Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Ecco, a benedetta tutto ok, a me "mi tirano le pietre".:swear:
E' la sua anima relazionale che non riesce a non agire: deve comunque fare un sorriso, un gesto, farsi vedere tirare le pietre.... Se ci fai caso non riesce neanche a controllare il numero dei puntini che, per mantenere la sua funzione, dovrebbe essere sempre algidamente uguale (altrimenti ci potremmo chiedere come mai nel messaggio n. 12 ha messo 5 puntini ed in quello n. 250 ne ha messi 100, eh).
Megiston, ti avverto che se continui e ti bannano, la colpa è mia!
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Finalmente si scopre cosa armeggia Meg con quella tastiera, oh.:sbonk:
Mamma mia,io non capisco neanche un decimo di quel che che scrivete, ma questa funzione evacuativa può manifestarsi o ricorrere anche nei sogni del paziente?!
Scusami: sono un po' troppo sintetico.
In ogni caso, per "funzione evacuativa" intendo il tener fuori dalla psiche dei contenuti e privarli così dell'elaborazione necessaria per poter diventare consci.
Non tutto quello che ci capita arriva alla coscienza. Spesso i vissuti più disturbanti non entrano a far parte dello psichico, ma vengono aggirati in qualche modo. L'esempio, per farne uno, dello psicotico in cura da De Masi, che, lasciata la fidanzata, non vive nulla di tragico o di angosciante. L'angoscia si presenta più tardi, ed è talmente straripante che il paziente è costretto ad imbrigliarla in un delirio.
I sogni hanno la stessa funzione? Non esattamente, perché contengono già una buona elaborazione. Sono materiale già mentalizzato. Mascherati, certo, ma sono realizzazioni di desideri inconsci (per la maggior parte). Addirittura si dice che gli psicotici non possano sognare. In realtà fanno fatica a distinguere tra sogno, allucinazione e realtà.
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
complicata
Mamma mia,io non capisco neanche un decimo di quel che che scrivete, ma questa funzione evacuativa può manifestarsi o ricorrere anche nei sogni del paziente?!
Mia Cara, la "funzione evacuativa" nei sogni è meglio di no, si rischia di sporcare il letto :D
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
benedetta14
E' la sua anima relazionale che non riesce a non agire: deve comunque fare un sorriso, un gesto, farsi vedere tirare le pietre.... Se ci fai caso non riesce neanche a controllare il numero dei puntini che, per mantenere la sua funzione, dovrebbe essere sempre algidamente uguale (altrimenti ci potremmo chiedere come mai nel messaggio n. 12 ha messo 5 puntini ed in quello n. 250 ne ha messi 100, eh).
Megiston, ti avverto che se continui e ti bannano, la colpa è mia!
Hai ragione, ho un'anima relazionale, ricoperta di cioccolato e nocciole pralinate; come funzione sono una frana, ma lo sono anche come analista senza memoria né desiderio, per non parlare poi del "supposto sapere", meglio tacere! De nobis ipsis silemus! Col mio algido silenzio, anzi con i miei algidi puntini, volevo sottolineare come del silenzio dell'analista non si dia ermeneutica, non c'è interpretazione del silenzio dell'analista secondo Lacan. Il suo silenzio serve al paziente a fargli rimbalzare la sua parola, il suo dire: ecco la funzione analitica. Credo però che porsi come analista neutrale, analista specchio, analista funzione, supposto sapere o quant'altro, in realtà amplifichi a dismisura la presenza dell'analista all'interno di un'analisi. In quel modo davvero sulla figura dell'analista vengono proiettati i fantasmi del paziente rendendo estremamente alterato e artificiale il rapporto fra i due. Serve all'analisi? A me sembra di no, crea delle situazioni artificiali che allungano di parecchio il percorso, quando non ci smarriamo per via alle prese con problematiche artificiali che magari scambiamo per la vera essenza dei problemi del paziente, col suo nucleo stesso. A volte mi sembra che l'Edipo, a partire forse da una problematica di Freud, sia stato fondamentalmente un artificio creato dal fatto che gli analisti si aspettavano ardentemente di trovarlo e dalla loro "neutralità". Perché se mi bannano sarebbe colpa tua??? :skunk::banned:
P.S. Mi conti i puntini???:wow::wow::wow:
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
lalangue
E’ compito dell’analista, a partire dall’investitura ricevuta dall’analizzante in quanto facente funzione di soggetto supposto sapere, favorire, con la sua attenzione disattenta o flottante, lo svolgimento della catena significante verso il punto di desiderio inconscio a cui tende, tramite tutto ciò che comunemente viene chiamata interpretazione e che per Lacan non è affatto né comunicazione né informazione, ma piuttosto qualcosa che è sottolineatura, punteggiatura, messa in questione tramite l’equivoco, la citazione, l’enigma; infine che è, propriamente parlando, taglio, poiché l’interpretazione isola quel o quei significanti che hanno ingabbiato quel godimento che si è iscritto come trauma per l’analizzante fin dalla più tenera età, se non addirittura fin da generazioni precedenti.
(Antonio Di Ciaccia, La formazione psicoanalitica nella Scuola di Lacan)
Caro Lalangue,
una cosa mi sfugge di Lacan, perché quando parla del desiderio dice che si tratta di un chiasma fitto fra amore, potere e sapere e quando, invece, configura il transfert, che è fondamentalmente un derivato del desiderio dell'analizzando per il suo analista, traspone soltanto il supposto sapere: perché non anche supposto amore e supposto potere?
