetto al suo comportamento non verbale e alle sue modalità di relazionarsi potrebbero fornirmi ulteriori ed importanti elementi di informazione da integrare alla mia valutazione.
Scrivere i/il test da utilizzare e per cosa mi servirebbe.
L’ultima fase della consultazione sarà incentrata sulla comunicazione di un progetto terapeutico appropriato alle problematiche e alle caratteristiche del paziente (in termini di risorse, limiti e potenzialità).
A tal fine, durante l’intero percorso dovranno esser state prese in considerazione i seguenti aspetti:
- Il grado di motivazione alla cura e la capacità di instaurare una buona alleanza terapeutica.
- Il funzionamento dell’Io (controllo e gestione egli impulsi, tolleranza dell’angoscia e della frustrazione, esame di realtà e capacità di insight).
- Rappresentazione del sé (fiducia di base, coesione, stabilità, continuità e coerenza).
- Relazioni oggettuali interiorizzate.
Laddove gli elementi rinvenuti nel corso della consultazione dovessero supportare l’ipotesi diagnostica inizialmente prospettata, sulla base di questa e della valutazione dell’accessibilità alla cura del paziente, si potrebbe proporre una terapia di tipo
SUPPORTIVA
Attenuare il livello di angoscia (per favorire investimenti esterni)
Tollerare le frustrazioni (evitando per il momento insight circa difese e desideri inconsci) Facilitare le capacità adattive nel gestire attività quotidiane
Supportare l’Io per:
favorirne la ricostruzione e reintegrazione (il terapeuta sostituisce l’Io del pz divenendo un Io
Ausiliario)
ripristinare l’esame di realtà
Convogliare l’aggressività e in generale favorire il controllo pulsionale
Rafforzare i confini interni
ESPRESSIVA
Processo di consapevlizzazione e di riflessione sul proprio stato di sofferenza psichica
È necessario un buon esame di realtà per affrontare le interpretazioni ed elaborare il conflitto Deve essere possibile lo stabilirsi dell’alleanza terapeutica e di investire nel transfert Tecniche: interpretazioni, confrontazioni e chiarificazioni
PSICODINAMICA INDIVIDUALE
Favorire il processo di consapevolizzazione e elaborazione delle tre istanze
Favorire il processo di separazioni individuazione attraverso il consolidamento di un oggetto buono interno
Favorire una rappresentazione di sé stabile, organizzata,coerente, integrata.
FAMILIARE
Sostituire le regole disfunzionali
Favorire lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema
Promuovere le costruttiva gestione della crisi come un momento di maturazione verso un nuovo equilibrio non più patogeno
Favorire la definizione di confini chiari e definiti
Facilitare la circolarità di una comunicazione chiara e diretta
Favorire gli scambi all’interno (disimpegnate) e all’esterno del sistema (soprattutto in famiglie
invischiate)
Sviluppare nelle famiglie disimpegnate la coesione interna
Favorire il raggiungimento di un equilibrio tra il bisogno di appartenenza e quello di differenziazione e libertà
TEST
QUALI TEST PER QUALI DISTURBI:
1) DISTURBI D’ANSIA CBA (COGNITIVE BEHAVIOURAL ASSESSMENT)
2) DISTURBI SOMATOFORMI i ragazzi del forum di Roma usano RORSCACH, MMPI-2
3) DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE EATING DISORDERS INVENTORY/ EDI 2 ALTRIMENTI
- STAI (STATE AND TRAIT ANXIETY INVENTORY): aspetti ansiosi del disturbo alimentare
- BDI (BACK DEPRESSION INVENTORY): aspetti depressivi del disturbo alimentare
4) SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI MMPI-2 (O MMPI)
Una delle 10 scale cliniche di base è SC schizofrenia: indica esperienze di tipo insolito tipiche degli schizofrenici.
5) DISTURBI DELL’UMORE MMPI-2 ( O MMPI) che ha sia la scala di base depressione che la scala di base mania; altrimenti BDI (BECK DEPRESSION INVENTORY di stampo cognitivista che però è focalizzato sulla depressione.
6) DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE MMPI-2 che presenta 3 scale supplementari inerenti la tossicodipendenza e alcolismo:
• Scala Mac-R (scala MacAndrew dell’alcolismo corretta): indica la presenza di problemi legati all’alcolismo e più in generale alla tossicodipendenza;
• Scala APS (scala di tossicodipendenza potenziale): indica la potenzialità di sviluppare problemi di dipendenza da sostanze;
• Scala AAS (scala di ammissione di tossicodipendenza): concerne la misura della dipendenza o dell’abuso.
