Dimenticavo, su Lavoro e imprenditoria" trovate un thread che avevo aperto qualche tempo fa "Scrivere libri"...dateci un'occhiata, ci sono delle indicazioni interessanti! ciao
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Dimenticavo, su Lavoro e imprenditoria" trovate un thread che avevo aperto qualche tempo fa "Scrivere libri"...dateci un'occhiata, ci sono delle indicazioni interessanti! ciao
Io ho iniziato a scrivere tante cose autobiografiche, lasciando sempre il lavoro a metà... Ora vorrei concentrarmi su alcune mie "filosofie". Il problema è: ci sarà qualche casa editrice disposta a investire in un progetto del genere?
[QUOTE]Originariamente postato da Meister Budulug
[B]non è proprio vero che basta aprire il cuore.
mi sono interessato molto alla scrittura, per un lungo periodo, e continuo ad interessarmene. una frase che mi colpì molto fu questa:
Jack London, "Pronto soccorso per scrittori esordienti" - Edizioni Minimum Fax, 2005
Se pensi con chiarezza, scriverai con chiarezza; se i tuoi pensieri sono meritevoli, altrettanto meritevole sarà la tua scrittura. Ma se il tuo modo di esprimerti è scadente, è perché i tuoi pensieri sono scadenti; se è limitato, è perché tu sei limitato. Se hai le idee confuse e ingarbugliate, come puoi aspettarti di esprimerle con lucidità?
E'vero fino ad un certo punto, perchè non devi scrivere per forza per la gente, non per forza devi inviare le tue bozze, e non per forza devono risponderti..puoi anche scrivere per te stessa, perchè ti va, perchè hai bisogno di farlo. Io ne ho avuto bisogno, mi è servito e l'ho fatto.
E non credo nè che sia scadente, nè che sia limitata, tantomeno mi credo un genio. Semplicemente credo nelle mie emozioni, in ciò che ho provato..e se hai provato, se hai amato, qualcosa sta pur certo che..trasmetterai.
Citazione:
Originariamente postato da MariaRita84
Io ho iniziato a scrivere tante cose autobiografiche, lasciando sempre il lavoro a metà... Ora vorrei concentrarmi su alcune mie "filosofie". Il problema è: ci sarà qualche casa editrice disposta a investire in un progetto del genere?
E'stato sempre questo anche il mio dilemma..no, una casa editrice è difficle che investa su un esordiente.
io ho scritto racconti brevi quando stavo a scuola, (con la Olivetti di papà ;))e qualche poesiola, ma per queste non credo di essere molto portata. Ho sempre avuto il sogno di scrivere un libro. Chissà, magari un giorno... :rolleyes:
ciao a tutti....
anch' io da un annetto e mezzo ormai, quasi due, mi sono messo a scrivere...anch' io da un po' di tempo ho l'idea di spedire qualcosa a una casa editrice, anche solo per curiosità...
da quando ero al liceo scrivevo dei poems... da due anni pero' scrivo dei poems che hanno lo stesso tema... questi poems adesso sono 50!
un anno fa le mie pareti a casa mia erano piene dei miei poems e delle canzoni dei placebo, ma quando venisse qualcuno a casa mia mi sentivo che vedeva qualcosa di me che non lo vorrei mai!
il rapporto che si cresce con i propri scritti e' fortissimo, no?
a presto!
Non sono proprio sicuro.Citazione:
e se hai provato, se hai amato, qualcosa sta pur certo che..trasmetterai.
Poi non credo che esista un unica persona che scriva per se stessa e basta. Si scrive per raccontare, e raccontare implica per forza di cose un "altro".
:sisi: "liberata"Citazione:
Originariamente postato da NotAlone
Tratta di tre anni della mia vita, teneri, ossessivi e forse dai quali mi sono realmente liberata solo dopo averli scritti.
:)
Hai usato la parola giusta.
Scrivere ti permette di dis-intentificarti, di guardare dal fuori la tua esperienza.
Mentre si scrive, si e' dentro la storia.
Ma quando si rilegge....si fa una scoperta incredibile...noi siamo anche altri...siamo piu' persone....e quella di cui si ha scritto uscendo da dentro, si libera....e diventiamo piu' leggeri.
E' di una potenza notevole.
:approved:
Eleonora...grazie :smack:
Non capisco quello che vuoi dire. Se racconto di "altro", comunque fa parte di me...e comunque rappresenta me stessa.Citazione:
Originariamente postato da Meister Budulug
Non sono proprio sicuro.
Poi non credo che esista un unica persona che scriva per se stessa e basta. Si scrive per raccontare, e raccontare implica per forza di cose un "altro".
Anche se parlo di me, del mio ex-ragazzo, del mio attuale e del resto...sono comunque persone che hanno fatto parte di me, e che ne fanno parte.
In passato ho provato a scrivere qualcosina...ma poi ho smesso....
Scrivere per gli altri vuol dire esporre il proprio pensiero, è un atto "esibizionistico" che porta alla luce quello che magari difficilmente riusciremmo a dire.Citazione:
Originariamente postato da NotAlone
Non capisco quello che vuoi dire. Se racconto di "altro", comunque fa parte di me...e comunque rappresenta me stessa.
Anche se parlo di me, del mio ex-ragazzo, del mio attuale e del resto...sono comunque persone che hanno fatto parte di me, e che ne fanno parte.
Non si scrive per se stessi, a meno che non sia un diario gelosamente custodito, ma per comunicare e trasmettere qualcosa.
Invece si scrive per se stessi. Prima di tutto per se stessi.
Pensare di farlo per gli altri e' un grosso errore.
Puo' essere un pensiero, quello che poi cio' che si scrive potra' essere letto dagli altri ed essere utile, ma e' per noi che si scrive.
Nella mia esperienza, mi capita di pensare alle persone che leggeranno la mia storia, prima di inizare a scrivere, nel mentre organizzo il materiale da usare, le parti dei miei diari dai quali attingere, cosa fare per non far diventare il lavoro una enceclopedia in piu' tomi, dispersivo e noioso.
Ma poi, quando sto scrivendo, lo faccio esclusivamente per me stessa.
Per metabolizzare quello che mi e' accaduto, le emozioni, le esperienze.
Scrivendo ti assicuro che ci si dimentica di tutto e di tutti.
Ed e' cosi che deve essere.
Diversamente diventa un atto artificioso e arido.
Si scrive per se stessi per soddisfare il bisogno di esprimersi, e fin qui siamo d'accordo.
Però quando si va oltre il diario, c'è la piena consapevolezza che si farà leggere ad altri il proprio lavoro. A questo punto inizia un percorso tecnico che punta allo stile, alla trama, alla caratterizzazione dei personaggi...
Questo non vuol dire stravolgere o dimenticare le emozioni, ma essere consapevoli che un fiume in piena non basta, o meglio, che potrebbe non essere comprensibile.
Non sono assolutamente d accordo.
Scrivere non è un atto esibizionistico, scrivere è un atto puramente inconscio e inconsapevole. E poi dipende dai casi.
Metti un Giorgio Faletti o un Emilio Fede che mi vanno a scrivere un libro, grazie al caspito che è per pubblicità. Ma questo 3d è stato aperto per spiegare e raccontarci una scrittura diversa, che parte dal profondo, che serve ad aiutarci, che sprigiona qualcosa imprigionato dentro noi.
Siamo un pò OFF TOPIC, grazie.