Citazione:
Originariamente postato da Yezidism
Ciao Antopsi, sul fatto di etichettare come disabile un acrondoplasico è una questione da vedere.....
sul fatto che l'argomento sia OT idem....
Se si parte dal detto polare che : l'altezza è mezza belezza, si evince che a volte la sessualità e la connessa vita sessuale è rivolta alla componente dell'altezza... altrimenti vorrei capire perchè donne di 160cm indossano tacchi di 15cm per sentirsi più belle e quindi ad aspirare ad avere una sessualità più coerente con il detto altezza mezza belezza! Molti dati della sessuologia mi spingono a capire che a volte l'essere alti 158cm può produrre ingiustificate frustrazioni psichiche relative alla non accettazione di stessi e quindi a vivere la sfera libidica non in modo libero. allora mi chiedo se per una persona di bassa statura (a volte 165cm) già produce frustrazioni nelle sfere sentimentali sessuali cosa può succedere quando si è alti 45cm? per non uscire ot domando: quanto la componente altezza incide sul vivere liberamente la propria sessualità? badate bene che mi riferisco alla componente altezza ben lungi di parlare di sessualità nei disabili, in particolare sono interessato sul come viene trasformata l'energia libidica repressa nelle persone acrondoplasiche, ho scelto gli acrondoplasici come soggetti di studio perchè sono una categoria che al 90% delle volte deve reprimere la sessualità e quindi mi domando quale può essere l'effetto colaterale? sempre poi in prospettiva di generalizzarlo anche alle persone di diversa altezza, voglio vedere se l'indossare i tacchi sia frutto di un complesso di inferiorità nella sfera sessuale e che peso ha l'altezza nella componente psichica del sesso, non a caso nel titolo del 3d è contenuta la parola: statua della libertà! dopo acrondoplasia