7) DISTURBI DISSOCIATIVI RORSCACH oppure alcuni test più specifici come la DISSOCIATIVE DISORDERS INTERVIEW SCHEDULE (DDIS) altrimenti la STRUCTURED CLINICAL INTERVIEW FOR DSM-IV DISSOCIATIVE DISORDERS-REVISED (SCID-D-R)
8) DISTURBI DI PERSONALITA’ MMPI, RORSCHACH
9) DELIRIUM, DEMENZA, DISTURBI AMNESTICI E ALTRI DISTURBI COGNITIVI WAISS e TEST DEI CUBI DI KOHS
10) DISTURBI SESSUALI E DELL’IDENTITA’ DI GENERE SESAMO che rileva la componente sessuo-relazionale del soggetto attraverso una approfondita analisi dei vissuti e dell’immaginario sessuale (fornisce un esauriente materiale informativo indispensabile nella determinazione di procedure terapeutiche di disturbi psico-sessuali).
11) Disturbi del sonno al max CBA che nella scheda 4 (cartella autobiografica /anamnesi psicologica) fa anche delle domande inerenti i disturbi del sonno secondo me è inutile un test specifico su questi disturbi, in quanto tali disturbi sono sempre correlati ad altri disturbi più importanti…(comorbilità o secondari ad altre patologie…)
12) DISTURBI DELL’ADATTAMENTOSCID I (?)
13) DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI, 14) DISTURBI FITTIZI: non è il caso di proporre test specifici per i disturbi del controllo degli impulsi e per i disturbi fittizi perchè nella diagnosi sono disturbi che possono essere ipotizzati insieme ad altri più importanti
- disturbo del controllo degli impulsi--> come nel disturbo borderline
- disturbi fittizi simili ai disturbi somatoformi (anche se qui i sintomi non sono prodotti intenzionalmente). Inoltre nei disturbi fittizi c’è una simulazione intenzionale per cui anche nei test si può mentrire spudoratamente….
dunque in questi casi sarebbe meglio proporre un test per un disturbo di personalità che è più generale...
Orientamento teorico dei test presentati:
CBA: teoria cognitivo-comportamentista
RORSCACH: teoria psicodinamica
MMPI-2: teoria dei tratti
EDI 2 (EATING DISORDERS INVENTORY): teoria cognitivo-comportamentale
STAI (STATE AND TRAIT ANXIETY INVENTORY: teoria cognitivo-comportamentale
BDI (BACK DEPRESSION INVENTORY): teoria cognitivista
DISSOCIATIVE DISORDERS INTERVIEW SCHEDULE (DDIS) e la STRUCTURED CLINICAL INTERVIEW FOR DSM-IV DISSOCIATIVE DISORDERS-REVISED (SCID-D-R):
la SCID-D o la DDIS fanno riferimento ai criteri per il disturbo dissociativo nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-IV): per cui ambito psichiatrico
WAISS: approccio psicometrico
CUBI DI KOHS: utilizzato in ambito neuropsicologico (orientamento sconosciuto)
SESAMO: utilizzato in ambito sessuorelazionale (orientamento sconosciuto)
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
romymonteleone
Ciao a tutte. Sono in ansia per i risultati!!! Allora vi racconto io la scorsa volta ho passato con 30 i primi due e purtroppo per un problema di salute non mi sono potuta presentare alla terza. Io ero abbastanza tranquilla fino a che non ho letto i vostri messaggi. Pensavo che il terzo esame era cmq piu facile del primo, che visto che mi sono laureata tanti anni fa per me è stato un inferno leggermi tutto il materiale. Allora io mi sto preparando con un corso che ho comprato. In quel corso per esempio dicono di scrivere sempre col condizionale nella terza prova. Io cmq ribadisco sono terrorizzata per la commissione. Scaratti è TREMENDO! Ho fatto l'esame di lavoro con lui, tanto è vero che io nella seduta scorsa sono stata abilitata a mettere la nota: Chi scrive non è madre lingua, sopratutto perche sono italianissima ma cresciuta fino a 18 all' estero quindi loro dal mio nome e cognome non si sarebbero accorti e mi avrebbero bocciato solo per il pessimo italiano. :-P Invece Scaratti mi ha detto di no, che cmq io avevo l'obbligo di scrivere bene l'italiano. Inoltre nella seduta di esame della seconda prova io ero nella fila della povera ragazza che aveva gli appunti sotto,non li stava guardando invece l'hanno mandato via in lacrime dall'esame. Nella seduta di novembre ho visto sopratutto nella prima prova, gente copiando a raffica. Beh......speriamo bene........vi mando quello che ho io ....datemi una opinione...................
SCALETTA
Dalla lettura del caso il soggetto si presenta al clinico
Descrivere FOCALIZZATAMENTE i sintomi
Per le finalità diagnostiche richieste si farà riferimento al Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali IV edizione Text Revision DSM IV.TR. Gli elementi rilevati potrebbero suggerire
Ipotesi Diagnostica Giustificarla e se possibile spiegare i criteri del DSM
Ipotesi di Diagnosi differenziale
Fare ipotesi comorbilità tra ASSE I e II
Per formulare una corretta ipotesi diagnostica in funzione di un eventuale progetto terapeutico, si avrebbe bisogno di altre informazioni ed approfondimenti. A tale proposito il clinico proporrebbe al paziente un percorso di 5 colloqui in un continuum narrativo della durata di 1 ora.
