Riferimento: E' tutto un magna magna
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Lepre*marzolina
non mi pare che dai medici si pretenda uno stile di vita salutistico e nè che dagli avvocati si pretenda morigeratezza e legalità :asd:
ed allora perchè si sta sempre a cavillare su quello che deve o non deve fare lo psicologo ?
Ma a me pare invece proprio di SI!!!!
Caspita!!!
Quindi, arrivo a dire, che uno psicologo, oltre ad un curriculum di provata onestà almeno intellettuale, potrebbe (o dovrebbe o sarebbe auspicabile che) almeno avere uno stile di vita da non-dipendente!
Altrimenti niente corsi di aggiornamente e va tutto in vacca!!!:asd:
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Concordo con semplificatore.
E poi siamo davvero sicuri che serva dire alla gente "come deve fare", "quale stile di vita adottare"? Se poi l'oncologo fuma 20 sigarette al giorno, che credibilità ha?
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semplificatore
Ma a me pare invece proprio di SI!!!!
Caspita!!!
Quindi, arrivo a dire, che uno psicologo, oltre ad un curriculum di provata onestà almeno intellettuale, potrebbe (o dovrebbe o sarebbe auspicabile che) almeno avere uno stile di vita da non-dipendente!
Altrimenti niente corsi di aggiornamente e va tutto in vacca!!!:asd:
quindi nel momento in cui io divento psicologo devo impegnarmi ad avere relazioni perfette, devo essere sempre esempio di diplomazia ed avvedutezza, non devo indulgere in vizi di alcun tipo,non devo litigare con mio marito e devo dire sempre la cosa giusta ai miei figli.
e dove lo trasmettono sto film?
:asd: siamo psicologi non siamo mica budda! :asd:
poi se proprio vogliamo dirla tutta, e concludere questo drammatico off topic, nei corsi per smettere di fumare della usl non ti dicono "come si deve fare" e "come si deve vivere" ma semplicemente si fanno riflettere le persone sulle motivazioni al fumare e sui costi/benefici del fumare.
poi se la persona smette è bene, altrimenti amen...ognuno è libero di fare ciò che crede con la sua vita.
lo scopo non è "convincere" ma informare ed aiutare chi vuole smettere.
quindi se lo psicologo, l'oncologo, il medico o chi per lui , conscio di quelli che sono i vantaggi e gli svantaggi del fumare decide di farlo ancora per me mantiene la sua credibilità se è bravo come professionista e se ha le competenze.
poi sulla necessità di "onestà intellettuale" beh questa prescindere l'essere psicologi o medici o spazzini...quella dovrebbe essere propria di ogni persona indipendentemente dalla professione...
io mi concentrerei su questa cosa e sul fatto che ogni anno vengono illusi centinaia di matricole aspiranti psicologi che non lavoreranno mai e che sborseranno fior di quattrini per presunti corsi qualificanti piuttosto che fare questioni di lana caprina su un ipotetico superpsicologo.
poi ovviamente ognuno ha le sue opinioni. :dunno:
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Lepre*marzolina
io mi concentrerei su questa cosa e sul fatto che ogni anno vengono illusi centinaia di matricole aspiranti psicologi che non lavoreranno mai e che sborseranno fior di quattrini per presunti corsi qualificanti piuttosto che fare questioni di lana caprina su un ipotetico superpsicologo.
Ma su questo potrei anche essere d'accordo....
Lo hai rilevato nella realtà pratica?
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semplificatore
Ma su questo potrei anche essere d'accordo....
