Riferimento: Psicologo counselor?
Che per fare counseling psicologico non hai necessità di fare alcun corso.
Le abilità e le tecniche necessarie dovresti averle già apprese nel corso della tua formazione e del tirocinio. Da un punto di vista legale, chiunque può dichiararsi counsellor.
Buona vita
Riferimento: Psicologo counselor?
...aggiungerei che, a meno di avere qualche "aggancio" in qualche studio privato/ospedale/servizio sociale ecc., non sarà la scuola di counseling a farti trovare pazienti o opportunità lavorative :) per quelle bisogna diventare imprenditori di sè stessi ;)
in bocca al lupo!
Riferimento: Psicologo counselor?
Ciao schizofrenico67 :)
ho unito la discussione da te aperta con una già esistente che, anche se parte da premesse un po diverse rispetto alle domande che poni, ritengo sia comunque affine per l'argomento e contenente più di qualche spunto grazie alle risposte date dagli utenti che vi hanno preso parte.
Riferimento: Counseling???
Citazione:
Originalmente inviato da
Psichedelic
Buon per te se questo ti sembra sufficiente. Io ho sempre considerato la professione psicologica di responsabilità e valore pari a quella medica e faccio lo stesso ragionamento che applicherei ad un giovane medico fresco di esame di stato: te la senti di prescrivere ricette e fare diagnosi alle persone? Si potrebbe obiettare rispondendo che si tratta solo di counseling, sostegno o altro, che è solo un colloquio... Bene, questa sì che è una grande svalutazione di ciò che si sta facendo. Non è SOLO un colloquio, c'è molto altro da mettere in campo: inesperienza personale, giovane età, università che purtroppo forma quasi esclusivamente a livello teorico e tirocini che non trasformano i neo-laureati in veterani di un mestiere, a meno che non si siano entrambi compiuti nel settore di cui già ci si vuole occupare e quindi si abbiano le idee un po' più chiare. Questa è la mia posizione, ognuno fa ciò che vuole, ma se leggi questo forum ti rendi conto già dalle domande più frequenti che spesso si è poco pronti a lavorare da subito ed è una realtà a mio avviso sana, a cui si può porre rimedio con l'umiltà di continuare a formarsi.
Guarda che i medici appena laureati (dopo il tirocinio ovviamente) iniziano da subito a fare supplenze per il medico di base e quindi quando sostituiscono il medico di base di un ambulatorio fanno ricette e visite e tutto quello che fa qualsiasi medico di base!
E quando svariati anni fa non esisteva l'obbligo del corso post laurea per la medicina di base (solo dal 95 è obbligatorio!), i medici iniziavano il loro lavoro dopo la laurea, quindi quelli diventati medici prima del 95 non hanno fatto assolutamente nessun corso per iniziare a lavorare e lo so bene perchè ho svariati parenti che fanno i medici di base.
Semza dimenticare che i medici che scelgono di continuare a specializzarsi dopo la laurea sono ben pagati, non lo fanno gratis nè tantomeno pagando, mica come gli psicologi che continuano per anni a formarsi sborsando un sacco di soldi.
Io sono del parere che l'esperienza si fa iniziando.. se uno non inizia rimane sempre allo stesso punto, i corsi ti danno la teoria, ma non l'esperienza.
Ma poi scusate, il tirocinio obbligatorio per la laurea voi non lo considerate esperienza? certo è ovvio che se uno si accontenta di fare il tirocinio interno in facoltà (e tanti lo fanno per una questione di comodità, perchè parliamoci chiaro non si fa nulla praticamente e si hanno poche ore rispetto a chi lo fa esterno) poi è ovvio che una persona si ritrova sprovvista di esperienza!
Io invece ho passato mesi a cercare un tirocinio esterno che potesse essere valido e dove l'ho fatto io alla neuropsichiatria infantile ho visto un sacco di casi, sono stata coinvolta nelle attività..questo vuol dire fare esperienza
Riferimento: Psicologo counselor?
Citazione:
Originalmente inviato da
schizofrenico67
Premetto che ho 49anni e sono uno psicologo. Mi ha suggerito, un mio collega psicoterapeuta che, se facessi un master triennale di counseling (visto che nella mia città non esistono scuole di psicoterapia) mi potrei buttare con più chance nel campo lavorativo....Ho calcolato che fra 3 anni avrò 52anni. Sarà vero visto che vivo in una città dove vige una violenta raccomandazione per il mondo del lavoro? Non è solo una delle tante alternative succhiasangue emotive, monetarie per mettersi in tasca un bel po' di soldi?
Poi penso: " ho 49anni! non sono più un giovanottino....chi mi prende ...poi non ho conoscenze politiche o mediche... mah...voi che ne pensate? Sono mie paranoie o......