Nel primo incontro si potrebbe partire dall’analisi della domanda:
Invio/Autoinvio (ha classificato la malattia come psichica, il disturbo è egosintonico/egodstonico) Bisogni motivazioni e aspettative
Problema lamentato:
Da quanto tempo e con quale frequenza
Quando la prima volta e in quali circostanze
Altri indici di malessere psichico prima dell’esordio
Perché ha chiesto aiuto proprio ora
Strategie usate
Eventuali vantaggi secondari
Nel secondo incontro si procederebbe alla rilevazione dei dati anamnestici di tipo fisico/organico e vissuti relativi a cambiamenti del ciclo di vita.
Fisico: Condizione Mediche generali ( ad esempio se è un caso d’ansia, vedere tiroide)
Assunzione di Farmaci
Ricoveri ed interventi
Ciclo di Vita:
Life events
Nel terzo incontro si procederebbe ad una comprensione del funzionamento psichico in termini dinamici ovvero:
Il Funzionamento dell’Io: Esame della realtà ( io-non io- nel delirio vi è fusione); Capacità di Insight (coscienza e attribuzione dei sintomi)
Stili difensivi Adattarli al caso ad esempio: Nel nostro caso di ipotesi di disturvi di tipi nevrotico (ossessivi) si dovrebbe cercare di individuare meccanismi del tipo formazione reattiva, intelletualizzazione, ecc
Modalità di relazioni oggettuali ( costanza di oggetto, la qualità del oggetto introietto) Comprendere le relazione di coppia , di genitori, ecc del paziente.
Relazioni Io-Super Io (Super Io rigido e crudele e sorvegliante l’IO; ideali realistici o obiettivi raggiungibili; Super Io assente - antisocialità)
Nel cuarto incontro verificherei quanto emerso nei colloqui con dei TEST……….. Inoltre, l’attenzione costante ai legami associativi prodotti dal paziente incrementerebbe il mio interesse esplorativo per un aspetto piuttosto che per un altro. L’osservazione del paziente rispetto al suo comportamento non verbale e alle sue modalità di relazionarsi potrebbero fornirmi ulteriori ed importanti elementi di informazione da integrare alla mia valutazione.
Scrivere i/il test da utilizzare e per cosa mi servirebbe.
L’ultima fase della consultazione sarà incentrata sulla comunicazione di un progetto terapeutico appropriato alle problematiche e alle caratteristiche del paziente (in termini di risorse, limiti e potenzialità).
A tal fine, durante l’intero percorso dovranno esser state prese in considerazione i seguenti aspetti:
- Il grado di motivazione alla cura e la capacità di instaurare una buona alleanza terapeutica.
- Il funzionamento dell’Io (controllo e gestione egli impulsi, tolleranza dell’angoscia e della frustrazione, esame di realtà e capacità di insight).
- Rappresentazione del sé (fiducia di base, coesione, stabilità, continuità e coerenza).
- Relazioni oggettuali interiorizzate.
Laddove gli elementi rinvenuti nel corso della consultazione dovessero supportare l’ipotesi diagnostica inizialmente prospettata, sulla base di questa e della valutazione dell’accessibilità alla cura del paziente, si potrebbe proporre una terapia di tipo
SUPPORTIVA
Attenuare il livello di angoscia (per favorire investimenti esterni)
Tollerare le frustrazioni (evitando per il momento insight circa difese e desideri inconsci) Facilitare le capacità adattive nel gestire attività quotidiane
Supportare l’Io per:
favorirne la ricostruzione e reintegrazione (il terapeuta sostituisce l’Io del pz divenendo un Io
Ausiliario)
ripristinare l’esame di realtà
Convogliare l’aggressività e in generale favorire il controllo pulsionale
Rafforzare i confini interni
ESPRESSIVA
Processo di consapevlizzazione e di riflessione sul proprio stato di sofferenza psichica
È necessario un buon esame di realtà per affrontare le interpretazioni ed elaborare il conflitto Deve essere possibile lo stabilirsi dell’alleanza terapeutica e di investire nel transfert Tecniche: interpretazioni, confrontazioni e chiarificazioni
PSICODINAMICA INDIVIDUALE
Favorire il processo di consapevolizzazione e elaborazione delle tre istanze
Favorire il processo di separazioni individuazione attraverso il consolidamento di un oggetto buono interno
Favorire una rappresentazione di sé stabile, organizzata,coerente, integrata.
