Riferimento: Geni, ambiente e psicoterapie
I geni avranno anche la loro importanza, am mi sembra che i genetisti vogliano spiegare tutto in termini troppo riduzionistici.
Esempio per i genetisti "le influenze genetiche, aumenterebbero nel corso degli anni" e riguardo all'influenze dell'ambiente?
Recenti scoperte nel campo della genetica hanno mostrato un risultato sorprendente, che enfatizza la necessità di considerare il ruolo della genetica in materia di studio dell'influenza ambientale, "molti dei criteri di valutazione dell'effetto dell'ambiente utilizzati nello studio del comportamento sarebbero influenzati geneticamente!!!"
Quindi anche il comportamento diverso che può avere una madre verso i propri figli "sarebbe influenzato geneticamente".
Altro es. avere più libri in casa, potrebbe influenzare il risultato finale dei bambini di una famiglia a scuola,. ma il numero dei libri non sarebbe la causa ambientale, perchè anche tenere più o meno libri in una famiglia, sarebbe determinato dai geni!
A me tutto ciò sembra esagerato.
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Riferimento: Geni, ambiente e psicoterapie
in uno studio degli anni 90 (il "Minnesota study of twins reared apart") sono stati valutati dei soggetti su varie abilità e misure di personalità. Dopodiché hanno partecipato a interviste per indagare le esperienze infantili, paure, passatempi, preferenze sessuali, atteggiamenti sociali.
Dalla ricerca è emerso che gemelli allevati separatamente sono molto simili in una ampia gamma di caratteristiche di personalità tanto quanto i gemelli allevati insieme, dovute certamente a fattori genetici.
In ordine, i più alti livelli di ereditarietà sono stati riscontrati nelle misure di abilità e intelligenza, poi varie misure di personalità, e i livelli più bassi riguardano le credenze religiose e politiche e gli interessi professionali.
Stando alle ricerche, i geni e l'ambiente si intrecciano fin dal momento della nascita, in 4 modi:
1) Determinati ambienti scatenano gli effetti di specifici geni (esepio: un bambino nasce con tendenza genetica all'alcolismo, ma se non ha genitori alcolisti non diventerà alcolizzato)
2) I genitori danno ai figli sia i loro geni sia l'ambiente domestico e entrambi sono funzioni dei geni dei genitori (esempio: genitori intelligenti offrono al figlio un ambiente stimolante, che si correla positivamente con i geni tramandati)
3) Genitori possono deliberatamente costruire un ambiente negativamente correlato con il genotipo del figlio (esempio: i genitori possono incoraggiare le attività sociali per controbilanciare la probabile introversione del figlio...o viceversa per un bambino molto attivo possono offrire attività calmanti)
4) Lo stesso genotipo del figlio modella l'ambiente: l'ambiente diventa una funzione della personalità del bambino attraverso 3 forme di interazione:
a) Interazione reattiva (individui esposti allo stesso ambiente ne fanno esperienza, lo interpretano e vi reagiscono in modo differente)
b) Interazione evocativa (la personalità di ogni individuo suscita particolari risposte negli altri)
c) Interazione proattiva (man mano che il bambino cresce diventa un agente attivo, poiché si muove al di fuori dell'ambiente fornito dai genitori e comincia a selezionare e costruire ambienti propri, che a loro volta modellano la sua personalità)
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Johnny io avevo immaginato in via ipotetica cosa significasse dire che i geni influenzano fortemente o meno marcatamente certe caratteristiche però bisognerebbe cercare di valutare soltanto gli effetti dei geni di un organismo e non quelli della popolazione circostante che vive intorno a lui.
Intuitivamente pensiamo che i geni influenzino fortemente certe caratteristiche quando queste sono quasi sempre presenti nell'organismo anche quando l'ambiente varia in diversi modi, i geni influenzano invece meno marcatamente se questo non accade.
In linea teorica come si potrebbe cercare di fare una stima quantitativa della cosa? Prendiamo una caratteristica (avere i capelli biondi ad esempio) e prendiamo un certo corredo genetico: come possiamo fare per determinare se la carattaristica in questione dipende fortemente o meno da quel corredo genetico stimando la cosa tra 0 e 1?
