Originalmente inviato da
Dasavivi
:tajo: :tajo: :tajo: e meno male che ero io a puntare il ditino :asd:
la critica deve essere costruttiva ricordatelo e posta in modalita' assertive.
Cmq felice e orgogliosa di essere annoverata nel "popolino" :P
Ribadisco, a partire da una frase uscita su tutti i media, un utente ha postato un 3d intitolato "COME RISOLVERE LA PRECARIETA'".
E molti utenti intelligentemente hanno risposto a questo.
Senza disquisire di cosa fosse o meno la satira.
A te la battuta di berlus ti ha fatto ridere, a me ha fatto schifo.
Punto. Dopodiche' occorreva parlare di precariato. Non necessitavano km di post per aggiungere elementi a mio parere superflui. Specie per rispetto a chi ci sta leggendo. E per questo chiedo scusa :sisi:
Qualcuno disse e riporto testuali:" La satira è un punto di vista e un po’ di memoria, quindi da fastidio perché ricorda un fatto, inoltre da fastidio perché, il punto di vista dell’autore satirico, che è quello che scatena la risata, fondamentalmente, consente allo spettatore, all’ascoltatore, di mettere in prospettiva il fatto stesso e quindi di comprenderlo. Siamo, come sai, immersi da una valanga di informazioni, che è un altro modo, in realtà per disinformare. La gente non ha i criteri per giudicare le notizie e per valutarle. L’autore satirico questo lavoro lo fa prima, e quindi, grazie ai suoi punti di vista, ti da un quadro completo della situazione e ti consente poi di valutare i fatti che, da quel momento in poi, accadranno. Censurare la satira (in nome del cattivo gusto o di altri princìpi volatili e capziosi ) è censurare le opinioni. E’ fascismo. Chi si attarda in disquisizioni sul buon gusto è un censore. Punto. L’unico limite lo stabilisce la legge: diffamazione, calunnia. La satira è arte: o è totalmente LIBERA, o non è satira
Opinione. Rispettabile, condivisibile o no. Ma opinione. E' consentito dissentire le opinione. Non polemizzare sempre.
Ora chiudo :ciao: