Grazie:-)
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Grazie:-)
allora, che risvolto ha preso la vostra vita?
certo che è proprio bello fare l'insegnante alle elementari, forse è questa la mia vocazione...e conciliare col lavoro di psicologa...idilliaco!!!
siete davvero fortunate!
ciao! vedo che c'è un pò confusione, vi chiarisco un pò le idee
si può fare domanda per le graduatorie d'istituto di 3 fascia se si ha il diploma magistrale o pedagogico conseguito entro il 2002, lavorando da questa fascia, anche per 20/30 anni NON SI PASSA MAI DI RUOLO
per andare in 1 fascia d'istituto e nelle graduatorie PROVINCIALI PERMANENTI bisogna avere la laurea in SCEINZE DELLA FORMAZIONE PRIMARIA , che dà l'abilitazione, e con questo, dopo anni e anni di lavoro (dipende dalla provincia) si passa di ruolo
...poi.... per chi ha detto che può essere poco professionale fare un lavoro la mattina insegnate/impiegato ecc ecc e il pomeriggio la libera professione, dico: non avete mai visto un insegnate di storia dell'arte che il pomeriggio lavora nel suo studio da architetto?oppure un avvocato che insegna diritto a scuola la mattina? o un ingegnere che insegna matematica a scuola e il pomeriggio lavora nel suo studio?? non vi sono m ai capitati docenti cosi? a me si eccome!!!
in bocca al lupo a chi decide di iscriversi a scinese della formazione primaria, in tutto il nord nelle scuole elementari si lavora tantissimo, dall'emilia in sù
Il problema, secondo me, non è se ti capitano docenti così ma se ti capitano professionisti così...
La professionalità non la legavo al mestiere di insegnante ma alla professione di psicologo...
E comunque un conto è insegnare la propria materia (ad es. il docente universitario che insegna in università psicologia/medicina/diritto e poi ha il suo studio), un conto è il medico che insegna alla scuola primaria e poi il pomeriggio visita pazienti!
Credo sia un problema di immaginario collettivo: nel pensiero comune c'è che un professionista svolge la sua professione (possibilmente in studio) e che se è bravo ha molti clienti (per questo rassicura che il professionista non sia sconosciuto, tanto che molti imbecilli in TV hanno più successo di validi professionisti che stanno nell'ombra).
Seguendo questa linea di pensiero se uno psicologo (o altro professionista) svolge la sua professione significa che riesce a vivere di quello perchè ha sufficiente lavoro e quindi è bravo (la gente va da lui).
Se fa altro nella vita può essere che non abbia sufficienti clienti (e come mai? Forse non è così bravo...) o comunque ha meno tempo ed energie da dedicare alla sua professione.
E' qualcosa di legato all'immagine e che proprio perchè la nostra professione è così sovrapposta (sempre nell'immaginario comune) a quella medica tende a far riferimento proprio al fatto che il medico fa solo il medico e lo psicologo solo lo psicologo.
Non dico cioè che sia giusto, ma semplicemente che ci sono degli stereotipi culturali che vanno in questa direzione...
Fra l'altro proprio ieri ero a cena con degli amici fra cui un architetto e parlavamo proprio della stessa cosa (in riferimento al fatto che circa il 50% del personale IKEA o di qualsiasi mobilificio è laureato in architettura ma non riesce a trovare lavoro nel suo ambito): lui mi faceva lo stesso discorso (di immagine e serietà professionale) legato agli architetti part-time (così li chiamava)...
Ovviamente lui lavora in un prestigioso studio a tempo pieno e nel tempo libero svolge consulenze perchè, testuali parole, "è entrato nel giro"...
Vimae permettimi di dirti una cosa...ma che razza di discorsi fai?!?
forse questo stereotipo esiste nella tua testolina perchè comunemente la gente considera gli insegnanti persone ben altolocate figurati poi se sono psicologi!
non credo che si debba sminuire la professione dell'insegnante anche se di scuola primaria perchè è pur sempre un docente!inoltre il fatto di svolgere tale professione affiancata a quella di consulenze psicologiche o progetti magari presso le scuole avvantaggia la propria immagine e forse ti fa entrare maggiormente 'nel giro'!
inoltre è una cosa grandiosa essere professore di psicologia presso licei e svolgere contemporaneamente la libera professione come psicologo...
ovviamente questo discorso è rivolto a chi piace insegnare e considera la figura di professore degna di prestigio.
se un prof di psicologia è anche psicologo secondo me la gente, gli alunni e i genitori potranno anche pensare:ammazza che professionista abbiamo davanti!quindi non denigrando la sua professionalità e immagine ma anzi avantaggiandola in entrambe i lati...
Klaudia, forse non ci siamo capite: il problema non è che lo psicologo risulti meno psicologo in quanto l'insegnante è una professione sminuente, non c'entra con il tipo di professione (e in questo concordo sul fatto che se professione diversa dalla propria deve essere meglio che sia legata in qualche modo alla psicologia, come l'insegnamento che rimane in ambito educativo, piuttosto che completamente avulsa).
Il problema è che lo psicologo che fa anche altro, a prescindere di qualsiasi altro si parli (insegnante, avvocato, ingegnere, imbianchino) fa sorgere delle domande...
Sul fatto che poi alcune risposte possano essere corrette o meno non discuto, semplicemente faccio questa constatazione e dico di tenerne conto.
Che poi queste domande avvengano solo nella mia testolina o anche in quella di altre persone... non sarei così categorica, l'esempio che ti facevo (quello architetti-personale IKEA) me lo faceva una persona che di psicologia non sa nulla, proprio in riferimento al fatto che un architetto che fa anche altri mestieri dà meno affidabilità di uno che lavori solo come architetto...
se sostituiamo la parola architetto con quella psicologo vedrai che questo pensiero è venuto almeno ad un'altra persona...
Ma se tu avessi bisogno di un avvocato sceglieresti un professionista che ti riceve nel suo studio, che magari ti è stato consigliato da altri perchè gli ha fatto vincere una causa, che ha pubblicato qualche testo di diritto,... o ne sceglieresti uno che ti dà appuntamento solo di mattina perchè nel pomeriggio fa l'agente immobiliare/il geometra/il salumiere/il medico?
Di solito si tende a preferire persone iperspecializzate nel proprio lavoro: il rischio di dedicarsi a due professioni diverse è di dare l'idea di fare un pò di tutto ma nello specifico niente.
Ma come dicevo è un rischio, non è detto che corrisponda alla realtà (e cioè che veramente non si sappia fare il proprio mestiere).
non concordo.
mi permetto di distinguere alcune cose prima fra tutte il fatto che un professionista può perdere credibilità se si presenta in un ruolo inferiore al proprio e in questo ci sta il tuo esempio di architetti-ikea e questo perchè è come produrre il binomio laureato-commesso. però se il binomio è architetto-insegnante e quindi psicologo-insegnante le cose cambiano...e di molto!
non si tratta in questo caso di un secondo lavoro bensì di un ampliamento del proprio, del diffondere attraverso l'insegnamento delle conoscenze che ci appassionano!che poi equivale anche al ruolo di psicologo formatore:non è esso pur sempre un docente/insegnante?
ti saluto
Per me invece il problema non sta tanto nel fare un lavoro inferiore o superiore, perchè per alcuni secondo me è difficile fare classifiche, quanto fare un lavoro diverso...
l'esempio Ikea che ti facevo nasceva dal fatto che occupandosi di arredamento hanno un'alta percentuale di architetti (e nessuno psicologo), come invece nel settore educatori e company ci sono molti psicologi (per la vicinanza di campo) e nessun architetto.
Non mi sento di dire che l'educatore o l'insegnante o qualsiasi altro mestiere siano inferiori o superiori a quello di psicologo, diversi sì.
Ed è questo che secondo me genera confusione e può far perdere di credibilità (dove ad esempio si insegni una materia diversa dalla psicologia, mentre se si rimane nello stesso campo e si insegna psicologia si acquista invece credibilità perchè chi insegna conosce bene la propria materia).
In quanto allo psicologo-formatore: in realtà non insegna ma usa competenze psicologiche per facilitare l'apprendimento...
l'insegnante secondo me trasmette invece conoscenze in modo più diretto...
Però forse su questo sarebbe utile sentire qualche formatore: io ammetto di non avere molta esperienza... faccio formazione ad educatori ed inseganti ma non trasmetto conoscenze, lavoro sui loro vissuti, sulle attribuzioni di significato,... però parto da un approccio clinico e questo potrebbe influenzare il mio fare formazione.