Riferimento: Economicamente parlando
Cara Blooby gosh,
sono esterrefatto, prima insisti per far intraprendere la carriera psicologica ad Elisa (che non vi aveva fatto alcun riferimento), ora tiri fuori l'argomento del lasciare il terapeuta (ee anche qui senza nessun riferimento, anzi se Elisa è qui è proprio perché vorrebbe ricomporre questo rapporto e perché vorrebbe dei chiarimenti). Perché non ascolti quello che lei chiede invece di suggerire quello che tu vuoi?
Un saluto
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No ma ...uno può essere portato a pensare che chi entra in un sito di psicologi voglia diventare psicologo....è logico...
Per l'altro aspetto, non so. E' normale avere emozioni contrastanti verso il proprio terapeuta? lo chiedo a voi....
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elisa1234
...E' normale avere emozioni contrastanti verso il proprio terapeuta? lo chiedo a voi....
Come mai, secondo te, non potrebbe essere "normale"? In fondo, non credo che abbiamo a che fare con angeli o con demoni nei nostri rapporti con le persone. Perché mai la relazione con un terapeuta non potrebbe comprendere emozioni contrastanti, come avviene con altre persone?
Pensa un po': da un lato ti aiuta. Però lo devi pagare. Da un lato ti vuole bene, però non si innamora di te. Da un lato ti accoglie, però ti mette in difficoltà. Tu ti scopri, lui/lei rimane nascosto. Capisci che sono tutti contrasti che nella relazione terapeutica risaltano fuori in tanti modi diversi?
Buona vita
Guglielmo
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Come dici tu, contrastano i sentimenti. Un secondo lo vorrei amico (o altro) e mi incazzo, poi il secondo dopo penso "è un medico" ma cosa mi incavolo? mica è colpa sua (per diverse cose). :sbonk:
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Megiston Matema
Cara Blooby gosh,
sono esterrefatto, prima insisti per far intraprendere la carriera psicologica ad Elisa (che non vi aveva fatto alcun riferimento), ora tiri fuori l'argomento del lasciare il terapeuta (ee anche qui senza nessun riferimento, anzi se Elisa è qui è proprio perché vorrebbe ricomporre questo rapporto e perché vorrebbe dei chiarimenti). Perché non ascolti quello che lei chiede invece di suggerire quello che tu vuoi?
Un saluto
Innanzitutto davo per scontato che fosse una psicologa (forse un pò in crisi, ma ciò capita, no?);
Non le ho detto di cambiare terapeuta! come ben saprai non sempre la coppia pz - terapeuta è azzeccata (antipatie, poco accordo, etc.) e questo non lo dico io, ma qualsiasi manuale o professore: ci si sceglie. Ho esortato a parlare con lui delle sue emozioni, ma se non va, non va: tutto qui.
Da ultimo, non credo che in questo spazio, si possa fare dell'ascolto psicoterapeutico, perchè immagino che è di ciò che parli quando dici quell'ultima frase.
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Cara Blooby,
tu dai per scontate diverse cose che invece bisognerebbe comprendere fra le righe di chi scrive un appello come questo. Dai per scontato che Elisa fosse una psicologa, mentre non c'è un solo indizio che possa far pensare a questo. Ma il problema non sta qui (come dice la stessa Elisa), il problema a mio parere sta nel dare un consiglio di cambiare terapeuta senza avere indizi sul fatto che la coppia terapeutica fosse in discussione. Lasciamo perdere i manuali, e andiamo allo scritto di Elisa, da dove trai il dubbio che la coppia terapeutica non potesse continuare proficuamente il suo percorso?
Elisa sta cercando un chiarimento, lo chiede a noi, ma sbaglia, sarebbe molto meglio per lei chiederlo al suo analista. Il mio compito è solo quello di ricordarle questo. E’ vero che esprime il dubbio che non risolverà niente, ma noi certamente non possiamo suggerirle cosa deve fare nel caso questo accada, né sappiamo davvero o possiamo dare per scontato tutto ciò. Quindi ho trovato semplicemente fuori luogo il tuo: “...se è un buon terapeuta non lo leggerà come un attacco gratuito.
Considera però che non sempre si trova il terapeuta con cui si è sintoni (può anche essere bravissimo, ma non fare alacaso tuo). Se dopo aver parlato con lui chiaramente di tutto, non ti senti capita, ringrazialo, stringigli la mano e cambialo”.
Ancora, io non palavo di ascolto terapeutico, ancora una volta dai per scontate cose che sarebbe meglio chiedere all’interessato, parlavo di ascolto e basta, semplicemente il capire ciò che viene detto (e nel dubbio chiedere).
