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Originariamente postato da gianluca mattio
Prof. Nicola Piccinini di fronte alla domanda "curare" solo attraverso le domande" mi è sembrato di assistere a uno sproloquio, anzi ad un'offesa alla pubblica opinione, ma siccome nessuno pensa alla pubblica opinione in questo caso mi sono sentito autorizzato a sentirmi come "pubblica opinione". Non so se mi sono spiegato bene: stiamo parlando di "curare", e mi sembra di capire che lei solo ora si ricorda di fare il moderatore, non è stato detto si può "cazzeggiare" con le domande!!! Prof. è stato detto "curare" e non condivido proprio la sua dolosa latitanza sul termine "curare". Poi c'è un altro scienziato che risponde con la ipergeneralizzazione e un'altro:"dipende molto dalle domande, da chi le pone, dove le pone, da come le pone e a chi le pone.Santiago" sempre riferito alla "cura". complimenti per il livello educativo, pedagocico e istruttivo del forum. Visto che non vengo ascoltato sono sceso sul vostro stesso livello di semantica e ho chiesto se pone sta per pene, o per pane, o per pinot...ho posto delle domande, a questo punto chi esce? esce...finalmente...fuori il moderatore e mi rimprovera. Bravo, condivido tutto, ha fatto bene a rimprioverarmi...ma ora ci spieghi "cosa" si può "curare con le domande", insomma se si sbagliano le domande non c'è cura se si azzeccano sì....prego è il suo turno..Prof. Piccinini ci spieghi....guardi che non faccio nè l'ironico nè polemica...imparo...
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Ciao Gianluca,
Citazione:
Certo, non sempre e non con tutti, ma esiste un modello di ristrutturazione basato sulla psicolinguistica che si articola principalmente sulle domande (il metamodello di Bandler e Grinder).
A cui se vuoi aggiungo riferimenti piu' precisi: Bandler e Grinder, "la struttura della magia", ed. astrolabio.
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Originariamente postato da gianluca mattio
Eppure a me cognitivamente parlando mi era sembrato di capire che il timido si era costruito delle paranoie (ipotesi, credenze, suggestioni, fantasie, oppure sempre per rimanere sul tema cognitivo: pippe mentali) sulle ragazze e per averne la conferma si è andato a cercare quelle che sicuramente gli
avrebbero detto di no alle sue strampalate richieste. La regola generale la costruisce solo la cognizione del terapeuta che a sua volte si fa delle paranoie sul povero paziente che a suo dire "ipergeneralizza" (sarà il nome di un nuovo supermercato? Un Sidis o che altro?) pensando (il terapeuta) non piaccio più a nessuno. Quindi secondo lui il timido smette di provarci (a farsi le pippe mentali?)..ma tutto ciò vi sembra avere un senso? Ma quando mai un timido smette di farsi le pippe mentali? La forza dei (cosidetti) timidi è nell'onnipotenza delle pippe mentali (o paranoie). Fategli le domande e vedrete chi rimane scardinato...... poi se alla fine il paziente chiede al terapeuta la parcella secondo me è nel giusto....gli ha fatto una supervisione coi fiocchi...fate domande prego......
Prova a rileggere il mio post: nessuna pippa mentale, ma la costruzione di un'idea basata su alcuni dati di realta', e poi non piu' rimessa in discussione.