Ma non è affatto vero, il counseling lo può fare benissimo lo psicologo, non c'è bisogno di spendere soldi in master che ti danno tanta teoria ripetendo cose già svolte durante l'università.
E poi quando si tratta di trovare clienti privati, lì contano le abilità di sapersi pubblicizzare bene, mica gli attestati
Riferimento: Counseling???
L'attività di counseling non è attualmente regolamentata dallo Stato. Da un punto di vista strettamente legale nulla osta a che tu la possa svolgere. Da un punto di vista pratico (dando per scontato che non stai confondendo il counseling con la consulenza psicologica) le conoscenze universitarie non sono minimamente sufficienti per esercitare counseling. E nel tuo caso, tanto meno, il counseling psicologico (che è ancor più complesso poiché affianca agli strumenti propri al counseling, quelli propri allo psicologo).
Personalmente (ma so di essere in netta minoranza) ritengo che un neolaureato non abbia neppure gli strumenti sufficienti per svolgere la consulenza psicologica, a meno che questa non si riduca ad una mera consulenza "tecnica" (da non confondersi con la consulenza tecnica per come la si intende in area giuridica, ovviamente).
La questione è veramente annosa e spinosa. Il tirocinio dovrebbe rappresentare un momento di passaggio nel quale si iniziano a mettere in pratica le conoscenze e le competenze acquisite durante l'iter universitario. Ma sappiamo che la maggior parte dei tirocini, ahimè, non è affatto "professionalizzante".
Nelle professioni regolamentate l'attività professionale è nettamente distinta dall'attività di consulenza. Fare consulenza significa "dare una risposta ad un quesito di ordine tecnico". Fare attività professionale significa invece mettere in campo tutta una serie di strumenti e conoscenze finalizzate al raggiungimento di un obiettivo.
Infatti nelle professioni regolamentate la consulenza non è una riserva professionale (basti pensare alla differenza che intercorre tra fare consulenza fiscale e fare il commercialista, fare consulenza legale e fare l'avvocato, etc.) nonostante che gli Ordini a più riprese tentino di renderla una esclusiva.
In psicologia, invece, si tende a confondere la consulenza psicologica con il fare lo psicologo, ma non è esattamente la stessa cosa. Poi, che c'entra, è un problema di "linguaggio" e di mettersi d'accordo sui termini da utilizzare... ma forse potremmo cominciare a pensare di allinearci agli altri professionisti (vedi ai che le cose migliorino...).
Tornando al tuo quesito e tralasciando il problema legale (posso o non posso farlo che, abbiamo visto, non esiste) la domanda vera te la devi porre tu: sei o non sei in grado di fare delle attività? E se sì, quali?
Esempio: in quanto psicologo puoi tranquillamente accettare una consulenza tecnica di parte per l'affidamento di un minore. Te la senti? Te la senti / sei in grado di strutturare colloqui con il minore, la famiglia, la madre, il padre? Te la senti /sei in grado di somministrare test al minore? Te la senti / sei in grado di scrivere una relazione da consegnare al Giudice? Etc.
Poi, è chiaro, come dice il vecchio adagio "nessuno nasce imparato"... e dunque farai come tutti esperienza strada facendo.
Riferimento: Counseling???
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
.....le conoscenze universitarie non sono minimamente sufficienti per esercitare counseling. E nel tuo caso, tanto meno, il counseling psicologico (che è ancor più complesso poiché affianca agli strumenti propri al counseling, quelli propri allo psicologo).
quali sono secondo te gli strumenti propri dello psicologo"
Riferimento: Counseling???
Ciao quattrostracci
Magari hai ragione. Ma io ricordo di aver costruito interventi di counselling psicologico a pochi mesi dal tirocinio ( e le persone mi vennero inviate dal CPS dove avevo svolto il tirocinio, e non le avevo mai viste prima).
Il che, dal mio punto di vista, significa che studi e tirocinio non sono così inutili come dici.
Poi, che oggi faccia meglio, dopo la scuola di specializzazione e qualche po' di esperienza, può anche essere vero. Ma non sarei così drastico. In fondo, se nessuno nasce imparato, quando si inizia si fa quel che si può.
E direi che, anche dopo, si fa lo stesso.
Buona vita
Riferimento: Counseling???
Citazione:
Originalmente inviato da
Johnny
quali sono secondo te gli strumenti propri dello psicologo"
Ritengo che gli strumenti propri dello psicologo siano ben pochi. Ritengo che esistano molti strumenti che lo psicologo condivide con molte altre professioni. Ciò premesso, anche per dare maggior compiutezza a quanto da me espresso pochi post più su, è opportuno specificare che io mi occupo di psicologia clinica e di psicologia giuridica, e dunque non conosco quali siano a pieno regime i requisiti per occuparsi di psicologia sperimentale, psicologia aziendale, etc.