FAMILIARE
Sostituire le regole disfunzionali
Favorire lo svincolo e l’individuazione dei membri del sistema
Promuovere le costruttiva gestione della crisi come un momento di maturazione verso un nuovo equilibrio non più patogeno
Favorire la definizione di confini chiari e definiti
Facilitare la circolarità di una comunicazione chiara e diretta
Favorire gli scambi all’interno (disimpegnate) e all’esterno del sistema (soprattutto in famiglie
invischiate)
Sviluppare nelle famiglie disimpegnate la coesione interna
Favorire il raggiungimento di un equilibrio tra il bisogno di appartenenza e quello di differenziazione e libertà
TEST
QUALI TEST PER QUALI DISTURBI:
1) DISTURBI D’ANSIA CBA (COGNITIVE BEHAVIOURAL ASSESSMENT)
2) DISTURBI SOMATOFORMI i ragazzi del forum di Roma usano RORSCACH, MMPI-2
3) DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE EATING DISORDERS INVENTORY/ EDI 2 ALTRIMENTI
- STAI (STATE AND TRAIT ANXIETY INVENTORY): aspetti ansiosi del disturbo alimentare
- BDI (BACK DEPRESSION INVENTORY): aspetti depressivi del disturbo alimentare
4) SCHIZOFRENIA E ALTRI DISTURBI PSICOTICI MMPI-2 (O MMPI)
Una delle 10 scale cliniche di base è SC schizofrenia: indica esperienze di tipo insolito tipiche degli schizofrenici.
5) DISTURBI DELL’UMORE MMPI-2 ( O MMPI) che ha sia la scala di base depressione che la scala di base mania; altrimenti BDI (BECK DEPRESSION INVENTORY di stampo cognitivista che però è focalizzato sulla depressione.
6) DISTURBI CORRELATI A SOSTANZE MMPI-2 che presenta 3 scale supplementari inerenti la tossicodipendenza e alcolismo:
• Scala Mac-R (scala MacAndrew dell’alcolismo corretta): indica la presenza di problemi legati all’alcolismo e più in generale alla tossicodipendenza;
• Scala APS (scala di tossicodipendenza potenziale): indica la potenzialità di sviluppare problemi di dipendenza da sostanze;
• Scala AAS (scala di ammissione di tossicodipendenza): concerne la misura della dipendenza o dell’abuso.
7) DISTURBI DISSOCIATIVI RORSCACH oppure alcuni test più specifici come la DISSOCIATIVE DISORDERS INTERVIEW SCHEDULE (DDIS) altrimenti la STRUCTURED CLINICAL INTERVIEW FOR DSM-IV DISSOCIATIVE DISORDERS-REVISED (SCID-D-R)
8) DISTURBI DI PERSONALITA’ MMPI, RORSCHACH
9) DELIRIUM, DEMENZA, DISTURBI AMNESTICI E ALTRI DISTURBI COGNITIVI WAISS e TEST DEI CUBI DI KOHS
10) DISTURBI SESSUALI E DELL’IDENTITA’ DI GENERE SESAMO che rileva la componente sessuo-relazionale del soggetto attraverso una approfondita analisi dei vissuti e dell’immaginario sessuale (fornisce un esauriente materiale informativo indispensabile nella determinazione di procedure terapeutiche di disturbi psico-sessuali).
11) Disturbi del sonno al max CBA che nella scheda 4 (cartella autobiografica /anamnesi psicologica) fa anche delle domande inerenti i disturbi del sonno secondo me è inutile un test specifico su questi disturbi, in quanto tali disturbi sono sempre correlati ad altri disturbi più importanti…(comorbilità o secondari ad altre patologie…)
12) DISTURBI DELL’ADATTAMENTOSCID I (?)
13) DISTURBI DEL CONTROLLO DEGLI IMPULSI, 14) DISTURBI FITTIZI: non è il caso di proporre test specifici per i disturbi del controllo degli impulsi e per i disturbi fittizi perchè nella diagnosi sono disturbi che possono essere ipotizzati insieme ad altri più importanti
- disturbo del controllo degli impulsi--> come nel disturbo borderline
- disturbi fittizi simili ai disturbi somatoformi (anche se qui i sintomi non sono prodotti intenzionalmente). Inoltre nei disturbi fittizi c’è una simulazione intenzionale per cui anche nei test si può mentrire spudoratamente….
dunque in questi casi sarebbe meglio proporre un test per un disturbo di personalità che è più generale...
