Re: 1 domanda sul narcisismo
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Originariamente postato da rasputin
secondo voi, un soggetto narcisista è x forza nella posizione schizo-paranoide? E quindi se accede alla posizione depressiva non è più narcisista?
Dipende da cosa intendi per narcismo, se ti riferisci al concetto di narcismo primario (inteso come uno stadio precoce dell'infanzia in cui non c'è ricoscimento dell'oggetto) direi di no in quanto Klein non ritenne mai che possa esistere un Io, per quanto immaturo e precoce, che non sia in relazione con i propri oggetti.
Quanto al resto della discussione e alle critiche mosse alla teoria kleiniana, sono più o meno le stesse da sessant'anni a questa parte quindi non parlerei tanto di superamento quanto di posizioni epistemologiche profondamente diverse, da un lato un discorso diverso da quello freudiano ma ancora radicato nell'inconscio dall'altro (da Anna Freud in poi per arrivare all'infant research) un approccio della psicologia evolutiva interessato fondamentalmente all'Io e ai suoi meccanismi di difesa ed adattamento.
Re: Re: 1 domanda sul narcisismo
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Quanto al resto della discussione e alle critiche mosse alla teoria kleiniana, sono più o meno le stesse da sessant'anni a questa parte quindi non parlerei tanto di superamento quanto di posizioni epistemologiche profondamente diverse, da un lato un discorso diverso da quello freudiano ma ancora radicato nell'inconscio dall'altro (da Anna Freud in poi per arrivare all'infant research) un approccio della psicologia evolutiva interessato fondamentalmente all'Io e ai suoi meccanismi di difesa ed adattamento.
Sottoscrivo e rilancio! :approved:
Re: Re: 1 domanda sul narcisismo
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Originariamente postato da serenase
Dipende da cosa intendi per narcismo, se ti riferisci al concetto di narcismo primario (inteso come uno stadio precoce dell'infanzia in cui non c'è ricoscimento dell'oggetto) direi di no in quanto Klein non ritenne mai che possa esistere un Io, per quanto immaturo e precoce, che non sia in relazione con i propri oggetti.
Correttissimo. Credo che però ci si riferisse al narcisismo secondario che, per la Klein, ha a che fare con gli oggetti scissi e persecutori della posizione schizo-paranoide.
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Originariamente postato da serenase
Quanto al resto della discussione e alle critiche mosse alla teoria kleiniana, sono più o meno le stesse da sessant'anni a questa parte quindi non parlerei tanto di superamento quanto di posizioni epistemologiche profondamente diverse, da un lato un discorso diverso da quello freudiano ma ancora radicato nell'inconscio dall'altro (da Anna Freud in poi per arrivare all'infant research) un approccio della psicologia evolutiva interessato fondamentalmente all'Io e ai suoi meccanismi di difesa ed adattamento.
Sono d'accordo, le critiche mosse sono più o meno sempre le stesse, ed è vero che ci si rifà a posizioni epistemologiche differenti. L'impianto teorico kleiniano (come pure quello freudiano) è superato in molti punti - nonostante conservi intuizioni ancora molto importanti - però proprio perchè le sue basi epistemologiche sono datate ed è per questo che parte della psicoanalisi si è mossa in altre direzioni.
Credo, infatti, che quando compare una nuova visione epistemologica è perchè quella precedente risulta ormai non più sufficientemente spiegativa, come sostiene ad esempio Kuhn in "La struttura delle Rivoluzioni Scientifiche".
Mi interesserebbe avere poi qualche notizia in più rispetto a quello che intendi con i due filoni a cui accenni: inconscio non freudiano e studio dell'Io.
Un saluto
Re: Re: Re: 1 domanda sul narcisismo
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Originariamente postato da gieko
Sono d'accordo, le critiche mosse sono più o meno sempre le stesse, ed è vero che ci si rifà a posizioni epistemologiche differenti. L'impianto teorico kleiniano (come pure quello freudiano) è superato in molti punti - nonostante conservi intuizioni ancora molto importanti - però proprio perchè le sue basi epistemologiche sono datate ed è per questo che parte della psicoanalisi si è mossa in altre direzioni.
Credo, infatti, che quando compare una nuova visione epistemologica è perchè quella precedente risulta ormai non più sufficientemente spiegativa, come sostiene ad esempio Kuhn in "La struttura delle Rivoluzioni Scientifiche".
Mi interesserebbe avere poi qualche notizia in più rispetto a quello che intendi con i due filoni a cui accenni: inconscio non freudiano e studio dell'Io.
Un saluto
È proprio qui il punto, le critiche vengono mosse assumendo un punto di vista epistemologico esterno a quello kleiniano che si basa fondamentalmente sulla fantasia inconscia, l'angoscia e l'oggetto. Detto diversamente sono critiche condotte da un punto di vista evolutivo che si interessa agli stadi dello sviluppo e ha un forte interesse per l'etologia e altre discipline simili, Klein invece proponendo il concetto di "posizione" si pone al di fuori di questa ottica.
Il discorso di Kuhn e la teoria delle rivoluzioni scientifiche parla anche di incommensurabilità tra paradigmi e della questione che i fatti sono interni alla teoria, ergo non è il massimo del rigore scientifico applicare considerazioni che nascono e si sviluppano in un ambito (ad es la pedagogia, l'etologia etc) e ad una teoria non medica come la psicoanalisi. In ultima analisi i paradigmi sono difficili da confrontare perchè leggono realtà diverse traducibili solo a fatica e perdendo molto. Un esempio può essere il tentativo di tradurre il concetto kleiniano di posizione in quello evolutivo di stadio.
Sull'ultima questione, penso che Klein con Freud e Lacan si collochi a suo modo nella psicoanalisi se con questo termine si intende un discorso intorno al sapere e agli effetti dell'inconscio, ripeto a suo modo perchè il linguaggio che impiega e le categorie concettuali non sono quelle freudiane (tanto per fare un esempio, il concetto di Io in Klein differisce sostanzialmente da quello freudiano così come viene espresso nela seconda topica trattandosi, in Klein, di una sorta di centro esperenziale presente fin dalla nascita). La psicologia dell'Io e tutte le teorie che ad essa si rifanno hanno come interesse centrale la questione dell'adattamento dell'organismo all'ambiente, focalizzandosi sulle funzioni dell'Io concepito come struttura/istanza psichica più evoluta e differenziata e perno dello sviluppo. Riducedo all'osso la questione, si può dire che si tratti di una diversa della lettura della frase di Freud "Wo es war, soll Ich werden" che in italiano fu resa come "Là dove c'era l'Es, deve subentrare l'Io" che può anche essere interpretata come "Là dove era, io addivenirò", intendendo con ciò il soggetto dell'inconscio. Occorre però notare anche che tale ambiguità fu lasciata in sospeso da Freud stesso, leggendo i suoi testi le due versioni coesistono non senza contraddizioni.