Mi scuserai questa obsoleta distinzione, ma io vengo da quegli anni in cui all'università, dopo il biennio, si poteva scegliere: clinica e comunità, sperimentale, lavoro e organizzazioni, età evolutiva.
Dunque, in senso stretto, lo psicologo ha a disposizione diversi strumenti di lavoro. Alcuni sono, a mio avviso, trasversali e propri a tutte le professioni di aiuto: l'ascolto, la comunicazione, la gestione della relazione. Altri sono più tecnici e, in alcuni casi, propri alla figura dello psicologo: il colloquio clinico, la diagnosi differenziale, la psicodiagnostica in generale (scale, questionari, inventari, etc.).
Non vi è dubbio alcuno che la formazione universitaria sia in grado di dare, in primis, una cultura psicologica ampia, vasta e variegata. Sicuramente la formazione universitaria è anche in grado di dare, in buona parte, molti degli strumenti elencati sopra.
Continuo ad essere fermamente convinto che la formazione universitaria non sia minimamente in grado di dare, invece, tutti quegli strumenti propri, per così dire, alla gestione del paziente. Ascolto, comunicazione e relazione non sono cose che puoi studiare sui libri o, almeno, non solo. Sono strumenti (meglio: qualità e competenze) che si acquisiscono solo dopo una formazione personale che, ad oggi, l'università italiana non offre.
Vi sono rarissime eccezioni: come non ricordare i memorabili gruppi analitici tenuti dal Prof. Carotenuto a La Sapienza? Certo, fuori dall'orario accademico e fuori dal programma, la cui partecipazione era del tutto volontaria. Solo lì ti rendi conto che l'esame di psicologia dinamica acquista di senso. Solo quando ti incontri e ti scontri con l'ansia del tuo compagno di università, e di fatto con la tua, allora riesci a dare un senso al capitolo sull'ansia del libro di psicologia clinica...
Il vero problema dello psicologo in Italia, oggi, è che con la laurea in psicologia non hai strumenti per occuparti di clinica (ripeto: non so esprimere un giudizio su altri settori che non sono di mia competenza). Nella canonica distinzione formazione / informazione, hai senza dubbio l'informazione, ma ti manca la formazione.
Se ne è andato da questo mondo, lo scorso sabato mattina, il Prof. Jerome Liss, fondatore della psicoterapia biosistemica. Da alcuni era molto osteggiato, poiché aveva dato il via quell'immenso capitolo sulla comunicazione ecologica aprendolo a tutti i professionisti della relazione di aiuto (che lui chiamava facilitatori). Saper ascoltare, saper tacere, saper prestare attenzione ai segnali del tuo paziente (verbali, non verbali, fisici e psicologici). Al di là del modello teorico: quanti neolaureati che hanno la pretesa di veder pazienti sono in grado di fare tutto questo?
Ci sono molti libri dove ti insegnano come si pongono le domande: libri sulle tecniche del colloquio, libri sul counseling, etc. Potrai senza dubbio imparare la differenza tra una domanda aperta e una domanda chiusa. Ma non imparerai mai da un libro quando è opportuno fare quella aperta piuttosto che quella chiusa, perché l'esempio del libro non troverà mai riscontro nella vita reale.
In psicologia, il variegato universo dell'occuparsi dell'Altro, necessita di strumenti che l'Università non ti dà. Sapere, saper fare e saper essere: l'Università ti dà il 90% del sapere, il 60% del saper fare e lo 0% del saper essere. E non c'è niente da fare... il sapere essere, dopo venti anni di lavoro, continua ad essere quello che mi aiuta ad aiutare gli altri.
Dunque, se non volete che il counseling si riduca ad una mera consulenza psicologica (cosa falsissima inventata dagli Ordini degli psicologi per giustificare la condanna a morte del counseling fatto da non psicologi), non è certo con l'Università che si impara a farlo e a metterlo in pratica.
Concludo rispondendo anche a willy61:
Citazione:
Originalmente inviato da
willy61
Ciao quattrostracci. Magari hai ragione. Ma io ricordo di aver costruito interventi di counselling psicologico a pochi mesi dal tirocinio ( e le persone mi vennero inviate dal CPS dove avevo svolto il tirocinio, e non le avevo mai viste prima). Il che, dal mio punto di vista, significa che studi e tirocinio non sono così inutili come dici.
Lo ritengo del tutto possibile, e pur tuttavia non riesco a non pensare che sia l'eccezione con conferma la regola... :-)
Riferimento: Counseling???
[QUOTE=quattrostracci;2691702
Concludo rispondendo anche a willy61:Lo ritengo del tutto possibile, e pur tuttavia non riesco a non pensare che sia l'eccezione con conferma la regola... :-)[/QUOTE]
Ciao quattrostracci
Non so se è un'eccezione. Ho avuto la fortuna di fare un tirocinio costruito bene.
Tre mesi di teoria in ospedale su modalità di somminitrazione e interpretazione dei test più utilizzati (WAIS, Rorschach Exner, MMPI II, ORT, TAT).
Poi in CPS sotto lo sguardo attento di una vecchissima psicologa (una delle prime a laurearsi in psicologia, ma lavorava già in ospedale psichiatrico) che ci ha letteralmente buttati nell'arena.
"Dunque, vediamo... Abbiamo qui una lista di pazienti che hanno chiesto un primo colloquio... Chi di voi vuole vedere la sig.a X?"
E una delle mie compagne di tirocinio chiede: "Ma il primo colloquio, non potremmo farlo assieme a Lei, dottoressa?".
Risposta lapidaria: "E il secondo colloquio sarebbe ancora il primo... Andate e fate. Se sbagliate ve lo dico io dopo!".
Come dire, credo di essere stato fortunato: 5 ore al giorno con i pazienti, e 4 ore ogni due giorni di supervisione in gruppo. Per 9 mesi.
Buona vita
Riferimento: Counseling???
Decisamente Guglielmo, decisamente fortunato. Anche io ho avuto la fortuna di fare un tirocinio ben fatto, ma già all'epoca "voci di corridoio" dicevano che era un'eccezione... e che la maggior parte di noi catalogava libri, rispondeva a telefono, correggeva le bozze di alcuni articoli e libri, etc. L'essere buttati nell'arena, per di più sotto la supervisione di un collega esperto, è decisamente istruttivo!!! Non c'è dubbio. Che poi è quello che normalmente si fa nelle università straniere o, almeno, in quelle del mondo anglosassone (che ho personalmente frequentato). E che dovremmo fare anche in Italia.
Ciao e buona giornata anche a te :-)
Riferimento: Counseling???
Per questo, nel mio primo messaggio, davo molta importanza al tirocinio. A me (in campo psicologia del lavoro) è capitata la stessa cosa che è capitata a Willy, dritto nell'arena in tirocinio e alè andare: però avevo fatto io una selezione di molte società da tirocinio, ci avevo perso un sacco di tempo, mi ero informato da chi ci era stato prima...insomma una vera e propria ricerca di un posto di lavoro (che però era gratis :asd: )
credo che l'errore base parta da lì, non credo che siamo eccezioni, e sono d'accordissimo con la citazione fatta da Willy. Occorre buttarsi; e, questo l'aggiungo io, se ci si butta in ottica di "servizio" al cliente (nel mio caso) o paziente, per quanto male vada non uscirà mai più incasinato di quando è entrato, al massimo esce uguale a prima (e io non lo trovo un salto nel buio senza rete)
Riferimento: Counseling???
Citazione:
Originalmente inviato da
quattrostracci
Poi, è chiaro, come dice il vecchio adagio "nessuno nasce imparato"... e dunque farai come tutti esperienza strada facendo.
a tal proposito, non trovare che sarebbe utile se esistesse una associazione di categoria di "psicologi esperti in counselling"?
E' vero che lo psicologo "può" fare tante cose, ma sono talmente tante che è utile se lo psicologo si specializzi in uno specifico settore, facendo un master o facendo esperienza.
Ad esempio so che esiste l'AIPS (ass. italiana psicologia dello sport), così se uno psicologo volesse occuparsi di psicologia dello sport farà un master o esperienza sul campo e magari si iscriverà a questa associazione, "certificando" così di essere competente in questo settore, a vantaggio dell'utenza che potrà scegliere con più trasparenza e facilità a chi rivolgersi.
In futuro infatti diventeranno sempre più importanti le competenze (=cosa sai fare) anziché il titolo di studio (sono le direttive europee), quindi personalmente sarei molto favorevole ad un'associazione di categoria di "psicologi counsellor" cioè che hanno sviluppato specifiche competenze nel counseling, a cui lo psicologo può iscriversi se lo vuole, dopo aver fatto master o esperienza in questo settore.
Cosa ne pensate?
Riferimento: Counseling???
ma c'è proprio bisogno di chiamarlo couseling? Non si può tornare a chiamarlo consulenza oppure sostegno? Visto che, gira rigira, di quello si tratta, più o meno ingloba questi 2 interventi, che sono sempre esistiti da quando è ufficialmente nata in Italia la figura dello psico, tant'è che sono pure le prime 2 voci del tariffario. Sennò legittimiamo chi, americanizzando il nome di una cosa, pensa di averla inventata. Che irritazione...sennò pure io domani faccio un impasto, lo stendo, ci metto sopra la pummarola :mmh?:, il basilico e la mozzarella e la chiamo Auansgheps...voglio vedere se non viene qualcuno a dirmi "ahò, abbella, nun te la crede...esiste già, se chiama pizza!" :look: