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Ti ringrazio per l'apprezzamento, walkiriagio
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Per quel che riguarda l'apertura mentale, beh, quella credo che dipenda da fattori caratteriali, da esperienze fatte (o non fatte) ed altri fattori (stavolta ho detto una banalità però).
Certo l'abitare in una grossa città può sicuramente aiutare a fare esperienze che allarghino la mente, tanto più se la città è o inizia ad essere cosmopolita.
E' anche vero però che nelle grandi città, se sei predisposto a chiuderti, è più facile fare delle esperienze che spingano in quella direzione. Molto dipende da come decidi, o sei capace, di vivere quel che ti accade.
Passando ad altro, toglimi una curiosità (se vuoi ovviamente). Sei iscritta all'università o, come mi è sembrato di capire, eserciti la professione nel campo della psicologia?
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Se parlate di mentalità (città versus paesino) però non vale più il discorso dell'insicurezza che faceva Mario, perchè presupponete che alla base dell'odio verso le altre categorie ci siano fattori ambientali-culturali... :mumble:
O forse walkiriago intendeva dire che i napoletani sono tutti aperti, e in quel caso tornano di nuovo le "gabbie" e gli -ismi :dunno:
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ESERCITO
Ciao Mario,
lavoro con le menti umane, aver studiato psicologia non basta, bisogna poi avere esperienze interessanti e coinvolgenti, e la parte più interessante del corpo umano è per mè la nostra mente.
Conoscersi e conoscere TUTTI gli aspetti, consci e inconsci, è la cosa più bella che ho imparato prima su di me e a farlo emergere dagli altri.
Mi emoziona sempre sentire e ascoltare i bisogni, i desideri degli altri, a volte, non sempre, basta essere attenti e disposti ad aprirsi perchè gli altri si sentano molto molto meglio, tanto da sentirsi accettati.
Se vuoi sapere di me basta partire da questo sito e in galleria con le mie foto e poi la strada con i motori di ricerca ti portano alla conoscenza di me come persona e artista.
Walkiriagio
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Non mi sembrava di aver affermato che l'odio per il diverso sia qualcosa che nasce (e pasce) nei paesi e non nelle città.
Se questo è ciò che hai compreso, Ember, credo tu abbia sbagliato interpretazione o forse sono stato io poco chiaro.
Per quel che mi riguarda, infatti, ho solo affermato che in una grossa città, preferibilmente cosmopolita, risulta più facile fare esperienze maggiormente variegate.
Ho poi affermato che le reazioni alle esperienze dipendono da come le vivi (quindi da chi sei), e non certo dal luogo dove sei nato.
Il razzismo si sviluppa ovunque, non ha bisogno di confini geografici, gli bastano quelli mentali.
Per quel che riguarda l'insicurezza, non ne avevo discusso le cause, quindi non mi è del tutto chiaro il collegamento che hai fatto. Per quel che mi riguarda, so che trattasi di poca autostima, le cui cause vanno cercate in tante situazioni diverse, fra cui anche quelle ambientali, ma intese come luogo sociale (famiglia affini etc...).
Certo, non penso che i napoletani siano più aperti in genere, semplicemente lo sono alcuni ed altri no. Io spero di far parte della prima categoria , ma non si può mai dire.
Mi auguro di aver sciolto qualche dubbio.
Ciao :)