Riferimento: Differenze tra Couseling e consulenze psicologiche
Citazione:
Originalmente inviato da
ikikomori
secondo Wikipedia, e anche secondo me, il counseling è:
un'attività professionale che tende ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del cliente, promuovendone atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando le capacità di scelta. Si occupa di problemi non specifici (prendere decisioni, miglioramento delle relazioni interpersonali) e contestualmente circoscritti (famiglia, lavoro, scuola).
secondo lo Stato italiano, e anche secondo me, lo psicologo è:
Citazione:
Legge 56/89, Articolo 1. Definizione della professione di psicologo
1. La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la
prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico
rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di
sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.
Citazione:
Codice deontologico
Articolo 3
Lo psicologo considera suo dovere accrescere le conoscenze sul comportamento
umano ed utilizzarle per promuovere il benessere psicologico dell’individuo, del
gruppo e della comunità.
In ogni ambito professionale opera per migliorare la capacità delle persone di
comprendere se stessi e gli altri e di comportarsi in maniera consapevole, congrua ed
efficace.
Lo psicologo è consapevole della responsabilità sociale derivante dal fatto che,
nell’esercizio professionale, può intervenire significativamente nella vita degli altri;
pertanto deve prestare particolare attenzione ai fattori personali, sociali, organizzativi,
finanziari e politici, al fine di evitare l’uso non appropriato della sua influenza, e non
utilizza indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei
committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale.
Lo psicologo è responsabile dei propri atti professionali e delle loro prevedibili
dirette conseguenze.
Articolo 4
Nell’esercizio della professione, lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla
riservatezza, all’autodeterminazione ed all’autonomia di coloro che si avvalgono
delle sue prestazioni; ne rispetta opinioni e credenze, astenendosi dall’imporre il suo
sistema di valori; non opera discriminazioni in base a religione, etnia, nazionalità, 2
estrazione sociale, stato socio-economico, sesso di appartenenza, orientamento
sessuale, disabilità. (...)
trovami in cosa si differenzia il counselor e la definizione di counseling da quella di psicologo.
Poi se vogliamo polemizzare con gli Ordini professionali, promuovere altre figure è un altro discorso, ma converrai che l'attività del couselor è del tutto sovrapponibile a quella dello psicologo. O meglio, il counseling è uno degli ambiti di competenza dello psicologo
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Johnny: anche il mio pensiero è questo..e anche la mia difficoltà.....aldilà del voler o meno promuovere/accettare nuove figure...io HO DIFFICOLTA' a riscontarre differenze...almeno da cò che finora è stato detto!..tutto qui!
:sbonk:
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ahhhhhhhhhhhhhhh..ok, ora ho capito...
SE Stai dicendo che l'università (facoltà di psicologia, ma anche filosofia, giurisprudenza, lettere....) ti danno molta teoria e poca pratica che puoi in questo caso aCQUISIRE COn un corso/master di counsellig siamo d'accordo...
Ma mi chiedo....al pari del counselling..potrei scegliere ad esempio di fare un master in PSICODIAGNOSTICA ...
Se NON lo facessi.....come SEMPLICE PSICOLOGA comunque io potrei fare psicodiagnosi....
stesso ragionamento no?
Riguardo al caso reale invece:
come psicologa: oltre tutto ciò che hai detto io mi sto occupando di aiutarlo ad acquisire delle strategie utili per superare questo momento....(certo..Nona vendo corsi specifici di counselling lo faccio in base agli strumenti e metodi che ho acquisito con altri corsi/master).....
