vorrei solamente chiarire che la scuola di specializzazione del Prof. Pizzamiglio, in quanto scuola di specializzazione pubblica della Sapienza è assolutamente riconosciuta
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vorrei solamente chiarire che la scuola di specializzazione del Prof. Pizzamiglio, in quanto scuola di specializzazione pubblica della Sapienza è assolutamente riconosciuta
C'è confusione sul significato di riconosciuta.
E' riconosciuta in quanto legale e rilascia un titolo di neuropsicolgo
Non è riconsciuta in quanto non esiste poi un albo dei neuropsicologi al quale iscriversi, e anke se è una specializzazione post laurea quadriennale, nn puoi fare psicoterapia dopo. La figura del neuropsicologo ufficialmente nn esiste.
E si, lo so anke io. Sono solo sfumature burocratiche....
In questo senso neanke le scuole di psicologia clinica sono riconosciute. Avevo trovato i documenti della causa ke l'ordine nazionale degli psicologi aveva intentato contro l'università di padova per fargli chiudere la scuola....se li ritorovo ve li posto.
Citazione:
Originariamente postato da Calethiel
La figura del neuropsicologo ufficialmente nn esiste.
Sono solo sfumature burocratiche....
Intendevo dire proprio questo,solo che non mi sono espresso a dovere scusate.
Citazione:
Originariamente postato da Calethiel
Concordo con quanto detto da Paky. Dove ho fatto il primo semestre di tirocinio c'erano due psicologhe, giovani, sui 34 anni, ke si occupavano di neuropsicologia, senza avere fatto nessuna scuola, ma semplicemente avendo iniziato subito dopo la laurea in un reparto di neurologia.
Io ho fatto la tesi in neuropsicologia, l'anno di tirocinio nell'ambito (6 mesi in un consultorio per i disturbi cognitivi/centro uva(unità valutazione alzheimer) e gli altri 6 mesi in un'unità di neurologia) sono 6 mesi ke ho finito e sto continuando ad andare a neurologia, e nonostante questo so ke trovare lavoro come neuropsicologa sarà difficile, xkè negli ospedali non assumono, e quindi restano solo cliniche private e case di cura. Ma anke li la situazione non è rosea. Per questo quest'anno mi iscriverò alla scuola di specializzazione (se si decidono a fare uscire il bando!).
Riassumendo, teoricamente può fare la neuropsicologa anke solo con la laurea (e l'abilitazione). In pratica è difficile ke t assumano!
Sara è una bella idea per la tesi. Appena ho un attimo i cerco il materiale. Ma la vuoi fare sperimentale o compilativa?
Se qualcuno di voi mi dice che nelle strutture pubbliche esiste la figura del neuropsicologo allora taccio....io penso che tutt'al più il neuropsicologo è uno psicologo che somministra dei test ai pazienti che si rivolgono ad un neuropsichiatra .....ed è quest'ultimo a svolgere il compito di riabilitazione cognitiva...
Inoltre un neuropsicologo certificato se volesse aprire una struttura privata che tipo di servizio offrirebbe ai pazienti? cure farmacologiche? non può....sappiamo tutti che per una giusta riabilitazione i farmaci sono essenziali....e inoltre non può limitarsi il neuropsicologo ad aprire una struttura privata solo somministrando i test...che mi dispiace dirlo lo so fare anche io con una laurea triennale....
Non fatevi illusioni questa è una figura che attualmente non serve a nulla....
Ah dimenticavo .....lo stesso grossi e trojano sono neuropsichiatri vi siete mai spiegati perchè?
come ho già detto Grossi e Trojano sono neurologi ma Lepore è psicologo e fanno lo stesso identico lavoro clinico e lo stesso identico lavoro di ricerca.
peppe, tu hai lavorato in neuropsicologia? hai visto persone che lavorano in neuropsicologia?
la riabilitazione cognitiva poi guarda caso la fanno i terapisti della riabilitazione che in verità non sono nè psicologi nè psichiatri! la programmazione della riabilitazione cognitiva la fanno i neuropsicologi. Riabilitazione cognitiva e trattamento farmacologico sono due cose completamente diverse. E' quantomeno OVVIO che se mi viene una persona che ha appena avuto un ictus va trattata con i farmaci [anti-ipertensivi, anticoagulanti eccetera eccetera], ma di certo non è il neurologo che si preoccupa di sapere quali sono le conseguenze dell'ictus a livello cognitivo e funzionale (nella vita di tutti i giorni), e non è il neurologo che stabilisce se la lesione in quel tale punto ha portato quel tale deficit che va riabilitato con tecniche cognitive/comportamentali.
Tanto per fare un esempio dalla pratica quotidiana:
Sono tornata un'ora fa dal lavoro. Stamattina il secondo paziente che ho visto era inviato dall'ambulatorio di neurologia, ed era amico di famiglia del neurologo inviante.
Dopo che io, psicologa, gli ho somministrato i test, il neurologo è venuto da me e mi ha chiesto cosa risultava dai test. Visto che li stavo correggendo proprio in quel momento glieli ho fatti vedere, e lui non sembrava proprio conoscerli bene. E poi a chiesto a me cosa ne pensavo, se era un quadro tipico di Alzheimer.
Lui neurologo ha chiesto a me psicologa!
Il nostro non è un ruolo di secondo piano.
E...peppe...posso anke credere ke tu con la sola laurea triennale sia capace di somministrare i test. Ma una cosa è somministrarli, un'altra è interpretarli, e un'altra ancora è rapportarsi con un paziente che magari ti scoppia a piangere durante i test xkè è consapevole dei suoi problemi e ke sta diventando demente, e un'altra ancora è parlare con i loro familiari, distrutti xkè nn sanno come comportarsi, o ke a volte nn accettano la malattia.
Ultima cosa, caro peppe, leggiti il libro di Trabucchi sulle demenze, nel capitolo dove parla della riabilitazione c'è scritto:
"Un recente studio multicentrico, che ha coinvolto circa 120 pazienti affetti da demenza, non solo conferma l’efficacia della ROT, ma dimostra come i risultati ottenuti con la ROT siano del tutto comparabili a quelli dimostrati per gli anticolinesterasici, inoltre anche il Number Needed to Treat è risultatici identico a quello dei farmaci, cioè 7."
La ROT se non lo sai è la Reality Orientation Therapy, la terapia di orientamento alla realtà, una terapia che in genre fa parte di programmi di stimolazione cognitiva programmati dei neuropsicologi!
Calethiel dimmi un po' ma tu stai facendo tirocinio in qualche centro di riabilitazione cognitiva? ....
Quindi tu pensi che un neurologo non sa con precisione il problema di un paziente ?
Sai che esistono anche le radiografie?
il test viene considerato dai neurologi solo un pre-indizio....non credo che il neurologo si basa solo sui risultati del test....ma ha anche tanti altri strumenti....bye in bocca al lupo per la tua carriera da neuropsicologo...
Il tirocinio l'ho già finito grazie....forse non hai letto le pagine prima...
E so anke ke esistono le radiografie, le TAC, le risonanze, le PET, le SPECT e addirittura le riconanze funzionali!E le so anke leggere!!
E non voglio sminuire la figura del neurologo, anzi. Io rispetto le persone, quando sono competenti.
Ma forse tu non ti sei reso conto di una cosa. I casi non sono sempre così semplici e chiari come li vedi sui libri.
A volte la risonanza è negativa eppure il paziente lamenta disturbi di memoria.
A volte la risonanza mostra solo una lieve atrofia, ma i test mostrano disturbi più seri.
A volte la risonanza mostra un cervello "quasi vuoto", ma la paziente ai test va bene.
Quindi il neurologo non si basa solo sui risultati di un test, come non si basa solo sui referti di laboratorio (risonanza ecc.)
E infatti in genere il neurologo alla prima visita, dopo un colloquio e un test molto generico (il MMSE) ordina uno screening completo:
Esami del sangue, con doaggio dei folati e b12
Risonanza magnetica
Visita cardiologica ed ecocardiogramma
eco-color doppler
e guarda un po, i test neuropsicologici!
ma tu, peppe, stai per caso facendo qualche tirocinio in centro di riabilitazione cognitiva? :confused: o hai solo letto il libricino di Grossi e ti senti esperto di neuropsicologia? :dunno:
sai, ci sono alcune patologie, una su tutte l'Alzheimer, in cui la "radiografia" non serve proprio a un bel niente! [oddio, in verità la radiografia non serve a niente in nessun caso, se non quando ti fratturi il cranio]. La diagnosi di Alzheimer, ad esempio, si fa con i test neuropsicologici. Anche se prendi il DSM-IV, questi sono i criteri per la diagnosi di Alzheimer:
toh, parla di deficit cognitivi :idea: ma come mai non basta una radiografia? :confused:Citazione:
A. Presenza di deficit cognitivi multipli caratterizzati da:
1) compromissione mnesica (deficit dell’abilità ad apprendere nuove informazioni o a richiamare informazioni precedentemente apprese)
2) uno (o più) dei seguenti deficit cognitivi:
a) afasia (disturbi del linguaggio)
b) aprassia (incapacità ad eseguire attività motorie nonostante l’integrità della comprensione e della motricità
c) agnosia (incapacità a riconoscere o identificare oggetti in assenza di deficit sensoriali)
d) deficit del pensiero astratto e delle capacità di critica (pianificare, organizzare, fare ragionamenti astratti)
B. I deficit cognitivi dei criteri A1 e A2 interferiscono significativamente nel lavoro, nelle attività sociali o nelle relazioni con gli altri, con un peggioramento significativo rispetto al precedente livello funzionale
C. I deficit non si manifestano esclusivamente durante un delirium.
non è come quando vai dal medico per il mal di pancia e lui prima ascolta da te quali sono i tuoi SINTOMI e poi procede a fare esami più specifici. In neurologia i SINTOMI sono parte integrante se non fondamentale per una diagnosi. Sicuramente lo sono per la programmazione dell'intervento di riabilitazione.
Il neurologo in un caso di ictus o di trauma cranico si limita ad osservare l'esame della Tac, della risonanza e quant'altro. Ti dice dov'è la lesione, ma non sa che scompigli ha portato quella lesione a licello cognitivo e funzionale, e soprattutto non è compito suo sapere come fare per riabiltare il paziente.
[edit: scusa Calethel abbiamo risposto insieme]
Di niente! :)
Ma lasciando perdere....tornando alla domanda originaria di Sara
Ho trovato questo articolo, http://www.lifespan.it/vol5n2/italiano/pag4.htm
qua c'è solo l'abstract, dovresti vedere nella biblioteca della tua università se hanno la rivista per il testo completo. Intanto continuo a cercare.
Se hai intenzione di farla sperimentale ci sono anke dei test da somministrare ai familiari per misurare il livello di stress nell'assistere un familiare malato (e questa è un'altra cosa ke fa il neuropsicologo!)
RSS Relative Stress Scale
CBI Caregiver Burden Inventory
Dimmi un po' nel momento in cui ci si laurea in neuropsicologia e si vuole aprire uno studio privato che servizio offri ? verifichi solo attraverso i test un determinato disturbo?
Da solo non puoi avere un'attivita' autonoma devi in ogni caso dipendere dalla figura del neurologo e ahimè stare sempre alle sue direttive....
Guardate in faccia la realtà quanti posti disponibili ci sono in un ospedale o in una struttura privata per un neuropsicologo?
Se mi fornite queste risposte posso anche trovarmi d'accordo con voi....buon lavoro....
Calethiel ti ringrazio per l'articolo...cmq non penso di farla sperimentale...almeno non era l'idea iniziale.Citazione:
Originariamente postato da Calethiel
Di niente! :)
Ma lasciando perdere....tornando alla domanda originaria di Sara
Ho trovato questo articolo, http://www.lifespan.it/vol5n2/italiano/pag4.htm
qua c'è solo l'abstract, dovresti vedere nella biblioteca della tua università se hanno la rivista per il testo completo. Intanto continuo a cercare.
Se hai intenzione di farla sperimentale ci sono anke dei test da somministrare ai familiari per misurare il livello di stress nell'assistere un familiare malato (e questa è un'altra cosa ke fa il neuropsicologo!)
RSS Relative Stress Scale
CBI Caregiver Burden Inventory
ciao ciao
Ciao a tutti ragazzi!!:) :)
Dunque, ho letto le vostre dissertazioni sulla neuropsicologia. Ho notato che ci sono molti fraintendimenti, che alcuni di voi hanno saputo comunque risolvere.
Vi riporto la mia esperienza.
Io lavoro come neuropsicologo volontario all'ospedale della mia città, ovviamente nel reparto di Neurologia. Tre anni fa ho fatto un corso di perfezionamento a Roma (attraverso il sito neuropsicologia.it) che, debbo dire, mi è servito perché mi ha dato prima di tutto i rudimenti di base per i test (cosa che nel corso universitario di neuropsicologia avevano trattato molto poco) ed secondo mi ha dato la possibilità di conoscere persone con le quali condividere la passione dela neuropsicologia.
Purtroppo strade ben codificate per divenire neuropsicologo non ci sono: la scuola del Pizzamiglio non è riconosciuta, dove per "non riconosciuta" siginifica che non rilascia un attestato legalmente riconosciuto perché manca una legge che definisca con precisione cosa è un neuropsicologo e quale sia l'iter formativo per divenire tale.
Cosa possiamo fare allora?
Io mi sono mosso cosi: ho fatto quel corso di cui sopra, poi ho preso contatti con altre persone per formare un gruppo e cercare di costruire qualcosa che dasse linfa vitale alla figura del neuropsicologo. Così è nata L'AINP, ovvero l'Associazione Italiana Neuropsicologia (www.ainp.it), con il chiaro scopo di dare visibilità e spessore professionale alla figura del neuropsicologo in Italia e creare percorsi formativi affinché tale figura riesca a trovare un inserimento dignitoso all'interno dell'ambito sanitario. Perchè, e questo è fondamentale, la neuropsicologia è necessaria e gli psicologi hanno tutte le carte in regola (conoscitive ed umane) per fare tale professione.
E' indubbio: ci vuole pazienza, perché non si guadagna molto all'inizio (io per la verità nulla! perché sono volontario) ma dobbiamo pensare in prospettiva e cercare di invesitre le nostre energie (ed i sogni) per questa strada.
A presto