Da quello che ho compreso si tratta di effettuare delle stime, ad esempio anche chi fuma non è detto che si ammali di cancro, ma oggi è opinione diffusa che fumare può favorire l'insorgere della malattia. Certi geni magari non determinano sicuramente l'insorgere di certi disturbi ma "fanno correre un certo rischio al portatore".
Forse è proprio la complessità della cosa (che diversi di voi chiamano in causa ogni volta che si cerca di capirci qualcosa in più) che spinge i ricercatori e gli studiosi a tentare di effettuare stime approssimative, comprendere le dinamiche di questi sistemi usando modelli eccessivamente complessi, che in linea teorica dovrebbero indicare istante per istante come il sistema organico evolverà, risulta praticamente impossibile.
La psicologia dinamica stessa fa uso di un concetto come quello di motivazione che fornisce soltanto spiegazioni parziali del comportamento umano e non si addentra nella complessità sottostante dei sistemi organici (semplicemente perché probabilmente nessuno ne sarebbe capace). Le motivazioni "spingono" una persona ad agire in certi modi, ma non determinano quello che la persona farà, o come agirà, nessuno saprebbe predirlo con certezza.
Con i geni andrebbe fatto un discorso analogo, sanno tutti che è importante l'ambiente circostante in cui l'organismo è immerso, il punto è stabilire "quanto" questo risulta importante nei confronti di certe caratteristiche nel momento in cui si è dotati di un certo corredo genetico.
Saluti
Riferimento: Geni, ambiente e psicoterapie
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Johnny io avevo immaginato in via ipotetica cosa significasse dire che i geni influenzano fortemente o meno marcatamente certe caratteristiche però bisognerebbe cercare di valutare soltanto gli effetti dei geni di un organismo e non quelli della popolazione circostante che vive intorno a lui.
Intuitivamente pensiamo che i geni influenzino fortemente certe caratteristiche quando queste sono quasi sempre presenti nell'organismo anche quando l'ambiente varia in diversi modi, i geni influenzano invece meno marcatamente se questo non accade.
In linea teorica come si potrebbe cercare di fare una stima quantitativa della cosa? Prendiamo una caratteristica (avere i capelli biondi ad esempio) e prendiamo un certo corredo genetico: come possiamo fare per determinare se la carattaristica in questione dipende fortemente o meno da quel corredo genetico stimando la cosa tra 0 e 1?
Da quello che ho compreso si tratta di effettuare delle stime, ad esempio anche chi fuma non è detto che si ammali di cancro, ma oggi è opinione diffusa che fumare può favorire l'insorgere della malattia. Certi geni magari non determinano sicuramente l'insorgere di certi disturbi ma "fanno correre un certo rischio al portatore".
Forse è proprio la complessità della cosa (che diversi di voi chiamano in causa ogni volta che si cerca di capirci qualcosa in più) che spinge i ricercatori e gli studiosi a tentare di effettuare stime approssimative, comprendere le dinamiche di questi sistemi usando modelli eccessivamente complessi, che in linea teorica dovrebbero indicare istante per istante come il sistema organico evolverà, risulta praticamente impossibile.
La psicologia dinamica stessa fa uso di un concetto come quello di motivazione che fornisce soltanto spiegazioni parziali del comportamento umano e non si addentra nella complessità sottostante dei sistemi organici (semplicemente perché probabilmente nessuno ne sarebbe capace). Le motivazioni "spingono" una persona ad agire in certi modi, ma non determinano quello che la persona farà, o come agirà, nessuno saprebbe predirlo con certezza.
Con i geni andrebbe fatto un discorso analogo, sanno tutti che è importante l'ambiente circostante in cui l'organismo è immerso, il punto è stabilire "quanto" questo risulta importante nei confronti di certe caratteristiche nel momento in cui si è dotati di un certo corredo genetico.
Saluti
riguardo allo studio che ho citato nel post precedente, le percentuali sno le seguenti:
abilità e intelligenza: 60-70%
misure di personalità: circa 50%
credenze religiose e politiche e interessi personali: 30-40%
Altri studi che esaminano specificatamente i tratti di personalità hanno valutato che la timidezza e tendenza a irritarsi facilmente ha una ereditarietà compresa tra il 30 e il 50%.
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Originalmente inviato da Johnny
riguardo allo studio che ho citato nel post precedente, le percentuali sno le seguenti:
abilità e intelligenza: 60-70%
misure di personalità: circa 50%
credenze religiose e politiche e interessi personali: 30-40%
Nello studio sui gemelli immagino che venisse valutato quanto spesso certi tratti si trovassero in entrambi i casi (i due gemelli) però per farsi un'idea più precisa queste percentuali andrebbero confrontate con quelle che si otterrebbero usando coppie di persone scelte a caso. Ad esempio 30%-40% è la percentuale più bassa ma se prendiamo coppie di individui scelte a caso ed otteniamo percentuali come ad esempio il 5% possiamo lo stesso dire che l'influenza dei geni non è poi così trascurabile anche riguardo a queste credenze.
Citazione:
Originalmente inviato da Johnny
Altri studi che esaminano specificatamente i tratti di personalità hanno valutato che la timidezza e tendenza a irritarsi facilmente ha una ereditarietà compresa tra il 30 e il 50%
Questa percentuale però è relativa alla probabilità di ereditare dei tratti del genitore, io volevo sapere se era possibile valutare (immaginando anche di avere mezzi sperimentali inesistenti perché voglio soltanto capire meglio) data una persona singola con che probabilità svilupperà certi tratti una volta fissato il suo corredo genetico.
Ci sono dei bambini ad esempio che somigliano più a certi nonni che ai genitori, ora nei confronti dei genitori non hanno ereditato certi tratti somatici, ma questo non vuol dire che questi tratti non dipendono fortemente dal loro corredo genetico visto che spesso la somiglianza è davvero evidente.
Un saluto a tutti
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Originalmente inviato da
Char_Lie
....Intuitivamente pensiamo che i geni influenzino fortemente certe caratteristiche quando queste sono quasi sempre presenti nell'organismo anche quando l'ambiente varia in diversi modi, i geni influenzano invece meno marcatamente se questo non accade.
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Da quello che ho compreso si tratta di effettuare delle stime, ad esempio anche chi fuma non è detto che si ammali di cancro, ma oggi è opinione diffusa che fumare può favorire l'insorgere della malattia. Certi geni magari non determinano sicuramente l'insorgere di certi disturbi ma "fanno correre un certo rischio al portatore".
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Con i geni andrebbe fatto un discorso analogo, sanno tutti che è importante l'ambiente circostante in cui l'organismo è immerso, il punto è stabilire "quanto" questo risulta importante nei confronti di certe caratteristiche nel momento in cui si è dotati di un certo corredo genetico.
Saluti
Ciao Char_Lie
Apri un discorso di una complessità incredibile. Finora non ho trovato ricerche che diano una stima della percentuale del contributo genetico all'insorgere di determinate malattie, se non su un livello puramente statistico.
Peraltro, il collegamento tra presenza di geni con effetti potenzialmente nocivi e sviluppo di determinate malattie sta ponendo problemi seri a livello etico, soprattutto perché non siamo in grado di determinare la probabilità che un dato gene venga effettivamente espresso. Prendiamo la malattia di Alzheimer: sappiamo che ci sono determinati difetti nell'espresisone genica associati ad alcune caratteristiche di questa malattia. Ma le nostre conoscenze non sono in grado di prevedere se e quando un determinato individuo portatore di quei geni svilupperà (o meno) la malattia. Questo pone il problema dell'eticità di una consulenza genetica: cosa può provocare, a livello psicologico, il sapere di essere portatore di un gene che può provocare una malattia gravissima, senza però poter conoscere se e quando questa malattia si svilupperà? E, dati gli stretti legami esistenti tra circuito immunitario e circuito dello stress, quale possibilità esiste che la conoscenza di questa informazione, modificando l'assetto immunologico, vada ad attivare proprio quei geni e produrre, quindi, la malattia tanto temuta?
Per un buon articolo in merito, puoi leggerti: Genetic research into Alzheimer's Disease: a European focus group study on ethical issues.
La questione è che i geni contengono informazione che va tradotta in proteine, enzimi, tessuti, sostanze chimiche, ceurotrasmettitori e quant'altro. Se e finché questa informazione non viene tradotta, è come se non esistesse.
La possibilità che questa informazione venga tradotta e il momento nel quale essa verrà tradotta è diversa da gene a gene.