E rispetto al mio saper fare: sono totalmente in disaccordo: come psicologi PURTROPPO (esattamente come dici) ci riempiono òla testa di teorie e teorie..manca la pratica..per cui sensa corsi/master/ etc etc....IO non avrei spauto fare proprio nulla! :( E in questo il corso di counselling credo aiuti molto, al pari di quello sulla mediazione familiare, sulla psicodiagnostica e altro! :)
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Ciao ragazzi, non sono più intervenuta nella discussione, ma l'ho seguita con molto interesse...Il mio dubbio nasceva dal fatto che intendo finalmente intraprendere la libera professione, ma, come noi tutti sappiamo, l'Università non ci ha fornito alcuna base pratica da cui partire. Alla fine ho scelto di non iscrivermi ad una scuola di counseling, ma, almeno per il momento, ho deciso di cercare testi in cui sia presentato un approccio "pratico" (chessò, libri magari dotati di schede di valutazione o esempi di colloqui), sempre che esistano...! Voi ne conoscete qualcuno di valido? Per avere un'idea più precisa sul counseling, ho ordinato "Il counseling ad approccio integrato", a cura di Mario Mengheri (Franco Angeli).
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e hai fatto benissimo....................... leggi..ma aldilà di tutto..... un corso/scuola/master se vuoi lavorare bene....è auspicabile!..ovviamente...è un mio personale pensiero!
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Ciao ho letto qui su ops che si parlava di un libro che sembrava interessante (anche se sinceramente non l'ho letto personalmente), te lo scrivo sperando che possano esserti utile:
Counseling e relazione d'aiuto edito da Giunti.
Sembra utile e abbastanza pratico sia come linee guida per la consulenza, sia per esercitazioni a impianto autocorrettivo relative al colloquio di counseling alla relazione d'aiuto.
:)
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Originalmente inviato da
-bijoux-
Ciao ho letto qui su ops che si parlava di un libro che sembrava interessante (anche se sinceramente non l'ho letto personalmente), te lo scrivo sperando che possano esserti utile:
Counseling e relazione d'aiuto edito da Giunti.
Sembra utile e abbastanza pratico sia come linee guida per la consulenza, sia per esercitazioni a impianto autocorrettivo relative al colloquio di counseling alla relazione d'aiuto.
:)
Grazie -bijoux-! Vado subito a cercarlo :-)
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Viola1980
Grazie -bijoux-! Vado subito a cercarlo :-)
Figurati! :) fammi sapere se lo trovi utile :approved:
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ikikomori
Ma certo che puoi trattarlo! se sei psicologa e tutto il resto non hai restrizioni.
certe volte noi ci complichiamo la vita senza motivo.
tu (cosi come tutti gli psicologi) puoi fare counseling, cosi come chi decide di iscriversi ad un master di counseling, acquisisce tecniche, teorico/pratiche, che noi psicologi appena usciti dall'università non conosciamo. abbiamo molta teoria, ma alcuna pratica.
--
la mia considerazione è la seguente. io appena uscito dall'università avevo la testa piena di teorie. il counseling mi ha dato alcune tecniche base, necessarie ma non sufficienti, a stare nella relazione con il cliente/paziente, come ad esempio la riformulazione (io dopo 5 anni di università non la conoscevo: me la spiegano il primo giorno del primo anno di counseling).
