Riferimento: Consulenza Psicologica dopo l'abilitazione!
la laurea in psicologia (più ovviamente esame di stato e iscrizione all'albo), è sufficiente per fare questi percorsi, ovviamente partendo dal basso. Un incontro sulla comunicazione, basato su una simulazione, un gioco psicologico da far fare ai partecipanti, che poi viene discusso, è alla portata di tutti, anche dei triennalisti. Poi da lì, di incontri ne organizzi 3, e dagli incontri passi a proporre un training individuale sulla comunicazione efficace costituito da 5 incontri. E' solo un esempio ovviamente. Per "programmi strutturati" intendo dei percorsi o dei training già organizzati, con esercizi da proporre ad ogni incontro. Ad esempio la FrancoAngeli ha pubblicato il training sull'assertività, sullo sviluppo di abilità sociali e una serie di percorsi indicando, per ogni incontro, quale esercizio proporre e come strutturare l'incontro. Per dire: non dobbiamo neanche "faticare" a inventarci tutto il percorso, esistono già "pronti", validati, testati, solo da adattare, giustamente, alla persona. Ci sono vari libri cneh risportano anche repertori di giorchi psicologici da proporre in gruppo. Infatti spesso pensiamo sempre ad un incontro individuale...ma anche i piccoli gruppi sono una grande risorsa per lavorare ;)! L'esperienza...si fa da soli, partendo dal nulla (=incontro sulla comunicazione, ad esempio) e organizzando attività sempre più complesse (e comunque non cliniche), anche in base ai bisogni che emergono dalle persone, che spesso sono diversi da quelli che ci aspettiamo.
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Grazie ste sei stata veramente gentilissima..
Se non ti chiedo troppo mi/ci potresti mandare tutti i "programmi strutturati" che conosci? Nel senso come si chiamano, dove possiamo trovarli ecc.
Magari tutti sarebbe buono per orientarsi meglio. E poi ovvio che sta a noi buttarci a capofitto nel provarli e nel rischiare di fare errori... così si fa esperienza! :)
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Ciao! Chiedo una curiosità che ho: se in uno studio arriva una persona che vive, ad esempio, un disagio o sentimenti di inadeguatezza in un determinato ambito o semplicemente tristezza, lo psicologo non psicoterapeuta può prenderlo in carico o deve valutare la presenza di un disturbo maggiore (depressione) per poi fare l'invio ad uno psicoterapeuta?
Grazie!
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Alessya79
Ciao! Chiedo una curiosità che ho: se in uno studio arriva una persona che vive, ad esempio, un disagio o sentimenti di inadeguatezza in un determinato ambito o semplicemente tristezza, lo psicologo non psicoterapeuta può prenderlo in carico o deve valutare la presenza di un disturbo maggiore (depressione) per poi fare l'invio ad uno psicoterapeuta?
Grazie!
Deve capire se è un problema più grande e se è in grado di gestirlo
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Empowered, certamente se il problema fosse più grave, si avvia la persona ad uno psicoterapeuta. Ma come avviene l'invio, se non si conosce nessun altro professionista?
Mi sono venuti alcuni dubbi....grazie!
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Alessya79
Ciao! Chiedo una curiosità che ho: se in uno studio arriva una persona che vive, ad esempio, un disagio o sentimenti di inadeguatezza in un determinato ambito o semplicemente tristezza, lo psicologo non psicoterapeuta può prenderlo in carico o deve valutare la presenza di un disturbo maggiore (depressione) per poi fare l'invio ad uno psicoterapeuta?
Grazie!
ti ha risposto già Empowered...Cmq io agirei di prevenzione, cioè evita di trovarti nella situazione di non sapere se il problema è più grande, più piccolo, medio, se sai affrontarlo, se ci vuole il test, se ci vuole lo psicoterapeuta e co. Meglio, credo, se cerchi di attrarre un'utenza specifica, proponendo un servizio specifico. Se ti immetti sul mercato in modo generico come "psicologa", rivolgendoti ad un'utenza indifferenziata, molto probabilmente ti troverai nei "guai", nel senso che non puoi sapere chi viene, cos'ha, ecc, anche perché ogni persona esterna interpeta a modo suo cosa fa lo psicologo, fa le sue proiezioni, ha le sue aspettative spesso irrealistiche, insomma portatori delle più svariate domande che all'inizio non si riescono a valutare bene...ti complichi la vita. Meglio incanalare verso di te categorie specifiche per attività specifiche, creando tu la domanda per attivare un'utenza. Per rimanere sul discorso "crescita personale" (molto apprezzato e richiesto, più della clinica), prepara un incontro gratuito e semplice sull'assertività (proponendo un esercizio che puoi trovare nei numerosi manuali in commercio), e ai partecipanti proponi un training individuale di 5 incontri per aumentare l'assertività. Ben diverso e meno rischioso che aprire la porta e dover capire di volta in volta se e cosa puoi fare, cosa si apetta la persona e chissà cosa vuole e chiede, sempre ammesso che venga perché la concorrenza tra psicologi generici in stile "faso tuto mi", "ndò cojo cojo", "apriamo la porta e vediamo chi entra", è davvero alta ed è difficile che le persona siano disposte a scegliere un giovane psicologo, pagandolo, senza neanche sapere cosa può fare per loro. Tu andresti da un dentista appena abilitato, che non sa se e cosa può farti? Non sa se usare il trapano, se devitalizzarti un dente, se cavarlo, ma intanto ti vede, magari ti fa qualche danno perché posiziona male l'aspirasaliva, e poi magari si accorge che non ha gli strumenti e ti manda da qualcun altro e tu devi ricominciare daccapo. Non è il massimo della vita. Se invece fa un incontro su come curare l'igiene dentale, con indicazioni semplici, e poi propone ai partecipanti una pulizia dei denti, operazione semplice, sono più sicuri e invogliati. Insomma, credo, meglio individuare un'attività, semplice, non clinica, e attrarre utenza specifica cui proporre tu una cosa specifica. C'è tempo per la clinica "hard" ;). Ovviamente è solo un esempio e un'opinione.
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Grumioco
Grazie ste sei stata veramente gentilissima..
Se non ti chiedo troppo mi/ci potresti mandare tutti i "programmi strutturati" che conosci? Nel senso come si chiamano, dove possiamo trovarli ecc.
Magari tutti sarebbe buono per orientarsi meglio. E poi ovvio che sta a noi buttarci a capofitto nel provarli e nel rischiare di fare errori... così si fa esperienza! :)
per Grumioco: i manuali si trovano dovunque. Per i giochi psicologici, puoi cercare su google Sabrina Manes, ferrari Sinibaldi, oppure i titolo Un'arancia per due, Gioco e dopopogioco, 80 giochi per i gruppi. Alcuni capitoli puoi leggerli gratis da google book ;). Di specifico, che io conosco e ho usato, ci sono Training sull'assertività della Franco Angeli appunto per l'assertività, la comunicazione, ecc, oppure 5 Percorsi di Crescita personale della rebuffo, edito da Erickson, oppure il Metodo Beck per suportare le persone che sono a dieta (io l'ho modificato e riorganizzato perché è troppo strutturato, addirittura giorno per giorno!). Insomma chiediti cosa vuoi fare, con chi vuoi lavorare, qual è il gradicno più basso da cui puoi partire per costruirti esperienza. Per i manuali, basta cercare, cercare, cercare e selezionare, operazione semplice grazie a internet ;).
per Alessya: come si fa a inviare a un ospicoterapeuta se non si conosce nessuno psicoterapeuta? beh sempre meglio conoscerne qualcuno e lavorare in rete, restare in contatto con altri professionisti così da ricevere invii e inviare a propria volta. Difficile lavorare isolati. Se propio non conosci, puoi cmq segnalare ad esempio il portare benessere4u.it dove possono trovare psicologi e psicoterapeuti divisi per città, chiedere un colloquio conoscitivo e valutare con chi si trovano meglio.