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
Megiston Matema
Caro Lalangue,
una cosa mi sfugge di Lacan, perché quando parla del desiderio dice che si tratta di un chiasma fitto fra amore, potere e sapere e quando, invece, configura il transfert, che è fondamentalmente un derivato del desiderio dell'analizzando per il suo analista, traspone soltanto il supposto sapere: perché non anche supposto amore e supposto potere?
Il transfert è un desiderio un po' particolare: è intercettare il desiderio dell'Altro. Il paziente si presenta con la soluzione. Chiede all'analista di confermarla.
Il presupposto di tutto ciò è che ci sia un Sapere sull'inconscio e che questo sapere non sia individuale. Ovviamente l'analista è depositario di questo Sapere e, in quanto tale, non potrà far altro che confermare la soluzione proposta dal paziente (e lasciare che il sintomo stia dov'è).
Sul chiasmo (o chiasma) ho le idee molto confuse, non essendo un "lacaniano puro" (ricordo che non ho alcuna formazione lacaniana ufficiale. Mi autorizzo da solo a parlare di Lacan, per quello che ci posso capire e che mi serve sapere).
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Per Megiston@
Ah-ah-ah.
:asd:
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
Megiston Matema
P.S. Mi conti i puntini???:wow::wow::wow:
Figuriamoci se mi metto a contare i puntini! I calcoli non mi appartengono, sono molto più intuitiva. Basta dare un'occhiata al messaggio n.9 e dopo al n.12 per vedere che non sono uguali. Tu hai bisogno di contarli per capire quello che fai?
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Caro Lalangue,
una cosa mi sfugge di Lacan, perché quando parla del desiderio dice che si tratta di un chiasma fitto fra amore, potere e sapere e quando, invece, configura il transfert, che è fondamentalmente un derivato del desiderio dell'analizzando per il suo analista, traspone soltanto il supposto sapere: perché non anche supposto amore e supposto potere?
In realtà, come ben intuisci, traspone anche amore e potere, se hai tempo e voglia potresti leggere il Seminario VIII (Il transfert) che affronta proprio questi aspetti e, da un altra prospettiva, il Seminario XVII (Il rovescio della psicoanalisi), in cui è forte la questione del potere, anche nel transfert.
Saluti,
ikaro
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
In realtà, come ben intuisci, traspone anche amore e potere, se hai tempo e voglia potresti leggere il Seminario VIII (Il transfert) che affronta proprio questi aspetti e, da un altra prospettiva, il Seminario XVII (Il rovescio della psicoanalisi), in cui è forte la questione del potere, anche nel transfert.
Saluti,
ikaro
Grazie, almeno da parte mia. Mi autorizzerò anche da solo, ma ogni tanto prendere ripetizioni è d'obbligo! Toccherà prendere ambedue i Seminari in italiano (ho provato a leggere delle parti del Seminario VIII in francese, ma faccio molta fatica; quelli più avanti sono pressoché impossibili, per me).
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Insomma, visto che siamo finiti, ancora una volta, nell'ambito del transfert, inteso nella sua disparità soggettiva, volevo accennare un'ulteriore riflessione: il concetto kleiniano di identificazione proiettiva sbilancia fortemente la relazione sul versante del terapeuta, che diventa "arbitro in terra del bene e del male". Anche con lo smusso teorico offerto da Bion al concetto stesso, lo sbilanciamento cambia di poco. A confronto, il transfert sembra garantire almeno un po' di vantaggio per il paziente!
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Grazie, almeno da parte mia. Mi autorizzerò anche da solo, ma ogni tanto prendere ripetizioni è d'obbligo! Toccherà prendere ambedue i Seminari in italiano (ho provato a leggere delle parti del Seminario VIII in francese, ma faccio molta fatica; quelli più avanti sono pressoché impossibili, per me).
Prego, figurati, anche per me prendere ripetizioni è d'obbligo. Consiglio anche, quasi contemporaneo al Seminario VIII (1960-1961) e per restare in tema, il classico "La direzione della cura e i principi del suo potere" (1958), che si trova negli Scritti, è anch'esso piuttosto arduo, alcuni passaggi per me del tutto incomprensibili.
Saluti,
ikaro
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
ikaro78
In realtà, come ben intuisci, traspone anche amore e potere, se hai tempo e voglia potresti leggere il Seminario VIII (Il transfert) che affronta proprio questi aspetti e, da un altra prospettiva, il Seminario XVII (Il rovescio della psicoanalisi), in cui è forte la questione del potere, anche nel transfert.
Saluti,
ikaro
Grazie Ikaro,
leggerò con attenzione il seminario che mi segnali, poi magari ne parleremo.
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Citazione:
Originalmente inviato da
benedetta14
Figuriamoci se mi metto a contare i puntini! I calcoli non mi appartengono, sono molto più intuitiva. Basta dare un'occhiata al messaggio n.9 e dopo al n.12 per vedere che non sono uguali. Tu hai bisogno di contarli per capire quello che fai?
Mia Cara,
so che sei molto intuitiva e che non hai bisogno di contare i puntini per comprendere, per quanto mi riguarda io invece conto, se ci fai caso sono sempre la stessa quantità, dodici mi pare :D
La tua battuta sul postista-funzione mi ha fatto perdere l'aplomb, il rigore analitico officiante la mia funzione :D
Riferimento: Winnicott e il qui ed ora in psicoanalisi
Sentite un po', ma se io qui mi viene a mente "Amen" mi banneranno?( manzoniano il cambio di soggetto)