Riferimento: analisi personale
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Lucio Regazzo
Quale altro?
Ciao. Lucio
L'Altro di cui si parla nei "registri" di linguaggio psicoanalitici. ( et Luigi'84 docet:sisi:). Ed i registri di linguaggio, prevedono anche vari toni. Oltre che "alternative".
Se non lo conosci il concetto, non posso certo spiegartelo io
qui; non sarebbe appropriato.
E' ben strana questa tua difficoltà - nel caso sia reale, considerando che il tema dell'Altro e dell' alterità é un concetto base dell'approccio fenomenologico - esistenziale, nelle sue diverse declinazioni - anche se non sei psicoanalista.:mumble:
Ciao. Gaia
Riferimento: analisi personale
A me sembrerebbe che nessuno abbia, di fatto - a parte Lucio con una sua opinione circa il tempo previsto come base per la sua "analisi"- risposto a ziogargamella; forse neppure tentato.
E' così difficile?
Riferimento: analisi personale
Rosa, che ti devo dire? Già a me pare strana un'analisi "di scuola". Se poi se ne fissa pure la durata, non posso che associarmi a Gieko nel chiedermi come mai la si chiami così...
Preferisco il punto di vista di chi sostiene l'inutilità di un'analisi personale. Non sono d'accordo con chi sostiene quel punto di vista, ma mi pare una posizione più coerente.
Poi, Rosa, non mi pare lo zio abbia chiesto nulla a nessuno. Ha comunicato una sua decisione. I nostri, al massimo, sono commenti, non risposte.
Buona vita
Guglielmo
Riferimento: analisi personale
Ciao Guglielmo; io non mi riferivo alla leggittimità dei commenti ma al fatto che mi sembra che nessuno abbia risposto al quesito ( per quanto ne comprendo bene l'enormità della portata, anche e soprattutto a livello di possibili risposte ) "Cosa vi ha dato/lasciato?"
Poi, il resto sembra strano anche a me, anche la domanda stessa ma questo é un altro discorso:dunno:
Comunque, ci sono anche Scuole di Psicoterapia dinamica breve che richiedono - di base, poi per anno - circa 30 ore di "analisi individuale" annuale. E la chiamano anche loro così, oltre a definirne i "tempi". Che dire?:dunno:
Riferimento: analisi personale
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RosadiMaggio
Ciao Guglielmo; io non mi riferivo alla leggittimità dei commenti ma al fatto che mi sembra che nessuno abbia risposto al quesito ( per quanto ne comprendo bene l'enormità della portata, anche e soprattutto a livello di possibili risposte ) "Cosa vi ha dato/lasciato?"
Forse perché dovrebbe intervenire qualcuno che abbia fatto un percorso simile, perché coloro i quali hanno fatto o stanno facendo analisi ultradecennali, a mio avviso, non possono paragonare le loro esperienze a quella che prevede 30 ore e (sempre secondo me) giustamente si domandano che tipo di analisi possa essere una con così breve frequentazione.
Saluti.
Riferimento: analisi personale
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ziogargamella
ho iniziato (3 sedute) una analisi individuale (durata complessiva circa 30 ore) x la scuola di specializzazione che sto frequentando.....chi di voi l'ha fatta?! cosa vi ha dato/lasciato?!
credo possa essere molto utile, certo più di molte lezioni che ci vengono propinate durante gli anni di scuola......per questo ho deciso di farla da un "big" (pagando 130 euro a botta :sbonk: )
sperem
Anche io non concepisco la durata stabilita a prescindere....come si fa?:mumble:
Riferimento: analisi personale
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RosadiMaggio
Ciao Guglielmo; io non mi riferivo alla leggittimità dei commenti ma al fatto che mi sembra che nessuno abbia risposto al quesito ( per quanto ne comprendo bene l'enormità della portata, anche e soprattutto a livello di possibili risposte ) "Cosa vi ha dato/lasciato?"
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benedetta14
Forse perché dovrebbe intervenire qualcuno che abbia fatto un percorso simile, perché coloro i quali hanno fatto o stanno facendo analisi ultradecennali, a mio avviso, non possono paragonare le loro esperienze a quella che prevede 30 ore e (sempre secondo me) giustamente si domandano che tipo di analisi possa essere una con così breve frequentazione.
Infatti, non ha molto senso e potrebbe essere solo confusivo riportare esperienze senza dubbio profondamente diverse. Perdonami rosa, ma sei tu che hai tirato in ballo la difesa della psicoanalisi dall'Altro, che qui sinceramente non mi pare abbia molta importanza...
Concordo con willy per il resto: è alquanto bizzarro che tradizioni scientifiche molto lontane dalla psicoanalisi - anzi a volte apertamente contrarie -, come la succitata scuola di psicoterapia cognitivo-comportamentale, si ispirino al modello formativo psicoanalitico, anche nella terminologia. Eppure le basi epistemiche sono diverse, così come la modalità di intervento.
Ci sarebbe da aprire una parentesi sul decidere a priori quali siano i tempi della cura - siano essi brevi o lunghi -, a scapito di ciò che porta il paziente. Ma forse andiamo fuori tema...
Saluti
Riferimento: analisi personale
l'analisi cosiddetta didattica (termine utilizzato in scuole di svariati orientamenti ps:.....gieko....uno psicoterapeuta dovrebbe avere un minimo di open mind che non si esaurisca e non si chiuda nel solo modello psicanalitico....e che non interpreti tutto in funzione a quello......) prevede un minimo di 30 ore, anche se solitamente si protrae per più di 30 ore.