Orientamento teorico dei test presentati:
CBA: teoria cognitivo-comportamentista
RORSCACH: teoria psicodinamica
MMPI-2: teoria dei tratti
EDI 2 (EATING DISORDERS INVENTORY): teoria cognitivo-comportamentale
STAI (STATE AND TRAIT ANXIETY INVENTORY: teoria cognitivo-comportamentale
BDI (BACK DEPRESSION INVENTORY): teoria cognitivista
DISSOCIATIVE DISORDERS INTERVIEW SCHEDULE (DDIS) e la STRUCTURED CLINICAL INTERVIEW FOR DSM-IV DISSOCIATIVE DISORDERS-REVISED (SCID-D-R):
la SCID-D o la DDIS fanno riferimento ai criteri per il disturbo dissociativo nel Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali (DSM-IV): per cui ambito psichiatrico
WAISS: approccio psicometrico
CUBI DI KOHS: utilizzato in ambito neuropsicologico (orientamento sconosciuto)
SESAMO: utilizzato in ambito sessuorelazionale (orientamento sconosciuto)
Grazie mille!!! Molto preziosi :)
Ho qlche dubbio sul fatto che tu stabilisci qnti incontri dovrai fare e cosa dovrai andare ad analizzare... Io ho fatto un corso in preparaz a qsto esame e ci hanno RIGOROSAMENTE sconsigliato di scrivere una cosa del genere...xe nn siamo terapeuti! Ma di rimanere molto vaghi specificando eventualm se supportiva o espressiva e se psicodin/sistem o cognitiva e xe...stop! Tipo 3/4 righe...non di più, x far capire se abbiamo inquadrato i sintomi oppure no!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
rospino87
Grazie mille!!! Molto preziosi :)
Ho qlche dubbio sul fatto che tu stabilisci qnti incontri dovrai fare e cosa dovrai andare ad analizzare... Io ho fatto un corso in preparaz a qsto esame e ci hanno RIGOROSAMENTE sconsigliato di scrivere una cosa del genere...xe nn siamo terapeuti! Ma di rimanere molto vaghi specificando eventualm se supportiva o espressiva e se psicodin/sistem o cognitiva e xe...stop! Tipo 3/4 righe...non di più, x far capire se abbiamo inquadrato i sintomi oppure no!
sono d'accordo e anche evitare di esplicitare i criteri del DSM, consigliano di non essere troppo aderenti al DSM per quello che so...!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Comunque spero che Scaratti si sia rifiutato di farti scrivere "non madrelingua" perché altrimenti sarebbe stato un elemento di riconoscimento e quindi potenzialmente avrebbe reso il tuo compito annullabile.
Su non farci venire quest'ansia a due giorni dai risultati :sbonk:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
A novembre di non madrelingua eravamo in 6 quindi un semplice "Chi scrive" non fa riconoscere nessuno. Invece tanto per segnalare come avete detto voi l'arbitrarietà di ogni commissione a novembre era tassativamente proibito scrivere in maiuscola invece con questa commissione non hai problemi. Per quanto riguarda la scaletta divisa in diversi colloqui, si tratta in fatti di una scaletta teorica, mica nella pratica clinica sei cosi schematico. Poi non capisco perche vi riferite ai psicoterapeuti. Chi fa diagnosi clinica è uno psicologo clinico, la cui differenza con lo psicoterapeuta è che non può realizzare TERAPIE, ma si DIAGNOSI, ed il processo diagnostico è (aldilà degli approcci) multifattoriale e bisogna sottolineare che si realizzerà in vari incontri.....tutto questo va fatto qualora ci chiedessero di raggiungere ad una diagnosi, se bisogna solo commentare il caso la scaletta si adatta (si dovrebbero togliere anche i test ad esempio) Ma il processo diagnostico è molto chiaro, dobbiamo dimostrare che sappiamo fare un "razionale diagnostico" pur se teorico come sottolineavo prima. Quello che non bisogna confondere nel compito è assolutamente non INTERPRETARE (nel senso psicoanalitico) , ma solo RILEVARE, delle caratteristiche dinamiche tipo i meccanismi di difese ecc. Questa cosa che fa Kaneklin nel suo libro, in sede di esame, almeno in tutte le altre sedi che conosco è motivo di bocciatura. Infine concordo con non ancorarsi al DSM, perche è quello che fanno i psichiatrici. Poi io non vorrei insistere ma dipende tutto dell'arbitrarietà di chi corregge. Ad esempio io nella seconda prova ho fatto un progetto di tre fasi (con diversi sub-fasi) con i tre tipi di prevenzione perche ho pensato che non avendolo specificato volevano un progetto di prevenzione "totale" (primaria, secondaria e terziaria) ma leggendo nel forum e ascoltando fuori gli altri mi sa che sono stata l'unica a cogliere la differenza .......... :alea:Tutti voi avete intesso si trattassi di prevenzione secondaria :look: ................. quindi in teoria il mio esame dovrebbe andare bene ........ ma mi sa che anche i professori hanno pensato che era solo la secondaria......... :omg2: ..................... Quindi dipenderà da loro........AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOO :coffcoff:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
facciamo questo??
R., 32 anni, chiede una visita psicologica lamentando difficoltà di inserimento, di comportamento e di relazione insorte circa 10 anni orsono e che hanno reso problematica la sua realizzazione personale. Il soggetto soffre da circa dieci anni di una grave insufficienza renale, considerata la vera causa di tutti i suoi problemi e tende a minimizzare il disagio psichico.
Non Ë sposato, non ha relazioni sentimentali, vive in famiglia con padre e madre ed un fratello minore. Ha conseguito un diploma di scuola media superiore, ma non riesce a trovare un'adeguata sistemazione lavorativa, pur accontentandosi di lavori non collegati al suo titolo di studio. Ciò lo ha reso critico ed aggressivo verso la società determinando atteggiamenti di rifiuto, di negativit‡ e di isolamento.
La situazione esistenziale del soggetto Ë caratterizzata da accentuata conflittualit‡ con il padre che crea all'interno del nucleo familiare un'atmosfera carica di tensioni aggravate da spunti aggressivi e atteggiamenti rivendicativi nei confronti dei genitori e del fratello.
La coppia genitoriale appare in crisi e manifesta da sempre una notevole conflittualit‡ ed incompatibilit‡ di carattere fra i coniugi. I genitori del paziente segnalano nella sua infanzia e adolescenza problemi di fragilità emotiva, difficoltà di rapporto interpersonale e tendenza all'isolamento. Il soggetto non riferisce problemi nÈ di tipo infantile, nÈ di tipo adolescenziale.
Il soggetto viene sottoposto ad una valutazione psicodiagnostica, cui aderisce volentieri, per stabilire una ipotesi diagnostica ed un successivo progetto di intervento.
Presentazione delle risposte del soggetto al test di Rorschach, Matrici Progressive 38 di Raven e profilo MMPI. "
ECCO OGGI POMERIGGIO PROVO A SCRIVERE IL CASO E PUBBLICO LA MIA RELAZIONE STASERA O DOMANI! grazie mille! secondo me questo è il modo migliore per confrontarci.
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ma sto Scaratti chi è? quello che leggeva le tracce o quello che ha scoperto la ragazza copiare? io ero in prima fila, e da come quel profe raccontava l'accaduto mi aveva convinto, e mi aveva portato a credere stesse copiando veramente!!!!!!!!!!!!!!!! cmq spero che essendo di lavoro corregga solo i casi di lavoro (in terza prova) già che non rispondeva neanche alle domande che le persone facevano in merito al progetto di intervento in ambito clinico o evolutivo o di comunità
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Scaratti era quello seduto.......Chi ha scoperto la ragazza è lo psicologo della pubblica amministrazione.......non è un professore......Io era nella stessa fila della ragazza eravamo 4 nell'ultima fila. Lei era all'estremo opposto mio. Io ho vissuto la scena in diretta...non stava copiando....... Allora per la nostra sfortuna la commissione corregge alleatoreamente ( si scrive cosi? :sveng2: ) loro non posonno per legge selezionare i compiti, gli vengono datti in basi ai numeri di codici. Cmq guarda Chiara io ho fatto la Cattolica mi sono laureata in Organizzazione e lavoro, lavoro da piu di 6 anni come psicologa e cio nonostante non mi azzarderei per niente a fare il caso di lavoro con Scaratti........ farò clinica...... Odio me stessa e la mia malattia.........a quest'ora avevo già la matricola............Io ho molta ansia......... :omg:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ho provato a svolgere il caso che avevo proposto. non ne sono convinta. ero un po' in difficoltà perché il caso svolto proponeva un disturbo dell'umore, ma io non ci sarei arrivata così facilmente. all'inizio mi sembrava più un disturbo di personalità, ma non saprei neanche dire quale. poi non riesco a capire come poter usare i dati relativi alla relazione conflittuale tra i genitori, e il fatto che loro abbiano riferito che R. da piccolo ha mostrato problemi di fragilità emotiva, difficoltà nei rapporti interpersonali, e tendenza all'isolamento. IDEE????
Dalla lettura del caso emerge che R. è un uomo di 32 anni, non sposato, che vive in casa con i genitori e il fratello minore. Ha conseguito il diploma di scuola media superiore, riesce a trovare solo lavori non collegati al suo titolo di studio. Si presenta da uno psicologo spontaneamente, lamentando problemi comportamentali e relazionali insorti 10 anni fa, secondo R. a causa di un’insufficienza renale.
Sulla base dei dati forniti sembrerebbe che l’area di sofferenza di R. sia quella dei disturbi dell’umore, in particolare del disturbo depressivo. Infatti R presenta un’irritabilità elevata, risponde con ira agli eventi, e spesso se la prende con gli altri (ha accentuati conflitti con il padre e ha un atteggiamento critico e aggressivo nei confronti della società). L’isolamento, e il rifiuto farebbero pensare che R abbia perso interesse in attività piacevoli, e la negatività potrebbe essere collegata a un senso di svalutazione o di colpa, che lo porterebbero a ritenersi responsabile dell’incapacità di trovare un lavoro adeguato al suo titolo di studio. Il disagio di R. sembra inoltre clinicamente significativo, interferendo infatti nell’ambito delle relazioni interpersonali (R non ha relazioni sentimentali), e nella vita familiare (caratterizzata da un clima teso e da atteggiamenti rivendicativi nei confronti dei genitori e del fratello).
