Riferimento: Seconda prova v.o. terza prova nuovo Caso CLINICO
anche io credo che conti molto il ragionamento, e più vado avanti con la lettura, più mi accorgo che nonostante molti disturbi siano tra loro simili, presentano piccole sfumature che poi li distinguono nettamente... certo tutto sta a vedere quanto nel testo cercheranno di rendere evidenti tali particolari o meno... cmq... voi a che punto siete con lo studio? come vi esercitate con i casi? provate a svolgerli, scrivendoli?
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La seconda prova, detta 'diagnostica' o 'pratica', altro non è che una bella analisi della domanda (Carli): quel che è importante, di per sé, non è tanto la diagnosi azzeccata (certo, è importante non tirare sfondoni e non collocare in area psicotica un caso nevrotico, come confondere i deliri di uno schifofrenico con quelli di un dipendente da sostenze): quel che cercano è, effettivamente, il ragionamento, la capacità di scavare a fondo con la 'pala' giusta.
"Da quanto tempo sono presenti i sintomi? Qual è stato l'evento scatenante?" "Indagherei su, sarebbe opportuno approfondire su...", nonché qualche nozione su eventuali indicazioni terapeutiche supportive o espressive.
Questo è quello che ci ho capito io.
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buongiorno a tutti ; secondo voi ci sono delle tematiche ricorrenti o più probabili che vengono proposte? dipende dalla commissione?
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Lilith... guardando i vecchi casi penso che può uscire un po' di tutto...poi alla fine...secondo me è questa la prova che conta (teoricamente se tutto và bene...è quello che dovremmo fare sul serio!!), ci sono stati dei casi di disturbi di personalità, dist somatoformi, dist. d'ansia, dist dell'umore....dist dell'alimentazione!
Comquneu se ti scarichi le prove precedenti puoi più o meno avere il quadro...
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Il caso del 2008 di Giacomo che richiede un consulto perchè la moglie vuole la separazione dopo l'aborto volontario, come lo svolgereste??
Nella parte dellla diagnosi io proporreiun disturbo paranoide di personalità, ma per i sintomi più recenti cosa proporreste??
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la paura di ammalarsi potrebbe far pensare ad una fobia specifica di altro tipo, ma la metterei in diagnosi differenziale con l'ipocondria, da indagare se è solo una paura o se vi è la convinzione di essere effettivamente malato. approfondirei anche la tematica della morte della madre e della separazione con le mogli: a soli 35 anni si è già separato 2 volte. Per quanto riguarda la sospettosità sottolinerei che è da circa 1 mese che presenta tale sintomatologia.Indagherei eventualmente la presenza di un delirio di persecuzione. In base ad eventuali vissuti non escluderei una molto lontana ipotesi di schizofrenia tipo paranoide, in cui l'ambito affettivo e cognitivo non risultano solitamente compromessi. comunque indagherei anche il tipo di personalità.
bo..in realtà più ci penso e più mi sembra un gran casino!
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Secondo me dovremmo parlare di disturbo paranoide di personalità...poi per i disturbi più recenti rimarrei generale su un disturbo d'ansia (sono dell'idea che non si possono fare troppi se e ma azzardati),
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scusate, ma voi cosa mettete quando si chiede che il candidato esponga:
"l'ipotesi di diagnosi psicologica (facendo riferimento esplicito ad un modello di psicologia clinica scelto dal candidato)"?
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penso che si debba spiegare ad esempio l'eventuale depressione seguendo il punto di vista cognitivo comportamentale, o psicoanalitico...mah..
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ragazze/i ma voi cosa mettete per come trattamento? tipo dite: trattamento cognitico comp, psicoanalitico, relazionale o dite espressivo, supportivo o ancora nominate la tecnica da usare (esempio il modellamento, l'apprendimento senza errori, l'estinzione)?
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io sto provando a svolgere un pò di casi e sinceramente noto che per svolgerli in sole due ore e senza sforare troppo dalle famose 2/3 pagine a volte sono "costretta" a ridurre anche le terminologie, per cui se avrò tempo e occupato poco spazio magari farò un accenno del tipo " si potrebbe ipotizzare una terapia ad enfasi espressivo/supportiva... con l'obiettivo di... secondo un approccio psicodinamico/cognit.comp/sistemico i cui obiettivi sono... attraverso tecniche di.... cmq credo vada bene anche solo ipotizzazre un trattamento terapeutico senza parlare di espressivo/ supportivo, che più che altro credo rifletta un'impostazione psicodinamica... addirittura ricordo che all'incontro di orientamento per l EDS gli psicologi presenti non capivano neanche perchè i candidati scrivessero insistentemente nei compiti riferimenti a terapie " espressivo/supportiva"!!! non sapevano cosa fosse L ABC DELLA PSICOPATOLOGIA di Falabella... e che è poi proprio il libro su cui troviamo queste specifiche!!!
cmq... voi come vi sentite per questa prova che si avvicina???
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mah...a me hanno detto di non mettere un approccio specifico...ma di scrivere ad es.supportivo-espressiva...
ma abbiamo solo 2 ore?
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che casino. non si sa se mettere un approccio specifico (cogn.comp, familiare etc) o se mettere solo supportivo espressivo! pauraaaaaaaaaaaa
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che casino...io purtroppo mi sono messa a studiare seriamente solo 2 giorni fa, quando cioè sono usciti i risultati della seconda prova del N.O., prima ho guardato qualcosa ma non riuscivo proprio a mettermi a studiare d'impegno se non sapevo nemmeno se ero passata...
Io mi rifiuto di impararmi a memoria i criteri diagnostici, mi concentrerò molto sulle diagnosi differenziali e mi imparerò a modo COME scrivere, perché mi hanno detto che è molto importante l'impostazione dello scritto...
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ragazze! proviamo tutte insieme a fare un po' di schemi su eventuali test da somministrare in base ai sintomi proposti e sugli interventi da proporre?