Riferimento: Paziente minorenne
Io se possibile vedo subito entrambi i genitori e il bambino, mi presento e faccio spiegare il problema dai genitori e nel frattempo chiedo al bambino di intervenire e di dirmi cosa ne pensa al riguardo e alla fine rimango 10 minuti da sola col bambino in cui gli dico in che modo penso di risolvere il problema e chiarisco eventuali dubbi. In qst'occasione faccio firmare il consenso informato e descrivo contratto terapeutico.
Dalla volta successiva vedo solo il minore.
Durante la il corso della terapia, se il minore è consenziente e se lo ritengo opportuno, faccio dei colloqui con genitori e figlio o con i soli genitori.
E' interessante questa discussione, io alle domande di Miamimau allargherei questa discussione anche al modus operandi terapeutico,
-che obiettivi vi ponete con pazienti minori, adolescenti,
- su quali binari procedete
-quali strumenti o in che modo perseguite gli obiettivi
Riferimento: Paziente minorenne
Concordo su quanto sia interessante questa discussione :approved:
quindi, riprendendo gli spunti di levais,
-che obiettivi mi pongo con pazienti minori e adolescenti: beh, prima di tutto ascolto la loro richiesta o di chi per loro; dopodichè il primo obiettivo è la creazione dell'alleanza terapeutica, di un clima di fiducia e rispetto reciproco con lui e con tutta la rete attorno, quindi non solo genitori, ma anche insegnanti, allenatori, educatori, e tutte le persone che possano gravitare in maniera significativa attorno al ragazzo.
Poi, di per sè, tendenzialmente lavoro in direzione di facilitare il percorso di crescita fisiologica del paziente che ho di fronte. Detta così sembra banale, ma credo ci stia tutta l'essenza della psicoterapia infantile; non tanto cura, quanto accompagnamento.
Chiaro che poi si va da caso a caso, ma tendenzialmente credo sia questo l'obiettivo principe della terapia.
- su quali binari procedo. Ho già detto della rete attorno al minore, del valore delle singole persone adulte che sono presenti nella sua vita.
Il lavoro che faccio, quindi, è essenzialemente di far andare i binari tutti nella stessa direzione, io col mio pezzo, i genitori con il loro, i prof con il loro, ecc...
Per questo integro la terapia con incontri periodici, nei limiti del possibile, con tutte le persone significative, per collaborare e verificare cosa funziona e cosa no.
Mi rendo conto che sconfino un po' nel campo educativo, ma, con buona pace dei sacri testi, facilita il lavoro terapeutico in studio sapere che il ragazzo VIENE PENSATO e che c'è un progetto comune attorno a lui\lei.
-quali strumenti o in che modo perseguo gli obiettivi: questa non l'ho capita :argh:...cioè, cosa faccio oltre al colloquio clinico? Beh, mi ripeto (scusate se sono noioso...), faccio rete!
Spero di aver risposto!
Riferimento: Paziente minorenne
Mi fa piacere che questa discussione si stia arricchendo e risulti utile per altri....è un ottimo scambio di info ed esperienze....
A proposito di questo volevo porvi una domanda più tecnica diciamo....come gestite voi il fatto delle registrazioni? Essendo un aspetto molto importante e delicato....ed essendo obbligatorio...
- le registrazioni possono essere trascritte e questo ha valore sostitutivo o vanno conservate? se si per quanto tempo?
Riferimento: Paziente minorenne
Zefiro, grazie della risposta, in effetti mi rivedo molto in quello che dici. Il termine accompagnamento lo sento proprio mio.
Anche io mi rendo conto che a volte sconfino a livello educativo e a volte mi sono chiesta se questo sia giusto o meno, se questa sia terapia o meno. E la risposta che mi sono data è che il lavoro terapeutico con bambini e adolescenti comprenda anche un lavoro educativo.
Per quanto riguarda l'ultima domanda mi chiedevo oltre al colloquio clinico si cosa utilizzavate soprattutto con gli adolescenti. (disegni, role playing etc)
Riferimento: Paziente minorenne
Mi fa piacere che la mia idea sulla terapia come accompagnamento sia condivisa!
Con gli adolescenti di solito lascio che siano loro a decidere cosa utilizzare...soprattutto se hanno un atteggiamento diffidente aspetto che abbiano finito di guardare la stanza, controllare ogni oggetto, provarne un po'. Alla fine solitamente trovano da soli il loro strumento di lavoro....L'altro giorno un ragazzino ha usato la plastilina per decorare i quadri appesi....
Mi sono reso conto che è abbastanza inutile prepararsi un elenco di strumenti con gli adolescenti: loro sono così creativi e capaci di spiazzarti che troveranno da soli la modalità di espressione che noi adulti neanche ci saremmo sognati...
Riferimento: Paziente minorenne
Io ho trovato molto utile l'uso del disegno e della musica con gli adolescenti. Come gestisci il problema della privacy degli adolescenti nel fare colloqui con i genitori? Fai partecipare anche gli adolescenti ai colloqui oppure concordi con loro cosa dire?
Riferimento: Paziente minorenne
Io, invece, ho qualche difficoltà con il disegno; spesso gli adolescenti lo collegano con l'idea di essere trattati come bambini e rifiutano di disegnare (più i maschi che le femmine). Concordo invece sull'utilità della musica e delle loro canzoni preferite!
Sulla privacy, di solito concordo con loro i contenuti del colloquio con i genitori, specificando che quello che preferiscono che non venga detto non lo dirò.
Evito di fare colloqui con i genitori e il ragazzo\a presenti, secondo me confonde e favorisce i giochi.
Riferimento: Paziente minorenne
Qualche idea sulla scrittura creativa invece? Ne sto venendo a conoscenza ultimamente e mi incuriosisce molto, c'è qualcuno che la usa o sa come si dovrebbe usare?
Riferimento: Paziente minorenne
scusa la mia ignoranza, ma cosa intendi per scrittura creativa? Sembrerebbe in effetti uno strumento interessante...
Riferimento: Paziente minorenne
Ciao zefiro, per quello che io so la scrittura creativa è un modo di parlare di sè o delle proprie emozioni, scrivendo un tema, una poesia, una canzone. Quindi a partire da una traccia si invita il paziente a scrivere nel modo che preferisce o che sente pià vicino a sè. Altro non so perchè come dicevo sto venendo a conoscenza proprio recentemente di questo strumento
Riferimento: Paziente minorenne
Bella idea quella della scrittura creativa! Ma si applica in seduta oppure si da una consegna e poi la volta successiva si consulta il materiale portato dall'adolescente?
Riferimento: Paziente minorenne
Penso si applichi in seduta, ma ripeto non ne so molto
Riferimento: Paziente minorenne
Ciao Amarilis,
- la firma del consenso informato sono necessari entrambi i genitori
Io personalmente vedo in primo colloquio sempre i genitori e il bambino o al massimo solo i genitori
- Si anche la privacy va fatta firmare da entrambi i genitori
Per quanto riguarda gli strumenti che puoi utilizzare in terapia, direi che sono infiniti e a meno che non richiedano certificazioni specifiche non hai nessun limite nello scegliere quale mezzo utilizzare.
Riferimento: Paziente minorenne
grazie levais! è quello che pensavo anche io. e se può venire solo un genitore al primo incontro? E quando nel tempo chiedono informazioni, noi cosa possiamo dirgli o non dirgli? Cioè, ovvio che la privacy del paziente è sacra, ma se i genitori fanno domande? Grazie mille