Originalmente inviato da
tatee
E qui entra in gioco il diritto allo studio, acclamato a gran forza ogni volta che le università impongono dei limiti al numero degli iscritti.
Io mi sono immatricolata al v.o. l'ultimo anno in cui a Firenze esisteva il numero chiuso (x il v.o. ovviamente) e nonostante i posti previsti fossero 250 (mi pare) tutti quelli che parteciparono alla prova (1500) entrarono dopo aver fatto ricorso al TAR.
Così il numero chiuso fu abolito ed è stato ripristinato con l'avvento del n.o. solo perchè, sempre a Firenze, si raggiungevano la bellezza di 2000 immatricolati circa per anno accademico.
Come la mettiamo? Ha ragione lo studente ad avere diritto a studiare ciò che più gli piace, o ha diritto il Ministero dell'Università e Ricerca a regolamentare le facoltà super gettonate in modo da non ritrovarsi una marea di disoccupati???