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Ciao Ste! Grazie innanzitutto per i consigli! Io vorrei farmi conoscere, come hai consigliato giustamente, proponendo incontri sull'assertività o sulla comunicazione efficace, ma a chi ci si deve rivolgere per proporli?
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a nessuno, dovrai organizzarli tu da zero. "Purtroppo" essendo una professione autonoma, nessuno ci imbocca come una madre benevola, bisogna fare da sé, ciascuno dovrà pensare anche a progettare e promuovere i suoi servizi, senza cercare nessuno che glieli faccia fare, che gli dica cosa fare o che provveda per lui. O melgio, ci sono 2 modi. Uno è completamente autonomo, cioè: individui a chi vuoi proporlo, ad esempio adolescenti? Giovani? Adulti? Donne? Ecc. E ti promuovi laddove "circola" la categoria a cui ti rivolgi. Se ti rivolgi a giovani, puoi fare locandine all'università, un sito, ecc, insomma i canali pubblicitari variano in base all'utenza e a dove si "assiepa". Le strategie promozionali sono fondamentali e puoi impararle dagli ebook gratuiti che in questo forum sono stati più volte consigliati (puoi leggere gli altri messaggi) e poi applicare con enorme costanza. Oppure ti rivolgi ad un'associazione che già organizza corsi e iniziative affini, proponendo di aggiungere al loro paniere di servizi anche un seminario in più. Oppure puoi chiedere ad un pub, alla tua estetista (se ti rivolgi alle donne) e quant'altro. Ovviamente è tutto difficile, faticoso, frustrante, sfiancante e nonè detto che subito parta. Ma s'ha da fà.
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Grazie Ste, hai ragione! E' fondamentale inizialmente farsi conoscere e l'unico modo è quello di proporsi con corsi o incontri anche gratuiti (ma si spera non sempre gratuiti!!) focalizzati sul benessere psicologico.
Secondo me è poi anche un modo per farsi esperienza in certi settori!
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Seduta di consulenza e/o sostegno psicologico individuale
Seduta di consulenza e/o sostegno psicologico alla coppia e alla famiglia
Seduta di consulenza e/o sostegno al gruppo
Consulenze psicologico-cliniche a enti pubblici o privati con impegno orario predeterminato
Consulenza di’orientamento scolastico per classi, rivolta a ragazzi, genitori e/o insegnanti
Consulenza/formazione psicologica per insegnanti, educatori o genitori (per incontro)
....
e così via. Sono circa una sessantina le tipologie di consulenze, che per "uso e costume" puoi fare come psicologo. Per me, mi ripeto, sono tutte quelle che comprendono "l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito" e che rispettano la legge Italiana ed Europea e il Codice Deontologico della nostra professione. Punto. Cioè, a partire da queste premesse è possibile declinare tutte le consulenze che vuoi!
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è un bell'articolo e anche molto pratico ...
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anche questo può servire ...
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è sufficiente, solo che non se ne ha coscienza finchè non si prova, ve l'assicuro!se il tirocinio non vi ha dato questa opportunità (a me si fortunatamente), fate i volontari, dopo l'abilitazione, negli ospedali ecc..e vi accorgerete quante cose sapete fare che mai avreste immaginato. le basi ci sono. buttatevi un po', e vedrete che vi stupirete da soli. Io TUTTI me compresa quelli che conosco che durante il tirocinio si sono trovati in questa situazione si sono accorti, sorpresi, di quanto si sarebbero sentiti sicuri di condurre loro, ti quante cose gli venivano in mente durante il colloquio a cui assistevano.Si possono fare miliardi di cose come psicologo..la psicoterapia è solo una cosa in più, il resto è psicologia. Poi quando tocchi con mano sei un vulcano di idee..e questo perchè le basi le avevi.Coraggio!
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che sola essere psicologi!! Paghi e non lavori mai come psicologo, è un miraggio...poi se si aggiunge la sfiga come mi è successo -ovvero 5 6 anni di specializzazione in psicoterapia che non valgono nulla- è ancora peggio
silvia