Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici
Fatti tuoi, se pensi che avere opinioni radicali riguardo alla professionalità degli psicologi sia demagogia. Sicuramente il tuo atteggiamento da grande intellettuale che si ritira nei suoi simposi tra grandi i pensatori della psicologia, non è molto costruttivo...
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Comprendo bene le divagazioni..ma inviterei chi vuole intervenire a tornare ad avvicinarsi alla traccia della discussione..il moderatore ha fornito una chiara indicazione circa lo stato delle cose...non ha certo potuto offrire una soluzione...magari da questa discussione potrebbero nascere proposte ed idee sul come difenderci...da chi con un titolo triennale inquina la nostra professione...e magari capire bene cosa rischia chi è "protetto" ma anche "controllato" da un ordine professionale nel caso di collaborazioni con un consuelor, che appunto è libero di agire come vuole ..magari creando disatri che potrebbero poi ricadere su di noi
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Comprendo bene le divagazioni..ma inviterei chi vuole intervenire a tornare ad avvicinarsi alla traccia della discussione..il moderatore ha fornito una chiara indicazione circa lo stato delle cose...non ha certo potuto offrire una soluzione...magari da questa discussione potrebbero nascere proposte ed idee sul come difenderci...da chi con un titolo triennale inquina la nostra professione...e magari capire bene cosa rischia chi è "protetto" ma anche "controllato" da un ordine professionale nel caso di collaborazioni con un consuelor, che appunto è libero di agire come vuole ..magari creando disatri che potrebbero poi ricadere su di noi
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Io sinceramente (che il counseling lo faccio in studio..) la proposta ce l'avrei e da mesi e mesi.....perché il nostro ordine nazionale così come è finalmente riuscito a creare e divulgare un protocollo d'intesa con le maggiori associazioni dei consumatori (La carta dei diritti del cliente/paziente delle prestazioni psicologiche, un'ottima e validissima iniziativa a cui aderisco e che serve a contrastare il pervasivo abusivismo che inquina credibilità e pratica della nostra professione) non mette a punto una "Carta del counseling psicologico" (termine che mi è stato detto di utilizzare per definire ciò che faccio distinguendolo - giustamente - dai vari counselings praticati da chi psicologo non è) in cui definire metodologie, presupposti anche teorici (perché mai chi non è psicoterapeuta non dovrebbe essere legittimato ad avere un orientamento teorico che guida la sua pratica? Lotrovo da sempre scorretto tecnicamente e deontologicamente!), compiti, diritti e doveri e - perché no - istituire un albo come esiste quello degli psicoterapeuti? E' ora che il nostro ordine non difenda e tuteli solamente gli psicoterapeuti ma anche gli psicologi in quanto tali, restituendo dignità e spazi al settore clinico, che si trova nella surreale situazione di avere da una parte una gran richiesta implicita d'intervento e dall'altra di non essere messo in luce dal suo stesso ordine professionale ed essere soffocato da scuole e scuolette private di sedicenti counselors che non sanno nemmeno cosa sia un TAT! ciao
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Peterpan1977
Senza entrare nel discorso che la struttura inglese è completamente diversa ad ogni livello da quella italiana ed è come paragonare le mele con le noci (neanche le pere).....allora non mi sono spiegato io, quello che servono sono idee concrete non sparate tipo voglio la pace nel mondo.
Mi ritiro da questo sterile dibattito, se qualcunaltro è più concreto con proposte attuabili sono apertissimo al dialogo.
Volevo solo segnalare un articolo che afferma la possibilità concreta della pace nel mondo, e che un giorno le noci, forse, potranno essere paragonate alle mele.
http://altrapsicologia.com/abolizion...ologi/2011/06/
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Scusami ma non ho capito cosa c'entrerebbe con quello che si diceva. Ciao Ciao
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La sentenza di cassazione n. 14408 dell’11/4/2011, cui l’Ordine degli Psicologi dell’Emilia Romagna è arrivato dopo aver intentato un processo contro la dott.ssa Alessandra Guerra per esercizio abusivo della professione di psicologo e attività di psicoterapeuta, rappresenta un punto fondamentale nella storia della difesa dei nostri confini professionali.
Viene, infatti, finalmente sancito che “ai fini della sussistenza del reato di cui all’art. 348 c.p., l’esercizio dell’attività di psicoterapeuta è subordinato ad una specifica formazione professionale della durata almeno quadriennale ed all’inserimento negli albi degli psicologi o dei medici (all’interno dei quali è dedicato un settore speciale per gli psicoterapeuti). Ciò posto, la psicanalisi, quale quella riferibile alla condotta della ricorrente, è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. Ne consegue che non è condivisibile la tesi difensiva della ricorrente, posto che l’attività dello psicanalista non è annoverabile fra quelle libere previste dall’art. 2231 c.c. ma necessita di particolare abilitazione statale”.
