Citazione:
Originariamente postato da LaRossaRossana
Carissime e carissimi,ora vi racconto la mia storia di “vecchia studentessa” e mi “sfogo” un po’.
Vengo da lontano perché non ce l’ho fatta a passare il test alla Bicocca: tante persone per pochi posti e una parte dei disponibili gia assegnati (….amici degli amici…..figli o nipoti della “Milano da bere”…. candidati che parevano più “baroni” e “professionisti affermati” che si muovevano nell’aula o s’intrattenevano coi commissari con una disinvoltura perlomeno non così ovvia per ultra cinquantenni alle prese con una grande sfida….. candidati che – mostrando grandi doti di preveggenza - sapevano già la com’era la prova prima che venisse espletata)...…Poi, naturalmente c’erano le ragazze e i ragazzi davvero capaci, attenti, svegli, motivati. Nei test dove conta molto la velocità di elaborazione, inoltre, essere giovani è un bel vantaggio: i ns tempi di reazione sono decisamente “out”.
Ho superato i fatidici 40, ho un lavoro in un’azienda sanitaria che non c’entra nulla con questo corso di studi (ragioniera), che non mi soddisfa ma mi dà di cui campare e, in qualche modo mi permette anche di coltivare questa mia grande ambizione: riprendere in mano il corso di studi che quando ero giovane e scanzonata non ho preso sul serio, intenta a volermi godere la mia giovinezza in ciò che mi pareva, allora, OK: nottate on de road, feste, concerti, all freedom.. Nessun rimpianto: ho goduto pienamente e ho fatto esattamente ciò che volevo. Così come ora cerco di realizzare questo sogno: una laurea in psicologia. Non so se poi ne farò qualcosa o se la metterò in un cassetto. Non importa. L’obiettivo per ora è arrivarci. Nicole e gli altri sanno bene quali gioie dà ogni esame superato e quali sacrifici questo comporta. Ho sempre viaggiato molto e negli inverni freddi della nostra regione ho sempre preferito “migrare” per un paio di mesi in luoghi di sole e mare per conoscere nuovi popoli. Da quando studio tutto ciò non c’è più perché il denaro necessario se lo prende la scuola: libri, trasporto, vitto e alloggio. E quando serve, qualche lezione. Ma va benissimo così. Se lavori il tempo che ti resta è poco e devi imparare a gestire ogni attimo: anche quello per un film al cinema, uno spettacolo a teatro, una cena con gli amici per scambiare quattro chiacchere, una passeggiata in montagna o un giro in bici da condividere con chi ti piace o ami, tutto qst va rubato alle ore e ai giorni che fuggono. Inoltre devi re-imparare a studiare, a ritrovare il metodo giusto per te. La capacità di memorizzare, con gli anni, cambia e devi imparare a sfruttarla diversamente. E a fare in modo che quanto apprendi non vada poi perduto ma entri e resti nel tuo personale bagaglio culturale.
Ember ha visto “pensionate” copiare agli esami. La mia personale esperienza – senza volere minimamente polemizzare - è stata di trovare tanti giovani impreparati e mai gente più “vecchia” anche xchè penso che ha poco senso rimettersi a studiare “tardi” per scopiazzare. Io fatto 6 esami in un anno e mezzo (pochissimi), ho preso però sempre il massimo dei voti e agli scritti, ho fatto copiare un sacco di studenti che mi davano del “lei”. Questo è per dire che tutto è relativo, e che quello che viviamo con la ns esperienza non fa l’esperienza generale…..Evitiamo quelle che si chiamano le “guerre tra i poveri” e pensiamo che siamo tutte/i sulla stessa barca, (che è il sistema scolastico attuale in Italia) che fa acqua da tutte le parti. Forse se solidarizzeremo tra noi tutto diventerà un po’ meno difficile.
Una cosa che mi premerebbe conoscere è cosa intendono fare coloro che non hanno ancora finito il triennio e vogliono fare la specializzazione. E’ abbastanza demotivante sapere che dopo la laurea breve, per la specialistica occorra frequentare. Io sono di quelle che pensano ancora che un corso di laurea debba strutturarsi su 5 anni. Di meno non è laurea.
Un’altra cosa che fa “precipitare” il tono dell’umore è che per trasferirsi o iscriversi alla specializzazione in altro ateneo senza frequenza obblig. o con frequenza ma gestibile – facendo i salti mortali – anche da una lavoratrice, devi farti riconoscere dei crediti che spesso non sono uguali per medesimo esame, oltre al fatto che gli esami sono spesso molto diversi da un ateneo all’altro.
Io a settembre porterò pedagogia sociale, med prev e sociale e esercitazioni di comunicazione interpersonale. A Milano, dove dovrei trasferirmi per poter continuare, questi esami non esistono proprio………
Va beh, mi accorgo ora che ho “parlato” troppo e troppo a lungo. Pertanto auguro a tutte/tutti serene vacanze (a me tocca lavorare perché le ferie le ho prese per l’appello estivo e quello autunnale è alle porte….SIGH!!!) e ringrazio quei pochi che hanno avuto la pazienza di starmi a sentire. Un abbraccio.