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Originariamente postato da willy61
Ciao Pinga. Scusami se mi intrometto nella discussione tra te e Ikaro.
Io ho trovato abbastanza interessante "La diagnosi psicoanalitica" della Mc Williams (Cortina Editore).
Potrebbe sembrare più difficile da usare rispetto al DSM, ma secondo me non è così.
Il problema del DSM, sostanzialmente, mi pare questo: se lo si utilizza per la diagnosi si finisce col pensare di star curando una malattia o un disturbo, e non una persona. L'ansia potrà anche essere sempre ansia, ma ha un significato diverso per ognuno. Si manifesta in termini differenti. Viene sopportata o agita in modi diversi. E così anche il resto.
Inoltre, il DSM non è specifico. Esistono mi pare, più di 100 combinazioni di sintomi differenti che portano alla diagnosi di borderline. E una volta che abbiamo stabilito che il tal soggetto risponde a quella diagnosi, cosa sappiamo davvero di lui/lei e di cosa vuol dire per quella persona essere così? E come possiamo essergli di qualche utilità?
Dubbi, come vedi. Dubbi che sono condivisi anche da psichiatri, anche da psichiatri che lavorano nel servizio ubblico nella mia zona. Che conosconoo il DSM a memoria e che, quando gli si presenta un paziente con problemi di ansia (o addirittura di crisi di panico) tendono a privilegiare l'approccio psicoterapeutico piuttosto che quello farmacologico, o il contrario, basandosi sulla conoscenza di quello specifico paziente, non di quel disturbo.
Buona vita
Guglielmo
Ciao Willy! Il libro della McWilliams che hai letto, me lo consigli in vista della preparazione dell'esame di stato? Appunto per non focalizzarmi troppo su una catalogazione nosografica.