Alcuni orientamenti prevedono tale analisi, altri no. All'interno degli stessi orientamenti c'è poi un dibattito piuttosto acceso in merito alla funzionalità della stessa nel percorso specialistico. Tutto qui. Mi chiedevo appunto se ci fosse qualcuno che avesse affrontato questo percorso! Se nella risposta è però forte l' attivazione del sistema agonistico si può anche non rispondere, non mi offendo :-)
Riferimento: analisi personale
in merito alla sitcc anche qui le correnti sono molto diverse e lontane. Un conto sono le scuole di psic. a formazione comportamentale un conto quelle che prevedono un modello cognitivo post razionalista o a matrice evoluzionista. La diversità è ricchezza, non limite...
Riferimento: analisi personale
Io ho intrapreso un percorso di analisi (non so se possa chiamarla così dato che alla fine non sono mai riuscita a portarla a due volte alla settimana...) durante la specializzazione: la scuola dava la possibilità di scegliere il momento più adatto e per me lo è stato alla fine del 2° anno.
L'ho protratta per ancora un paio d'anni dopo la fine della scuola, dato che in concomitanza con la chiusura del percorso di studi sono accaduti eventi personali che andavano ad incidere sul mio modo di lavorare e che ritenevo necessario affrontare.
Ora, dopo circa 4 anni e mezzo, ci stiamo avviando verso la chiusura, anche se sarà una chiusura temporanea dato che con la maternità penso che necessiterò di un ulteriore percorso (sono terapeuta infantile e quindi eventi di questo genere incidono molto sul mio lavoro!).
Penso che mi abbia dato molto ma allo stesso tempo non tutto ciò che mi aspettavo... mi sono chiesta infatti se fosse il momento e il caso di chiudere ma ultimamente sentivo che era come se tutto fosse stato detto e avessi bisogno di un nuovo vertice per far riprendere le cose a girare...
All'inizio mi rassicurava pensare che avesse un termine (anche se per noi non era così definito): fino alla fine della scuola.
Poi mi sono resa conto che la conoscenza che avevo raggiunto di me stessa cambiava la qualità del mio lavoro, oltre che essere una preziosa esperienza di lavoro con gli adulti che mi tornava poi utile nel lavoro con i genitori (con i bambini lavori meno sulla parola e avevo bisogno di un modello più "adulto").
Riferimento: analisi personale
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ziogargamella
in merito alla sitcc anche qui le correnti sono molto diverse e lontane. Un conto sono le scuole di psic. a formazione comportamentale un conto quelle che prevedono un modello cognitivo post razionalista o a matrice evoluzionista. La diversità è ricchezza, non limite...
Rispetto al post razionalismo, ti riferisci ad una diversa diramazione del costruttivismo?
Riferimento: analisi personale
l'approcio di Vittorio Guidano
Riferimento: analisi personale
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Originalmente inviato da
ziogargamella
l'analisi cosiddetta didattica (termine utilizzato in scuole di svariati orientamenti ps:.....gieko....uno psicoterapeuta dovrebbe avere un minimo di open mind che non si esaurisca e non si chiuda nel solo modello psicanalitico....e che non interpreti tutto in funzione a quello......) prevede un minimo di 30 ore, anche se solitamente si protrae per più di 30 ore.
Alcuni orientamenti prevedono tale analisi, altri no. All'interno degli stessi orientamenti c'è poi un dibattito piuttosto acceso in merito alla funzionalità della stessa nel percorso specialistico. Tutto qui. Mi chiedevo appunto se ci fosse qualcuno che avesse affrontato questo percorso! Se nella risposta è però forte l' attivazione del sistema agonistico si può anche non rispondere, non mi offendo :-)
Avevo inteso il senso del riferimento che comunemente viene fatto all'"analisi". Tuttavia, proprio perchè oltre ad essere di mentalità aperta, uno psicoterapeuta deve anche approfondire, ne ho approfittato per rimarcare l'utilizzo improprio del termine, e, cosa più curiosa, il fatto che venga adottato più o meno ufficialmente da diversi orientamenti.
Sarebbe interessante conoscere gli eventuali riferimenti al modello di training psicoanalitico - che evidentemente è la base di partenza - e quelle che sono le considerazioni sulla necessità di terapie personali all'interno di modelli che non utilizzano il concetto di transfert nè di inconscio.
Così, tanto per essere open mind...
Saluti
PS: Per iniziare a rispondere su alcuni dei motivi per cui in psicoanalisi il cuore del training è l'analisi personale, possiamo considerare: 1) la necessità di accedere direttamente alle proprie aree conflittuali inconsce; 2) l'opportunità di sperimentare processi trasformativi; 3) l'esperienza del transfert e dell'inconscio; 4) la possibilità di sperimentarsi come pazienti.
Riferimento: analisi personale
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gieko
all'interno di modelli che non utilizzano il concetto di transfert nè di inconscio.
....e qui confermi che sei rimasto al modello comportamentista alla "black box"!!!!:sbonk: (a proposito di open mind ma basterebbero semplici "informazioni"!)
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ziogargamella
....e qui confermi che sei rimasto al modello comportamentista alla "black box"!!!!:sbonk: (a proposito di open mind ma basterebbero semplici "informazioni"!)
E qui ti sbagli perchè sto parlando proprio del cognitivismo anche nei suoi sviluppi più recenti (vd. Liotti). Si lavora sì su significati trasmessi nella relazione, così come su sistemi motivazionali che si pongono a livello procedurale. Tuttavia sono cose diverse da ciò che in psicoanalisi si intende con "transfert" e con "inconscio dinamico". Utilizzare i medesimi termini per designare concetti diversi per provenienza e contenuto può essere molto confusivo (a proposito di approfondimenti...)
Non mi dilungo più di tanto in questa sede su questioni teorico-epistemologiche, se vuoi ci si può confrontare in un thread apposito, oppure nelle discussioni sul tema che ci sono già state.
Saluti