Riferimento: si può fare lo psicologo a domicilio?
Non avere l'affitto da pagare è sicuramente un'ottima base.
In quanto alla scelta paesino/città dipende dalla città: se la scelta è fra paesino milanese e Milano ti direi subito città, perchè Milano è ben servita con i mezzi e molte persone si spostano solo con quelli trovando quindi difficoltà a prendere la macchina per raggiungere il paesino.
Se invece la città è piccola e già tutti si spostano in macchina perchè poco servita non credo che la scelta del paesino incida più di tanto.
Io che sono in una grande città ho optato per una zona semicentrale con metropolitana (utilissima, prima ero a 3 fermate di autobus dalla metro, o 15 minuti a piedi, e mi è capitato di perdere un paio di clienti per questo), autobus e possibilità di parcheggio (una delle poche zone senza parcheggio a pagamento).
Altri hanno scelto zone molto più centrali, ma così chi viene in macchina perchè abita in provincia ne risulta penalizzato perchè si può raggiungere solo con i mezzi.
Riferimento: si può fare lo psicologo a domicilio?
io non riesco a trovare nessuno che voglia fittarmi il proprio studio o che voglia dividere le spese con me!!! sono avvilita :-(
Riferimento: si può fare lo psicologo a domicilio?
ciao valentinadm, da chi hai provato a chiedere? strano che nemmeno un medico di base sub affitti...
Riferimento: si può fare lo psicologo a domicilio?
valentina quanti tentativi hai fatto, a quante persone/professionisti/studi/ambulatori/associazioni hai chiesto, quanti giornali/siti hai consultato? A volte è solo un questione di statistica...con la fame che c'è in giro, farebbe comodo a molti subaffittarti...
Riferimento: si può fare lo psicologo a domicilio?
Salve a tutti,
sono uno psicoterapeuta familiare ad indirizzo sistemico - relazionale che da più di una quindicina d'anni svolge quella che ora è un'attività di psicologia a domicilio. Ovvio che ci sono casi e casi. Riassumo brevemente la mia esperienza. Iniziai con il sostegno a bambini/ragazzi in difficoltà mandato nelle loro casa da una terapeuta infantile che li seguiva. Ero alla meta della Laurea in Psicologia all'epoca. La mia funzione era di sostegno e di "osservatore" dell'ambiente in cui vivevano i ragazzi.
Dopo la laurea presi una specializzazione in Terapia Sistemico Relazionale e contemporaneamente terminai la mia analisi personale di indirizzo junghiano.
Ora ho uno studio per due pom a settimana ( ne ho cambiati 3 di studi ) assieme a dei colleghi di altri orientamenti.
Nei confronti che abbiamo durante le riunioni cliniche è ovvio che il concetto stesso di setting cambi (un po' come la trigonometria è diversa dalla statistica ma sempre di matematica si parla), cosi come le opportunità di lavoro con il paziente/cliente/committente che sia.
Personalmente utilizzo il lavoro a domicilio solo nei casi di ragazzi/e che non possano spostarsi autonomamente (zone non coperte dai mezzi, non possedere la patente, gli unici patentati della famiglia lavorano fuori per giorni, difficoltà ad uscire di casa) o che ci siano una serie di elementi che impediscono di poter uscire di casa.
riassumo.
1-in caso di consulenza, mandarli presso i servizi sociali di appartenenza, se hanno già fatto queste esperienze chiedere dove hanno trovato difficoltà (personalmente seguo i pazienti 1o 2 volte a settimana, in alcuni servizi sociali meno di 1 volta ogni 20gg non potevano causa la mole di lavoro)
2-una corretta analisi della domanda
3-valutare le reali possibilità che impediscono lo spostamento della persona presso il nostro studio o altri luoghi
4-cercare di avere una stanza solo per voi (di solito mi basta chiedere che nessuno entri) considerando che non potranno parlare liberamente sentendo rumori (sospetti) oltre la porta, oppure chiedere che possano sbrigare altrove le faccende.
5-analizzare le risorse della casa in termini di spazi, relazioni spaziali, spazi individuali e familiari, osservare gli oggetti, i mobili, gli odori, tutto ciò che può contribuire a darci un'idea di come ci si vive dentro...
6-scoprire le risorse del territorio come circoli, club, attività sportive, associazioni culturali ecc ecc... facilmente raggiungibili.
vantaggi:
studio "etologico" dell'ambiente nella sua totalità nel quale vive chi si rivolge a noi
possibilità di avere orari più o meno flessibili
possibilità di assistere in diretta ad alcune dinamiche familiari (con il tempo saranno più spontanee)
possibilità di promuovere l'autonomia da piccoli gesti quotidiani fino a dove sentite potete arrivare
interventi meno "teorici" e più "pratici" maggiormente adatti a persone di bassa scolarizzazione
svantaggi:
durata delle sedute alle quali và aggiunto il tempo per gli spostamenti
non sempre il domicilio può essere di una famiglia collaborativa
maggior costo per il cliente (in genere 10-30 euro in più a seconda della distanza)
rischio di essere percepiti come "usurpatori" o "persone di famiglia" da parte di alcuni familiari
obiettivi:
promuovere l'autonomia e la differenziazione con lo scopo di poter spostare gli incontri nel proprio studio
rischi:
maggiore esposizione a condotte manipolative/seduttive da parte degli altri familiari
Questa pratica mi ha permesso di aiutare dei ragazzi in difficoltà i quali altrimenti oggi sarebbero solo un'ulteriore spesa per il SSN a causa della soluzione farmacologica utilizzata prima del mio intervento. Naturalmente non tutti vanno a buon fine ma dei grossi risultati si ottengono.
E' FONDAMENTALE avere un confronto con dei colleghi e un'analisi personale alle spalle. Queste due condizioni mi hanno evitato la trappola dell' "amico di famiglia" permettendomi sempre la nascita di riflessioni su quanto accadeva e dei movimenti che c'erano in famiglia e nel paziente. Un caso di cui scriverò tratta di un ragazzo che in seguito ad un forte lutto familiare è rimasto in casa per due anni. Abitava in una zona di campagna in una casa di 50 mq completamente isolato e senza contatto con nessuno. Ora, dopo ristorante cinese, bricolage, canoa, palestra, tutte esperienze nate dalle nostre conversazioni, lavora e si occupa anche di volontariato nella sua zona. Se non avessimo messo in atto questa struttura assieme al neurologo che lo seguiva, ora sarebbe ancora la.
in quest'ottica ritengo che sia possibile la psicologia a domicilio ma a condizione che non si scambi per "Portare il proprio studio a casa degli altri" ma adeguarsi ed utilizzare il setting che ci troviamo davanti.
Per ultimo spendo due parole per gli studi medici. Ho avuto la fortuna di non averne mai avuto uno, ma alcuni colleghi si appoggiavano anche li. L'odore dei medicinali, dei disinfettanti e le sale d'aspetto hanno sempre esercitato in me una resistenza nel lavorare in questi posti, considerando che anche coloro che vengono per una semplice consulenza possono sentirsi "malati" in un ambiente cosi "sanitario".
spero queste due righe possano essere di aiuto alla discussione.
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ciao, io personalmente trova che, al di là dell'ambulatorio e delle caratteristiche insite in esso, anche l'avere una propria stanza attrezzata psicoterapeuticamente in una asl composta da molti ambulatori non necessariamente 'medici' possa portare l'idea del malato in quanto le stanze stesse sono inserite in contesti medicalizzati. Ho trovato consulenze psicologiche in reparti ospedalieri in cui la stessa stanza era condivisa da ginecologo, endocrinologo e psicologo. Credo che questo concetto ambulatorio-malato sia più nostra che del cliente...
Riferimento: si può fare lo psicologo a domicilio?
Vi siete chiesti perchè un cliente preferisce fare la seduta a casa sua anzichè in uno studio?
Vi siete chiesti come può essere ricevere clienti in casa propria? Come vi sentireste, intendo.
Considerate anche l'immagine che si farebbero i clienti della vostra professionalità. Tra parentesi uno psicologo che lascia l'idea di essere squattrinato che riceve sul sofà di casa, lascia anche intendere che ha poco successo, pochi pazienti, poco di tutto.
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Credo che ci sia confusione quando si parla di domicilio.
un conto è ricevere pazienti al nostro domicilio, a casa nostra, cosa che non trovo professionale e che non farei mai.
Altra cosa è andare al domicilio del paziente, che in alcuni casi può avere un senso, ad esempio per vedere il bambino in contesti ecologici, ma anche in questo caso non mi piace molto, anche perchè è difficile creare un setting adeguato. Ma tra le due questa è la meno peggio.
Comunque ci sono studi che non affittano con una tariffa mensile, ma a percentuale, cioè se quel mese non vedi pazienti non paghi niente, se li vedi in genere è 25-30% di quanto ti fai pagare. Che quando uno è agli inizi può funzionare, dopo conviene prendere una stanza in affitto.
Una considerazione finale, ma voi ci andreste mai da un ginecologo che riceve a casa sua? o da un ortopedico? A me verrebbe addirittura il dubbio se sia davvero laureato...
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klaudia82
wow, interessante vimae!
io forse sto trovando una soluzione...in un paesino, vorrei rinnovare l'appartamento sfitto dei miei genitori...così almeno ho lo studio mio e non vengo a pagare fior di quattrini.
l'idea che essso sia in un paesino mi preoccupa un pò ma credo che utilizzando buone tecniche di pubblicità e auto marketing i clienti possano raggiungerlo...insomma non si sa mai come può andare il mercato. nn è detto che essendo in una città e avedo indubbiamente più visibilità, la gente arrivi così in un attimo.
voi che ne pensate, dove avete o pensate di insediare lo studio,in centro o in periferia?
Ciao Claudia,
dipende se sei in città o meno.
Se sei in città, probabilmente anche in periferia va bene perchè sarà raggiungibile con i mezzi ( è fondamentale secondo me che sia vicino alla metro).
Se abiti in un piccolo centro forse la gente si sposta comunque in macchina e quindi, magari, non è un problema andare nel centro vicino.
Comunque anche la soluzione affitto ad ore è buona per iniziare e non ti sveni
Io ho uno studio in centro a Roma ed uno un po' più in periferia tra roma ed ostia così copro zona nord e zona sud della città. Ho iniziato con le stanze ad ore. Poi si è presentata l'occasione di prendere una piccola stanza nello studio di p.zza bologna dove andavo ad ore e l'ho presa anche se all'inizio era faticoso pagare il mensile. Nell'altro invece, che è in una parrocchia, vado due pomeriggi a settimana e lascio un' offerta, oltre ad offrire periodicamente delle attività seminariali e consulenze gratuite ai parrocchiani ( promozione!)
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Originalmente inviato da
klaudia82
io invece chiedo se è possibile avere lo studio presso il proprio domicilio...
grazie
Il mio psicologo ha lo studio in casa e non l'ho mai vissuto cpome un problema...non ho mai incontrato parenti che giravano