Tu non hai ricambiato il mio saluto, ma io insisto ... un saluto a te.
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Megiston Matema
Tu non hai ricambiato il mio saluto, ma io insisto ... un saluto a te.
Mi scuso, hai ragione. Ho dato una risposta secca, per cause esterne alla scrittura del messaggio, senza ricambiare il saluto ma la mia stima per te c'è.
A presto
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scusate l'intrusione, ma come fa un paziente a sapere se la coppia è azzeccata.
Quindi, se ho capito bene, se c'è poco accordo, bisogna cambiare?
Ma sai su quante cose non si è d'accordo..un'infinità...boh?
Se un paziente mettesse sulla bilancia i disaccordi...
Oh?
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Ti dico da panziente cosa penso. Quando ti accorgi che nelle sedute non hai proprio voglia di parlare....cosa che sta succedendo a me!
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complicata
scusate l'intrusione, ma come fa un paziente a sapere se la coppia è azzeccata.
Lo senti. Punto.
Da futura terapeuta e da paziente non saprei davvero come altro spiegarlo...
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elisa1234
Ti dico da panziente cosa penso. Quando ti accorgi che nelle sedute non hai proprio voglia di parlare....cosa che sta succedendo a me!
Mah...io a volte non ho voglia di parlare nemmeno con la mia migliore amica che amo alla follia...quindi sinceramente non so se questo e' un elemento sufficiente per dire che la relazione terapeutica non funziona...insomma, di attriti e di momenti no ce ne sono in qualsiasi tipo di relazione ma questo non vuol dire che non ci sia stima e che il rapporto non sia un BUON rapporto.
Io sto facendo riflessioni a caso Elisa eh? Non conosco te, le tue problematiche e il tuo terapeuta. Pero' ricordo degli altri post tuoi in cui il tono era abbastanza disilluso. Non voglio entrare nel merito, ma fossi in te mi interrogherei sul percorso che fatto con lui fino ad ora...insomma, ti capita adesso questa cosa oppure e' stato cosi' fin dall'inizio? Non so...
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chiaravarri
Lo senti. Punto.
Da futura terapeuta e da paziente non saprei davvero come altro spiegarlo...
E il terapeuta lo sente?
Voglio dire.. mi spiego.
Finchè il paziente si recasse da quel terapeuta, (sua libera scelta) potrebbe trascinare in avanti nel tempo un qualcosa di ,per così dire, poco azzeccato.
Il terapeuta che ruolo potrebbe assumere rispetto all' "accorgersi" che qualcosa non funziona?
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Parlarne. Tutto ciò che succede in terapia e fonte di materiale utile per la terapia (non del terapeuta ahahahaha)
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complicata
E il terapeuta lo sente?
Voglio dire.. mi spiego.
Finchè il paziente si recasse da quel terapeuta, (sua libera scelta) potrebbe trascinare in avanti nel tempo un qualcosa di ,per così dire, poco azzeccato.
Il terapeuta che ruolo potrebbe assumere rispetto all' "accorgersi" che qualcosa non funziona?
Beh diciamo che si, il terapeuta dovrebbe sentirlo...
Per il resto ti ha risposto Bloody Gosh.
Non c'e' altra via che parlarne...
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complicata
E il terapeuta lo sente?
Voglio dire.. mi spiego.
Finchè il paziente si recasse da quel terapeuta, (sua libera scelta) potrebbe trascinare in avanti nel tempo un qualcosa di ,per così dire, poco azzeccato.
Il terapeuta che ruolo potrebbe assumere rispetto all' "accorgersi" che qualcosa non funziona?
Cara complicata,
certo che il terapeuta lo sente! Probabilmente se ti rispondessero colleghi che seguono approcci diversi, ti direbbero altre parole, io seguo l'orientamento analitico e in questo approccio il lavoro del terapeuta con il proprio controtransfert è fondamentale. Il controtransfert - semplifico al massimo il concetto - è costituito dell'insieme dei sentimenti che l'analista prova in risposta al transfert del paziente, e fornisce all'analista vari tipi di indicazioni sul processo analitico. E' una sorta di monitoraggio costante e fra le altre cose permette anche di sentire se la coppia analitica lavora bene oppure no.
Certamente ci possono essere dei periodi in cui l'analisi "si blocca" (i Baranger parlano di "bastioni") ma possono essere fisiologici e possono essere superati. Qualora invece l'analista ravvisasse che il bastione non è superabile, va da sè che il codice deontologico gli imporrebbe di parlarne con il paziente e di valutare con lui un eventuale interruzione e un invio ad un altro collega.
Spero di averti chiarito qualcosa in più, un saluto
:ciao: