Riferimento: Gli appunti dell'analista.
Mai visto prendere un solo appunto, tranne quando ho fatto “sabbie” un paio di volte all’inizio. In compenso ricorda frasi esatte dette anche nelle prime sedute che risalgono a due anni fa, nomi di persone della mia vita e citati anche solo una volta, tutto dei miei sogni, ecc. Magari è l’esperienza di trent’anni di professione, magari invece ha una memoria grande così, davvero non saprei. Certo è che nel vis-a-vis farebbe strano che uno dei due scrivesse: guardarsi in faccia mentre si parla è fondamentale in una seduta junghiana. Può essere che scriva dopo, a seduta finita, chissà.
I sogni solo mi ha chiesto di scriverli e mandarli via mail quando li aggiorno; lo faccio ogni tot di tempo.
Riferimento: Esempi pratici.
Già che ci sei potevi darmi del voi...comunque in futuro sua Santità potrebbe essere + consono per rivolgerti a me!
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CHANEL Nr5
Grazie della Sua interessante risposta, molto gentile.
Ma posso chiederLe (estendo la mia richiesta anche ad altri analisti e terapeuti) di esporre un esempio pratico relativo alla trascrizione di una Sua intuizione, o sensazione controtransferale?
Una paziente inviata per OCD. Nei colloqui preliminari e poi in supervisione c'era la sensazione che mancasse qualcosa per poter dare un senso ai suoi comportamenti. Indagando il passato ne venne poi fuori una storia di abuso da parte di uno dei genitori; questo fatto è poi diventato il focus principale della terapia.
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CHANEL Nr5
Utilizza anche dei segni convenzionali, oppure solo parole precise?
tantissimi segni e abbrevviazioni.
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CHANEL Nr5
Le capita di appuntare dei commenti affettuosamente ironici?
quelli li tengo per me. In inghilterra il suggerimento è di documentare solo l'essenziale. Ogni paziente ha diritto ad accedere al proprio file e quindi è importante non divagare.
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CHANEL Nr5
Presumo che le Sue terapie non abbiano una durata eccessiva, ma nel caso di una psicoanalisi ortodossa, secondo Lei, il materiale scritto dall'analista viene conservato per tutti gli anni di trattamento? Si tratta di centinaia di pagine di appunti!
Da non analista arrivo ad un massimo di 20-30 sedute quindi non sono la persona adatta per risponderti. Quando ricevo cartelle da colleghi psicoanalisti ho notato che seppur + corpose delle mie, tendono a privilegiare la brevità.
Riferimento: Gli appunti dell'analista.
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giulietta.o
guardarsi in faccia mentre si parla è fondamentale in una seduta junghiana. Può essere che scriva dopo, a seduta finita, chissà.
Con un pò di pratica si può imparare a scrivere senza guardare il foglio.
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Sì, immagino. Va detto che ci sono persone comunque che non hanno bisogno di scrivere molti appunti, io stessa quando incontro per esempio gli studenti o i laureandi (insegno all’università) annoto nel caso qualcosa a fine incontro, a volte non annoto nulla ma non dimentico quel che mi viene detto e che io ho reputato pregnante o utile. Appena rivedo la faccia, anche a distanza di settimane, di solito collego tema e punti salienti del lavoro che stanno portando avanti. Credo che ognuno abbia i suoi metodi per cavarsela con i “grandi” numeri di individui.
Malgrado il rimbabimento dell’età che avanza, devo dire che scrivo sempre meno.
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giulietta.o
Sì, immagino. Va detto che ci sono persone comunque che non hanno bisogno di scrivere molti appunti, io stessa quando incontro per esempio gli studenti o i laureandi (insegno all’università) annoto nel caso qualcosa a fine incontro, a volte non annoto nulla ma non dimentico quel che mi viene detto e che io ho reputato pregnante o utile. Appena rivedo la faccia, anche a distanza di settimane, di solito collego tema e punti salienti del lavoro che stanno portando avanti. Credo che ognuno abbia i suoi metodi per cavarsela con i “grandi” numeri di individui.
Malgrado il rimbabimento dell’età che avanza, devo dire che scrivo sempre meno.
Per me dipende anche dalla fase della terapia. Dopo le prime sedute scrivo un max di 2-3 frasi o punti per sessione. Dopo la sessione devo documentare il contenuto della seduta sul database elettronico....questo aiuta la mia stanca memoria...soprattutto il Venerdì pomeriggio :asd:
Molto dipende anche da quanti pazienti si incontrino alla settimana. Io ne ho una media di 10/13 in terapia + 3/4 come nuovi primi colloqui. Uno che ne vde un paio stresserà sicuramente di meno le proprie facoltà mnemoniche.
Riferimento: Gli appunti dell'analista.
Aggiungo due riflessioni a Axamer Ibk, poi mi levo però dalla discussione: a chi ha posto la domanda le mie parole non sono di alcun chiarimento.
Non credo che sia un fatto di numero, almeno entro certi limti, s’intende.
Comunque con l’età, cioè con l’esperienza, le cose si evolvono e cambiano moltissimo. Ricordo bene quando ero una giovane assistente che prendevo appunti su tutto e come una dannata mentre il mio docente non scriveva un’acca, per poi ricordare molto più di me al successivo incontro con lo studente di turno. Ora i miei assistenti fanno la stessa cosa, producono cioè papiri e, malgrado tutto, ricordano assai meno per esempio sui punti deboli di una tesi, o comunque il quadro complessivo per la cui memorizzazione bastano in effetti pochi punti che si possono tenere benissimo a mente.
Anche la ripetitività in fondo aiuta: raro che qualcuno ragioni su cose davvero nuove e rivoluzionarie, che proprio per questo poi ricorderesti. Diciamo che dopo anni conosci bene o male il canovaccio entro cui tutti si muovono, dunque le individualità sono più facili da ricordare: e non a caso è proprio su quelle che ci rimugini su, finito un incontro. Quindi anche che memorizzi, e a partire dalle quali ricostruisci mentalmente l’intero quadro del lavoro di qualcuno.
Può darsi che da questo punto di vista ci possano essere delle analogie tra un docente e un analista che non prendono appunti, ma è ovvio che la sto buttando lì.
Va detta una cosa: ho sempre perso molti appunti. Come si dice, “di necessità virtù...”
Buon proseguimento
Riferimento: Gli appunti dell'analista.
Per quel che è la mia abitudine, di solito prendo appunti quando si tratta di primi colloqui, assessment, etc questo per ricostruire precisamente la storia di vita e le tappe fondamentali. Nelle sedute di psicoterapia invece cerco di evitare per rimanere più con la persona e mi appunto mentalmente i passaggi che ritengo importanti per poi scriverli a fine seduta.
Mi trovo in accordo con Axamer (stesso orientamento).
A volte mi annoto anche frasi o esempi che porta la persona, gestualità, cambi di tono, abbigliamento. Mi piace raccogliere il campo semantico tipico di quella persona, le parole che usa più spesso.
Un'altra cosa che faccio fare a chi viene in terapia è il quaderno - diario su cui fanno esercizi che gli propongo, attaccano foto dopo il lavoro con le foto, etc..
Comunque ritengo che ognuno debba seguire il suo stile.
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Blooby gosh
Per quel che è la mia abitudine, di solito prendo appunti quando si tratta di primi colloqui, assessment, etc questo per ricostruire precisamente la storia di vita e le tappe fondamentali. Nelle sedute di psicoterapia invece cerco di evitare per rimanere più con la persona e mi appunto mentalmente i passaggi che ritengo importanti per poi scriverli a fine seduta.
Mi trovo in accordo con Axamer (stesso orientamento).
A volte mi annoto anche frasi o esempi che porta la persona, gestualità, cambi di tono, abbigliamento. Mi piace raccogliere il campo semantico tipico di quella persona, le parole che usa più spesso.
Un'altra cosa che faccio fare a chi viene in terapia è il quaderno - diario su cui fanno esercizi che gli propongo, attaccano foto dopo il lavoro con le foto, etc..
Comunque ritengo che ognuno debba seguire il suo stile.
Molto interessante, grazie davvero.
Un caro saluto.