lettera di uno psicologo a un medico
Rubens, dalla tua risposta ho capito che il mio precedente messaggio era un tantino fuori topic, ma è così che avrei risposto all'illustre medico di famiglia:
'Vede, caro dottore, lei ha una formazione prevalentemente scientifica, io prevalentemente umanistica; lei cerca ciò che si ripete, io ciò che accade una sola volta; lei usa un numero finito di diagnosi, mentre per me ogni persona è unica; a lei sta a cuore la normalità, a me la diversità; lei corregge i suoi pazienti, io imparo da essi; lei lavora per l'omologazione, io per l'individuazione.
Come vede, si tratta di due mestieri diversi: solo comprendendo questa differenza potremo rispettarci e collaborare'.
Re: lettera di uno psicologo a un medico
Citazione:
Originariamente postato da paolo clemente
Rubens, dalla tua risposta ho capito che il mio precedente messaggio era un tantino fuori topic, ma è così che avrei risposto all'illustre medico di famiglia:
'Vede, caro dottore, lei ha una formazione prevalentemente scientifica, io prevalentemente umanistica; lei cerca ciò che si ripete, io ciò che accade una sola volta; lei usa un numero finito di diagnosi, mentre per me ogni persona è unica; a lei sta a cuore la normalità, a me la diversità; lei corregge i suoi pazienti, io imparo da essi; lei lavora per l'omologazione, io per l'individuazione.
Come vede, si tratta di due mestieri diversi: solo comprendendo questa differenza potremo rispettarci e collaborare'.
Sono d' accordo.
Peccato che se avessi risposto una cosa del genere sarei stato io decisamente off-topic:(
psicologia e psicoterapia
Hai ragione, psicosarix, non bisogna sovrapporre la psicologia clinica e la psicoterapia, ma neanche separarle del tutto. Intanto è ncessario distinguere tra la psicologia clinica e le altre branche della psicologia (del lavoro, sperimentale, ecc..). Dunque la psicologia clinica è quella che, secondo la legge, si dovrebbe occupare di diagnosi senza spingersi fino alla psicoterapia. Ma si tratta di una distinzione virtuale, perché il processo di costruzione della diagnosi è già psicoterapeutico. Nella clinica come nel tennis è fondamentale avere una buona impostazione di base perché è molto più difficile correggere un'impostazione sbagliata piuttosto che fornire ad un principiante l'impostazione giusta. Se lo psicologo vorrà fare il clinico e dunque, prima o poi, farà lo psicoterapeuta, va educato da subito a trovare l'unico piuttosto che il tipico. Non si può pensare di addestrarlo alla diagnosi standard per poi riconvertirlo alla diagnosi centrata sul cliente. Se invece vorrà diventare uno psicologo scolastico o delle organizzazioni, allora bisognerà impratichirlo nei test e in altri strumenti che danno risposte rapide su ciò che l'utenza desidera. Questi strumenti costituiscono solo apparentemente delle scorciatoie perché
le informazioni che forniscono sono viziate dallo strumento stesso. Le scale Weschler, tanto per fare un esempio, non misurano il Q.I. ma soltanto l'intelligenza scolastica. Lo standard va bene per chi ha una committenza che gli chiede di selezionare personale o individuare i soggetti meglio scolarizzati, ma non per il clinico che lavora con l'individuo e per l'individuo.