Re: collaborazione psicologi e dietologi
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Originariamente postato da strawberry
secondo voi è possibile una collaborazione fra uno psicologo e un dietologo? Io sono interessata ai disturbi del comp. alimentare fra cui l'obesità e stavo pensando: perchè non trovare il modo di aiutare tutte quelle persone che non riescono a seguire una dieta (anche se seguiti da un dietologo)?
Secondo voi si potrebbe fare una proposta di lavoro "sinergico" ad un dietologo?
certamente che possono collaborare!
Collaboro qualche ora a settimana con una nutrizionista nell'ambito di un progetto sulla prevenzione e trattamento dell'obesità infantile. Nel suo ambito segue il bambino e il genitore sotto l'aspetto alimentare (peso, dieta e indicazioni), mentre io mi occupo di una parte sulla psicologia dell'educazione.
Attraverso attività educative come giochi creati ad hoc e favole da costruire cerco di far interiorizzare al bambino gli obiettivi da raggiungere, migliorare il rapporto con quegli alimenti "odiati", cercare di lavorare sulla sua serenità e la collaborazione con il genitore.
Esempio. A volte succede che il bambino voglia saltare la colazione la mattina e che abbia l'abitudine di arrivare a pranzo che ingurgita di tutto....allora, si è cercato di far cambiare a lui e al genitore la percezione della prima colazione...non un obbligo che la mamma gli imponeva e che lui disgustato rifiutava, ma uno spazio solo suo che lui poteva gestire da solo: la sua tovaglietta, il suo posto, la tazzina colorata...e per i bambini più grandi la possibilità di scegliere ogni volta una piccola cosa dicersa a scelta tra vari alimenti. Alla fine tornavano contenti pensando che quello era per loro un momento magico..un bel risultato.
Invece, con chi odiava pesce e verdura abbiamo lavorato sulla fiaba da scrivere, sullo studio di ricette tipo "lo sformato di bianca neve", sullo sperimentare modi diversi di cucinare uno stesso cibo insieme alla mamma e contemporaneamente su una scala progressiva del raggiungimento dei risultati.
Ora il metodo lo stiamo estendendo anche ad adolescenti, chiaramente centrato più sulla stima di sè e l'immagine corporea.
Nel mio piccolo, cerco sempre di far passare questo messaggio: non è importante l'aspetto estetico o il voler assomigliare a un modello che abbiamo in testa, quanto sentirsi bene con il proprio corpo, stabilire un equilibrio con il dentro e il fuori....perchè fosse per i nutrizionisti sarebbe solo una questione del grasso-magro, brutto-bello, antiestetico-estetico...invece, data la delicata età bisogna mirare anche alla loro interiorità.
Comunque, l'aspetto meno vantaggioso di tale lavoro nel mio caso riguarda l'aspetto economico: sono pagata su percentuale e alla fine non è granchè....
chi me l'ha fatto fare?? bahhhh
a proposito di collaborazioni dietologi-psicologi....ritorno sulla discussione a distanza di tempo per dire che è dura, molto dura.....!
Ci si scontra con una mentalità basata un pò troppo sul corpo e l'estetica. Certo saranno cose anche importanti, ma avoglia a far capire che c'è qualcos'altro che scatta dentro la testa delle persone (e non esclusivamente nella gola e nello stomaco)
Vale