Lo hai rilevato nella realtà pratica?
scusa eh ma basta uscire dall'università per capire che il mercato degli psicologi (forse escludendo quelli del lavoro) è saturo.
quando ho chiesto alla psicologa nel sert dove faccio tirocinio come ha iniziato mi ha risposto:
"ho lavorato gratis per 2 anni al dsm" (perchè le usl per gli psicologi fanno dei contratti annuali per cui tu hai gli stessi doveri di chi lavora, quindi ferie contate, orari da rispettare e turni precisi, però non ti pagano) "poi mi hanno affidato un piccolo progetto e poi ho iniziato a guadagnare qualcosina piano piano..magari devi aspettare che qualcuno vada in maternità o in pensione"
ovviamente è solo un esempio ma bisognerebbe dirlo a chi si accinge ad iscriversi a psicologia..
fino a pochi anni fa lo psicologo poteva lavorare come educatore, ma ora (almeno in emilia romagna) non prendono più gli psicologi perchè (a detta loro) sono "troppo qualificati"
Intanto continuano ad aprire facoltà di psicologia, corsi nuovi e nuove scuole di specializzazione....
guarda che diventare psicoterapeuti costa...ed ora come ora nemmeno quello è garanzia di lavoro...e bisognerebbe dire anche questo.
pochi giorni fa mi è arrivata per posta la pubblicità di una scuola di specializzazione per "psicologo scolastico"....
mi sono informata e i 10 licei che ci sono qui dove abito ora non prevedono la presenza di uno psicologo ma fanno capo tutti allo spazio giovani della usl (gestito da uno psicologo ed un educatore) e così anche le scuole medie.
ovviamente sono piccoli esempi, ma è risaputo che in Italia non c'è una mentalità molto aperta nei confronti degli psicologi (questo forse anche per colpa degli psicologi stessi) ma mi domando perchè si continuano a creare figure professionali per cui "di fatto" poi non c'è richiesta?
non sarebbe più logico garantire "prima" delle leggi a tutela dello psicologo e poi creare corsi ad hoc?
e noi siamo qui a parlare del fatto che lo psicologo non dovrebbe fumare??!!!!!
beh vista la situazione mi meraviglierei se trovassi uno psicologo che non fuma :asd: (questa era una battuta)
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Grandissima :rotfl: anche se è tutto tristemente vero...
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finalmente lepre per una volta dice cose sensate e sacrosante...brava :lode:
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Lepre*marzolina
e noi siamo qui a parlare del fatto che lo psicologo non dovrebbe fumare??!!!!!
beh vista la situazione mi meraviglierei se trovassi uno psicologo che non fuma :asd: (questa era una battuta)
Dal mio punto di vista, dovremmo essere qui a parlare del fatto che lo psicologo non dovrebbe lavorare in determinati ambiti motivato dalla disperazione ma da scelte libere e consapevoli. Come dire: rifletterei sul fatto che vengono proposti ambiti sempre nuovi in cui lo psicologo avrebbe un ruolo. Ma ne siamo così sicuri? O non sarà mica per questo che proliferano proprio per questo motivo corsi e scuole?
Saluti
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gieko
Va bene, correggo: non si è più liberi di essere obesi?
Ho qualche idea di quale sia il ruolo dello psicologo... E' chiaro che la mia vuole essere una riflessione rispetto alla domanda/provocazione di semplificatore. Dal mio punto di vista la necessità di inventare sempre nuovi ambiti porta a delle forzature, oltre che ad una presenza della psicologia che diventa asfissiante (oltre ad essere di livello sempre più scadente). Personalmente la cosa mi garba poco e penso che possa avere una ricaduta negativa sulla società.
Quindi prendendo spunto dalla questione del cibo, mi sembra chiaro che una prevenzione generica, quale quella fatta nelle scuole, sia un'attività positiva. Mi sembra altrettanto chiaro che "fare prevenzione nel senso del rapporto con il cibo", come dici tu, ha ben poco senso. E' una cosa troppo complessa ed inutile per chi non è coinvolto nel problema (chi è depresso mangia di più... e con ciò?), mentre chi ne è colpito (obesi compresi, visto che sottolineate che si tratta di patologia) dovrebbe ricorrere ad interventi ben diversi.