Inoltre, l'informazione relativa alla quasi totalità delle caratteristiche di una persona è contenuta non in un singolo gene (sono pochissime le malattie di origine genetica riconducibili ad un gene singolo) ma in più geni, spesso non contigui tra di loro e la cui espressione in catena è governata da altri geni ancora.
Questo è quanto, per ora.
Grazie Char_Lie
Buona vita
Guglielmo
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Originalmente inviato da Willy61
La questione è che i geni contengono informazione che va tradotta in proteine, enzimi, tessuti, sostanze chimiche, ceurotrasmettitori e quant'altro. Se e finché questa informazione non viene tradotta, è come se non esistesse.
La possibilità che questa informazione venga tradotta e il momento nel quale essa verrà tradotta è diversa da gene a gene.
Inoltre, l'informazione relativa alla quasi totalità delle caratteristiche di una persona è contenuta non in un singolo gene (sono pochissime le malattie di origine genetica riconducibili ad un gene singolo) ma in più geni, spesso non contigui tra di loro e la cui espressione in catena è governata da altri geni ancora.
Willy secondo me quando cerchiamo di effettuare stime probabilistiche dobbiamo aver ben presente tutti che il mondo andrà comunque in un singolo modo e tutte le altre possibilità non si realizzeranno comunque.
Se prendiamo un dado a sei facce e cinque facce di questo dado sono nere mentre una è bianca nel momento in cui vogliamo stimare con che probabilità verrà fuori una faccia nera sappiamo bene tutti che in un singolo caso le svariate circostanze e variabili di cui ignoriamo i valori precisi e che non sappiamo bene come potrebbero interagire con i movimenti complicati del dado (una volta che questo viene lanciato) determineranno uno solo dei sei eventi possibili.
Nonostante tutto conoscendo soltanto la struttura cubica del dado e sapendo che cinque facce di questo sono nere mentre una è bianca possiamo effettuare una stima approssimativa ed affermare che è molto più probabile che verrà fuori una faccia nera che una faccia bianca.
Anche il dado fino a che non si ferma interagisce in modo continuo con l'ambiente circostante, c'è l'attrito con l'aria circostante e con la superficie su cui viene lanciato, la forza di gravità e così via... ed è comunque questa interazione che determinerà se verrà fuori la faccia bianca o una delle facce nere.
Insomma nella realtà l'ambiente e le condizioni in cui è immerso il dado restano determinate una volta per tutte e quindi un singolo caso si verificherà sempre e comunque (o si presenta la faccia bianca o si presenta una delle facce nere), ma se questa osservazione basta per abbandonare l'idea che la struttura del dado (il fatto che ha cinque facce nere ed una bianca) favorisce il presentarsi di una faccia nera possiamo anche smettere di discutere.
Andrebbe chiarito prima cosa significa dire che i geni influenzano fortemente il presentarsi di certe caratteristiche e poi in seguito cercare di capire se la cosa risulta vera o falsa.
P. S. L'articolo in inglese non posso leggerlo, semplicemente perché non conosco l'inglese :D, se possiedi riferimenti in italiano che trattano di questo argomento per me sarebbe meglio. Io ho letto diversi libri (diciamo così) abbastanza divulgativi di Steven Pinker solo che questo psicologo è già sbilanciato a favore di uno dei due poli e non so fino a che punto risulti obiettivo. Va be' ora lascio spazio ad altre persone per il contraddittorio, già sono intervenuto troppo. Un saluto a tutti i partecipanti.
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OK, Char_Lie. Se non leggi l'inglese, puoi avere un'idea della complessità della questione dando un'occhiata a questi siti in italiano:
L?epigenetica? - Che cos'è l'epigenetica? - Epigenome NOE
L?epigenetica? - Epigenome NOE
http://www.ildiogene.it/EncyPages/Op...smoNeurale.pdf
Buona lettura
Guglielmo
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Se prendiamo un dado a sei facce e cinque facce di questo dado sono nere mentre una è bianca nel momento in cui vogliamo stimare con che probabilità verrà fuori una faccia nera sappiamo bene tutti che in un singolo caso le svariate circostanze e variabili di cui ignoriamo i valori precisi e che non sappiamo bene come potrebbero interagire con i movimenti complicati del dado (una volta che questo viene lanciato) determineranno uno solo dei sei eventi possibili.
Nonostante tutto conoscendo soltanto la struttura cubica del dado e sapendo che cinque facce di questo sono nere mentre una è bianca possiamo effettuare una stima approssimativa ed affermare che è molto più probabile che verrà fuori una faccia nera che una faccia bianca.
Anche il dado fino a che non si ferma interagisce in modo continuo con l'ambiente circostante, c'è l'attrito con l'aria circostante e con la superficie su cui viene lanciato, la forza di gravità e così via... ed è comunque questa interazione che determinerà se verrà fuori la faccia bianca o una delle facce nere.
Insomma nella realtà l'ambiente e le condizioni in cui è immerso il dado restano determinate una volta per tutte e quindi un singolo caso si verificherà sempre e comunque (o si presenta la faccia bianca o si presenta una delle facce nere), ma se questa osservazione basta per abbandonare l'idea che la struttura del dado (il fatto che ha cinque facce nere ed una bianca) favorisce il presentarsi di una faccia nera possiamo anche smettere di discutere.
il soggetto umano, a differenza del "dado", è dotato di un sistema cognitivo che gli permette di pensare, valutare, sentire, interagire attivamente con l'ambiente e di modificarlo dando luogo a un'interazione reciproca. E l'ambiente, nel caso dell'essere umano, sono gli altri esserei umani, e non le condizioni atmosferiche come nel dado
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Originalmente inviato da Johnny
il soggetto umano, a differenza del "dado", è dotato di un sistema cognitivo che gli permette di pensare, valutare, sentire, interagire attivamente con l'ambiente e di modificarlo dando luogo a un'interazione reciproca.
Comunque anche sistemi fisici più semplici come il dado modificano l'ambiente: se c'è aria intorno, il dado muovendosi la sposta, quindi anche questo oggetto modifica l'ambiente ed i nuovi assetti ambientali poi modificheranno la traiettoria del dado, quindi anche qui c'è interazione reciproca.
Secondo me però qui si fa confusione tra un discorso di tipo probabilistico e l'idea che possono comunque presentarsi casi diversi.
Magari può darsi che esistano delle condizioni ambientali particolari tali che anche un cane (un organismo con il corredo genetico che noi classifichiamo come cane :D) possa sviluppare la capacità di parlare (insomma come in quel breve romanzo di Bulgakov dove un cane assume addirittura le sembianze umane) ma magari si tratta di pochi casi (ambientali) contro milioni.
Così come la struttura del dado non determina, ma favorisce soltanto il verificarsi di certi eventi, allo stesso modo la struttura genetica di un organismo favorisce il presentarsi di certe caratteristiche piuttosto che altre. Ad esempio riguardo agli organismi che hanno il corredo genetico di un cane io direi senza aver fatto alcun esperimento che è molto probabile che non svilupperanno la capacità di parlare e nemmeno di comunicare in modo sofisticato come diversi esseri umani (insomma è vero comunque che i geni influenzano anche le capacità mentali).
E' vero quello che dite (riguardo all'epigenetica), ma magari è vero anche il discorso riguardo alla forte influenza dei geni nei confronti di certe caratteristiche.
Io comunque non penso che ogni disturbo sia favorito da certi assetti genetici (se a qualcuno gli cade un meteorite sulla testa a naso non penso proprio che la cosa sia stata favorita dal suo corredo genetico, anche se va verificato meglio) ma diversi disturbi credo che siano comunque favoriti da certe caratteristiche genetiche.
Un saluto
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Comunque anche sistemi fisici più semplici come il dado modificano l'ambiente: se c'è aria intorno, il dado muovendosi la sposta, quindi anche questo oggetto modifica l'ambiente ed i nuovi assetti ambientali poi modificheranno la traiettoria del dado, quindi anche qui c'è interazione reciproca.
Secondo me però qui si fa confusione tra un discorso di tipo probabilistico e l'idea che possono comunque presentarsi casi diversi.
Magari può darsi che esistano delle condizioni ambientali particolari tali che anche un cane (un organismo con il corredo genetico che noi classifichiamo come cane :D) possa sviluppare la capacità di parlare (insomma come in quel breve romanzo di Bulgakov dove un cane assume addirittura le sembianze umane) ma magari si tratta di pochi casi (ambientali) contro milioni.
