Willy61
”A me non pare che da questo risulti che il piacere è acquisito e non innato. Forse sono le forme di ricerca del piacere che sono tali. Inoltre, occorrerebbe (credo) definire il concetto di piacere. Piacere è un termine che ha un senso entro un mondo umano. Non so se ne abbia parlando degli animali o delle piante. Non so se gli agex intendono il termine piacere come sinonimo di soddisfazione di un bisogno. Non so quale relazione vedano tra istinto e comportamento negli animali e nell'uomo. Mi aiutate a comprendere il vostro punto di vista?
Ciao Guglielmo.”
La copula è un’operazione finalizzata al piacere, e non al dolore ed è strettamente in equazione con i processi inibitori del cervello: più c’è inibizione e più prevale il piacere sessuale. Massimo rappresentante del piacere sessuale è l’uomo, che fra tutti gli animali è quello che copula di più. Le forme di ricerca del piacere abbiamo visto che sono fondamentali per l’evoluzione delle specie. Noi riteniamo che il piacere sia l’emozione acquisita e il dolore innata, sicuramente il codice di comunicazione del piacere richiede uno sforzo di integrazione: per esempio Olds nei suoi famosi esperimenti sul ratto, le aree del piacere le collocava nell’ipotalamo posteriore del ratto, in realtà ciò che per il ratto è piacevole è solo l’aggressività, le altre forme sono secondarie, mentre nel gatto comunicare per l’umano il piacere può essere più facile e intelligibile. Per le piante siamo convinti che anche loro nel loro mondo provano piacere, chissà come ma noi ne siamo convinti, avete mai sentito parlare di pollice verde?? Forse è un’intesa fra il giardiniere e le piante, si capiscono….Per noi l’istinto è un sentimento fortemente condizionato dallo stato della precarietà e riconducibile al piacere paradossale. Pertanto essendo l’animale costantemente in precarietà rispetto all’uomo prevale in lui la motivazione paradossale, mentre l’uomo che si affranca dalla precarietà può realizzare il piacere affettivo.
