Citazione:
Originariamente postato da indiana
Voglio dire che non è usando un termine diverso come diversamente abile, necessariamente siamo persone "civili". E' altrettanto vero che le parole contribuiscono e sono parte della nostra cultura, l'evoluzione di un linguaggio è in netta relazione con l'evolversi del pensiero sociale. Che un termine del genere crei meno disagio nel gestire una diversità, che ben venga. Ma si parla appunto di diversità!! Una menomazione fisica, una mentale, un disagio emotivo, un trauma...e se vogliamo rientrare nella categoria della"normalità" religioni diverse, status diversi, colore della pelle diversi e addirittura modi di pensare diversi, ci fanno rendere conto che la normalità è un concetto mentale, piuttosto che la realtà. Il punto, credo, sia il come ognuno di noi gestisce se stesso con il diverso da sè. Questo però è un fatto prettamente individuale! Le parole fissano concetti!! Ma l'essere umano al potere di guardare oltre delle semplici categorie culturali.
Ottime considerazioni.