Così come la struttura del dado non determina, ma favorisce soltanto il verificarsi di certi eventi, allo stesso modo la struttura genetica di un organismo favorisce il presentarsi di certe caratteristiche piuttosto che altre. Ad esempio riguardo agli organismi che hanno il corredo genetico di un cane io direi senza aver fatto alcun esperimento che è molto probabile che non svilupperanno la capacità di parlare e nemmeno di comunicare in modo sofisticato come diversi esseri umani (insomma è vero comunque che i geni influenzano anche le capacità mentali).
E' vero quello che dite (riguardo all'epigenetica), ma magari è vero anche il discorso riguardo alla forte influenza dei geni nei confronti di certe caratteristiche.
Io comunque non penso che ogni disturbo sia favorito da certi assetti genetici (se a qualcuno gli cade un meteorite sulla testa a naso non penso proprio che la cosa sia stata favorita dal suo corredo genetico, anche se va verificato meglio) ma diversi disturbi credo che siano comunque favoriti da certe caratteristiche genetiche.
Un saluto
Char_lie, secondo me tu prendi le cose troppo alla lettera, e metti sullo stesso piano cose appartenenti a diversi livelli.
Mi spiego meglio: un dado, un cane e un essere umano, sono 3 cose diverse.
Il dado non ha né cromosomi nè DNA, non respira, non pensa, non è vivo.
Un cane è un animale. Non si tratta di capire se "fisiologicamente" può articolare dei suoni simili a parole: se vai su youtube ci sono dei video in cui puoi sentire dei gatti miagolare imitando il suono della voce dei propri padroni, e articolano dei suoni che sembrano delle parole. Ma non sono parole, sono dei miagolii. Così come il cane abbaia. Un ulutato, se fatto in un certo modo, può anche sembrare una "u" prolungata, ma per il cane non è una "u", è solamente un suono che sente di fare in modo istintivo.
E l'esempio del meteorite è fuori luogo. E' ovvio che il corredo genetico non può determinare se un meteorite ti cade sul naso.
Il corredo genetico, al limite, ti può predisporre a sviluppare sintomi psicotici piuttosto che nevrotici, oppure nessun sintomo, in seguito all'evento "meteorire sul naso". Questo è dovuto alla variabilità individuale (è questa che dipende danche dal corredo genetico) di fronte agli stessi eventi
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Citazione:
Char_lie, secondo me tu prendi le cose troppo alla lettera, e metti sullo stesso piano cose appartenenti a diversi livelli.
Mi spiego meglio: un dado, un cane e un essere umano, sono 3 cose diverse.
Il dado non ha né cromosomi nè DNA, non respira, non pensa, non è vivo.
Un cane è un animale. Non si tratta di capire se "fisiologicamente" può articolare dei suoni simili a parole: se vai su youtube ci sono dei video in cui puoi sentire dei gatti miagolare imitando il suono della voce dei propri padroni, e articolano dei suoni che sembrano delle parole. Ma non sono parole, sono dei miagolii. Così come il cane abbaia. Un ulutato, se fatto in un certo modo, può anche sembrare una "u" prolungata, ma per il cane non è una "u", è solamente un suono che sente di fare in modo istintivo.
E l'esempio del meteorite è fuori luogo. E' ovvio che il corredo genetico non può determinare se un meteorite ti cade sul naso.
Il corredo genetico, al limite, ti può predisporre a sviluppare sintomi psicotici piuttosto che nevrotici, oppure nessun sintomo, in seguito all'evento "meteorire sul naso". Questo è dovuto alla variabilità individuale (è questa che dipende danche dal corredo genetico) di fronte agli stessi eventi
Se è per questo anche due esseri umani distinti sono due cose diverse visto che sono due, io ha usato un'analogia per far capire quello che volevo dire, più di tanto però non riesco a fare.
Quando dicevo che il cane è molto probabile che non sarà capace di parlare non mi riferivo al fatto che potesse articolare qualche suono simile a qualche parola o qualche lettera, questo ovviamente non basta, sei tu che confondi le cose e non io.
Comunque anche alcune individui (esseri umani) che non sono stati deprivati chissà in quale modo da bambini sono affetti da certe disfunzioni che provocano difficoltà ad articolare certe parole e magari anche di afferrare la sintassi correttamente e così via, magari se gli si mette a fianco un logopedista (o si usano altri sistemi particolari) in seguito possono migliorare, ma questo non toglie il fatto che rispetto a chi ha un corredo genetico che gli permette di imparare a parlare più agevolmente e non con tecniche mirate sono svantaggiati.
Queste per me sono capacità mentali ed anche queste secondo me come il colore dei capelli (che poi anche questi si possono tingere e perciò l'ambiente può modificare anche la caratteristica "colore dei capelli") sono influenzate dal corredo genetico.
Per me l'unico senso che si può dare ai discorsi riguardo all'influenza dei geni è di tipo probabilistico, nessuno credo abbia mai parlato di determinismo o abbia in mente forme di determinismo proprio come accade nel caso del dado, la struttura del dado non determina che faccia verrà fuori, sarà l'interazione con l'ambiente in cui è immerso a determinarlo. Insomma secondo me quando certi studiosi e ricercatori parlano di influenza genetica vogliono dire che certe strutture favoriscono - ma non determinano - il verificarsi di certi eventi. Anche un palazzo "ben costruito", che insomma ha una certa struttura ad esempio, può crollare, e viceversa uno costruito "male" può restare in piedi. Possiamo capire poi anche quali ambienti favoriscono la resistenza delle strutture che si sono rivelate più deboli e vulnerabili, se queste son rimaste in piedi in certi casi può darsi che qualche motivo abbastanza semplice da afferrare esista. Ma anche se questo è vero ciò non toglie però che certe strutture in generale "reggeranno" più di altre.
Spero di essere riuscito a spiegarmi.
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Originalmente inviato da
Char_Lie
Per me l'unico senso che si può dare ai discorsi riguardo all'influenza dei geni è di tipo probabilistico, nessuno credo abbia mai parlato di determinismo o abbia in mente forme di determinismo proprio come accade nel caso del dado, la struttura del dado non determina che faccia verrà fuori, sarà l'interazione con l'ambiente in cui è immerso a determinarlo.
Insomma secondo me quando parlano di influenza genetica vogliono dire che certe strutture favoriscono ma non determinano il verificarsi di certi eventi. Anche un palazzo "ben costruito", che insomma ha una certa struttura ad esempio, può crollare, e viceversa uno costruito "male" può restare in piedi. Possiamo capire poi anche quali ambienti favoriscono la resistenza delle strutture più deboli, se queste son rimaste in piedi qualche motivo ci sarà. Ma anche se questo è vero ciò non toglie però che certe strutture in generale "reggeranno" più di altre.
Spero di essere riuscito a spiegarmi.
in passato c'è che credeva in un "determinismo" genetico: Lomboroso credeva che i tratti somatici fossero indicatori del carattere, perché diceva che i geni resposabili di certi tratti somatici fossero contemporaneamente responsabili anche di certi tratti di personalità.
Ovviamente è sato smentito perché si è capito che la personalità è data dall'interazione di geni + ambiente (per ambiente ovviamente di intende anche fattori come l'educazione).
Per quanto riguarda l'esempio dell'edificio concordo (fra l'altro è un esempio che ho letto spesso sui libri di psicopatologia): il corredo genetico, se vogliamo usare un altro termine, la "struttura", determina la vulnerabilità individuale, perciò ad esempio, per un soggetto con struttura psicotica (edificio fragile e con poche fondamenta) è sufficiente un cambio anche minimo nella routine quotidiana per avere uno scompenso, e sviluppa certi tipi di sintomi; mentre un soggetto con struttura nevrotica (edificio più resistente e con fondamenta abbastanza profonde) ha un'altra soglia di vulnerabilità e sviluppa altri tipi di sintomi di "assestamento" (sempre per restare nella metafora), prima di crollare
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Il corredo genetico, al limite, ti può predisporre a sviluppare sintomi psicotici piuttosto che nevrotici, oppure nessun sintomo, in seguito all'evento "meteorire sul naso". Questo è dovuto alla variabilità individuale (è questa che dipende danche dal corredo genetico) di fronte agli stessi eventi
Questa un giorno me la spieghi... :asd: