Io non vedo alcun male nei videogiochi... se non che creano dipendenza :asd:
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Io non vedo alcun male nei videogiochi... se non che creano dipendenza :asd:
Premessa:
sono sostanzialmente contro la censura, ed in più adoro i videogiochi, compresi gli "spara e ammazza" come li chiamo io, dagli arbori dei tempi, quando col mio primo pc giocavo a Doom...
Però, però..
Vi porto la mia esperienza personale.
Il mio fidanzato per un periodo ha giocato a quel giochino che ha indicato Antopsi "Carmageddon" (non so se sia proprio quello, Antopsi correggimi se sbaglio), è un gioco dove la "norma" non è tanto commettere azioni "violente", cosa comune in molti videogiochi dove si ammazzano zombie, mostri ecc ecc, bensì azioni diciamo "antisociali", tipo passare in automatico col semaforo rosso, andare a tutta velocità con la macchina ed investire le vecchiette.
Praticamente "sconvolge" il senso comune, e porta la persona a giocare compiendo azioni che si suppone nella realtà non andrebbe mai a realizzare.
Bene, nel periodo in cui il mio fidanzato giocava a questo gioco, una sera, mentre eravamo in macchina, sovrappensiero buca 3 semafori rossi di fila.
Cosa mai capitata prima, sta di fatto che quando gli ho chiesto spiegazioni la sua risposta è stata "ero sovrappensiero, m'è venuto automatico".
Ora, la riflessione che vorrei stimolare è questa.
Non ci sono dubbi che un videogioco non possa condizionare le scelte "deliberate" di una persona, per cui non è che se nel gioco investo una vecchietta allora la prossima volta che prendo la macchina mi metto ad investire le vecchiette per divertimento.
Ma è anche indubbio anche che un videogioco, a differenza della televisione, non invia stimoli "passivi", che si limitano a colpire il soggetto che può o meno elaborarli.
Un videogiochi invia degli stimoli che richiedono al soggetto una "risposta". Il soggetto elabora tali stimoli e risponde con un comportamento, con un feedback immediato, e a mio modesto parere, questo è molto più potente della semplice esposizione ad un programma televisivo.
Se a livello consapevole possiamo scelgiere di fare o non fare una determinata azione, come la mettiamo con quei comportamenti appresi che diventano automatici e che non sono sottoposti ad un controllo cosciente?
I videogiochi sono "allenamenti" mentali, stimolano risposte comportamentali nei confronti di informazioni a cui noi attribuiamo un senso.
Ma se il senso "comune" viene stravolto, e lo sparare in testa ad un bambino assume, con l'allenamento, lo stesso significato di sparare in testa ad uno zombie e non risveglia più in noi quei sentimenti automatici discordanti che dovrebbe invece fare un'azione antisociale di questo tipo?
Secondo me non è una cosa da sottovalutare, prima di gridare alla censura c'è sicuramente da riflettere, ma allo stesso modo non mi sembra il caso di dare per scontato che non abbia un'influenza di qualche tipo, quantomeno sul sensemaking e su quei comportamenti automatici che spesso guidano gran parte delle nostre azioni quotidiane.
Io penso che addebitare l'intera responsabilita' della violenza giovanile ai videogiochi o ai film violenti sia alquanto riduttivo.
Penso che spesso rappresenti l'alibi per tante mamme che lasciano i propri figli, spesso molto piccoli, davanti a queste compagnie virtuali...!!
Nonostante cio', pero', credo che non possiamo neanche tralasciare studi dimostrati che testimoniano come determinate visioni influenzino la mente di bambini...
personalmente osservo spesso il mio nipotino di 10 anni, considerare normale per lui e i suoi amichetti "combattere come quelli del wrestling"...si fanno anche male a volte...ma non ascoltano, per loro sono MITI da emulare..!
Quello è vero... però mi ricordo che anche quando io ero piccola quelli del Wrestling erano miti da emulare :asd: e quando ero ancora più piccola, all'asilo facevo "la lotta" senza neanche sapere cosa fosse il wrestling... secondo me a volte c'è bisogno anche di questo tipo di giochi, per me era un'esplorazione delle varie possibilità del mio corpo, e un'occasione per un contatto fisico piacevole per quanto giocoso coi miei coetanei. L'importante è avere dei limiti...
bah...saro' stata "bacchettona" io , ma il massimo contatto fisico ludico che avevo da piccola era giocare con le barbie con le mie amichette e scambiarci i loro vestitini...:asd:
Io avevo solo amici maschi quindi dovevo accontentarmi di fare giochi da maschio (quelli da femmina li facevo per conto mio, almeno fino alle elementari) :D
In questi giorni vanno di moda i ragazzini violenti,credo che se ne parlerà ancora per due settimane poi ognuno tornerà a fregarsene in attesa del prossimo problema urgente,che potrebbe essere il rischio polonio (il polonio,ma va a cagare) o le indagini su lele mora (ma si può perdere del tempo a parlare di un tizio vestito da califfo e ignorante come una capra?).
Comunque la tivù ha fatto questi accostamenti: stupri,pestaggi-bullismo e violenza-videogiochi violenti.
il primo accostamento è assurdo: sono antisociali non bulli e gli antisociali ci sono sempre stati.
Il secondo accostamento però non è così assurdo: il comportamento è influenzato dall'apprendimento.Non farebbe male a bambini e preadolescenti se tv e videogiochi proponessero qualcosa di un po' più ricco di pensiero di violenza,culi e ballerine.