Bellissima idea, qualche consiglio
L'odea che avete avuto mi piace molto, voglio darvi qualche consiglio pratico e qualche dato concreto.
Sui libri di margini ce ne sono veramente pochi, sia per l'editore, ma ancor più per chi scrive.
Per i professori universitari il discorso è leggermente diverso, in quanto mettono in bibliografia tutti gli anni il libro, e a volte possono fare accordi tra prof di università diverse, come dire: non si spende in promozione del libro, e si garantisce all'editore un certo numero di copie già vendute in partenza.
I piccoli editori sono più propensi, ma tenete presente che spesso il primo libro viene "contrattualizzato" in questo modo:
L'editore si accolla tutte le spese di pubblicazione e di promozione del libro, e allo scrittore viene riconosciuto, non una percentuale sulle vendite (che comunque sarebbe irrisoria), ma un certo numero di copie gratuite (che spesso vengono rivendute in proprio).
Non è detto che un libro debba per forza essere cartaceo.
La maggior parte dei libri non vengono realizzati per guadagnarci direttamente, ma per far conoscere l'autore e per fare Curriculum.
Personalmente consiglio di partire dall'obiettivo:
qual é lo scopo?
- farsi conoscere?
- l'orgoglio di averlo fatto?
- altro?
Più l'argomento del libro è specifico su un singolo argomento, e maggiori possibilità ci sono.
Più il progetto è strutturato (coordinatore, addetto alle "pubbliche relazioni", responsabile di sezione, ecc.) e maggiori sono le probabilità che il progetto prenda forma e raggiunga dei risultati.
Come chi mi conosce sa benissimo, su progetti di questo tipo sono più che disponibile a dare contributi operativi.
Di tempo ne ho sempre pochissimo, ma ci sono veramente molte cose che si possono fare....
Un abbraccio,
Stefano