Citazione:
Originariamente postato da gieko
Mi sembra che sia una critica piuttosto condivisa al cognitivismo, tanto è vero che il nuovo cognitivismo, quello di Liotti, se non erro si è dovuto appoggiare a costrutti diversi come la teoria dell'attaccamento, avvicinandosi ad una teoria della motivazione che comprendesse anche il piano emotivo-affettivo. Mi riferivo soprattutto alle tecniche proposte da vincentvang che non sembrano proprio indirizzate a questo livello, o, se lo sono, passano attraverso il canale razionale ed intellettivo.
Provo a rigirarti la domanda, che forse è più facile: cosa si intende all'interno del cognitivismo, o nel tuo orientamento, per "soggetto"? Come è concepito l'essere umano?
Sì, ma così si rimane ad un livello descrittivo. Ma che significato ha, nella storia di quella persona, il "deprimersi"? Che funzionalità ha il sintomo? Perchè si rende "inattivo?
Il punto è che se un paziente si trova davanti a dei vicoli ciechi, dovuti alla sua struttura, che significato ha esporlo a delle emozioni o, più in generale, ad esperienzi di significato, che non è in grado di significare? Tutt'al più vi si può adattare ma rimane privo di una propria modalità personale di vivere e significare un dato evento (magari prendendo in prestito quella proposta dal terapeuta, che si presume sia la migliore, ma non è sua).
Quella sulla razionalità é una critica fatta dalle persone che conoscono solo parzialmente il cognitivismo.è un problema loro quindi.