Poi se si vuole trovare spazio per lo psicologo, lo si può sempre creare (anche dove non ci sarebbe...), ma mi chiedo a che pro. Serve solo a dare lavoro a schiere di disoccupati? Serve a saturare di sapere psicologico ogni campo applicativo?
Ciò che non ammazza, ingrassa... Appunto
Saluti
certo che si è liberi di essere obesi, credo che nessuno psicologo (ma nemmeno un dietologo) costringa un obeso a dimagrire...semplicemente, come ha detto lepre, si fa una corretta informazione e prevenzione e poi se la persona, valutato tutto, decide che essere obesi è lo stile di vita che vuole adottare, ok.
Il rapporto con il cibo è sicuramente una cosa molto complessa come dici tu, ma non credo sia inutile affrontarla anche con chi non presenta ancora il problema...soprattutto in ambiti come cibo e sessualità, dove le implicazioni culturali contano moltissimo. E, per tornare al corso da cui trae spunto il thread, credo che questi corsi in genere diano una preparazione sul corretto comportamento alimentare, sia in chi ha il problema sia in chi non ce l'ha. Quindi chi non ha il problema può essere indotto a riflettere sulle implicazioni del proprio rapporto col cibo, e chi ha il problema può trarre giovamento non solo da uno psicoterapeuta, ma anche da uno psicologo.
Poi, a prescindere dal discorso che si fa in questo thread, è ovvio che inventarsi un lavoro solo perchè c'è disoccupazione non è opportuno, ma non mi sembra che sia il caso di uno psicologo che si forma sulle tematiche dell'alimentazione, visto che l'uomo quando mangia non fa semplicemente opera di nutrizione del fisico.
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Originalmente inviato da
chiocciolina4
certo che si è liberi di essere obesi, credo che nessuno psicologo (ma nemmeno un dietologo) costringa un obeso a dimagrire...semplicemente, come ha detto lepre, si fa una corretta informazione e prevenzione e poi se la persona, valutato tutto, decide che essere obesi è lo stile di vita che vuole adottare, ok.
La questione centrale è riflettere sulla domanda dell'utenza che si rivolge ad una figura professionale per risolvere problemi inerenti al cibo. Quando c'è una motivazione in questo senso possiamo presupporre che il cibo stia diventando un problema. Si entra così nel campo della clinica. Se non ci sono problemi nell'area della nutrizione, non ci sarà una domanda in tal senso, e credo che l'informazione fornita nelle scuole e dai media sia sufficiente alle necessità di conoscere degli utenti.
Quando parlo di "libertà di essere obesi", sottointendo che se vogliamo considerare l'essere umano come un soggetto complesso in grado di operare autonomamente nelle proprie scelte di vita, intendo dire che, finchè la domanda non parte dal soggetto, il professionista non può fare molto. E che la domanda c'è quando il soggetto avverte un qualsivoglia disagio, aprendo le porte alla necessità di interventi clinici.
Coerentemente scrivi:
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Originalmente inviato da
chiocciolina4
Quindi chi non ha il problema può essere indotto a riflettere sulle implicazioni del proprio rapporto col cibo, e chi ha il problema può trarre giovamento non solo da uno psicoterapeuta, ma anche da uno psicologo.
Ma mi chiedo: su quali implicazioni lo psicologo dovrebbe far riflettere una persona che non sente una sofferenza rispetto al cibo? Non ha già scelto un modo di essere al mondo che gli è congeniale?
Saluti
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La realtà (impopolare forse, almeno qui dentro) è che vengono sfornate figure professionali che non hanno alcuna esigenza di essere.
Vengono istituiti (e mantenuti) corsi di Laurea esclusivamente per alimentare un certo sistema universitario di rendite e di privilegi.
Non già con uno sguardo al futuro occupazionali di chi quei corsi di Laurea li frequenta.
Un esercito di psicologi non serve a nulla. La società non ne ha bisogno.
Migliaia di cattedre universitaria non servono a nulla. Perchè non producono nulla, se non un sistema parassitario e di rendita.
Come non servono a nulla migliaia fra parlamentari, consiglieri regionali, provinciali,comunali, circoscrizionali.
O 150.000 avvocati in Italia.
Servirebbero più infermieri, operai, tecnici di laboratorio, informatici ITALIANI.
Solo che chiacchierare di Freud e Lacan è meno pesante che fare un clistere ad un ottantenne o impastare una cofana di calce....
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Originalmente inviato da
**Ayax**
La realtà (impopolare forse, almeno qui dentro) è che vengono sfornate figure professionali che non hanno alcuna esigenza di essere.
Vengono istituiti (e mantenuti) corsi di Laurea esclusivamente per alimentare un certo sistema universitario di rendite e di privilegi.
Non già con uno sguardo al futuro occupazionali di chi quei corsi di Laurea li frequenta.
Un esercito di psicologi non serve a nulla. La società non ne ha bisogno.
Migliaia di cattedre universitaria non servono a nulla. Perchè non producono nulla, se non un sistema parassitario e di rendita.
Come non servono a nulla migliaia fra parlamentari, consiglieri regionali, provinciali,comunali, circoscrizionali.
O 150.000 avvocati in Italia.
Servirebbero più infermieri, operai, tecnici di laboratorio, informatici ITALIANI.
Solo che chiacchierare di Freud e Lacan è meno pesante che fare un clistere ad un ottantenne o impastare una cofana di calce....
...................gasp!
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Io non parlo di Frued e Lacan, visto che sono di tutt'altro orientamento, ma ti assicuro che anche a voler fare solo questo non è certo meno pesante di tante altre cose. Io lavoro con i bambini autistici... dico bambini per comodità visto che seguo anche un ragazzo di 26 anni, e non è certo meno dura che fare il clistere al vecchio ottantenne.
Tornando in topic, i disturbi alimentari sono una brutta cosa, soprattutto quando sembrano disturbi alimentari ma in realtà sono altro: non è poi così infrequente trovarsi davanti ad un obeso che risulta essere affetto da disturbo ossessivo compulsivo.
Nessuno vuole obbligare gli obesi ad andare in terapia nè invadere campi che non ci competono, ma un lavoro sinergico fatto in equipe con un nutrizionista può molto aiutare le persone.
Riferimento: E' tutto un magna magna
Citazione:
Forse pensare ad uno psicologo che ti insegni a mangiare può risultare alquanto strano, ma effettivamente l'aumento di disturbi alimentari tra gli adolescenti non lo rende così improbabile...
Basta andare davanti all'ingresso di una qualsiasi scuola e contare quanti bambini obesi ci sono...:eek: è impressionante!!!
Quindi una buona educazione alimentare visto che non riesce a darla la famiglia...(anche se effettivamente dovrebbe essere suo compito il compito) non vedo perchè non possa darla un psicologo!!
Una buona educazione, ammesso che serva a qualcosa, dovrebbe darla uno psicologo?! Concordo con Semplificatore e Gieko. E pure con Ajax. (anche se sono uno di quelli che preferisce leggere Freud e Lacan piuttosto che fare un clistere!)
Riferimento: E' tutto un magna magna
Speravo che l'intervento non fosse preso sul piano personale da qualcuno...
Speranza vana.
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Originalmente inviato da
Antopsi
Io non parlo di Frued e Lacan, visto che sono di tutt'altro orientamento, ma ti assicuro che anche a voler fare solo questo non è certo meno pesante di tante altre cose. Io lavoro con i bambini autistici... dico bambini per comodità visto che seguo anche un ragazzo di 26 anni, e non è certo meno dura che fare il clistere al vecchio ottantenne.
La mia analisi era settoriale, non individuale.
Muovevo dall'assunto che le risorse, in questo Paese, sono distribuite malissimo.
Con risorse intendo anche le capacità di molti giovani, non solo quelle finanziare che risultano spalmate solo nelle tasche di inetti burocrati.
E' tutto un meccanismo che si autoalimenta...