Riferimento: Assocounseling e l'astio
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
Ricordo che tempo fa in un articolo parlavano dello Psicologo mettendo tra virgolette la dicitura "dottore" e ironizzando sul fatto che noi siamo dottori e loro no, dicendo che avremmo studiato per niente perché loro fanno i counselor (a questo punto mi verrebbe da dire "fanno gli psicologi"!!!! senza preparazione teorica!!!)...se uno fa l'università e discute una tesi, è dottore nella propria disciplina....non vedo lo scopo dell'ironia nel definirci tra virgolette "dottori": forse invidiano il fatto che loro non lo sono visto che continuano a confrontrsi con noi e ironizzare sulla nostra formazione. Cosa ne pensate?
Buongiorno, mi chiamo Tommaso Valleri e sono il Segretario Generale di AssoCounseling. Sono inoltre l'autore dell'articolo al quale ti riferisci, che si intitola Assolti perché il fatto non sussiste (marzo 2010).
Credo tu abbia dato una lettura errata di quanto ho scritto, poiché io mi riferivo a quanto detto dal PM all'interno del processo. Siamo in un Tribunale ed il PM quando sente un teste psicologo lo chiama "dottore". Non fa la stessa cosa quando sente un teste counselor, chiamandolo appuno "signore". E ovviamente sbagliando poiché il teste counselor in questione era laureato, e dunque "dottore" a tutti gli effetti. Da qui la mia ironia sul fatto che oggi è più difficile essere signori che dottori. Volevo cioè sottolineare lo stereotipo adottato dal PM (ritenere che chi è iscritto ad un Ordine sia dottore e che non lo sia chi non è iscritto ad un Ordine).
Venendo invece ad un ragionamento più ampio: l'associazione che dirigo non ha niente contro gli psicologi (molti psicologi sono miei iscritti, così come molti medici o altre figure di alto profilo professionale), ma contro la regolamentazione in generale delle professioni e nello specifico nei confronti ell'Ordine degli psicologi.
Sicuramente, come tu o forse qualche altro utente asserisce - ora non ricordo, il CNOP di per sé non fa ironia su di noi. Peraltro non fa neppure note ufficiali (come qualcuno ha scritto) in quanto non si è mai espresso ufficialmente sul counseling negli ultimi 20 anni.
Però sono molti a fare ironia. A partire dalle associazioni di categoria degli psicologi fino ad arrivare ad utenti più o meno anonimi sulla rete. Mi sono preso la briga di vedermi - seppur sommariamente, lo ammetto - le molte discussioni presenti su questo forum, e devo dire che alla categoria dei counselor non è certo stata risparmiata ironia. In alcuni casi siamo al limite dell'ingiuria (cialtroni e abusivi mi pare siano le più gettonate).
Circolano veramente molte informazioni non veritiere. Alcune in parte sono veritiere, ma strumentalizzate ad arte. In molti altri casi ancora si parla al di fuori del contesto giuridico-legale nel quale ci si trova.
Insomma, un gran caos.
Non so quanto un forum possa essere utile per risolvere un argomento così complicato, che va dall'espistemologia alla Legge.
Se c'è qualche utente che gravita intorno a Milano, lo invito personalmente e volentieri al nostro secondo convegno nazionale che si terrà, appunto, a Milano nei giorni 2-3 aprile 2011 (www.assocounseling.it/convegno_2011/). Naturalmente mio ospite.
Forse può essere un'occasione per incontrare oltre 300 professionisti del counseling tutti insieme e sentire cosa dicono, al di là di ciò che si trova sui forum.
Per info mi si contatti in privato ([email protected], cell. 3487676289) così da non intasare inutilmente questo forum.
Se avrò tempo mi farà piacere poter scambiare qualche riflessione con voi sul counseling. Ho letto infatti in vecchie discussioni degli spunti molto interessanti.
Cordiali saluti e buon proseguimento della discussione
Tommaso Valleri
Riferimento: Assocounseling e l'astio
Vi segnalo questo articolo.
http://networkedblogs.com/gl6Cd
Da quel che sembra in questo articolo, l'Antitrus si è espressa a favore dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte.
Non voglio assolutamente alimentare conflitti, solo chiarire che esiste un pericoloso buco legislativo che stabilisca le mansioni, i limiti reali e la formazione necessaria di questa professione, cosa che non può essere lasciata alla definizione di una associazione (senza nulla toglierle).
Deve essere regolamentata da una legge, nell'interesse delle persone che richiedono aiuto, ma anche vostro poiché offrite un servizio e una formazione e potreste essere danneggiati da questa situazione incerta.
Tuttavia, al momento e secondo questo articolo, sembra che il Counseling spetti solo agli psicologi.
Spero ci sia a breve un chiarimento legislativo nazionale.
Riferimento: Assocounseling e l'astio
Citazione:
Vi segnalo questo articolo.
http://networkedblogs.com/gl6Cd
Da quel che sembra in questo articolo, l'Antitrus si è espressa a favore dell'Ordine degli Psicologi del Piemonte.
riporta la notizia anche l'Ordine Psicologi della Lombardia
http://www.opl.it/showPage.php?template=news&id=309
Riferimento: Assocounseling e l'astio
Vorrei condividere con voi una mail cheho inviato un paio di settimane fa a tutti gli ordini Di Psicologi di tutte le regioni. Ad oggi non ho avuto nessuna risposta.
"Scrivo per porre all'attenzione di tutti gli ordini degli psicologi di tutte le regioni italiane e della stessa Facoltà di Psicologia, una questione che effettivamente sta iniziando ad avere proporzioni allarmanti e sta creando moltissima confusione, secondo me, anche tra le persone e i potenziali clienti della nostra categoria. Le migliaia di corsi di Couseling, Mediazione Familiare, Coaching e chi piu' ne ha piu' ne metta, alimentano ormai un business notevole. Io non nutro dubbi sulla legittimita' di questi corsi, anche perche', se esistono, sicuramente hanno le carte in regola per "esistere". La mia considerazione è un'altra! E' possibile che, se avvio una ricerca su google e cerco, per esempio, corsi di counseling, in tutte le scuole che vengono fuori, questi corsi sono aperti ai diplomati? Forse sono davvero uno all'antica, ma allora un laureato triennale in Psicologia per quanto mi riguarda potrebbe fare direttamente lo Psicoterapeuta!?!?!? (sono evidentemente ironico). Inoltre tutti questi corsi sono aperti anche a laureati di altre facoltà. Quindi, vediamo se ho capito bene: un laureato in Economia e Commercio che dovesse decidere di fare un corso di Counseling, o di Coaching, puo', dopo soli 2 o 3 anni esercitare questo tipo di lavoro che, con tutto il rispetto è semmai da considerare come una eventuale specializzazione della laurea in Psicologia? Parlo evidentemente della laurea in Psicologia di 5 anni !!!!! Mi sto soffermando sul counseling, ma il discorso non cambia per coaching o mediazione familiare o altre cose. Nella migliore delle ipotesi, in questi siti, i corsi di counseling vengono consigliati a laureati in certe materie! In alcuni siti sono addirittura consigliati ai VOLONTARI! Ma come pensiamo di farci rispettare, di avere credibilità tra le persone, se esistono mille sotto - professioni che non fanno altro che fare quello che dovrebbe essere appannaggio della nostra, ma con anni di studio e formazione in meno?Secondo me tutti questi corsi, di tutte queste discipline, dovrebbero essere aperti solo ai laureati in Psicologia iscritti all'albo A. Si parla tanto di crisi e carenza di lavoro. Almeno iniziamo a difendere il nostro ambiente. Credo che questa dovrebbe essere la prassi. Chi vuole fare dei colloqui con dei pazienti deve essere laureato in Psicologia e iscritto all'Albo A. E poi decidere la formazione che preferisce per sè. Altrimenti, forse, devo ancora ben capire cosa ho studiato per tanti anni, visto che un diplomato, un volontario, un NATUROPATA, o un laureato in Fisica, dopo un corso di 3 anni possono fare quello che io ancora non posso fare. Invio quelli che sono i testi che si trovano sui siti di molte scuole di counseling in merito ai Destinatari di queste scuole di Scuole di Counseling e che ho trovato semplicemente digitando su Google : corsi di counseling (ma se avessi cercato mediazione familiare o coaching sarebbe stata la stessa identica cosa):
DESTINATARI
La scuola è rivolta a tutti quelli che desiderano migliorare la propria capacità di comunicare con se stessi e con gli altri in tutti gli ambiti della vita, non solo quello professionale. È adatta a genitori, insegnanti, assistenti sociali, educatori e tutti quei professionisti che nel loro lavoro interagiscono con bambini, adolescenti, giovani e famiglie in contesti educativi e di sostegno. È rivolta, inoltre, a coloro che operano nell’ambito psico-socio-sanitario e nei settori professionali nei quali è richiesta una competenza comunicativa avanzata per interventi di sostegno: assistenti sociali - educatori - insegnanti - psicopedagogisti - formatori - consulenti - infermieri - animatori - leader - manager - selezionatori e formatori del personale - direttori e assistenti di comunità infantili - fisioterapisti - volontari - laureandi in scienze umanistiche e tutti gli operatori front-line in contatto con il pubblico.
oppure:Tutti coloro che sono interessati alla relazione d'aiuto da svolgere in ambito familiare, scolastico, aziendale, ospedaliero, socio-sanitario, pubblico.
La formazione in counselling per il suo taglio esperienziale atto a fornire competenze concrete e realmente spendibili nelle relazioni di aiuto, e' altamente consigliata a studenti e neo-laureati in Psicologia, Scienze Sociali, Scienze della Formazione e dell'Educazione, lauree Umanistiche ed Economiche per la gestione del personale. Riportiamo un breve elenco delle categorie professionali che possono approfittare di una specifica formazione di counselling: - Psicologi, Psicoterapeuti e Arte-Terapisti- Assistenti Sociali- Medici e Personale Sanitario- Insegnanti ed Educatori- Consulenti, Formatori e Responsabili del Personale- Mediatori familiari e Avvocati- Promotori Sociali- Volontari
oppure:
L'accesso alla Scuola è riservato a chi possiede alcuni requisiti di base:
Viene richiesto, come titolo minimo di ammissione, il diploma di scuola secondaria superiore.
Possono accedere alla scuola i laureati in materie sanitare, sociali, educative, psicologiche e umanistiche (laurea di base o specialistica).
Possono accedere alla scuola i laureati in altre discipline o i diplomati, purchè abbiano maturato un significativo curriculum professionale nel campo delle relazioni di aiuto
oppure:Il corso si rivolge a persone che vogliono intraprendere la professione di counselor e/o che vogliono sviluppare e ottimizzare abilità e competenze relazionali nell'ambito della loro vita professionale - azienda, scuola, servizio sanitario, pubbliche relazioni, ecc. - e privata. Si focalizza su diversi orientamenti psicologici: Approccio centrato sulla persona (rogersiano) Psicosintesi Analisi Transazionale ....e potrei continuare! Sono sicuro che sono tutti ottimi corsi, ma credo anche di aver spiegato bene i termini della questione! Come è possibile che, per legge, questi corsi non prevedano la laurea in Psicologia e accettino diplomati, laureati triennali e anche laureati di altre facoltà?!?!?! Lei sara' sicuramente al corrente dei nuovi sviluppi in ambito di Mediazione Civile! Il Mediatore Civile è ormai una figura professionale a tutti gli effetti e, con un Corso riconosciuto, si puo' diventare Mediatore Civile. Ha idea di cosa stanno facendo gli Avvocati per farsi riconoscere il diritto di poter essere gli unici a poter avere tale vantaggio? Eppure, rispetto a quanto gia' detto sopra, il Mediatore Civile di sicuro non arrecherebbe e non arrechera' danni ingenti al avoro degli Avvocati. Nonostante tutto si stanno mobilitando. Noi, per cose molto piu' gravi, perchè non ci stiamo muovendo?
E' dell'altro giorno la notizia di questa sentenza della Cassazione che ho avuto modo di leggere su un blog: "Importante posizione della Cassazione: la psicanalisi viene equiparata alla psicoterapia e richiede quindi regolare iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti. Ma andiamo per ordine…Che la Psicoterapia sia un’attività riservata a Psicologi o Medici che abbiano completato una Scuola quadriennale di Specializzazione in Psicoterapia riconosciuta dal MIUR e che siano iscritti all’albo degli Psicoterapeuti del proprio Ordine professionale è fatto noto e risaputo.
La Psicoanalisi è invece da sempre sfuggita a questo vincolo, smarcandosi dalla Psicoterapia e quindi potendo essere svolta al di là dell’iscrizione in tale Albo. Ovviamente è impossibile comprimere tutto il confronto culturale e politico-professionale di psicanalisi-psicoterapia-psicologia in poche righe, così come non è possible ricondurre la questione ad elementi o aspetti stereotipati. E’ questione complessa. Tuttavia possiamo affermare – ai fini del presente post – che la gran parte delle Scuole di Speciliazzazione in Psicoanalisi ha poi ottenuto l’accreditamento MIUR e quindi abilita lo specializzando a poter divenire Psicoterapeuta “a norma di legge”. Così come possiamo affermare che alcuni “pseudo-professionisti improvvisati”, quando colti con le mani nella marmellata, si appellano al fatto di essere psicoanalisti e così aggirano il problema del rischio di denuncia per abuso di professione. In pratica questa DEREGOLAMENTAZIONE della psicoanalisi permette zone franche di potenziale abuso della professione di Psicologo e Psicoterapeuta.
Veniamo quindi alla posizione della Cassazione ed alla sua importanza in ottica di tutela della professione.
Nel 2008 l’Ordine Psicologi Emilia Romagna denunciò per abuso una persona per pratica abusiva della professione di psicologo e psicoterapeuta. In un primo momento il Tribunale di Ravenna assolse la persona, successivamente – nel 2010 – la Corte di Appello di Bologna dichiarò invece l’imputata colpevole del reato ascrittole.
La persona decise di ricorrere quindi in Cassazione affermando in sintesi che la psicoanalisi non ha nulla a che fare con psicologia o psicoterapia, e che quindi non ha motivo di sussistere nessun reato. Ed è proprio su questo ultimo passaggio che la Cassazione si esprime:“ai fini della sussistenza del reato di cui all’art. 348 c.p., l’esercizio della attività di psicoterapeuta è subordinato ad una specifica formazione professionale della durata almeno quadriennale ed all’inserimento negli albi degli psicologi o dei medici (all’interno dei quali è dedicato un settore speciale per gli psicoterapeuti). Ciò posto, la psicanalisi, quale quella riferibile alla condotta della ricorrente, è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. ”Ed ancora:“Nè può ritenersi che il metodo “del colloquio” non rientri in una vera e propria forma di terapia, tipico atto della professione medica, di guisa che non v’è dubbio che tale metodica, collegata funzionalmente alla cennata psicoanalisi, rappresenti un’attività diretta alla guarigione da vere e proprie malattie (ad es. l’anoressia) il che la inquadra nella professione medica”Quindi non solo la psicanalisi è pur sempre una psicoterapia, ma anche il “colloquio” può rientrare in una vera e propria forma di terapia che, se declinata e diretta alla guarigione, è da inquadrarsi nell’ambito regolamentato da legge!Cari colleghi, a mio avviso è una sentenza di rilievo ed importante strumento di tutela!Da oggi, per scendere nel pratico, ove si ravvisi attività terapeutica svolta da soggetti che si propongono come psicoanalisti, ma sprovvisti di regolare iscrizione all’ALbo Psicoterapeuti, sarebbe possibile effettuare una segnalazione al proprio Ordine regionale per abuso di professione, allegando la presente sentenza della Cassazione.
È ulteriormente importante in quanto sentenzia su una dinamica molto simile a quella che avviene con il counseling ed i counselor, o comunque tutte queste professioni affini.
Di fatto – ad oggi – se non sei psicologo non puoi dire di fare “counseling psicologico”, ma se parli esclusivamente di “counseling” aggiri il problema e – nella sostanza – scimmiotti la nostra professione.
Purtroppo in questo ambito la terminologia sostanzia la differenza. Servirebbe dunque una giurisprudenza che riconduca il termine “counseling” alla professione di Psicologo, alla 56/89".
Ritengo che questo sia un problema molto rilevante.
Francesco.
Riferimento: Assocounseling e l'astio
La differenza tra l'essere Signori e Dottori è solo una. Un "Dottore" è una persona che ha una Laurea, un "Signore" no. In senso metaforico poi, essere dei Dottori non vuol dire assolutamente essere dei Signori! Questo è ovvio. Ma il fatto che il collega Counselor fosse, nella fattispecie, anche un Dottore, ovvero un laureato, era una gradevole coincidenza. La verità piu' comune invece, è che spesso i Counselor non sono affatto laureati (nella migliore delle ipotesi hanno una laurea triennale), ma hanno fatto solo il loro famosissimo corso triennale. E' inutile stizzirsi tanto. I corsi di Counseling sono aperti ai diplomati e questo è un dato di fatto. C'è gente che si fa 5 anni di Università, una tesi di 200 pagine, 1 anno di Tirocinio post - Lauream, 4 anni di Scuola di Specializzazione. Questo significa essere formati per una professione del genere. Inoltre, a me non da fastidio se mi chiamano Signor ..... , anche se sono Dott. perche' non devo dimostrare nulla a nessuno e sto in pace con me stesso. Chi si risente evidentemente..... come dire, ne ha ben donde! A Roma si dice:" Chi si offende è fetente"!!!!
Saluti!!!!
Riferimento: Assocounseling e l'astio
E' questa la cosa triste! Ci sono Psicoterapeuti che per soldi alimentano questo business!!!! Invece di pretendere la Laurea in Psicologia per accettare iscritti, accettano diplomati, naturopati, fisioterapisti! Stiamo al mercato ormai!!!! ;)