Non essendo i dati a disposizione sufficienti, proporrei un ciclo di tre incontri per indagare meglio alcune aree del suo funzionamento, tramite colloqui, e dargli una restituzione del risultato finale delle considerazioni diagnostiche.
In particolare con R. inizierei con un’analisi della domanda; sebbene egli abbia contattato uno psicologo di sua iniziativa, e sembri collaborare volentieri (come dimostrato aderendo alla valutazione psicodiagnostica) sarebbe comunque opportuno comprendere le motivazioni, le aspettative e i bisogni di R. nella sua richiesta d’aiuto. Infatti sembra riconoscere la natura psicologia del suo disagio solo parzialmente, attribuendo la responsabilità dei suoi problemi a una problematica fisica (l’insufficienza renale). Importante in questa fase è cercare di capire come mai R. ha chiesto aiuto proprio ora, nonostante la sintomatologia sia presente da già 10 anni. A tal proposito è opportuno capire se ci sono stati precedenti percorsi terapeutici, o quali strategie ha utilizzato fino ad ora per far fronte ai suoi disagi. Ricostruendo la storia del sintomo bisognerà indagare le circostanze di insorgenza e come poi il sintomo è evoluto nel tempo (se ci sono stati picchi o acutizzazioni).
Per il particolare significato che R. attribuisce alla sua malattia organica sarebbe opportuno ricavare informazioni circa questo malessere (quanto è invalidante? Come ha influito sul normale svolgimento della sua vita?)
Indagherei poi il funzionamento generale a livello sociale, affettivo e lavorativo, sia attuale che premorboso. Approfondirei il vissuto nei confronti soprattutto del padre, con il quale ha un rapporto conflittuale, e in generale dei genitori e del fratello per meglio comprendere la natura degli atteggiamenti rivendicativi di R. nei loro confronti. Indagherei la presenza di ulteriori sintomi depressivi come tono dell’umore flesso, cali o aumenti di peso non volontari, modificazioni psicomotorie, disturbi del sonno, faticabilità e pensieri di morte.
Come intervento proporrei degli incontri di supporto, per creare un’alleanza terapeutica e promuovere la consapevolezza del disagio; poi previo consenso degli altri membri, invierei ad un terapeuta sistemico-familiare l’intero nucleo familiare per un intervento con l’obiettivo di migliorare la comunicazione, la coesione, la chiarezza dei confini, la flessibilità dei sottosistemi del sistema-famiglia.
ho seguito un po' i casi svolti di Pucciosa per svolgere questo caso.
sono ancora indecisa su come formulare la scaletta.
qui ho prima di tutto identificato i sintomi in un'area patologica, poi ho scritto cosa approfondirei nei vari incontri (quindi analisi della domanda, storia del sintomo) e poi ho proposto un intervento, stando il più possibile sul vago.
non ho fatto una diagnosi nè una diagnosi differenziale, perché ho paura che non sia proprio quello che vogliono. in caso ora provo a fare anche questo!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
romymonteleone
Scaratti era quello seduto.......Chi ha scoperto la ragazza è lo psicologo della pubblica amministrazione.......non è un professore......Io era nella stessa fila della ragazza eravamo 4 nell'ultima fila. Lei era all'estremo opposto mio. Io ho vissuto la scena in diretta...non stava copiando....... Allora per la nostra sfortuna la commissione corregge alleatoreamente ( si scrive cosi? :sveng2: ) loro non posonno per legge selezionare i compiti, gli vengono datti in basi ai numeri di codici. Cmq guarda Chiara io ho fatto la Cattolica mi sono laureata in Organizzazione e lavoro, lavoro da piu di 6 anni come psicologa e cio nonostante non mi azzarderei per niente a fare il caso di lavoro con Scaratti........ farò clinica...... Odio me stessa e la mia malattia.........a quest'ora avevo già la matricola............Io ho molta ansia......... :omg:
ah, volevo dirtelo già ieri, quando ho letto il tuo post: il tuo italiano è perfetto!!! non preoccuparti di non aver potuto segnare di non essere madrelingua!! sei davvero brava! e ti faccio i complimenti per essere quindi bilingue :)
lavori come psicologa del lavoro? bè, bello :) fa piacere sapere che almeno qualcuno che trova lavoro come psicologo oggi esiste :D :D :D
non sapevo che non potessero selezionare i compiti da correggere!! che cavolo... abbiamo una commissione che per la quasi totalità non ha formazione clinica X___x mi inizio a chiedere se non fosse più probabile che al posto del caso dell'adulto non esca un caso di comunità!!!!! al chè mi sparerei!!!!!!!!!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
ragazze tranquille, secondo me il presidente sarà l'unico a non correggere un bel niente. lavoreranno gli assistenti e gli esterni! io sto sistemando il caso chiara. inizierei prima con l'analisi della domanda che è la prima cosa da fare sempre! non dopo come l'hai messa tu, mi sbaglio?
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
derju87x
ragazze tranquille, secondo me il presidente sarà l'unico a non correggere un bel niente. lavoreranno gli assistenti e gli esterni! io sto sistemando il caso chiara. inizierei prima con l'analisi della domanda che è la prima cosa da fare sempre! non dopo come l'hai messa tu, mi sbaglio?
alcuni mettono prima l'ipotesi diagnostica, altri l'analisi della domanda. non so cosa è meglio fare :dunno:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
e domani pubblicano i risultati!! speriamo che non facciano come l'anno scorso che hanno aspettato le 23.30 :omg2: io da un paio di giorni ho la sensazione di non aver passato le prime due prove!!!!!!!!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ciao ragazze.. Anch'io ho timore di non avere passato le prime due prove e non vedi l'ora che escano questi benedetti risultati!!!! Nessuno farà il caso di sviluppo? Per un possibile confronto.. Comunque io metto prima l'analisi della domanda
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ragazze, se mi offro uno scambio, io vi regalo il pacchetto terza prova che ho pagato 50 euro, con piu di 100 casi svolti tre diverse scalette e riassunti gabbard, ecc e voi mi offrite supporto e sostegno psicologico: Non ne posso piu dell'ansia!!!.........anch'io ho la sensazione di non averlo passato. Ad ogni modo, parlando seriamente se avete bisogno E MI PROMETTETE DI NON RIVENDERE, ecco la mia mail..... [email protected] mettete oggetto EDS, cosi so che non è spam. SONO IN ANSIAAAAAAAAA:omg2:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Ha ragione Chiara, Romy scrivi in modo quasi perfetto. Il quasi è legato al fatto che tutte (senza offesa) qui sul forum scriviamo in modo quasi perfetto, visto che tra ansia e fretta a volte non ricordo né punteggiatura né consecutio temporum :asd:
Anche io ormai mi sono convinta di non averlo passato, solo che non riuscirei proprio a digerire l'eventualità...
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Comunque sono più convinta che la nostra facoltà é fatta male.. Dopo 5 anni di studio si può arrivare all'esame di stato senza essere preparati adeguatamente??!! Io ho fatto sviluppo e analisi del caso e progetto non ne abbiamo mai fatti!!!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Noi di organizzazione e mkt di progetti ne abbiamo fatti mille...........ma analisi di casi di lavoro o comunità nessuno............
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
Chiara_cookie
e domani pubblicano i risultati!! speriamo che non facciano come l'anno scorso che hanno aspettato le 23.30 :omg2: io da un paio di giorni ho la sensazione di non aver passato le prime due prove!!!!!!!!
cioè chiara del giorno della pubblicazione li hanno pubblicati alle 23.30!!???oddio non ci posso credere.
a me come hai risolto il caso piace. molto! brava. io non ci sarei riuscita per il momento, quando lo faccio lo posto!!!!!!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
romymonteleone
Noi di organizzazione e mkt di progetti ne abbiamo fatti mille...........ma analisi di casi di lavoro o comunità nessuno............
secondo me scrivi molto bene l'italiano!Complimenti io non mi preoccuperei di questo!! e poi ci sono italiani che scrivono molto peggio. e non mi preoccuperei nemmeno del progetto! .
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Citazione:
Originalmente inviato da
sury2013
cioè chiara del giorno della pubblicazione li hanno pubblicati alle 23.30!!???oddio non ci posso credere.
a me come hai risolto il caso piace. molto! brava. io non ci sarei riuscita per il momento, quando lo faccio lo posto!!!!!!
esatto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! era ancora un venerdì, e li hanno pubblicati dopo le 23, forse addirittura alle 23.45 :omg2:
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Oddio sono gia usciti!!!!!!!!!!
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Doveeeeeeeeeee??????????????
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
RAGAZZE CE L'HO FATTAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!:ch eerleader::cheerleader::metal2::metal2::metal2: Come è andata a voi????
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Riferimento: Giugno 2013 unicatt
Bene. Ora almeno siamo più tranquilli. Le prime due battaglie le abbiamo superate ;-)
Ora ci rimane la terza...
Io mi sto preparando con il dsm, il falabella, appunti presi dal corso di psicopatologia e qualcosa del gabbard.
Mi chiedevo...non c'è un manuale specifico per la preparazione del caso clinico ?
L'unica roba che ho trovato fattibile è l'abbonamento a 'liberamante' qui sul sito...costa 30 euro l'anno ma permette di accedere a molte risorse tra cui 37 casi clinici svolti....
Quasi quasi domani vado in posta a caricare la mia postepay....che ne pensate ??
Ciaooooo :-)