Benedetta sia la teoria! Trovi che ci sia così tanta differenza tra teoria e pratica? Lewin diceva che "non c'è niente di più pratico di una buona teoria", e in effetti nella mia personale esperienza l'ho notato, non so come avrei fatto senza una teoria, come si fa a intervenire, su qualunque settore, anche non clinico, senza essere guidati da teorie, possibilmente scientifiche e validate? Si andrebbe a tentoni. Chi viene buttato sulla pratica, imparando a freddo strumenti delicatissimi, può diventare pericolosissimo. Io avrei paura. Ai corsi di counseling per salumieri (con tutto il rispetto dei salumieri), per far vedere che "loro sono scuole pratiche invece quella brutta cattivona dell'università è tutto fumo teorico", insegnano sin dal primo giorno la tecnica dell'eco, della riformulazione e del riflesso e quant'altro...bene, ma se non c'è dietro una vasta preparazione teorica, una conoscenza approfondita anche delle psicopatologie, tecniche del genere diventano delle armi micidiali. Metti che il salumiere-counselor prendere in carico il bambino di cui parlava Elisa, e gli fa l'eco...tanto è solo un souneling, no? Se quel bambino è depresso, e il salumiere counselor non arriva neanche a sospettare che possa essere clinicamente depresso, e gli spara subito una risposta eco o una risposta riflesso...beh, lo sappiamo benissimo come può andare a finire, no? E' una cosa pericolosissima. O metti che il counselor ha davanti un bipolare, uno schizofrenico compensato dai farmaci (che quindi magari sembra una persona "sana", che ha solo un dubbio su dove andare in vacanza questa estate), o addirittura se capita una personalità narcisista o addirittura una antisociale...beh, sarebbe meglio evitare l'eco o il riflesso, sennò sai che guaio combiniamo a colludere con una struttura di personalità di questo tipo...sono caXXi amari!!! Scusa ma quanno ce vò, ce vò...Le tanto decantate tecniche, senza teoria, possono essere collusive. Magari dirai "ma pure la teoria, senza tecnica, non serve a niente ed è pericolosa"...beh stiamo parlando di teorie scientifiche, non di ideologie, non di fumo inutile, di chiacchiericcio nozionistico inutile, di sofismi e retorica fine a se stessa...sono teorie scientifiche, scusate se è poco. Definirle inutili e poco pratiche mi pare offensivo, sono strumenti preziosissimi, insostituibili, senza le quali non avremmo direzione, non avremmo un occhio, non ci verrebbe neanche in mente di sospettare qualcosa, diventeremmo meccanici applicatori di tecniche brute, insegnate a freddo. Metti in mano un coltellino a un chirurgo o a un macellaio, pure il macellaio impara a usarlo bene, solo che non ha deitro la teoria, e se taglia (anche se bene) nel posto sbagliato, al momento sbagliato, con l'intensità sbagliata, perché per modulare questi aspetti c'è bisogno di una vasta conoscenza del corpo umano, della microbiologia, ecc, poi vediamo che succede. Anche il chirurgo sbaglia, ma preferisco farmi operare da lui e non da un macellaio
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Finalmente sei intervenuta! cara :) ...ti aspettavo!..quoto e stra quoto ogni singola parola, anche la punteggiatura!
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Ciao Ste.
quello che dici è vero, la cornice teorica è fondamentale diversamente, come hai scritto, non ci sarebbe differenza tra un medico e un macellaio.
dico solo che le teorie non bastano per aver a che fare con una persona.
dico cose strane?
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Figuriamoci le tecniche brute :-O
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che vuol dire tecniche brute? quelle di ken il guerriero? :D
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Ciao a tutti!
Se mi permettete una metafora: preferirei salire su un auto guidata da qualcuno che ha preso la patente un'ora fa e non ha molte ore di guida di esperienza, che salire su un auto guidata con qualcuno che non conosce il codice stradale o il funzionamento di un'automobile, ma che sa schiacciare i pedali!
Non so voi...
E comunque smettiamo di parlare dei counselor come di una figura riconosciuta da sempre nei paesi anglosassoni e dire che noi italiani siamo i soliti retrogradi.
Non è semplicemente una guerra tra i categorie.
Parliamo di professionalità e legalità, che in Italia non siamo ancora in grado di garantire per la figura del counselor.
Il problema è che un counselor straniero( per esempio, un counselor statunitense ) dovrà innanzitutto scegliere in che ambito formarsi: scolastico, del lavoro, di coppia, ecc. seguire un master post-laurea, dopo svolgere un minimo di 2 anni di training supervisionato di circa 3000 ore, poi fare un esame di abilitazione e conseguire ogni anno i crediti di aggiornamento; un counselor italiano farà il "conselor" all'italiana..ahimè!
Di questa realtà non se ne parla mai, ma è il problema più urgente: tutelare la salute delle persone.