Riporto questa parte della recente sentenza per sottolineare un aspetto per me importante. Quanto è sancito nella frase: la psicanalisi...è pur sempre una psicoterapia che si distingue dalle altre per i metodi usati per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. sta anche a dire che che la psicoterapia usa metodi per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali. Ci dice che è attività riservata, quindi qualsiasi metodo che usi un counselor (non psicologo o psicoterapeuta) per raggiungere tale scopo è abuso della professione. Per intenderci, un counselor non può assolutamente usare metodi per rimuovere disturbi mentali, emotivi e comportamentali.
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ecco, noi ci preoccupiamo se specificare l'ambito nel quale operiamo sul nostro biglietto da visita (es. psicologo scolastico, psicologo forense..)sia giusto o sbagliato, mentre sti counselor non psicologi se ne sbattono e fanno sentire la loro voce anche senza un titolo di studio...a volte mi chiedo se la nostra onestà non ci abbia fatto diventare un pòchetto troppo rimba....
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Claudia, grazie per l'intervento..io non penso che sia una questione di essere un pò "rimba", certe volte capita chiaro...io ho avuto a che fare per mesi con una counselor che si era spacciata per psicologa e ci sono cascato da pollo...ma il fatto è che siamo disarmati davanti a chi invade il nostro campo in quanto è facile invaderlo da parte di alcuni counselor ( e dico alcuni poichè conosco dei couselor veramente attenti al rispetto del loro ruolo e molto preparati) e è al contrario assolutamente complesso dimostrarlo...
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sm.psicoia
..io ho avuto a che fare per mesi con una counselor che si era spacciata per psicologa e ci sono cascato da pollo...ma il fatto è che siamo disarmati davanti a chi invade il nostro campo in quanto è facile invaderlo da parte di alcuni counselor
ma lo hai denunciato?
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sm.psicoia
Claudia, grazie per l'intervento..io non penso che sia una questione di essere un pò "rimba", certe volte capita chiaro...io ho avuto a che fare per mesi con una counselor che si era spacciata per psicologa e ci sono cascato da pollo...ma il fatto è che siamo disarmati davanti a chi invade il nostro campo in quanto è facile invaderlo da parte di alcuni counselor ( e dico alcuni poichè conosco dei couselor veramente attenti al rispetto del loro ruolo e molto preparati) e è al contrario assolutamente complesso dimostrarlo...
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Peterpan1977
ma lo hai denunciato?
ragazzi dire di essere Psicologo quando non è vero è un REATO, perché per conseguire questo titolo (ugualmente al titolo di Avvocato, Medico, ecc..) bisogna iscriversi ad un Albo professionale a cui si accede trmite Esame di Stato.
Il fatto che questa counselor dicesse di essere psicologa è grave, è un reato ed è truffa nei confronti dell'ente in cui si è proposta!!!
Se non siano noi i primi a denunciare questi abusi (questo è un abuso in piena regola...non per le sue competenze di counselor -su questo non mi esprimo- ma per aver detto di essere "psicologa senza esserlo!)
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è difficillismo beccare un counselor, sono molto abili a non esssere troppo spudorati, questo è stato uno sprovveduto....puoi descrivere la situazione?magari si può beccare......ragazzi dobbiamo essere più svegli
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....ci si conosce ad un convegno....nome cognome..titolo..e lei.ahh anche io lo sono.., e che fai ti metti a controllare sul sito...! ad un certo punto l'ho fatto, ma l'ordine non può mica intervenire su un non iscritto se non denunciarlo , e così è stato, ma racoglere prove non è certo facile, questa persona nel frattempo è corsa ai ripari...avevamo aperto una associazione di psicologia ed ha trovato due esimi colleghi che le tengono il goco, dopo che chiaramente io sono andato via una volta che ho visto che mi aveva preso in giro e le serviva qualcuno con i titoli in appoggio..servirebbero testimonianze da pazienti..io so che ne ha e ne ha avuti..anche a casa sua..ma non si può denunciare senza prove e poi questi titoli danno sempre il diritto di poter dire che si è intervenuti solo sul "qui ed ora" e noi siamo fregati..
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poco fa ho letto e commentato la sentenza del tribunale lombardo che finalmente chiarisce che la professione di psicologo può essere esercitata solo da chi è iscritto all'albo..(e tanto ci voleva)...ho commentato l'articolo e spero che sia la volta buona che passando ancora oggi per una certa strada di roma non ci sarà più un cartello con scritto..."Centro di psicologia............" o se ancora esistente ci lavorino colleghi e non counselor!